Addio bici

Non ho più la mia bicicletta, e ovviamente per colpa mia. Ieri, mentre tornavo dall’ufficio sotto due gocce di pioggia, mi sono fermato davanti alla sede della biblioteca Zara per prenotare un paio di libri. In genere quando arrivo là, non essendoci posti bici, lego tra loro telaio e ruota posteriore. Ieri sera mi sono detto “mannò, è un tempaccio, chi vuoi che passi..”, ho tolto la borsa e sono entrato. Ci avrò messe sette minuti: peccato che una volta uscito la bici non c’era più.
Occhei, chi è causa del suo mal pianga sé stesso; occhei, già quest’estate, quando sotto casa mi rubarono una ruota per attaccarla all’altra bici, era stata vagheggiata la possibilità di prenderne una nuova – e fortuna che non l’ho fatto – visto che ormai era vecchiotta e malmessa. Però ci sono stato così male che stanotte, una delle rare volte in cui i bimbi hanno fatto un sonno unico, mi sono svegliato di colpo e sono restato un’ora sveglio a rodermi.

In bicicletta da via Padova alla Martesana – 2 bis

[il percorso NON è quello reale]Un piccolo aggiornamento sulla storia della pista ciclopedonale di cui ho fatto il reportage fotografico.
Ieri, mentre passavo davanti a un negozio in viale Monza, ho visto una locandina dove l’assessore Carlo Masseroli presenta orgoglioso la sperimentazione del “suo” percorso ciclopedonale e invita residenti e passanti a un incontro pubblico per “dialogare assieme” (no, l’incontro c’è già stato). Capisco, in fin dei conti siamo sotto elezioni. Però quello che non capisco è come mai la cartina del percorso stesso sia quella del percorso progettato, e non quella che poi è stata effettivamente preparata.
Secondo voi l’assessore lo sapeva, che gli hanno cambiato il progetto sotto i suoi occhi? (beh, “sotto i suoi occhi”? occhei, cancellate l’ultimo sintagma)