Area Codacons

A Milano uno degli sport locali, oltre che trovare un nome alle primarie per le elezioni regionali perché non siano primarie, consiste nel fare ricorsi al Tar contro Area C, la direttiva che obbliga chiunque voglia entrare in centro a Milano con la propria auto a pagare 5 euro al giorno. Generalmente i più arrabbiati sono i negozianti e soprattutto i gestori dei parcheggi in centro città: ma a quanto pare l’ultimo ricorso è stato promosso da una insospettabile (beh…) associazione: il Codacons.
Forse sto invecchiando, ma non sono riuscito a trovare nel sito del Codacons il testo del ricorso, ma solo la ripresa di un comunicato stampa. Qual è la logica rienziana? Semplice: visto che Area C taglia così bene l’inquinamento, è ingiusto che i milanesi che non vivono in centro non possono goderne; ergo il provvedimento deve essere esteso a tutta la città. Cito verbatim: «I benefici emersi dai dati scientifici circa la diminuzione dei fenomeni inquinanti prodotti dalle auto circolanti all’interno dell’area C, legittimano i residenti al di fuori di tale area, a beneficiare dello stesso provvedimento comunale.»
Purtroppo, come dicevo, non ho il testo completo del ricorso, e quindi la cattiveria che sto scrivendo potrebbe essere errata. Se si spostassero semplicemente le telecamere ai confini comunali, sicuramente ci sarebbe un effetto non trascurabile sui flussi da fuori città (quindi sui comuni limitrofi e sulle metropolitane, giusto per dirne qualcosa). Ma paradossalmente chi abita in centro a Milano sarebbe avvantaggiato, perché potrebbe scorrazzare per tutta la città; esattamente come chi come me vive fuori dal centro potrebbe entrare in centro senza problemi. La cattiveria è: il Codacons si è accorto di questo effetto collaterale? È proprio quello che voleva? O magari la speranza è quella che un ricorso di questo tipo, se accolto, scardini tutta la logica di Area C? Peccato che mi sa che non avrò risposta a questi cocenti dubbi…

Milano Ristorazione

Oggi, per la seconda volta dall’inizio della scuola, i miei bimbi hanno dovuto portarsi il pranzo al sacco. Il 28 settembre infatti i dipendenti di Milano Ristorazione erano in sciopero, mentre oggi c’è un’assemblea sindacale.
A questo punto ho due domande, la prima di principio e la seconda più seria. Perché il comune di Milano non restituisce ai genitori la quota di pagamento per i giorni in cui il servizio non c’è? Non è certo per la cifra, visto che i ricconi come me pagano tre euro, ma appunto è una questione di principio. Mi andrebbe anche bene se i soldi venissero direttamente lasciati alle classi, intendiamoci.
La domanda più seria riprende invece quanto scritto in una lettera al Corsera (dorso milanese). Come ho scritto sopra, oggi non c’è uno sciopero (per cui in effetti la pubblicità è importante) ma un’assemblea. Perché l’assemblea non poteva essere fatta venerdì, quando le scuole sono chiuse per il ponte? Poi intendiamoci, magari scopro che anche i dipendenti di Milano Ristorazione devono prendere ferie forzate venerdì, e a questo punto tutto il mio ragionamento crolla; ma altrimenti la scelta sembra fatta apposta per dimostrare che loro sono superiori a tutto…

Il “biglietto urbano” ATM

Ieri a Milano c’è stata la giornata senz’auto. Non sto a dirvi quante auto c’erano in giro per la città, d’altra parte se non ci sono pattuglie dei vigili a multare non si può pretendere più di tanto. La mattina mi sono preso Jacopo e Cecilia e gli ho fatto fare un bel giro in metropolitana, una cosa che a loro piace tantissimo: l’idea era che tanto con un singolo biglietto urbano avrei potuto girare tutto il giorno, come raccontato ovunque e visibile nei messaggi a pannello scorrevole alle fermate. Certo. Con il singolo biglietto urbano. Io che ho una tessera RicaricaMi ho regolarmente pagato il secondo biglietto la seconda volta che sono salito sulla metropolitana. (Per una singola fermata Cordusio-Cairoli, ma non è quello il punto, come potete bene immaginare).
Potreste dire che per sapere che “biglietto singolo urbano” è solo un biglietto singolo urbano avrei potuto cliccare sull’avviso presente nel sito ATM, come si vede da questa schermata: certo, certo. Cliccando sarei arrivato qui: “Inserisci la tua e-mail e password per effettuare il login ed entrare nel tuo profilo dati”. Potreste dire che un biglietto (peggio ancora, parte di un carnet) nella RicaricaMi non è un biglietto urbano singolo, e qua sono costretto a darvi ragione. Restano però due cose: che la comunicazione non è certo delle migliori – bastava scrivere “solo con il biglietto urbano ordinario, ecc.” – e che ATM non è interessata agli utenti diciamo “medi”, quelli cioè che non sono abbonati ma usano comunque abbastanza i mezzi per avere biglietti multipli e tessere ricaricabili in tasca. Terrò presente.
(ah, ho scritto ad ATM. Sezione “suggerimenti”, non “reclami”. Vi farò sapere)

corridoi per le bici e grasse risate

E dire che agosto è finito, e uno poteva immaginare che finalmente i quotidiani tornassero a inserire notizie e non barzellette. E invece no. Il dorso milanese di Repubblica ci rende edotti della Grande Ideona per favorire il traffico ciclistico in città: cito verbatim dall’articolo

«Carreggiate più strette, per una doppia funzione: lasciar spazio alle biciclette sulla destra vicino al marciapiede mentre a sinistra, verso il centro delle strada, impedire la doppia fila».

