{"id":2493,"date":"2012-04-23T11:37:54","date_gmt":"2012-04-23T09:37:54","guid":{"rendered":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=2493"},"modified":"2022-10-11T10:42:24","modified_gmt":"2022-10-11T08:42:24","slug":"un-computer-in-base-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2012\/04\/23\/un-computer-in-base-3\/","title":{"rendered":"Un computer in base 3"},"content":{"rendered":"<p>Noi contiamo in base 10. Dopo il 9, smettiamo di inventare nuovi simboli e aggiungiamo una nuova cifra al numero, che diventa per l&#8217;appunto 10. Non c&#8217;\u00e8 nessuna ragione speciale per avere dieci simboli, non di pi\u00f9 n\u00e9 di meno: probabilmente tutto dipende dal fatto che abbiamo dieci dita. C&#8217;\u00e8 chi propugna una base 12, perch\u00e9 in questo modo sarebbe pi\u00f9 semplice dividere l&#8217;unit\u00e0 in parti uguali: ma noi umani siamo troppo abituati a contare cos\u00ec per fare un cambiamento di questo tipo. Tutt&#8217;altra cosa per i computer, per\u00f2!<\/p>\n<p><!--more--> Innanzitutto un rapido ripasso su cosa significa scrivere un numero in base <i>b<\/i>. Se abbiamo il numero <i>cdefg<sub>b<\/sub><\/i>, noi dobbiamo leggerlo come <i>c&middot;b<\/i><sup>4<\/sup> + <i>d&middot;b<\/i><sup>3<\/sup> + <i>e&middot;b<\/i><sup>2<\/sup> + <i>f&middot;b<\/i> + <i>g<\/i>; insomma se procediamo da destra a sinistra iniziando a contare da zero dobbiamo moltiplicare la <i>i<\/i>-esima cifra per la <i>i<\/i>-esima potenza della base. Detto cos\u00ec sembra inutilmente complicato, lo so: ma ci servir\u00e0 in seguito. La seconda cosa che serve \u00e8 la tavola pitagorica: abbiamo due tabelle di dimensione <i>b<\/i>&times;<i>b<\/i>, una per la somma e una per la moltiplicazione.<\/p>\n<p>I primissimi computer, quelli ancora elettromeccanici, lavoravano in base 10 per abitudine e perch\u00e9 comunque era necessario interfacciarsi con i &#8220;calcolatori&#8221;, nel senso di &#8220;persone che fanno i calcoli&#8221;. Quando si \u00e8 passati ai primi calcolatori elettronici le cose sono mutate: per un computer infatti la base pi\u00f9 naturale era la base 2, perch\u00e9 la si pu\u00f2 mettere in campo con un circuito on\/off che ha appunto due valori. Ci penser\u00e0 poi il computer stesso a convertire tra base 2 e base 10: \u00e8 un compito stupido, ma proprio per questo il computer \u00e8 adattissimo a farlo. Le tavole pitagoriche per la base 2 sono banali, e le vediamo qui sotto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2012\/04\/tabelline2.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1752\" data-permalink=\"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2020\/07\/04\/probabilita-di-successo\/1su10\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2020\/07\/1su10.png?fit=682%2C270&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"682,270\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"1su10\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2020\/07\/1su10.png?fit=600%2C238&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2012\/04\/tabelline2.png?resize=424%2C169&#038;ssl=1\" alt=\"tabelline in base due\" width=\"424\" height=\"169\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1752\" \/><\/a><br \/>\nQuello che non \u00e8 probabilmente noto \u00e8 che all&#8217;inizio della storia dei computer erano state proposte anche altre basi, proprio come erano state proposte altre dimensioni per il byte: oggi lavoriamo in esadecimale (un byte \u00e8 un ottetto, formato da due gruppi di quattro bit) ma quando ero un giovane universitario ho usato un PDP 11\/34 che lavorava in ottale, con l&#8217;unit\u00e0 di base chiamata <i>nibble<\/i> che era un nonetto formato da tre gruppi di tre bit. <\/p>\n<p>Non credo che ci fosse una correlazione, ma all&#8217;inizio dello sviluppo dei computer, oltre che la base 10 e la poi vincente base 2, era stata proposta e usata anche la <b>base 3<\/b>. La scelta era dettata da considerazioni fisiche, perch\u00e9 si pu\u00f2 immaginare che un circuito di memorizzazione possa avere una tensione positiva, negativa oppure nulla. C&#8217;era per\u00f2 una particolarit\u00e0 che se non conoscete non potreste mai indovinare: quei computer non usavano una base 3 standard, ma una sua variante, la <b>base 3 bilanciata<\/b> che usa come cifre 0, 1 e -1 (che scriver\u00f2 M per usare un solo carattere). A ben pensarci, \u00e8 anche logico: se abbiamo tensioni +,&minus;,0 perch\u00e9 dobbiamo rimapparle in 0, 1, 2?