{"id":1755,"date":"2020-07-20T23:20:28","date_gmt":"2020-07-20T22:20:28","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=1755"},"modified":"2020-07-20T17:22:40","modified_gmt":"2020-07-20T16:22:40","slug":"recensione-osvaldo-lalgoritmo-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2020\/07\/20\/recensione-osvaldo-lalgoritmo-di-dio\/","title":{"rendered":"Recensione: <i>Osvaldo, l&#8217;algoritmo di Dio<\/i>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Cover-R.-de-Rosa.Osvaldo-lalgoritmo-di-Dio.Carbonio-Editore.jpg?ssl=1\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.ilpost.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Cover-R.-de-Rosa.Osvaldo-lalgoritmo-di-Dio.Carbonio-Editore-680x1042.jpg?resize=340%2C521&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"521\" class=\"alignright size-large wp-image-2311852\" \/><\/a><\/p>\n<p>Confesso che quando mi \u00e8 stato chiesto di recensire questo libro ho avuto qualche dubbio: si sa, la narrativa non \u00e8 proprio il mio forte. Poi ho fatto qualche ricerca in rete, ho visto che de Rosa aveva pubblicato &#8220;La variante del pollo&#8221; (32 spiegazioni del perch\u00e9 un pollo attraversa la strada, scritte nello stile di altrettanti scrittori italiani: c&#8217;\u00e8 anche la versione &#8220;international&#8221; con gli scrittori stranieri) e ho pensato che l&#8217;autore doveva essere abbastanza pazzo e quindi mi sarebbe potuto piacere. Quando poi all&#8217;inizio di questo libro ha citato Tumbolia, ho capito che eravamo sulla stessa lunghezza d&#8217;onda&#8230;<\/p>\n<p><i>Osvaldo, l&#8217;algoritmo di Dio<\/i> racconta di Dario, giovane ricercatore toscano che lavora in un gruppo universitario pisano che si occupa di intelligenza artificiale e per la precisione della creazione di sistemi &#8220;intelligenti&#8221;. Il gruppo si imbatte in un sito, &#8220;tidounconsiglio.com&#8221;, che d\u00e0 appunto risposte su quale di due scelte possibili conviene fare. Sulle prime tutti pensano a uno scherzo con un operatore umano dall&#8217;altra parte della connessione, oppure a un programma in grado di riconoscere alcune parole chiave e dare una risposta pi\u00f9 o meno sensata facendo magari ricerche in rete. Ma con il passare del tempo i ricercatori si accorgono che &#8220;Osvaldo&#8221;, come hanno soprannominato il software, sembra dare sempre quasi immediatamente la risposta corretta, tanto che si chiedono chi possa averlo programmato cos\u00ec bene, o addirittura se non ci si trovi davanti a una <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Technological_singularity\">singolarit\u00e0<\/a>. Nel frattempo Dario si trova in un momento in cui deve compiere varie scelte: specializzarsi negli scacchi o nel Bridge? Chi frequentare tra le sue colleghe Elisa ed Angela fuori dal lavoro? La storia si complica perch\u00e9 invece a quanto pare i consigli dati al professor Romboni, il capo del gruppo di lavoro, sembrano fare eccezione. E cos\u00ec&#8230; no, non vi dico come va a finire, ve lo dovete leggere voi!<\/p>\n<p>Il tema dell&#8217;intelligenza artificiale pervade tutto il libro, e naturalmente la parte del leone \u00e8 il test di Turing, cio\u00e8 la definizione che il grande matematico diede per stabilire se un computer fosse intelligente: come avrebbe detto la buonanima di Boskov, &#8220;Computer \u00e8 intelligente quando tu pensi non \u00e8 computer ma uomo&#8221;. A una domanda malposta &#8211; non sappiamo nemmeno definire cosa sia l&#8217;intelligenza negli uomini &#8211; Turing rispose rovesciando il punto di vista. Il suo &#8220;Imitation game&#8221; prevede che il ricercatore dialoghi via tastiera con un uomo e un computer, e debba riconoscere chi \u00e8 chi: se non ci riesce vuol dire che il computer sa imitare un essere umano abbastanza bene e quindi lo si pu\u00f2 definire &#8220;intelligente&#8221;. (Ah: per la cronaca se leggete <a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20080702224846\/http:\/\/loebner.net\/Prizef\/TuringArticle.html\">l&#8217;articolo originale di Turing<\/a> scoprirete che quando viene chiesto il risultato dell&#8217;addizione non solo passa un po&#8217; di tempo ma la risposta \u00e8 sbagliata! Bel trucco, vero?) <\/p>\n<p>Dario, che sembra quasi essere lui un computer visto come cerca sempre di