{"id":2456,"date":"2011-11-10T15:17:50","date_gmt":"2011-11-10T14:17:50","guid":{"rendered":"https:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=2456"},"modified":"2022-10-11T10:22:25","modified_gmt":"2022-10-11T08:22:25","slug":"media-aritmetica-e-geometrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2011\/11\/10\/media-aritmetica-e-geometrica\/","title":{"rendered":"Media aritmetica e geometrica"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono tanti tipi di medie, un po&#8217; come ci sono tanti tipi di pane o modelli di automobile. In tutti questi casi la diversit\u00e0 rispecchia gli usi diversi: a dirla tutta pane e auto, a differenza delle medie, possono anche essere scelte per ragioni legate al giusto, ma non sottilizziamo. Qualche anno fa avevo scritto qualcosa sulle medie nel mio blog personale; magari lo far\u00f2 anche qua, ma per il momento mi limito a qualche considerazione didattica sui due tipi di media pi\u00f9 usuali, quella aritmetica e quella geometrica.<\/p>\n<p>La media aritmetica tra due numeri \u00e8 semplice da calcolare: li si somma e si divide il risultato per due, perch\u00e9 i numeri sono due. La media geometrica \u00e8 in un certo senso il passo successivo: invece che sommare i numeri li si moltiplica, e invece che dividere per due si estrae la radice quadrata. Naturalmente se i numeri invece che due fossero genericamente <i>n<\/i> la cosa \u00e8 simile: nel caso della media aritmetica li si somma tutti e si divide il risulato per <i>n<\/i>, per la media geometrica si estrae la radice <i>n<\/i>-sima del loro prodotto. Quello che forse non sanno in molti \u00e8 che la media aritmetica \u00e8 sempre maggiore di quella geometrica, tranne nel caso in cui tutti i numeri di partenza siano uguali, e quindi lo siano anche le due medie. Come lo si dimostra?<\/p>\n<p><!--more-->Iniziamo con il caso semplice di due soli elementi. La prima dimostrazione che vi do \u00e8 puramente algebrica, ed \u00e8 quella che probabilmente viene fatta a scuola ammesso che venga appunto dimostrato. Per fare la dimostrazione introduco un nuovo operatore: il punto interrogativo &#8220;?&#8221;. Se scrivo <i>a<\/i>&nbsp;?&nbsp;<i>b<\/i> intendo che pu\u00f2 verificarsi uno dei seguenti casi:<\/p>\n<ul>\n<li><i>a<\/i>&nbsp;&gt;&nbsp;<i>b<\/i><\/li>\n<li><i>a<\/i>&nbsp;&ge;&nbsp;<i>b<\/i><\/li>\n<li><i>a<\/i>&nbsp;&lt;&nbsp;<i>b<\/i><\/li>\n<li><i>a<\/i>&nbsp;&le;&nbsp;<i>b<\/i><\/li>\n<\/ul>\n<p>A questo punto posso fare tutte le operazioni algebriche standard che non modificano l&#8217;operatore nascosto dal punto interrogativo, fino a quando riesco ad arrivare a un risultato chiaro e finalmente capire quale dovevo usare fin dall&#8217;inizio. Per completezza, anche se non lo user\u00f2 in questi esempi, c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;operatore &#8220;\u00bf&#8221; che naturalmente \u00e8 quello complementare a &#8220;?&#8221;; in pratica, se <i>a<\/i>&nbsp;?&nbsp;<i>b<\/i> allora 1\/<i>a<\/i>&nbsp;\u00bf&nbsp;1\/<i>b<\/i> (provateci!)<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 allora la dimostrazione? Beh, abbiamo (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>)\/2&nbsp;?&nbsp;&radic;(<i>ab<\/i>), cio\u00e8 <i>a<\/i>+<i>b<\/i>&nbsp;?2&nbsp;&radic;(<i>ab<\/i>). Eleviamo al quadrato e abbiamo (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>)<sup>2<\/sup>&nbsp;?&nbsp;4<i>ab<\/i>, cio\u00e8 (<i>a<\/i>&#8211;<i>b<\/i>)<sup>2<\/sup>&nbsp;?