{"id":2636,"date":"2013-09-11T15:16:11","date_gmt":"2013-09-11T13:16:11","guid":{"rendered":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=2636"},"modified":"2022-10-11T12:46:32","modified_gmt":"2022-10-11T10:46:32","slug":"il-teorema-della-pizza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2013\/09\/11\/il-teorema-della-pizza\/","title":{"rendered":"Il teorema della pizza"},"content":{"rendered":"<p>Aldo ed Ester hanno preso una pizza e se la devono dividere. Aldo fa due tagli perpendicolari che per\u00f2 non passano per il centro della pizza, e poi fa per prendere la fetta maggiore (come nell&#8217;immagine a sinistra qui sotto). Ester lo guarda male, e allora Aldo dice &#8220;Hai ragione. Facciamo cos\u00ec: prendo quella insieme alla la fetta pi\u00f9 piccola e tu quelle di mezzo, cos\u00ec siamo pari&#8221;. Ester lo ferma, gli prende il coltello e fa altri due tagli, che passano sempre per lo stesso punto e bisecano le fette: ora ci sono otto fette, tutte con un angolo di 45 gradi. Sorride poi al compagno, e gli dice soavemente: &#8220;Ora va molto meglio. Io prendo la fetta pi\u00f9 grande, e poi andiamo avanti in senso orario, prendendo ciascuno la fetta successiva&#8221;. Allo sguardo perplesso di Aldo, continua: &#8220;O se preferisci la fetta grande la prendi tu, e poi proseguiamo come ho detto. Scegli pure, ma fa&#8217; in fretta che la pizza si raffredda.&#8221; Che cosa consigliate ad Aldo di fare, a parte imparare a tagliare la pizza passando dal centro?<\/p>\n<figure id=\"attachment_3507\" aria-describedby=\"caption-attachment-3507\" style=\"width: 512px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2013\/09\/pizza1.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2013\/09\/pizza1.png?resize=512%2C275&#038;ssl=1\" alt=\"Un taglio in quattro parti e un altro taglio in otto parti\" width=\"512\" height=\"275\" class=\"size-full wp-image-3507\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3507\" class=\"wp-caption-text\">Un taglio in quattro parti e un altro taglio in otto parti<\/figcaption><\/figure>\n<p><!--more--> Per quanto riguarda il primo taglio, quello in quattro parti, direi che non c&#8217;\u00e8 storia. Dovrebbe essere chiaro a prima vista che spostando opportunamente il punto di incontro delle due perpendicolari si ottiene pi\u00f9 di mezza pizza anche solo con il pezzo pi\u00f9 grande. (Lo so, \u00e8 una dimostrazione di tipo &#8220;handwaving&#8221;: ma non preoccupatevi, prima della fine del post ce ne sar\u00e0 una pi\u00f9 valida). Per il secondo taglio, per\u00f2, le cose non sono cos\u00ec semplici, e almeno ad occhio non \u00e8 possibile avere un&#8217;idea di quale sia la parte maggiore. Il problema ha una data di nascita ben precisa, tra l&#8217;altro: venne proposto per la prima volta nel 1968 all&#8217;interno di <em>Mathematics Magazine<\/em>, ci racconta <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pizza_theorem\">Wikipedia<\/a> nella voce opportunamente denominata &#8220;Pizza theorem&#8221;. A tempo debito la soluzione venne poi pubblicata: venivano calcolate analiticamente le varie aree, e si ricavava che la somma dei settori rosa era identica a quella dei settori verdi. Insomma, Ester aveva fatto uno scherzo ad Aldo, lasciandolo nel dubbio di aver fatto la scelta sbagliata quando invece la scelta era indifferente.<\/p>\n<p>Per la maggior parte della gente, la storia sarebbe finita qui. C&#8217;era un problema, era stata trovata la soluzione al problema, e non c&#8217;era pi\u00f9 nulla da fare. Ma stiamo parlando di matematici: per loro, meglio una brutta soluzione che nessuna soluzione &#8211; ci mancherebbe altro! &#8211; ma il fatto stesso che una soluzione sia brutta significa che bisogna cercare una soluzione migliore. Cos\u00ec nel 1994 Larry Carter e Stan Wagon, sempre sul <i>Mathematics Magazine<\/i>, hanno dimostrato nuovamente l&#8217;uguaglianza: anzi, l&#8217;hanno <b>mostrata<\/b>, presentando un disegno &#8211; lo vedete qui sotto, sempre cortesia di Wikipedia &#8211; dove hanno fatto un&#8217;ulteriore suddivisione della pizza in modo che fosse chiaro che i due gruppi di quattro fette hanno un&#8217;area totale identica, essendo composti da parti congruenti. Come bonus, si pu\u00f2 vedere che se avessimo diviso la pizza in quattro e non in otto, la differenza \u00e8 data dalle due porzioni etichettate &#8220;g&#8221; e &#8220;G&#8221;; adesso anche i pi\u00f9 scettici saranno convinti di quanto avevo scritto sopra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3509\" aria-describedby=\"caption-attachment-3509\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2013\/09\/Pizza_proof_without_words.svg_.