basarsi sulla logica e per questo viene spesso preso in giro dai suoi interlocutori, spiega per filo e per segno come funziona il test. Quello che per\u00f2 a me pare \u00e8 che de Rosa in realt\u00e0 non sia cos\u00ec interessato a parlare del test di Turing, se non come introduzione al suo vero tema. Se ci pensate, \u00e8 vero che Osvaldo sa rispondere in maniera per cos\u00ec dire umana alle domande, anche sfruttando le mille sfumature della lingua: ma in realt\u00e0 non sta affatto conversando, quando fungendo da oracolo, qualcosa che sicuramente non ha molto a che fare con la definizione turinghiana di intelligenza. Non pensiamo mica che gli oroscopi o la lettura delle carte sia indice di intelligenza? A noi basterebbe che funzionino. Il tema che invece io ho visto prominente \u00e8 <b>l&#8217;etica<\/b>. <\/p>\n<p>Nel libro troviamo citato nella sua quasi totalit\u00e0 uno di quegli spiazzanti microracconti di Fredric Brown, &#8220;La risposta&#8221;. A un certo Osvaldo viene esplicitamente paragonato al computer protagonista di quella mezza pagina di testo; come capita spesso in Brown, nella sua storia c&#8217;\u00e8 un fondo di sospetto nei confronti dei computer, soprattutto se troppo potenti; un po&#8217; come Nick Bostrom racconta nel suo <a href=\"https:\/\/xmau.com\/wp\/notiziole\/2019\/08\/10\/_superintelligenza_-ebook\/\">Superintelligenza<\/a>, anch&#8217;esso dedicato a cosa potrebbe succedere se arrivasse una singolarit\u00e0. Ma andando avanti nella lettura mi si \u00e8 formata in testa un&#8217;altra immagine: quella della Legge Zero della robotica. Come probabilmente sapete, Isaac Asimov defin\u00ec le tre leggi della robotica, un modo relativamente semplice di definire una cornice per le sue storie, che chiaramente si incentravano su come sfuggire ad esse. Ma quando il Buon Dottore decise che tutti i suoi racconti e romanzi dovevano far parte del ciclo esteso della Fondazione, si vide costretto a inventare una legge zero: un robot non pu\u00f2 recare danno all&#8217;umanit\u00e0, n\u00e9 pu\u00f2 permettere che, a causa del proprio mancato intervento, l&#8217;umanit\u00e0 riceva danno.<\/p>\n<p>In fin dei conti de Rosa \u00e8 ottimista. L&#8217;etica di Osvaldo potrebbe anche essere biecamente utilitaristica, ma ha comunque un suo solido fondamento filosofico. Non \u00e8 un caso che risponda di non dare consigli a fine di lucro, e che alla domanda &#8220;Perch\u00e9?&#8221; risponda &#8220;Do consigli, non spiegazioni&#8221;. Una spiegazione ci sminuirebbe, mentre il consiglio ci costringe a ripensare alla nostra domanda e a spremere le meningi per capire come mai ci \u00e8 stato risposto cos\u00ec. E alla fine anche la squadra di ricercatori tende ad accettare questa etica, anche se con qualche grugnito. Insomma, probabilmente non viviamo nel migliore dei mondi possibili, ma questo non ci d\u00e0 nessuna scusa per non cercare di avvicinarsi ad esso: anche un piccolo miglioramento \u00e8 un passo avanti. La lezione di Osvaldo \u00e8 proprio questa: e se non ci credete, potete sempre visitare il sito e chiedergli un consiglio!<\/p>\n<p>(Renato de Rosa, <em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/3hdz9MK\">Osvaldo, l&#8217;algoritmo di Dio<\/a><\/em>, Carbonio Editore 2020, pag. 158, &euro; 16,50, ISBN 9788832278071)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro il godibile romanzo si nascondono spunti filosofici da ponderare attentamente.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"Recensione: Osvaldo, l'algoritmo di Dio","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[197,235,35,234],"class_list":["post-1755","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-carbonio-editore","tag-narrativa-italiana","tag-recensioni","tag-renato-de-rosa"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-sj","jetpack-related-posts":[{"id":2648,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2013\/10\/26\/godel-dio-e-repubblica\/","url_meta":{"origin":1755,"position":0},"title":"G\u00f6del, Dio e Repubblica","author":".mau.","date":"26\/10\/2013","format":false,"excerpt":"Stamattina mia moglie mi aveva detto di aver letto qualcosa oggi su Repubblica a riguardo di due ricercatori che avevano \"dimostrato il teorema di G\u00f6del\". 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