{"id":85539,"date":"2008-09-01T09:36:00","date_gmt":"2008-09-01T09:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/mau.posterous.com\/il-cubo"},"modified":"2008-09-01T09:36:00","modified_gmt":"2008-09-01T09:36:00","slug":"il-cubo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/archivi\/2008\/09\/01\/il-cubo\/","title":{"rendered":"RACCONTO: Il Cubo"},"content":{"rendered":"<p>La prima volta che il mondo sent&igrave; parlare del Cubo fu il 14 marzo 2009. Il Tibet era stato pacificato da pochi mesi, come confermato dalle immagini prese dai satelliti, o meglio da quello che non si poteva pi&ugrave; vedere. Nessuno riusc&igrave; a spiegarsi come quel monaco fosse riuscito ad arrivare fino in Tagikistan, e nessuno pot&eacute; chiederglielo; spir&ograve; tra le braccia dei soldati della forza multinazionale di interposizione dopo avere indicato a fatica la sacca che si trascinava appresso e sussurrato quelle che forse erano le uniche parole inglesi che conoscesse: cube&#8230; open&#8230; please.<\/p>\n<p>Il Cubo era davvero strano. Una dozzina di centimetri di lato, grigio antracite, pi&ugrave; leggero di quanto l&#8217;aspetto lasciasse pensare, con una serie di scanalature appena visibili che lo facevano quasi assomigliare a un cubo di Rubik monocromatico e ipertrofico, e le facce leggermente morbide al tocco. Scuotendo l&#8217;interno si percepiva, pi&ugrave; che udire, una specie di melodia; ai raggi X sembr&ograve; apparire un&#8217;intricata struttura interna, ma tre apparecchiature si ruppero non appena le prime immagini apparvero sui monitor, e nessuno os&ograve; pi&ugrave; tentare l&#8217;analisi. Non emetteva radiazioni. La sua superficie non poteva essere scalfitta in nessun modo. Il Cubo stava per essere riposto in una vetrina di un anonimo museo per essere definitivamente dimenticato, quando un ricercatore per caso lo prese tenendolo per due vertici opposti e lo vide schiarirsi per qualche secondo. Subito l&#8217;interesse per il Cubo torn&ograve; alle stelle: vennero scoperte sequenze di pressioni e rotazioni che lo facevano schiarire per un tempo pi&ugrave; o meno lungo. Matematici di tutto il mondo si misero a studiare quelle trasformazioni per cercare una logica nei vari pattern; i supercomputer vennero programmati per testare simulazioni sempre pi&ugrave; complesse. Parecchi scienziati, anche se nessuno osava dirlo pubblicamente, erano convinti che il Cubo fosse un manufatto di una civilt&agrave; aliena; nacquero almeno quattro sette religiose convinte che esso fosse di origine divina, e non si contarono i santoni che affermavano di avere divinato la successione di operazioni necessaria per raggiungere la purezza del bianco abbagliante. Corse voce che alcune di quelle successioni furono effettivamente tentate, senza apprezzabili risultati; ma si mormor&ograve; che qualcuna delle &#8220;sensazionali scoperte&#8221; fu in realt&agrave; il risultato di una visione dopo una robusta dose di peyote.<\/p>\n<p>Alieno o divino che fosse, il Cubo port&ograve; senza dubbio un risultato inaspettato: col passare del tempo, l&#8217;attenzione di donne e uomini di tutto il mondo si focalizz&ograve; sempre pi&ugrave; su di esso. Il mondo visse un periodo di incredula pace, mentre gli accidentati progressi nella comprensione di come operasse venivano avidamente seguiti in tutto il mondo. Non fu pertanto un caso che quando il 14 dicembre 2012 un team internazionale annunci&ograve; di avere scoperto il codice per lo sbiancamento definitivo del Cubo e che la settimana successiva avrebbero mostrato l&#8217;operazione, tutto il pianeta si trov&ograve; davanti a una tv; persino nelle lande pi&ugrave; desolate erano stati inviati maxischermi e ricevitori parabolici. Il 21 dicembre venne accuratamente eseguita la Successione Finale; il Cubo divenne sempre pi&ugrave; bianco, e poi inizi&ograve; a cambiare colore, sempre pi&ugrave; velocemente.<\/p>\n<p>Tutti erano cos&igrave; assorti a contemplarlo, che non si accorsero che il pianeta era improvvisamente diventato grigio; n&eacute; notarono di non potere pi&ugrave; muoversi. In quegli ultimi, interminabili istanti, mentre dalle bocche aperte dallo stupore non poteva uscire alcun grido n&eacute; entrare una molecola di ossigeno, a ogni essere umano parve di udire una voce che diceva &#8220;Congratulazioni! Questo livello &egrave; stato davvero difficile; il tempo stava per scadere&#8221;. L&#8217;eco di un&#8217;eco sembr&ograve; ancora riverberare &#8220;Livello 42&#8221;; poi, il nulla.<\/p>\n<p>(15 agosto 2008)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta che il mondo sent\u00ec parlare del Cubo fu il 14 marzo 2009. Il Tibet era stato pacificato da pochi mesi, come confermato dalle immagini prese dai satelliti, o meglio da quello che non si poteva pi\u00f9 vedere. 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