{"id":175046186,"date":"2019-05-29T05:05:11","date_gmt":"2019-05-29T05:05:11","guid":{"rendered":"http:\/\/xmau.com\/wp\/archivi\/?p=175046186"},"modified":"2019-05-28T21:13:28","modified_gmt":"2019-05-28T21:13:28","slug":"medium-alessandro-baricco-e-il-suo-game","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/archivi\/2019\/05\/29\/medium-alessandro-baricco-e-il-suo-game\/","title":{"rendered":"[MEDIUM] Alessandro Baricco e il suo Game"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/xmau.com\/wp\/archivi\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/05\/Pong.png\"><figure id=\"attachment_175046188\" aria-describedby=\"caption-attachment-175046188\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/xmau.com\/wp\/archivi\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/05\/Pong-300x225.png\" alt=\"[una schermata di Pong]\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-175046188\" srcset=\"https:\/\/xmau.com\/archivi\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/05\/Pong-300x225.png 300w, https:\/\/xmau.com\/archivi\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/05\/Pong-768x576.png 768w, https:\/\/xmau.com\/archivi\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/05\/Pong.png 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-175046188\" class=\"wp-caption-text\">Baricco avr\u00e0 cominciato a giocare a Space Invaders, io sono pi\u00f9 anzyano e parto da Pong. (Immagine: Wikimedia Commons, File:Pong.png )<\/figcaption><\/figure><\/a><\/p>\n<p>Ho deciso di leggere l&#8217;ultimo libro di Baricco. Avevo saltato <i>I barbari<\/i>, esattamente come ho saltato tutta la sua produzione editoriale. In realt\u00e0 leggevo la rubrica che teneva sulla Stampa qualche decennio fa, e ai tempi avevo stabilito che mi era bastata questa esposizione. Succede per\u00f2 che il tema di <i>The Game<\/i> si intreccia con altre cose su cui sto cercando di trovare una quadra. \u00c8 vero che &#8220;ars longa, vita brevis&#8221;, come diceva (in greco) Ippocrate e dice (in latino) Douglas Hofstadter; per\u00f2 \u00e8 anche vero che non \u00e8 bello eliminare pregiudizialmente qualcosa, e quindi ho pensato di dedicare qualche ora della mia vita a vedere come Baricco ha voluto trattare il tema. (Spoiler: pensavo molto peggio. Non consiglierei il libro come unica voce in capitolo, ma vale la pena di leggerlo se si ha gi\u00e0 un&#8217;idea di quello di cui si parla: se lo si prende senza preconcetti, si scopre che non tutto quello che diamo per scontato \u00e8 vero). <\/p>\n<p>Qui per\u00f2 non voglio parlare tanto del contenuto del libro &#8211; una mia recensione pi\u00f9 o meno decente la trovate <a href=\"http:\/\/xmau.com\/wp\/notiziole\/2019\/05\/29\/_the-game_-ebook\/\">qua<\/a> &#8211;  quanto piuttosto della &#8220;baricchitudine&#8221;. Mi interessa insomma raccontare come io ho decodificato il suo pensiero, perch\u00e9 ci sono varie cose che secondo me rimangono nascoste. Per prima cosa, Baricco scrive dannatamente bene. Su questo non c&#8217;\u00e8 storia. Le sue frasi si snocciolano senza sforzo, e il lettore plana amabilmente su di esse senza sforzo alcuno. (Sono molto invidioso, s\u00ec). Questo \u00e8 bellissimo, ma nel caso di un saggio c&#8217;\u00e8 un piccolo problema: il lettore in questione si beve tutto senza porsi alcuna domanda sulla verit\u00e0 di quanto scritto. Come sappiamo bene, una bugia ben proposta funziona meglio di una verit\u00e0 nuda e cruda. Sto dicendo che Baricco ha scritto una serie di fregnacce? No. Ne ha scritte, intendiamoci: ma andando avanti nella lettura mi sono accorto che spesso &#8211; qualche decina di pagine dopo quello che avevo rubricato come cazzata &#8211; Baricco scriveva esattamente l&#8217;opposto. L&#8217;idea che mi sono fatto \u00e8 che \u00e8 una palla che lui abbia scritto il libro buttando gi\u00f9 man mano il testo. L\u00ec dietro c&#8217;\u00e8 un lavoraccio, e la cosa mi fa incavolare ancora di pi\u00f9, perch\u00e9 sono convinto che lui abbia messo apposta buona parte degli erroracci per far fare al lettore il giro che lui voleva. Non \u00e8 bello. Verso la fine lo ammette anche tra le righe, anche se non ha il coraggio di dire che i primi due capitoli sono in buona parte fregnacce e se ne esce con &#8220;\u00e8 preistoria&#8221; con il consiglio di non rileggere quel testo. <\/p>\n<p>Baricco \u00e8 un filosofo: quindi per lui il Game ha una filosofia sottostante. Io non sono filosofo e anzi sono sempre stato una capra in filosofia: per\u00f2 non mi bevo il suo professarsi cartesiano con tanto di esempi, e preferisco fermarmi alla lettera. Il Game \u00e8 Movimento &#8211; lo dice lui &#8211; quindi \u00e8 eracliteo. Il problema \u00e8 che se si parte da questo assunto occorre portarlo avanti coerentemente, cosa che Baricco del resto fa. Questo va benissimo quando concludi che la caratteristica fondamentale di questi &#8220;oltremondi&#8221; digitali sia la velocit\u00e0 e la