Intendiamoci: in un mondo perfetto, o almeno meno imperfetto, l’idea non fa una grinza. Il posto più logico per mettere una pista ciclabile è tra il marciapiede e le auto parcheggiate, perché così il velocipedista ha tra l’altro una protezione maggiore. Inoltre togliendo mezza corsia dalle strade larghe una corsia e mezzo è chiaro che il parcheggio in doppia fila è molto più difficile.
Ma siamo in Italia, e nella fattispecie a Milano. Come verrebbe separata la pista ciclabile dalle strisce per parcheggiare? Con una mano di vernice? Con un cordolo, utilissimo considerando che i Suv parcheggiano anche su un marciapiede alto venticinque centimetri? Il risultato pratico sarebbe trovare una certa quantità di auto parcheggiate perpendicolarmente al senso di marcia, riuscendo così in un colpo solo a bloccare la pista ciclabile e ridurre la carreggiata disponibile. L’unico modo per ottenere qualcosa è piantare paletti, il che ha un costo non indifferente e non credo sia quello che Palazzo Marino ha in mente di fare, oltre che rendere difficoltosa l’uscita dall’auto sul lato destro. Poi potrei sbagliarmi, ma non credo. Niente male, vero?
Non che l’altra idea indicata nell’articolo, quella dell’ATM che permetterebbe il trasporto delle bici in metropolitana nelle ore di morbida, sia tanto meglio: ma magari tra le 10 e le 16 si potrebbe riuscire a far coabitare un paio di biciclette e i pedoni… chissà.

Ferragosto e dintorni

Martedì 14 e stamattina sono andato in ufficio. Devo dire che, se nel pomeriggio un po’ di gente per strada c’è, la mattina è davvero poco milanese, con incroci assolutamente sgombri… e automobili che decidono di passare col rosso, “tanto non c’è nessuno” (una bicicletta è notoriamente invisibile).
Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia: sedicenti ciclisti che se ne vanno sul marciapiede e attraversano gli incroci quando è rosso ormai da una quindicina di secondi. Mi stupisco che non ci sia stato nessun incidente: è proprio vero che non c’è nessuno.

Il Comune NON risponde

Ricordate questo mio post sul bilancio previsionale del Comune di Milano? Quello che non avevo scritto nel post è che avevo scritto al Comune, tramite l’apposito modulo web che già ho usato in passato, per chiedere se fosse possibile visionare il bilancio.
Ieri leggendo vb ho scoperto che no, non si può fare: a quanto sembra fintantoché il bilancio non è approvato è un segreto di stato. Tutto quello che si può sapere sono le notizie filtrate dai consiglieri comunali (in questo caso l’ex-eterno vicesindaco DeCorato) che rischiano non si sa bene quali sanzioni per aver incautamente diffuso queste informazioni. Amen.
Quello che però proprio non va è che il Comune non si sia affatto degnato di rispondermi. Avessero scritto “ci dispiace, ma non si può ancora visionare il bilancio” uno se ne sarebbe magari fatto una ragione… ma a quanto pare il silenzio è d’oro, e chissà se riesce anche a migliorare il bilancio comunale!

la figuraccia di Pisapia

Più che beppegrillo(tm), preferisco il commento di Makkox. Resta il fatto che quella del primo cittadino milanese è davvero una figuraccia. Possiamo discutere se ha senso dare la cittadinanza onoraria milanese al Dalai Lama: fosse per me abolirei questa usanza, che tanto è solo un modo per procacciarsi pubblicità. Ma una volta che si è fatta la scelta non puoi calare le braghe solo perché il governo cinese ti avvisa informalmente che col cavolo che poi loro vengono a Expo 2015 (sì, quell’Expo di cui il sindaco prima ha spergiurato di non voler più fare il commissario straordinario, salvo poi cambiare idea dopo tre giorni: un po’ più lento di san Pietro, ma nemmeno troppo). E invece è quanto successo. Come si dice nei socialcosi, #FAIL.

Tremate, tremate, le multe son tornate!

Oggi sul dorso milanese del Corsera c’è un articolo che racconta delle critiche mosse dai revisori dei conti al bilancio previsionale del comune di Milano. Non so perché, ma l’articolo nel sito del giornale non c’è: e dire che ce ne sono mille versioni, tutte più o meno simili e quindi probabilmente tratte dalla stessa agenzia. Ma soprattutto non c’è l’infografica che mi ha lasciato di stucco, e che mostrava come nel bilancio la voce relativa ai proventi da sanzioni amministrative si quadruplicava rispetto all’anno scorso, passando da poco più di 100 milioni a più di 400. Per trovare il dato (459 milioni, per la cronaca) sono dovuto andare a cercarlo su Libero: può darsi infatti che io stia perdendo i colpi, ma sul sito del comune di Milano mica l’ho trovato… Non c’è in homepage, e inserendo la stringa nel campo della ricerca mi trovo solo il bilancio preventivo 2011 del quale me ne faccio poco o punto.
Mi pare di ricordare che l’anno scorso si votava e quindi Letizia avesse detto ai vigili di essere più buoni anche se non era Natale: ma quello era al più valido per i primi quattro mesi. Può darsi che i famosi soldi che le banche elargiranno al Comune – perché loro sono innocenti nella storia degli investimenti in derivati ma comprendono la tristezza dei dirigenti comunali che si sono visti azzerare quei soldini – siano stati messi in quella voce: ma la cosa mi pare strana, visto che al più dovevano finire in qualcosa tipo “proventi straordinari”. Resta il fatto che un cittadino non ha la possibilità pratica di vederlo, questo benedetto bilancio, e si deve fidare delle notizie di agenzia rifritte, il che non è bello.
Vabbè: consiglio di iniziare a parcheggiare correttamente 🙂