{"id":2580,"date":"2013-03-27T06:00:12","date_gmt":"2013-03-27T05:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=2580"},"modified":"2022-10-11T11:55:59","modified_gmt":"2022-10-11T09:55:59","slug":"ricondursi-al-caso-precedente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2013\/03\/27\/ricondursi-al-caso-precedente\/","title":{"rendered":"Ricondursi al caso precedente"},"content":{"rendered":"<p>Inizio con l&#8217;esporvi un problema matematico. Prendete un mazzo di (52) carte, mischiatelo, e poi girate le carte a due a due. Un bravo prestigiatore \u00e8 capace a fare in modo che tutte le coppie siano composte da una carta rossa e una nera; ma immaginate che il mazzo sia stato mischiato bene e quindi le coppie siano scelte in maniera davvero casuale. Qual \u00e8 allora la probabilit\u00e0 che tutte le ventisei coppie siano formate da una carta rossa e una nera?<\/p>\n<p>Prima di passare a risolvere il problema, cos\u00ec avete a disposizione un po&#8217; di tempo in pi\u00f9 per pensarci, ecco una &#8220;barzelletta matematica&#8221;. A un matematico e a un fisico viene chiesto di specificare tutte le operazioni da fare, avendo a disposizione un pentolino, un uovo, un fornello, un rubinetto e un orologio, per cuocere un uovo sodo. Entrambi rispondono &#8220;si riempie il pentolino d&#8217;acqua, si accende il fuoco, si aspetta che l&#8217;acqua bolla, si mette l&#8217;uovo nel pentolino, si aspettano quattro minuti, si spegne il fuoco e si prende l&#8217;uovo&#8221;. Come seconda domanda viene chiesto di specificare cosa fare se il pentolino \u00e8 pieno d&#8217;acqua. Il fisico risponde &#8220;si accende il fuoco, si aspetta che l&#8217;acqua bolla, si mette l&#8217;uovo nel pentolino, si aspettano quattro minuti, si spegne il fuoco e si prende l&#8217;uovo&#8221;; il matematico &#8220;si svuota il pentolino e ci si riconduce al caso precedente&#8221;. <\/p>\n<p><!--more--> A chi ha pensato &#8220;che stupido il matematico!&#8221; faccio amabilmente notare che la sua spiegazione \u00e8 pi\u00f9 breve di quella del fisico :-) Parlando pi\u00f9 seriamente, il ricondursi al caso precedente ha parecchi punti di contatto con il concetto informatico di subroutine: una parte di codice scritta una volta per tutte e che si pu\u00f2 utilizzare come se fosse un mattoncino compatto, senza doversi preoccupare di cosa c&#8217;\u00e8 dentro. Ma quello di subroutine \u00e8 un concetto recente, di pochi decenni orsono: i matematici fanno la stessa cosa da duemilacinquecento anni o gi\u00f9 di l\u00ec. Il salto concettuale \u00e8 avvenuto con gli ellenisti: Euclide con i suoi <i>Elementi<\/i> ha codificato una volta per tutte il concetto che la matematica non \u00e8 una semplice raccolta di informazioni, come facevano gi\u00e0 egizi e babilonesi, ma un edificio che si costruisce man mano a partire da quello che \u00e8 gi\u00e0 noto. Una volta dimostrato un teorema, quello \u00e8 a disposizione esattamente come i postulati per la dimostrazione di nuovi teoremi: a differenza delle scienze, la matematica \u00e8 come il maiale e non si butta via nulla, tanto che la dimostrazione euclidea del teorema di Pitagora continua ad essere vera. Pu\u00f2 venire sostituita da dimostrazioni <b>pi\u00f9 semplici<\/b>, certo: ma non per questo diventa falsa. Ma torniamo al nostro problema, prima che qualcuno si spazientisca.<\/p>\n<p>Questo problema sembrerebbe di tipo combinatorio: si contano tutti i possibili modi per dividere il mazzo in ventisei coppie, si guarda quanti di essi hanno tutte le coppie di colore diverso, e si fa il rapporto. Inutile dire che la cosa \u00e8 improponibile anche con un computer; quindi occorre trovare un metodo pi\u00f9 intelligente. Un&#8217;utile tecnica per risolvere problemi di questo tipo \u00e8 partire con casi pi\u00f9 semplici, e vedere se il caso generale si pu\u00f2 ricondurre a uno di questi casi pi\u00f9 semplici. Qual \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 facile che si possa fare? Beh, quello con un &#8220;mazzo&#8221; di due sole carte, una rossa e una