<\/p>\n<p>L&#8217;aritmetica con la base 3 bilanciata presenta alcune peculiarit\u00e0 a cui bisogna abituarsi. Il numero successivo a 1 \u00e8 il numero a due cifre 1M<sub><i>3<\/i>b<\/sub>; se prendete la definizione data sopra per computare un numero in base <i>b<\/i>, potete subito verificare che in effetti 1M<sub><i>3<\/i>b<\/sub> = 3+(-1) = 2. Ecco la lista dei numeri da 0 a 10 in base 3 bilanciata, con tra parentesi il numero corrispondente in base 10, seguita dalle tavole pitagoriche: per comodit\u00e0 non user\u00f2 pi\u00f9 l&#8217;indice <i>3<\/i>b.<\/p>\n<p><tt>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;0 (0),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1 (1),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1M (2),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;10 (3),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;11 (4),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1MM (5),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1M0 (6),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;1M1 (7),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;10M (8),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;100 (9),<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;101 (10)<\/tt><br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2012\/04\/tabelline3.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2012\/04\/tabelline3.png?resize=516%2C228&#038;ssl=1\" alt=\"tabelline in base 3 bilanciata\" width=\"516\" height=\"228\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1754\" \/><\/a><br \/>\nDa un punto di vista teorico la base 3, bilanciata o no che sia, sarebbe quella ottimale, perch\u00e9 \u00e8 il miglior compromesso tra numero di simboli richiesto e lunghezza dei numeri tipicamente usati (anche se&#8230; ma magari ne parliamo un&#8217;altra volta). La versione bilanciata della base semplifica anche le tavole pitagoriche, soprattutto quella della moltiplicazione che \u00e8 sempre la peggiore da implementare; come avete visto, anch&#8217;esse sono simmetriche. Purtroppo per\u00f2 la tecnologia negli anni 1950 non riusciva a creare circuiti flip-flop-flap abbastanza affidabili, e oggi ricominciare da capo e creare nuovi componenti di questo tipo \u00e8 troppo costoso per essere pratico. Restano comunque gli usi teorici della base: scrivere un numero in base tre bilanciata permette di risolvere immediatamente il problema dei pesi di Bachet.<\/p>\n<p>Abbiamo una bilancia a due piatti, e dobbiamo pesare un oggetto: qual \u00e8 l&#8217;insieme di pesi ottimale per essere in grado di pesare oggetti da 1 a un dato numero <i>n<\/i>? La risposta \u00e8 &#8220;si usa l&#8217;insieme di pesi di 1, 3, 9, 27&#8230; grammi&#8221;. Un oggetto pesante 17 grammi, infatti, pu\u00f2 essere pesato mettendolo su un piatto insieme ai pesi da uno e nove grammi e ponendo sull&#8217;altro piatto il peso da 27 grammi. Ma 17 in base 3 bilanciata &ndash; il nome significher\u00e0 pure qualcosa, no? &ndash; si scrive 1M0M: quindi il nostro oggetto sta insieme ai pesi corrispondenti alla cifra M nella rappresentazione, mentre quelli corrispondenti alla cifra 1 stanno dall&#8217;altra parte e quelli con lo 0 si lasciano da parte. Visto? teoria e pratica si complementano!