«getto pericoloso di cose in luogo pubblico»

Sempre per quanto riguarda l’inquinamento milanese, il Corsera titola “Smog, indagato anche Penati”. Immagino che il terzismo del quotidiano di via Solferino preferisca non mettere i nomi di Formigoni, Moratti e Podestà – tutti nel registro degli indagati – se non nell’occhiello dell’articolo; per quanto l’ex venditore di polizze Unipol sia a mio giudizio impresentabile, non credo sia giusto dargli la colpa anche dello smog. La Provincia aveva persino dato un contributo per abbassare i costi degli abbonamenti settimanali dei mezzi…
Ma la cosa divertente di questa inchiesta è senza dubbio il reato che viene contestato agli amministratori presenti e passati: «getto pericoloso di cose in luogo pubblico». Supponiamo pure che il PM10 possa essere considerato “una cosa”. A questo punto però tutte le volte che ciascuno di noi va in auto dovrebbe essere inquisito per lo stesso motivo, no? Possibile che non siano riusciti a trovare un capo di accusa un minimo meno ridicolo?
Aggiornamento: (14:40) come mi si fa notare nei commenti, il Corsera aveva già titolato sugli avvisi di garanzia agli attuali amministratori milanesi e lombardi, quindi il titolo del giornale è assolutamente corretto.

altro che asintoti

Per una volta non è stato l’Eterno Vicesindaco a parlare, ma l’assessore all’Ambiente Paolo Massari. Quando gli hanno fatto notare come a Milano questo gennaio in ventiquattro giorni ce ne sono stati quattordici di sforamento dei limiti per lo smog, la sua risposta è stata «Dal ’79 ad oggi non c’è stato un solo anno in cui lo smog sia peggiorato, anzi la situazione è migliorata.»
Mi piacerebbe avere un link ai dati effettivi, visto che trentun anni consecutivi di non peggioramento sono una striscia incredibile, ma voglio dar credito al signor Massari. Il guaio è che se con trentun anni consecutivi di non peggioramento siamo a un risultato oggettivamente scadente, significa che c’è uno zoccolo duro ineliminabile con i sistemi attuali; insomma quello che in matematica si chiama asintoto (orizzontale). Quella che dovrebbe essere l’ovvia conseguenza è che quindi occore davvero fare qualcosa di nuovo. Non è detto che il blocco delle auto servirebbe davvero, intendiamoci: io credo di sì ma non ne ho assolutamente la certezza. Però, ribadisco, qualcosa di nuovo bisogna farlo. Glielo dite voi all’assessore? (L’Eterno Vicesindaco ha già detto che ci penserà lui… ad aprile, però. Cosa sono tre mesi di fronte all’eternità?)

sciopero bianco della metro a Milano

Al Corrierone, dorso milanese, hanno più o meno deciso di cavalcare l’onda dello sciopero bianco dei macchinisti della metropolitana di Milano, come si può leggere qui. Perlomeno adesso lo chiamano sciopero bianco, e non “sciopero selvaggio” come avevano scritto lunedì: per la cronaca, i macchinisti hanno bloccato gli straordinari e applicano rigidamente il regolamento, il che è ben diverso da uno sciopero selvaggio.
Andando in bicicletta, non è che mi sia accorto di nulla, né avrei in effetti potuto farlo leggendo il sito ATM che tace a riguardo. Ad essere sinceri, le scene tragiche di banchine e treni strapieni raccontate nell’articolo non mi sembrano molto diverse da quello che succede normalmente, anche se non ho problemi a immaginare come possano peggiorare di gran lunga con il taglio di corse su corse soprattutto nelle ore di punta. D’altra parte, è notorio che in ATM sono anni che non esistono più le figure dei sostituti, quindi anche nelle linee di superficie succede che se l’autista è malato quella corsa salta. L’unica cosa che mi fa un po’ specie è notare come la protesta è partita dopo che ATM non paga straordinari non sono più pagati il 30% in più, ma solo il 10%; è un po’ come dire che se si guadagna di più si riesce a stare più attenti. Ma a parte questa battuta, il trasporto pubblico milanese è da un pezzo oltre i suoi limiti; eppure sembra che nessuno abbia un’idea di come rimetterlo in sesto. Iniziate a prendere la bicicletta 🙂