_Cacciatori di numeri_ (ebook)

Mettiamola così. Se a voi piace Giacobbo e Voyager, probabilmente apprezzerete questo libro (Igor e Grichka Bogdanov, I cacciatori di numeri, Piemme 2014, pag.234, ISBN 9788856633313, trad. Franca Genta Bonelli). È vostro diritto, ci mancherebbe altro. Io personalmente sono arrivato in fondo per pura tigna. Perlomeno ho preso l’ebook in prestito bibliotecario – tra l’altro non lo vedo nemmeno più in vendita elettronica – quindi non ho perso né soldi né spazio in casa, solo un paio d’ore suddivise in tante pause riunione. Posso anche credere, come Luís González-Mendez scrive nella postfazione, che i due Bogdanov siano bravissimi fisici teorici. Ma il testo è un banale misticismo da quattro soldi, con questi “numeri di Dio” (qualunque sia il significato che si voglia dare a quelle tre lettere) che non vengono per nulla spiegati se non con la banale frase “se fossero anche solo un poco diversi l’universo non esisterebbe”. D’accordo, io su queste cose sono un bayesiano puro e duro, e il mio pensiero è “se non ci fosse l’universo non ci sarei neppure io”. Io al limite avrei parlato delle costanti, non di quesii scienziati che facevano grandi chiacchierate insieme. Ma se le trasmissioni di Giacobbo hanno un pubblico così vasto è chiaro che quello in torto sono io. Nulla da dire sulla traduzione di Franca Genta Bonelli: ha fatto onestamente il suo lavoro, non poteva certo riscrivere il libro.

_Tutto, e di più_ (libro)

Partiamo dal principio. La nuova copertina della nuova edizione del libro (David Foster Wallace, Tutto, e di più: Storia compatta dell’infinito [Everything and more], Codice 2017 [2003, 2005], pag. 262, € 21, ISBN 9788875786984, trad. Giuseppe Strazzeri e Fabio Paracchini, link Amazon) è favolosa. La traduzione è quella corretta (ma lo era già nelle ristampe del 2011), salvo gli eventuali svarioni di DFW e due o tre tecnicalità di cui non vi accorgerete se non sapete già di che si sta parlando. Ma la cosa più bella del libro è la sua genesi. L’edizione originaria faceva infatti parte di una collana “Great Discoveries”, pubblicata da Norton, nata come serie di biografie tecniche di scienziati. DFW non era un matematico, anche se aveva studiato abbastanza per poterne parlare con cognizione di causa, e questo lo si vede dal modo in cui approccia il tema, con una forte componente metafisica che in genere viene trascurata quando si arriva all’Ottocento. Ma era per l’appunto DFW, il che significa che il testo non è per niente lineare e parte per la tangente con le note NCVI (“Nel Caso Vi Interessi”, in originale IYI, If You”re Interested) che naturalmente sono imprescindibili, e una serie di rimandi incrociati. Poi lo stile è al solito scanzonato, il che darà al lettore la falsa impressione che tutto sia facile nonostante i mille caveat nel testo. Diciamo che non credo che nessuno imparerà qualcosa sull’infinito leggendolo, ma tanto non era quello il suo scopo.

_Il libro bianco dei Beatles_ (ebook)

I Beatles hanno ufficialmente cantato più di duecento canzoni, e si sa più o meno tutto su di esse. Nonostante io abbia una certa qual cultura sul tema, in questo libro (Franco Zanetti, Il libro bianco dei Beatles, Giunti 2015, pag. 420, € 9,99, ISBN 9788809801691, link Amazon) ho trovato tante notizie e pettegolezzi che non conoscevo. La struttura èsemplice: a ciascun brano, scritto da loro oppure cover, è associata una scheda con i dati di prima pubblicazione in UK, USA e Italia, chi ha suonato quali strumenti e un racconto sulla genesi e composizione del brano. Certo, un beatlesiano è molto più interessato a queste informazioni, ma ritengo che anche chi non è così appassionato possa apprezzare il libro, scegliendo le canzoni preferite. C’è comunque qualche refuso, come indicare spesso il 1963 come data di uscita di Meet the Beatles e parlare di sopratonica anziché di sopradominante nella scheda su This Boy. Altro problemuccio, almeno per chi come me è un lettore dalla prima all’ultima riga, è trovare varie ripetizioni, come scrivere per ogni canzone di Revolver “anche questa canzone, come tutte le altre dell’album, non è mai stata cantata dal vivo dai Beatles”. Detto questo, il lavoro è senza dubbio utilissimo per avere una visione dell”evoluzione del quartetto, non solo da un punto di vista musicale.