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sapete, i computer lavorano in base 2 e non in base 10. Ma in passato erano state proposte altre basi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-Ed","jetpack-related-posts":[{"id":672,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2015\/12\/03\/teoremi-e-probabilita\/","url_meta":{"origin":2493,"position":0},"title":"Teoremi e probabilit\u00e0","author":".mau.","date":"03\/12\/2015","format":false,"excerpt":"Sembrano due concetti agli antipodi, eppure si possono dimostrare alcuni teoremi con metodi probabilistici.","rel":"","context":"In \"dimostrazioni\"","block_context":{"text":"dimostrazioni","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/tag\/dimostrazioni\/"},"img":{"alt_text":"cerchi","src":"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/wp\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2015\/12\/cerchi-300x182.png?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":2472,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2012\/01\/21\/parole-matematiche-cifra\/","url_meta":{"origin":2493,"position":1},"title":"Parole matematiche: cifra","author":".mau.","date":"21\/01\/2012","format":false,"excerpt":"Sembra incredibile, ma cifra e zero derivano dalla stessa parola. E cifra, comunque, ha una bella storia...","rel":"","context":"Similar post","block_context":{"text":"Similar post","link":""},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":619,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2015\/09\/07\/che-cose-il-caso\/","url_meta":{"origin":2493,"position":2},"title":"Che cos&#8217;\u00e8 il caso?","author":".mau.","date":"07\/09\/2015","format":false,"excerpt":"Non \u00e8 facile definire cos'\u00e8 una sequenza casuale, perch\u00e9 non possiamo mai essere certi di avere una piena conoscenza di quello che c'\u00e8 dietro di essa.","rel":"","context":"Similar post","block_context":{"text":"Similar post","link":""},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":449,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2011\/12\/20\/il-primo-teorema-di-incompletezza-di-godel\/","url_meta":{"origin":2493,"position":3},"title":"Il primo teorema di incompletezza di G\u00f6del","author":".mau.","date":"20\/12\/2011","format":false,"excerpt":"La dimostrazione del teorema di incompletezza di G\u00f6del non \u00e8 complicatissima, ma \u00e8 cos\u00ec autoreferenziale che a volte sembra di vedere Ritorno al futuro II. Ho provato a sminuzzarla e descriverla.","rel":"","context":"In \"logica\"","block_context":{"text":"logica","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/tag\/logica\/"},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":514,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2015\/02\/10\/dimostrazioni-a-conoscenza-zero\/","url_meta":{"origin":2493,"position":4},"title":"Dimostrazioni a conoscenza zero","author":".mau.","date":"10\/02\/2015","format":false,"excerpt":"\u00c8 possibile convincere qualcuno che noi conosciamo un segreto, senza effettivamente rivelarglielo? A prima vista sembra impossibile, ma esiste un modo per renderlo pi\u00f9 che ragionevolmente certo.","rel":"","context":"Similar post","block_context":{"text":"Similar post","link":""},"img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":2275,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2010\/06\/10\/ci-sono-infiniti-piu-infiniti\/","url_meta":{"origin":2493,"position":5},"title":"Ci sono infiniti &#8220;pi\u00f9 infiniti&#8221;!","author":".mau.","date":"10\/06\/2010","format":false,"excerpt":"Il metodo diagonale di Cantor mostra che ci sono diversi tipi di infiniti, e ne costruisce esplicitamente uno, se si ha una pazienza infinita. Ma non tutti sono d'accordo che la cosa sia lecita!","rel":"","context":"Similar post","block_context":{"text":"Similar post","link":""},"img":{"alt_text":"il metodo diagonale di Cantor","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2010\/06\/cantor-diagonale.png?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2493","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2493"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2494,"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2493\/revisions\/2494"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}