{"id":381,"date":"2014-08-06T20:45:04","date_gmt":"2014-08-06T18:45:04","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=381"},"modified":"2022-10-11T13:02:12","modified_gmt":"2022-10-11T11:02:12","slug":"divulgare-e-barare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2014\/08\/06\/divulgare-e-barare\/","title":{"rendered":"Divulgare \u00e8 barare?"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo in un momento storico e in una nazione dove il termine &#8220;divulgazione&#8221; viene associato a un tipo di svago per tipi un po&#8217; strani, che non si accontentano di pascersi di cantanti pi\u00f9 o meno intonati e di partite di pallone. E a dirla tutta va ancora bene: c&#8217;\u00e8 anche chi la considera quasi alla stregua di una parolaccia o almeno roba da cui starsene accuratamente alla larga. In fin dei conti l&#8217;interno della parola mostra sin troppo bene al suo interno il volgo, la plebaglia insomma. Chiss\u00e0, forse la divulgazione funziona meglio nei paesi anglofoni perch\u00e9 loro non sentono nulla di strano nella parola, se non una lunghezza eccessiva&#8230;<\/p>\n<p>Se per\u00f2 lasciamo per un attimo perdere i soliti alti lai su come in Italia si faccia poca divulgazione e la si faccia male, e ci mettiamo a pensare un attimo a cosa vuol dire in pratica divulgare, a parte la risposta a pappagallo &#8220;spiegare la scienza&#8221;, forse ci si accorger\u00e0 che le cose non sono cos\u00ec semplici come sembrava a prima vista.<\/p>\n<p><!--more--> Partiamo da una constatazione persino ovvia: la scienza \u00e8 difficile. Se fosse semplice non ci vorrebbero tutti quegli anni di scuola: ci sarebbe s\u00ec bisogno di un po&#8217; di tempo perch\u00e9 si devono studiare tante cose, ma le verifiche sarebbero poco pi\u00f9 di una formalit\u00e0. Detto in altri termini, se la divulgazione scientifica servisse davvero a rendere semplice la scienza non si capisce perch\u00e9 i programmi scolastici non siano mai stati sostituiti dalle puntate di Superquark. (E no, non \u00e8 un complotto delle lobby degli insegnanti.) Proviamo allora ad accontentarci di qualcosa di meno, cio\u00e8 di chiedere che la divulgazione <b>mostri<\/b> cosa fa la scienza, anzich\u00e9 spiegarlo. Vi pare una buona idea? Mica tanto. Intendiamoci, pecco anch&#8217;io al riguardo: quando scrivo qui sul Post spesso presento i risultati ma non do nemmeno una traccia di come ci si \u00e8 arrivati, anche perch\u00e9 spesso non lo so neppure io. Per\u00f2 in questo modo si rischia di avverare la predizione di Clarke, secondo cui ogni tecnologia sufficientemente avanzata \u00e8 indistinguibile dalla magia. &#8220;La scienza ha dimostrato questo e quest&#8217;altro&#8221;. Davvero? Lo dobbiamo accettare fideisticamente, come abbiamo accettao fideisticamente per decenni che vaccinare i bambini aumenta la probabilit\u00e0 che siano autistici, solo perch\u00e9 un&#8217;autorevole rivista scientifica (Lancet, tanto per fare i nomi) pubblic\u00f2 un articolo inventato dal suo autore? Non mi pare una grande idea. E anche pensando positivo e immaginando che tutto quello che viene propinato sia vero, quello che stiamo facendo non \u00e8 divulgazione ma semplicemente nozionismo, che giustamente entrer\u00e0 da un orecchio e uscir\u00e0 dall&#8217;altro senza lasciare nulla in testa. <\/p>\n<p>Ci vuole una terza via, insomma: ma la strada da percorrere \u00e8 davvero stretta. L&#8217;idea di base sarebbe quella di <b>semplificare<\/b> le spiegazioni, usando per quanto possibile metafore comprensibili ai pi\u00f9 e ricordando allo stesso tempo che quelle che si fanno sono appunto approssimazioni. Peccato che tra il dire e il fare ci sia in mezzo il mare! Per prima cosa, non si pu\u00f2 comunque fare divulgazione &#8220;buona per tutti&#8221;. Parlare a un dodicenne, a un diciottenne