{"id":1584,"date":"2019-10-03T13:16:31","date_gmt":"2019-10-03T12:16:31","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/ilpost\/?p=1584"},"modified":"2019-10-03T13:21:01","modified_gmt":"2019-10-03T12:21:01","slug":"recensione-complessita-unintroduzione-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2019\/10\/03\/recensione-complessita-unintroduzione-semplice\/","title":{"rendered":"Recensione: <i>Complessit\u00e0: un&#8217;introduzione semplice<\/i>"},"content":{"rendered":"<p><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"1586\" data-permalink=\"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2019\/10\/03\/recensione-complessita-unintroduzione-semplice\/9788883233647-1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2019\/10\/9788883233647-1.jpg?fit=369%2C499&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"369,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"9788883233647 (1)\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2019\/10\/9788883233647-1.jpg?fit=369%2C499&amp;ssl=1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/wp\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/4\/2019\/10\/9788883233647-1.jpg?resize=369%2C499\" alt=\"[Copertina]\" width=\"369\" height=\"499\" class=\"alignleft size-full wp-image-1586\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2019\/10\/9788883233647-1.jpg?w=369&amp;ssl=1 369w, https:\/\/i0.wp.com\/xmau.com\/ilpost\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2019\/10\/9788883233647-1.jpg?resize=222%2C300&amp;ssl=1 222w\" sizes=\"auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/> \u00c8 facile riempirsi la bocca parlando di sistemi complessi e millantando chiss\u00e0 quali sviluppi avremo in breve, anzi brevissimo tempo. \u00c8 molto meno facile capire cosa sta succedendo davvero, e come si possa trattare la complessit\u00e0 in un contesto dove siamo abituati all&#8217;irragionevole efficacia della matematica&#8230; che per\u00f2 in questi casi non funziona mica cos\u00ec bene. Insomma, che si fa? Il fisico Ignazio Licata ha scelto un approccio interessante, che ha riportato nel libro <a href=\"https:\/\/amzn.to\/2kWmsif\"><em>Complessit\u00e0: un&#8217;introduzione semplice<\/em><\/a> riedito recentemente da Di Renzo in una versione aggiornata e ampliata (pag. 184, &euro; 16, ISBN 9788883233647).<\/p>\n<p>Licata sa benissimo che non abbiamo risposte puramente matematiche ai sistemi complessi, e ritiene che non potremo mai averle; i sistemi &#8220;mesoscopici&#8221;, quelli che sono a met\u00e0 tra i microscopici e i macroscopici, sono infatti caratterizzati dalla presenza di caratteristiche emergenti che non possono essere catturate da un modello puramente riduzionistico che pure ha portato tanti risultati validi da Galileo fino ad oggi. Decide cos\u00ec di girare la frittata, prendendosi beffe dei grandi proclami che arrivano per esempio nel campo delle neuroscienze. Ecco che cosa scrive:<\/p>\n<blockquote><p>Quello delle neuroscienze \u00e8 un campo in cui si notano curiose inversioni esplicative. Un esempio \u00e8 fornito dall&#8217;ennesima notizia tratta dai giornali: &#8220;Quando attraversiamo la strada il nostro cervello risolve migliaia di equazioni differenziali complicatissime&#8221;. Ora \u00e8 chiaro che le cose stanno esattamente al contrario: le equazioni differenziali sono un nostro modo di modellare dinamiche complicate, che nel cervello sono scritte (e consultabili gratuitamente e rapidamente!) dall&#8217;eredit\u00e0 evolutiva del gioco predatore-preda. (pag. 72) <\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco, pensateci un po&#8217; su. \u00c8 pi\u00f9 logico pensare che il cervello risolva equazioni differenziali oppure che usi un altro sistema per arrivare alla soluzione? Tutto questo non significa che le equazioni differenziali siano il male, intendiamoci: Licata si limita a far notare che sono utili per fare un modello, ma che il modello in questione non sempre pu\u00f2 cogliere tutti gli aspetti della realt\u00e0. Lui parla di costruttivismo, ma in un senso diverso da quello usuale: per lui \u00abin qualche modo, noi non fotografiamo il mondo, ma prendiamo impulsi e li rimodelliamo continuamente in base alla nostra esperienza.