&nbsp;0; a questo punto sarete tutti d&#8217;accordo che il nostro punto interrogativo \u00e8 in realt\u00e0 un &ge;, e l&#8217;uguaglianza si ha solo quando <i>a<\/i>=<i>b<\/i>. <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/geom1.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/geom1.png?resize=403%2C214&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"403\" height=\"214\" class=\"alignleft size-full wp-image-1334\" \/><\/a> La dimostrazione non \u00e8 difficile, ma \u00e8 noiosa, come sempre capita quando si lavora algebricamente. Eccovi allora una seconda dimostrazione, questa volta geometrica, che balza subito alla vista. Nella figura qui a fianco abbiamo un triangolo rettangolo ABC inscritto in una semicirconferenza. \u00c8 noto che i triangoli AHC e CHB sono tra loro simili, oltre che simili ad ABC; abbiamo pertanto che <i>a<\/i>\/<i>c<\/i>=<i>c<\/i>\/<i>b<\/i>, cio\u00e8 che <i>c<\/i> \u00e8 la media geometrica tra <i>a<\/i> e <i>b<\/i> (tecnicamente si parla di <b>medio proporzionale<\/b>, ma \u00e8 la stessa cosa). Ma la media aritmetica tra <i>a<\/i> e <i>b<\/i> \u00e8 semplicemente il raggio del cerchio; a questo punto \u00e8 immediato vedere che <i>c<\/i> \u00e8 sempre minore del raggio, tranne quando <i>a<\/i> \u00e8 uguale a <i>b<\/i> (e a <i>c<\/i>). Semplice ed economico.<\/p>\n<p>E se i numeri da mediare sono pi\u00f9 di due? La dimostrazione geometrica nel caso <i>n<\/i>-dimensionale mi sa che non sia molto applicabile: accontentatevi per il momento di una pseudodimostrazione fisica che fa fine e non impegna, almeno fintantoch\u00e9 non la si voglia formalizzare per bene. Nel disegno pi\u00f9 in basso vediamo vari punti su una semiretta, e la loro media aritmetica \u00e8 indicata con un triangolino che fa da fulcro. S\u00ec, lo so che la leva non sarebbe in equilibrio: fate finta che i punti si alleggeriscano man mano che si allontanano dal centro. Ora, se non tutti i punti hanno lo stesso valore, ce ne sar\u00e0 almeno uno a sinistra e uno a destra del fulcro; e ce ne sar\u00e0 (almeno) uno a distanza minima ma positiva da esso. Prendete questo punto e uno dall&#8217;altro lato, e spostateli della stessa distanza verso il fulcro in modo che (almeno) il pi\u00f9 vicino lo raggiunga. La media aritmetica, se sostituiamo ad <i>a<\/i> e <i>b<\/i> rispettivamente <i>a<\/i>+<i>x<\/i> e <i>b<\/i>&#8211;<i>x<\/i>, non cambia; quella geometrica invece cresce, come il lettore desideroso di fare i conti pu\u00f2 facilmente verificare da solo osservando che se 0 &le; <i>a<\/i> &le; <i>b<\/i> e 0 &le; a &le; (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>)\/2 allora <i>ab<\/i> &le; (<i>a<\/i>+<i>x<\/i>)(<i>b<\/i>&#8211;<i>x<\/i>). Se proprio il lettore non sa come farlo, provi a introdurre una nuova variabile <i>c<\/i> pari alla media aritmetica tra <i>a<\/i> e <i>b<\/i>, e riscriva tutto in termini di <i>c<\/i>&#8230;<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/geom2.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/geom2.png?resize=523%2C75&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"75\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1346\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se mi dite che questa dimostrazione non \u00e8 troppo matematica, avete ragione. Passo quindi a una dimostrazione puramente algebrica, che purtroppo prevede una serie di formulacce che devo scrivere in LaTeX perch\u00e9 i font standard HTML non mi bastano. Vi chiederei per\u00f2 di seguire almeno i passaggi logici, fidandovi che i conti da me fatti siano corretti: questa dimostrazione, che secondo il libro di Paul Zeitz che sto continuando a leggere \u00e8 di Cauchy, \u00e8 infatti peculiare.