{"id":1734,"date":"2020-05-28T21:16:04","date_gmt":"2020-05-28T20:16:04","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=1734"},"modified":"2020-05-28T21:16:04","modified_gmt":"2020-05-28T20:16:04","slug":"come-fare-piu-test-per-il-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2020\/05\/28\/come-fare-piu-test-per-il-coronavirus\/","title":{"rendered":"Come fare pi\u00f9 test per il coronavirus"},"content":{"rendered":"<p>Un <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2020\/05\/07\/opinion\/coronavirus-group-testing.html\">post di qualche settimana<\/a> fa di Jordan Ellenberg racconta di come in Nebraska siano riusciti a fare la &#8220;moltiplicazione dei test&#8221; per verificare la positivit\u00e0 al coronavirus. Se i laboratori non possono fare pi\u00f9 di un certo numero di test al giorno &#8211; perch\u00e9 non hanno le capacit\u00e0 logistiche sufficienti oppure perch\u00e9 non hanno abbastanza materiale per il test &#8211; si pu\u00f2 infatti usare un trucco. Invece che testare un campione per volta, se ne mischiano cinque insieme, prendendo met\u00e0 del campione di ciascuno e si fa il test sul risultato composito. Se il test \u00e8 negativo, nessuno dei cinque campioni era positivo; se invece il test \u00e8 positivo, allora si riprendono i campioni iniziali e li si testa a uno a uno. Semplice, no? Beh, non \u00e8 proprio tutto oro quel che luccica.<\/p>\n<p><!--more-->Questo metodo, che non \u00e8 certo stato inventato dai medici del Nebraska ma \u00e8 ben noto, si basa infatti su due assunti molto specifici. Il primo \u00e8 che i test siano abbastanza efficienti da accorgersi di un&#8217;eventuale positivit\u00e0 anche con una quantit\u00e0 di materiale minore: ricordate che stiamo usando solo met\u00e0 del campione. Supponiamo infatti che noi abbiamo una bilancia che riesce a pesare al minimo un grammo e avere 1,5 grammi di un campione: se teniamo il campione tutto insieme ci accorgiamo che c&#8217;\u00e8, ma se lo dividiamo in due parti uguali, nessuna delle due muover\u00e0 il display della bilancia. Per fortuna questo non \u00e8 il caso dei test per il coronavirus, perch\u00e9 le tecniche usate moltiplicano a piacere l&#8217;RNA del virus fino ad arrivare a una quantit\u00e0 sufficiente; ma l&#8217;idea originaria nata nella seconda guerra mondiale &#8211; usare i test accorpati per trovare se qualche soldato avesse la sifilide &#8211; non pot\u00e9 funzionare proprio perch\u00e9 il batterio non sarebbe stato rintracciabile.<\/p>\n<p>Il secondo punto \u00e8 invece pi\u00f9 delicato. Certo, se tutti i cinque campioni messi insieme fossero negativi, avremmo risparmiato quattro test. Ma se anche uno solo di loro fosse positivo, dobbiamo fare altri cinque test, e quindi in pratica ne abbiamo sprecato uno. Tutto dipende insomma dalla probabilit\u00e0 che i test siano positivi. Immaginate che ci sia una probabilit\u00e0 su due che un test sia positivo, e che le persone testate non abbiano nulla a che fare tra di loro: la probabilit\u00e0 che una di loro sia positiva \u00e8 indipendente insomma da quella delle altre. Bene: in questo caso dovremmo rifare i test per tutti nel 97% dei casi all&#8217;incirca, e quindi l&#8217;idea non \u00e8 poi cos\u00ec meravigliosa come sembra. Le cose andrebbero leggermente meglio se la probabilit\u00e0 di un positivo fosse del 20%. In questo caso, infatti, il test combinato darebbe un risultato positivo due volte su tre all&#8217;incirca. Quindi su 15 persone in un caso si farebbe un solo test e in due casi sei test, per un totale di 13 casi. Meglio ancora se i positivi fossero il 10%: in questo caso pi\u00f9 di una volta su due si avrebbe il test combinato negativo, e quindi su 10 persone si farebbero 7 test.<\/p>\n<p>In definitiva, questo modo di operare \u00e8 una scommessa: fa risparmiare sui test solo se si sa a priori che la probabilit\u00e0 di infetti \u00e8 piuttosto bassa. (Chi ha voglia di fare i conti pu\u00f2 vedere cosa succede riducendo o aumentando il numero di test condotti in parallelo). Insomma, in questo caso la matematica pu\u00f2 migliorare le cose ma non \u00e8 risolutiva!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta testare pi\u00f9 persone per volta&#8230; ma la cosa non \u00e8 cos\u00ec semplice.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center 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