nera. Sono certo che anche chi afferma di essere completamente negato per la matematica risponder\u00e0 che la probabilit\u00e0 che prendendo una coppia di carte da questo &#8220;mazzo&#8221; esse siano di colori opposti \u00e8 1, cio\u00e8 la certezza. Passiamo ora a un caso appena pi\u00f9 complicato: un mazzo di quattro carte. Prendiamo la prima coppia: qualcuno potrebbe immaginare di dover separare i casi in cui la prima carta \u00e8 rossa da quella per cui \u00e8 nera, ma basta pensarci su un attimo per accorgersi che non importa: per ragioni di simmetria si pu\u00f2 tranquillamente assumere la prima carta rossa. Peschiamo ora la seconda carta: la probabilit\u00e0 che sia nera \u00e8 2\/3. Ma se abbiamo fatto una coppia di colore opposto, quello che ci \u00e8 rimasto \u00e8 un mazzo di due carte, una rossa e una nera; e <i>quel<\/i> problema lo sappiamo risolvere. Ci siamo insomma ricondotti al caso precedente. La risposta per un mazzo di quattro carte \u00e8 pertanto (2\/3)&times;1 = 2\/3. Lo so, moltiplicare per 1 \u00e8 pleonastico: ma noi stiamo cercando un pattern, e quindi ci teniamo anche questo pezzo perch\u00e9 non si sa mai.<\/p>\n<p>Passiamo a sei carte: presa la prima, la probabilit\u00e0 che la seconda sia di colore opposto \u00e8 3\/5; a questo punto ci siamo ricondotti al caso precedente, e quindi possiamo calcolare la probabilit\u00e0 complessiva come (3\/5)&times;(2\/3)&times;1. Con otto carte avremo (4\/7)&times;(3\/5)&times;(2\/3)&times;1; direi che a questo punto \u00e8 facile intuire, e non troppo difficile dimostrare, che con 2<i>n<\/i> carte la probabilit\u00e0 complessiva sar\u00e0 data da<br \/>\n(<i>n<\/i>&times;(<i>n<\/i>&minus;1)&times;&hellip;&times;2&times;1)\/((2<i>n<\/i>&minus;1)&times;(2<i>n<\/i>&minus;3)&times;&hellip;&times;3&times;1), cio\u00e8 2<sup><i>n<\/i><\/sup>(<i>n<\/i>!)<sup>2<\/sup>\/(2<i>n<\/i>)!<\/p>\n<p>(il passaggio dalla penultima all&#8217;ultima formula pu\u00f2 non essere immediato, anche se garantisco sono tutti conti formali: ma non preoccupatevi, qui non siamo a scuola e non \u00e8 importante che voi sappiate farli. La parte davvero matematica di tutto il ragionamento \u00e8 quella precedente, l&#8217;ultimo passaggio serve solo per non prendere un votaccio a scuola)<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima nota: come avete visto, il ricondursi al caso precedente pu\u00f2 sembrare molto simile al ragionamento per induzione: anche l\u00ec si comincia con un caso base e poi si prosegue passo passo, usando il caso precedente come punto di partenza. Filosoficamente parlando, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 una differenza fondamentale! Il metodo di induzione usa infatti una conseguenza fideistica &#8211; non per nulla \u00e8 uno degli <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/mauriziocodogno\/2011\/06\/20\/i-numeri-naturali-e-gli-assiomi-di-peano\/\"><b>assiomi<\/b> di Peano<\/a>: e un assioma \u00e8 fideistico per definizione, no? Nell&#8217;induzione facciamo infatti un salto dal finito all&#8217;infinito, affermando che il fatto che una propriet\u00e0 valga per <i>n<\/i> allora vale anche per <i>n<\/i>+1 implica che valga per tutti gli interi. Qui abbiamo solo un numero finito di casi da considerare: l&#8217;infinito per fortuna non c&#8217;entra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella del titolo \u00e8 una frase tipica da matematico e fa spesso divertire chi matematico non \u00e8, per\u00f2 \u00e8 uno strumento molto potente quando lo si sa usare.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2580","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-FC","jetpack-related-posts":[{"id":2476,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2012\/02\/08\/la-magia-delle-soluzioni\/","url_meta":{"origin":2580,"position":0},"title":"La magia delle soluzioni","author":".mau.","date":"08\/02\/2012","format":false,"excerpt":"Spesso la soluzione di un problema matematico sembra uscire come per magia da un cappello. 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