o a un quarantenne \u00e8 completamente diverso perch\u00e9 le loro conoscenze di partenza sono diverse ma soprattutto sono diverse le conoscenze &#8220;non scientifiche&#8221;, quelle di cultura generale che appunto permettono di comprendere le metafore. <\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi il problema di <b>come<\/b> sbagliare. Come dicevo sopra, se la divulgazione semplifica una spiegazione e non era possibile partire gi\u00e0 dal testo semplificato vuol dire che il testo semplificato \u00e8 errato. Nulla di male di per s\u00e9: la fisica va avanti da secoli con leggi approssimate sempre meglio, e nessuno si \u00e8 mai preoccupato che non siano poi esatte. Persino in matematica in un certo senso abbiamo qualcosa del genere: i teoremi della geometria piana valgono in un piano ideale, che in pratica non esiste certo. Provate a costruire geometricamente un pentagono regolare e poi controllate se i lati sono davvero identici&#8230; Il guaio \u00e8 che per sapere cosa sbagliare devi sapere molto bene come fare le cose giuste! Approssimare in maniera sensata \u00e8 forse ancora pi\u00f9 difficile che spiegare le cose correttamente. Abbiamo cos\u00ec un problema: i cosiddetti mediatori culturali, o se preferite il termine classico i giornalisti scientifici, si trovano nei guai perch\u00e9 spesso non hanno gli strumenti necessari per comprendere cosa viene detto o scritto dagli scienziati, e quindi fanno approssimazioni di approssimazioni con i risultati che vedete sin troppo spesso sui giornali. Non che la scelta opposta, far cio\u00e8 scrivere direttamente gli scienziati, sia la panacea: lo scienziato tipico non sa scrivere &#8211; non penso che le facolt\u00e0 scientifiche richiedano nemmeno oggi un esame di tecniche di scrittura per laurearsi &#8211; ed essendo abituato a parlare ai suoi pari non sa nemmeno a quale livello fare le metafore. Risultato? Un testo magari scientificamente corretto ma illeggibile, che quindi non serve a nulla.<\/p>\n<p>L&#8217;unica soluzione che mi viene in mente \u00e8 di avere una maggiore interazione tra scienziato e giornalista, dove entrambi tengono ben a mente che ciascuno ha i suoi pregi e i suoi difetti, e che la divulgazione non serve a mostrare quanto si \u00e8 bravi ma a far s\u00ec che il pubblico possa imparare qualcosa. Da questo punto di vista, se usato bene, il blog ha sicuramente un vantaggio: i commenti (seri) permettono di affinare le spiegazioni e correggere gli inevitabili errori&#8230; se il tenutario parte dallo stesso principio che raccontavo sopra: non ha sempre ragione lui. Si apra il dibattito! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 facile trovare la giusta via tra semplificazione e correttezza<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[39],"class_list":["post-381","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-divulgazione"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-69","jetpack-related-posts":[{"id":2474,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2012\/02\/06\/parole-matematiche-monotono\/","url_meta":{"origin":381,"position":0},"title":"Parole matematiche: monotono","author":".mau.","date":"06\/02\/2012","format":false,"excerpt":"Quando si inventano parole dando loro una patina di classicit\u00e0, e gli accenti contano","rel":"","context":"Similar post","block_context":{"text":"Similar post","link":""},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":1485,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2019\/06\/10\/interpretabilita\/","url_meta":{"origin":381,"position":1},"title":"Interpretabilit\u00e0","author":".mau.","date":"10\/06\/2019","format":false,"excerpt":"Serve o non serve essere in grado di interpretare il risultato di un algoritmo di machine learning? 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