<\/p>\n<p>Il primo passo \u00e8 usare l&#8217;induzione. Ma attenzione: non dimostrer\u00f2 il teorema per tutti i valori di <i>n<\/i>, ma solo per le potenze di 2. Il caso base, cio\u00e8 <i>n<\/i>=2, l&#8217;abbiamo visto sopra. Ora immaginiamo che la disuguaglianza valga per 2<sup><i>n<\/i><\/sup> termini, e vediamo cosa succede se ne abbiamo 2<sup><i>n<\/i>+1<\/sup>. Con &#8220;semplici passaggi algebrici&#8221;, e applicando due volte l&#8217;ipotesi induttiva e una volta la disuguaglianza base, otteniamo<br \/>\n<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/mathurl.com-7ltl675.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/mathurl.com-7ltl675.png?resize=360%2C86&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"86\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1353\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/mathurl.com-7gmww6d.png?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/bloggers\/2011\/11\/mathurl.com-7gmww6d.png?resize=366%2C99&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"366\" height=\"99\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1354\" \/><\/a><br \/>\n(io ve l&#8217;avevo detto che facevate meglio a fidarvi!)<\/p>\n<p>Adesso arriva l&#8217;idea fantastica: <b>torniamo indietro!<\/b> Pi\u00f9 precisamente, mostriamo che se la disuguaglianza \u00e8 vera per <i>n<\/i> termini allora lo \u00e8 anche per <i>n<\/i>-1. Per semplicit\u00e0 faccio un caso specifico, quello di <i>n<\/i>=4, ma ovviamente il ragionamento \u00e8 generalizzabile. Se sappiamo che (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>+<i>c<\/i>+<i>d<\/i>)\/4 &ge; <sup>4<\/sup>&radic;(<i>abcd<\/i>) e vogliamo dimostrare che (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>+<i>c<\/i>)\/4 &ge; <sup>4<\/sup>&radic;(<i>abc<\/i>), la strada pi\u00f9 semplice che dovrebbe venirci alla mente \u00e8 di sostiture a <i>d<\/i> la media aritmetica degli altri elementi, cio\u00e8 (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>+<i>c<\/i>)\/3. In effetti avremo che (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>+<i>c<\/i>)\/4 &ge; <sup>4<\/sup>&radic;(<i>abc<\/i>(<i>a<\/i>+<i>b<\/i>+<i>c<\/i>)\/3); elevando alla quarta potenza il tutto, semplificando il fattore (<i>a<\/i>+<i>b<\/i>+<i>c<\/i>)\/3 ed estraendo la radice cubica siamo a posto.<\/p>\n<p>La dimostrazione non \u00e8 cos\u00ec difficile se si sa cosa fare, e in effetti era stata lasciata come &#8220;esercizio guidato&#8221;; personalmente sono rimasto stupito dall&#8217;idea di Cauchy di fare grandi balzi per poi tornare indietro, e credo che questo sia l&#8217;unico esempio di induzione-e-retroazione in una dimostrazione. Voi che ne pensate?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dimostrare che la media aritmetica \u00e8 sempre maggiore o uguale della media geometrica non \u00e8 difficile, ma farlo in maniera inventiva pu\u00f2 essere divertente.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-2456","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-DC","jetpack-related-posts":[{"id":444,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2014\/10\/31\/aritmetica-di-robinson\/","url_meta":{"origin":2456,"position":0},"title":"Aritmetica di Robinson","author":".mau.","date":"31\/10\/2014","format":false,"excerpt":"I teoremi di G\u00f6del vi sembrano troppo complicati? 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