{"id":161977219,"date":"2012-09-19T12:46:00","date_gmt":"2012-09-19T12:46:00","guid":{"rendered":"http:\/\/mau.posterous.com\/racconto-contraddizioni-15887"},"modified":"2012-09-19T12:46:00","modified_gmt":"2012-09-19T12:46:00","slug":"racconto-contraddizioni-15887","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/xmau.com\/archivi\/2012\/09\/19\/racconto-contraddizioni-15887\/","title":{"rendered":"RACCONTO: Contraddizioni"},"content":{"rendered":"<p>&laquo;Non &egrave; possibile! &Egrave; la quinta volta!&raquo;<\/p>\n<p>Il giovane matematico era furioso. Il suo volto sarebbe stato  paonazzo, se solo l&#8217;algoritmo di codifica video non avesse ritenuto  impossibile un simile colore e avesse autonomamente deciso di ricolorare  tutta l&#8217;immagine, donandogli cos&igrave; un ancora meno probabile tenue  arancione. Dall&#8217;altra parte della connessione 6G, la faccia della  Sovrintendente Zonale era impassibile, e soprattutto di una perfetta  nuance ebano.<\/p>\n<p>&laquo;Certo che non &egrave; possibile! &ndash; replic&ograve; gelida la Sovrintendente Zonale  &ndash; &Egrave; la quinta Unit&agrave; Computazionale Logica che &egrave; riuscito a distruggere.  Gliel&#8217;avevo ribadito: queste Unit&agrave; Autoapprendenti sono sperimentali, e  non conosciamo perfettamente il loro comportamento in condizioni non  standard. Le avevamo vietato di continuare le sue ricerche; eppure lei  ha perserverato, persino falsificando le sue credenziali per poter  accedere ancora al Reticolo. Non ci resta che terminare la sua  interfaccia di connessione.&raquo;<\/p>\n<p>&laquo;Ma&#8230; Come&#8230; Questo &egrave; un sopruso! Come faccio a terminare le mie  ricerche? Sarei gi&agrave; arrivato alla dimostrazione del Teorema di  Inconsistenza, se i gestori del Reticolo fossero stati in grado di far  funzionare decentemente queste Unit&agrave; Autoapprendenti!&raquo;<\/p>\n<p>laquo;Niente ma e niente come! Se crede davvero di essere il G&ouml;del  del ventunesimo secolo, si metta a fare i suoi conti a mano. Ah: buon  lavoro amanuense&#8230;&raquo;<\/p>\n<p>L&#8217;ologramma della Sovrintendente Zonale spar&igrave;. Ma quel che era  peggio, spar&igrave; anche quello della scrivania di collegamento con il  Reticolo. L&#8217;avevano fatto davvero! Per fortuna, pens&ograve; il giovane  matematico, avevo salvato il testo della parte iniziale del mio lavoro.  Quella l&igrave; credeva di aver fatto una battuta ironica, invitandomi a  lavorare a mano? Le far&ograve; vedere io di cosa &egrave; capace un Vero Matematico!<\/p>\n<p>Il Teorema di Inconsistenza sarebbe stato il coronamento del lungo  processo di distruzione delle certezze matematiche. Tutto era iniziato  un secolo prima con la pubblicazione del notissimo articolo di Kurt  G&ouml;del che dimostr&ograve; come un qualunque linguaggio abbastanza potente da  essere usato per eseguire le usuali operazioni aritmetiche aveva un  guaio: nel linguaggio si pu&ograve; definire un teorema che &egrave; vero, ma non &egrave;  dimostrabile se non &#8220;uscendo dal sistema&#8221;, cio&egrave; aggiungendo un nuovo  postulato ad hoc. Ma questa aggiunta generava nuovi teoremi  indimostrabili, e cos&igrave; all&#8217;infinito: un po&#8217; come il paradosso di Achille  e della tartaruga, si era costretti a compiere tutta una serie di passi  obbligati senza mai vedere nemmeno avvicinarsi la fine. I matematici  del ventesimo secolo furono inizialmente sconcertati, temendo che tutto  il loro castello di costruzioni e dimostrazioni crollasse miseramente:  ma gli esseri umani sono esperti nell&#8217;abituarsi a tutto, e in pochi anni  si era passati dal chiedersi &#8220;vero o falso?&#8221; a un meno assolutista  &#8220;vero, falso o indecidibile?&#8221; quando si doveva analizzare un enunciato  matematico.