leggerezza, che fanno portare a galla l&#8217;essenza delle cose anzich\u00e9 nasconderla in fondo come fa il nostro mondo analogico. (&#8220;Analogico&#8221; e &#8220;digitale&#8221; sono traduzioni mie, Baricco non usa mai questa terminologia, e anche questo secondo me \u00e8 un segno: vuole spostare il terreno di gioco, e per farlo coglie una caratteristica diversa da quella tipicamente usata. Ottima mossa, perch\u00e9 costringe il lettore a rivedere tutti i suoi pre-giudizi). Questo per\u00f2 va molto meno bene quando decide di rinominare la post-verit\u00e0 &#8220;verit\u00e0-veloce&#8221;, definendola come \u00abuna verit\u00e0 che per salire alla superficie del mondo \u2013 cio\u00e8 per diventare comprensibile ai pi\u00fa e per essere rilevata dall\u2019attenzione della gente \u2013 si ridisegna in modo aerodinamico perdendo per strada esattezza e precisione e guadagnando per\u00f2 in sintesi e velocit\u00e0\u00bb. Baricco scrive molto meglio di me, ma il concetto \u00e8 lo stesso che ho scritto nel capoverso precedente: \u00abuna bugia ben proposta funziona meglio di una verit\u00e0 nuda e cruda\u00bb. L&#8217;esempio che fa, quello dei &#8220;vinili che hanno venduto pi\u00f9 del digitale&#8221;, \u00e8 paradigmatico: usa varie pagine per mostrare come quell&#8217;affermazione sia l&#8217;equivalente delle barzellette su Radio Erevan, perch\u00e9 quello che \u00e8 successo \u00e8 che nel Regno Unito in una specifica settimana le vendite di vinile hanno superato il fatturato della pubblicit\u00e0 collegata al download gratuito in digitale, e conclude che s\u00ec, la frase non rappresenta i fatti, ma permette per\u00f2 di scoprire tante cose. Palle. Le cose le scopri solo se stai ancora pensando come una persona pre-Game e vai a sfrucugliare. Anche la sua affermazione che in fin dei conti il termine &#8220;post-truth&#8221; esisteva gi\u00e0 nei casi delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e nel doping di Armstrong non funziona: nel secondo caso non \u00e8 nemmeno post-verit\u00e0 ma semplice negazione, e ai tempi della scenetta di Colin Powell il termine era stato usato una sola volta dieci anni prima in un libro che non era stato filato praticamente da nessuno. (Il <i>secondo<\/i> libro, che aveva anche il termine nel titolo, usc\u00ec l&#8217;anno successivo, e fu comunque filato poco).<\/p>\n<p>Questa difesa baricchiana della post-verit\u00e0, che funziona indipendentemente dai fatti, ha ovviamente una sua origine ben precisa, che si riassume in una parola: <b>narrazione<\/b>. (&#8220;Storytelling&#8221;, se siete molto anglofoni. Per\u00f2 questo \u00e8 uno dei pochi casi in cui il termine italiano \u00e8 riuscito a mantenere una certa qual forza). Baricco \u00e8 un campione di narrazione, per negarlo occorre avere davvero una bella faccia tosta. Ha anche ragione quando afferma che non \u00e8 necessario partire dai fatti per ottenere una bella narrazione: millenni di epica dovrebbero averlo reso chiaro. Per\u00f2 non pu\u00f2 incrociare i flussi e applicare al mondo gli stessi schemi di un oltremondo ante litteram qual \u00e8 la narrativa! Ok, l&#8217;ha fatto, e sono ragionevolmente certo che giocasse sul fatto che non se ne sarebbe accorto nessuno, n\u00e9 tra i suoi fan che si sarebbero bevuti tutto n\u00e9 tra i detrattori che invece l&#8217;avrebbero stroncato a priori e quindi senza un vero confronto sul testo. Ecco: forse questa s\u00ec che \u00e8 verit\u00e0-veloce! <\/p>\n<p>Un&#8217;ultima nota, tecnica ma anche personale. Baricco ha cinque anni pi\u00f9 di me, quindi siamo praticamente della stessa generazione. Per\u00f2 abbiamo vissuto una vita diversissima. \u00c8 vero che io non sono un nativo digitale, ma sono attaccato a una tastiera da quando avevo quindici anni: faccio quasi parte del gruppo dei pionieri del digitale &#8211; attenzione: non dell&#8217;\u00e9lite di cui lui parla: al pi\u00f9, esagerando, dei tecnici nascosti dietro le quinte . Baricco ha fatto un bel lavoro per entrare &#8220;da vecchio&#8221; nell&#8217;oltremondo: ma qualcosa rimane sempre. Ho sorriso quando ho letto \u00ab\u00c8 la postura in cui sto scrivendo questo libro. [Non quella in cui, probabilmente, lo state leggendo: onore al libro cartaceo, che ancora resiste a qualsiasi mutazione].\u00bb Stavo naturalmente leggendo il libro nella postura uomo-schermo, quello del furbofono dove ho la copia in formato ePub. Possiamo poi dibattere se la versione elettronica di questo libro sia o no una mutazione e se le note che ho preso sullo smartphone siano la stessa cosa di quelle che una volta si scrivevano a matita sulle pagine: per\u00f2 quell&#8217;inciso \u00e8 la prova che forse non tutto \u00e8 ancora cos\u00ec liscio come lui cerca di convincerci&#8230; <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno sguardo molto personale alla filosofia di Baricco nascosta all&#8217;interno del suo ultimo 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