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2013\/09\/Pizza_proof_without_words.svg_.png?resize=300%2C300&#038;ssl=1\" alt=\"le due partizioni sono uguali! \" width=\"300\" height=\"300\" class=\"size-full wp-image-3509\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3509\" class=\"wp-caption-text\">le due partizioni sono uguali! (da https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Pizza_proof_without_words.svg)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La storia \u00e8 finita? Macch\u00e9. Adesso \u00e8 l&#8217;ora di generalizzare. Premesso che con tagli rettilinei si otterr\u00e0 sempre un numero pari di fette, ecco i risultati che si sono dimostrati (il taglio \u00e8 sempre fatto con <i>2n<\/i> fette con lo stesso angolo):<\/p>\n<li>Se il numero di fette \u00e8 multiplo di 4 ed almeno 8, i due gruppi che si ottengono hanno area uguale.<\/li>\n<li>Se nessun taglio tocca il centro della pizza e il numero di fette \u00e8 uguale a 2 (modulo 8), sempre con l&#8217;eccezione del caso 2, allora il sottoinsieme delle fette dove c&#8217;\u00e8 quella che contiene il centro ha area minore dell&#8217;altra.<\/li>\n<li>Se nessun taglio tocca il centro della pizza e il numero di fette \u00e8 uguale a 6 (modulo 8), allora il sottoinsieme delle fette dove c&#8217;\u00e8 quella che contiene il centro ha area maggiore dell&#8217;altra.<\/li>\n<li>Se un taglio tocca il centro della pizza, i due sottoinsiemi hanno la stessa area.<\/li>\n<li>Se i due sottoinsiemi hanno la stessa area, hanno anche la stessa quantit\u00e0 di crosta (intesa come perimetro, o come corona circolare)<\/li>\n<li>Se i due sottoinsiemi hanno aree diverse, chi ha l&#8217;area maggiore ha la quantit\u00e0 minore di crosta<\/li>\n<li>Se la pizza \u00e8 divisa in 4<i>n<\/i> parti, si pu\u00f2 anche dividere in maniera equa se le persone sono <i>n<\/i>.\n<p>Non so voi, ma ho come l&#8217;impressione che ai matematici la pizza piaccia&#8230;<\/p>\n<p><strong>Post Scriptum:<\/strong> esiste anche un altro teorema sulla divisione della pizza. Stavolta abbiamo tanti settori circolari, vale a dire che la pizza \u00e8 stata tagliata a partire dal centro in tanti &#8220;triangoli&#8221;. Dopo il taglio, Aldo sceglie il primo pezzo, e poi entrambi i giocatori prendono a turno un pezzo a uno dei due estremi del resto della pizza: insomma non possono dividerla in due parti. Bene: anche se non sembra, Ester &#8211; che ha tagliato opportunamente la pizza&#8230; &#8211; pu\u00f2 fare in modo che Aldo ne manger\u00e0 meno della met\u00e0 nonostante sia lui il primo a iniziare! Per la precisione, Ester pu\u00f2 tagliare la pizza in modo che Aldo ne possa al pi\u00f9 mangiare i 4\/9. I curiosi possono trovare <a href=\"http:\/\/www.tcs.uj.edu.pl\/~kecim\/pubs\/pizza.pdf\">qui<\/a> la dimostrazione. Ribadisco: ai matematici la pizza piace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco un risultato assolutamente poco intuitivo che per\u00f2 potrebbe sempre servire nella vita quotidiana (ehm..)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2636","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-Gw","jetpack-related-posts":[{"id":188,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2011\/05\/14\/di-elezioni-e-gelatai\/","url_meta":{"origin":2636,"position":0},"title":"Di elezioni e gelatai","author":".mau.","date":"14\/05\/2011","format":false,"excerpt":"Ci sono molte teorie matematiche legate alle votazioni, e che generalmente danno risultati deludenti per gli amanti della democrazia a tutti i costi; 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