<\/p>\n<p>Il teorema di G&ouml;del era per&ograve; pi&ugrave; sottile di quanto il grande pubblico  aveva letto nelle riviste di cultura popolare. Esso affermava infatti  l&#8217;esistenza di teoremi indimostrabili sotto un&#8217;ipotesi ben precisa: che  la matematica fosse coerente, che cio&egrave; non fosse possibile dimostrare  una cosa e allo stesso tempo il suo contrario. Nessun matematico nel  pieno possesso delle sue facolt&agrave; mentali &ndash; anche se un&#8217;affermazione di  questo tipo, parlando di matematici, &egrave; piuttosto pericolosa &ndash; credeva  che la matematica potesse non essere coerente: in fin dei conti, due pi&ugrave;  due come potrebbe mai fare cinque? Eppure il giovane matematico aveva  avuto un&#8217;intuizione. Catene molto lunghe di inferenze matematiche  potevano prendere percorsi diversi nello spazio dei problemi e  ritrovarsi nello stesso punto ma con valori di verit&agrave; opposti, un po&#8217;  come due formiche che camminassero in direzioni opposte su un nastro di  M&ouml;bius finirebbero per ritrovarsi, ma essendo l&#8217;una diventata l&#8217;immagine  speculare dell&#8217;altra. Una simile scoperta rivoluzionerebbe tutta la  matematica che conosciamo, e porterebbe dritti al premio Abel, il Nobel  per la matematica, e poi chiss&agrave;&#8230;<\/p>\n<p>Senza l&#8217;uso del Reticolo l&#8217;impresa sembrava al di fuori della portata  di chiunque, ma per sua fortuna il matematico aveva salvato due catene  inferenziali promettenti: secondo le sue stime, bastava aggiungere una  cinquantina di passaggi ai 1250 gi&agrave; presenti per arrivare alla  contraddizione. Un lavoro che il Reticolo avrebbe computato in una  giornata, ma anche fatto a mano richiedeva al pi&ugrave; un paio di mesi. Il  matematico si mise a lavorare febbrilmente, ricontrollando tre volte  ogni passaggio. L&#8217;ultima notte la pass&ograve; insonne: la prima catena era  ormai completa, e non restava che scrivere esplicitamente l&#8217;ultimo  passaggio della seconda, per ottenere la tanto agognata contraddizione. I  simboli si allineavano regolari e la contraddizione era l&igrave; davanti,  quasi personificata: restavano ancora da trascrivere cento simboli,  cinquanta, venti, dieci, cinque, tre, due, uno. Il giovane tremava,  mentre faceva l&#8217;ultimo controllo: ma i passaggi erano tutto corretti, e a  prova di errore. Non c&#8217;era dubbio: la matematica &egrave; contraddit<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<br \/>&nbsp;<\/p>\n<p>&laquo;Non &egrave; possibile! &Egrave; la quinta volta!&raquo;<\/p>\n<p>L&#8217;entit&agrave; osserv&ograve; l&#8217;universo giocattolo che andava velocemente a  pezzi. La trama delle sue vibrazioni non aveva pi&ugrave; alcuna regolarit&agrave;:  frequenze irrazionali continuavano a emergere, senza che l&#8217;entit&agrave;  riuscisse a smorzarle.<\/p>\n<p>&laquo;Certo che non &egrave; possibile! &ndash; replic&ograve; gelida l&#8217;altra entit&agrave;, mentre  la compenetrazione andava rapidamente scemando. &ndash; &Egrave; il quinto universo  che sei riuscito a distruggere. Te l&#8217;avevo spiegato che con quelle leggi  aritmetiche non avresti potuto ottenere nulla di stabile. E invece tu  hai perseverato, e hai persino cercato di barare inserendo una routine  di autoblocco non appena un computer avesse trovato una contraddizione  di base, per aggirare l&#8217;impossibilit&agrave; della costruzione di un universo  contraddittorio&#8230; Eppure &egrave; una nozione di base: non appena appare una  contraddizione in un punto qualsiasi di un universo, essa si propaga  istantaneamente e non c&#8217;&egrave; tempo per bloccare il disfacimento. Mi spiace:  sei bocciato anche stavolta.&raquo;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><small> <\/small><\/p>\n<p>(il racconto fa parte dell&#8217;antologia <em>L&#8217;ennesimo libro della fantascienza<\/em>, un ebook di Barabba edizioni, scaricabile da <a href=\"http:\/\/barabba-log.blogspot.it\/2012\/09\/lennesimo-libro-della-fantascienza-un.html\">qui<\/a>. Tutto gratis.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 possibile! \u00c8 la quinta volta!  Il giovane matematico era furioso. 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