\u00bb (pag. 54), e lo stesso facciamo con le teorie. In pratica, <\/p>\n<blockquote><p>Semplicemente [&#8230;] un sistema complesso non pu\u00f2 essere &#8220;zippato&#8221; in un singolo sistema formale. Questo vuol dire che lo potete osservare da vari punti di vista e potete costruire modelli mirati ad aspetti diversi, ossia modelli differenti per descrivere giochi di relazione diversi. (pag. 97)<\/p><\/blockquote>\n<p>Il segreto della complessit\u00e0 \u00e8 insomma tutto qui: comprendere che l&#8217;interazione tra le parti di un sistema ha un risultato molto diverso dalla somma delle singole parti &#8211; di nuovo, una critica di base al riduzionismo &#8211; e che quindi occorre una visione multivariata del sistema, a seconda di quello che interessa di pi\u00f9 in un certo momento. Attenzione: non si parla di olismo, come potrebbe sembrare a prima vista. Licata \u00e8 in un certo senso eracliteo, e ritiene che sia pi\u00f9 utile vedere il fluire del processo, sapendo che ci sono molte vie diverse che arrivano a situazioni che sono s\u00ec distinte ma in un senso pi\u00f9 generale equivalenti, un po&#8217; come sulla termodinamica. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 una differenza di base, e di nuovo Licata esce dal pensiero mainstream. Come fa notare, gli scienziati tendono inconsciamente a pensare che i fenomeni casuali siano esprimibili per mezzo di gaussiane, ma a ben guardare i sistemi complessi hanno una distribuzione pi\u00f9 legata alla legge di potenza; vediamo sempre pi\u00f9 spesso strutture a hub, che hanno una capacit\u00e0 adattativa maggiore &#8211; se si rovina un hub il resto della struttura pu\u00f2 riorganizzarsi, anche se a fatica. I cigni neri di Taleb, che sono il risultato di eventi al di fuori della zona confortevole di una gaussiana, diventano pertanto &#8220;cigni grigi&#8221;, pericolosi ma non cos\u00ec rovinosi. <\/p>\n<p>A proposito di distribuzioni, di probabilit\u00e0 &#8211; Licata ha un&#8217;ammirazione sconfinata per l&#8217;approccio soggettivo di Bruno de Finetti, che in effetti si associa bene alla sua idea di un sistema complesso come formato da tante facce soggettive nessuna delle quali pu\u00f2 catturare la totalit\u00e0 di un sistema complesso &#8211; nel libro si accenna anche alla presente dittatura dei Big Data. Anche qua il suo punto di vista \u00e8 peculiare:<\/p>\n<blockquote><p>Un dato non \u00e8 mai cos\u00ec <em>grezzo<\/em> come sembra, ma non \u00e8 ancora un dato osservabile. Questi ultimi sono definiti all&#8217;interno di una teoria. [&#8230;] Il problema dei grandi flussi di dati \u00e8 invece proprio quello di classificarli e cercare relazioni tra le diverse classi. (pag. 153)<\/p><\/blockquote>\n<p>In definitiva, non \u00e8 vero che basti buttare dentro il calderone del computer tanti, tantissimi dati per trovare dei &#8220;nuovi&#8221; risultati. Quando lo facciamo, abbiamo sempre in mente una teoria, anche solo in abbozzo, nella quale inserire questi dati. Altrimenti arriviamo al fiasco di Google Flu Trend, che volendo dare una risposta totalmente agnostica ha avuto per un po&#8217; buoni risultati per poi fallire di colpo. Se volete, tutto questo non \u00e8 altro che il buon vecchio detto &#8220;correlation does not mean causation&#8221; visto non pi\u00f9 come frase apodittica ma con un suo contesto. <\/p>\n<p>Come dicevo all&#8217;inizio, il libro non d\u00e0 n\u00e9 vuole dare risposte, ma vuole piuttosto indurre il lettore a farsi delle domande; credo che riesca bene nel suo intento, anche per lo stile di scrittura di Licata che accompagna argutamente il lettore nel corso del testo. A parte lamentarmi che la Risposta non \u00e8 7,41 ma 42, l&#8217;unica nota negativa al libro, almeno per quanto mi riguarda, \u00e8 la lunga introduzione al libro scritta dal filosofo della fisica Silvano Tagliagambe. Mi sa che se Benedetto Croce fosse ancora vivo scuoterebbe la testa dicendo che \u00e8 ovvio che un ingegno minuto quale io sono non pu\u00f2 approcciare certi temi; vi confesso che non ho capito una parola del suo testo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No, non troverete la bacchetta magica per risolvere i problemi complessi, ma potrete poi cominciare a porvi le domande giuste.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","ast-disable-related-posts":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"activitypub_content_warning":"","activitypub_content_visibility":"","activitypub_max_image_attachments":4,"activitypub_interaction_policy_quote":"anyone","activitypub_status":"","footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[35],"class_list":["post-1584","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized","tag-recensioni"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/phh2yP-py","jetpack-related-posts":[{"id":2462,"url":"https:\/\/xmau.com\/ilpost\/2011\/12\/01\/quaternioni-e-ottetti-per-non-parlar-di-sedenioni\/","url_meta":{"origin":1584,"position":0},"title":"Quaternioni e ottetti (per non parlar di sedenioni)","author":".mau.","date":"01\/12\/2011","format":false,"excerpt":"Pensavate che con i numeri immaginari avessimo finito le possibilit\u00e0 di creare numeri? 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