_Jurassic World – il regno distrutto_ (film)

[locandina] Tanto per essere chiari: io non avevo mai visto nessuno dei quattro film precedenti, a partire dall’originale Jurassic Park coi due sequel per arrivare al reboot. Ma se leggete le mie notiziole sapete che non sono un tipo da cinema. Nulla di male: ho abbastanza conoscenze contestuali da non perdermi se con la famiglia me ne vado a vedere l’ultima puntata almeno per il momento della saga (sito ufficialescheda su FilmUp). Il problema è un altro. Se vi piacciono i film con un po’ di scene violente e tanti esseri meccanici in giro questo va benone. Però io sono dispostissimo ad accettare una suspension of disbelief (in pratica, che ci siano i dinosauri) se poi il resto della storia segue logicamente dall’ipotesi irreale. Ma già nei primi minuti uno si chiede perché bisogna recuperare i dinosauri dall’isola se tanto li si può clonare senza problemi. Qui la risposta ci sarebbe anche, ma parte dal principio che noi spettatori siamo furbi e i protagonisti degli imbecilli, il che non è una grande idea a meno che non si parli di un film comico… Insomma, due ore (abbondanti) sprecate.

_Ritorno al Giurassico_ (mostra)


Domenica siamo andati con i bambini a vedere la mostra Ritorno al Giurassico alla cascina CentroParco del parco Nord. La mostra è piccina, ma le animatrici erano molto brave e il duo ha apprezzato molto ed è stato attento, il che è sicuramente molto positivo e apprezzabile. Detto questo, però, ci sono dei margini di miglioramento nella gestione pratica. Non è infatti possibile pagare con bancomat ma solo in contanti, e soprattutto non c’è wifi e quindi chi vuole scaricare l’app si trova un download di 198 MB che può dare un duro colpo al proprio piano dati. Tra l’altro ci è stato detto che l’app avrebbe anche funzionato – leggasi mostrato le immagini di realtà aumntata – con i gadget che ci hanno dato alla fine, ma non c’è stato verso almeno con il mio Sony. Peccato.

_Breve storia dell’infinito_ (libro)

Ho letto per la prima volta questo libro (Paolo Zellini, Breve storia dell’infinito, Adelphi 1980, pag. 257, € 20, ISBN 9788845909481, link Amazon) più di trent’anni fa, dopo avere seguito qualche lezione di teoria della complessità tenuta da Zellini all’università di Pisa. Risultato: non ci ho capito nulla. Ora, dopo trent’anni, l’ho ripreso in mano e finalmente ho capito qualcosa: non tutto, perché il testo è davvero pesante e le mie conoscenze di filosofia sono ridotte, ma abbastanza per riuscire a seguire il filo del discorso. Le parti migliori sono a mio parere quella iniziale sul concetto di apeiron tra i greci e quella finale che mostra come il “paradiso di Cantor”, con l’attualizzazione dell’infinito, è meno sicura di quanto si legge nei vari testi divulgativi e no. Insomma, non è il testo migliore per comprendere come l’infinito viene trattato in matematica a meno che non si abbia già un’idea oppure si abbiano ottime basi di filosofia.

_Critica della democrazia digitale_ (libro)

Avevo già letto Contro le elezioni, ma per avere le idee più chiare su cosa succede nel campo della cosiddetta “e-democrazia” mi sono dedicato anche a questo libro (Fabio Chiusi, Critica della democrazia digitale, Codice 2014, pag. 175, € 11,90, ISBN 9788885784089, link Amazon). Anche se il libro ha ormai qualche anno direi che la sua tesi di base non sia cambiata: la democrazia digitale non funziona. Ci sono stati tanti tentativi in giro per il mondo, ma il risultato è quasi sempre lo stesso: poca partecipazione, difficoltà di impedire che gruppi organizzati monopolizzino l’agenda, e scarso interesse da parte del mondo politico ad accettare i risultati ottenuti in questo modo. Chiusi presenta moltissimi esempi, notando come ci siano temi comuni – per esempio, non serve lasciare votare le iniziative per troppo tempo perché non c’è un effetto long seller; in compenso, occorrono molti anni per abituare i cittadini a questa possibilitå. Un’altra cosa necessaria perchè i progetti portino a qualche risultato è la necessitå di facilitatori che aiutino i cittadini a scrivere proposte realizzabili in pratica, senza dimenticarci di tutti i problemi di sicurezza. In definitiva, abbiamo tanta strada da fare, e quello che ci è venduto oggi come “democrazia diretta” non è altro che una mezza presa in giro.

_Ragazze con i numeri_ (libro)

I quindici racconti di questo libro (Vichi De Marchi e Roberta Fulci, Ragazze con i numeri, Editoriale Scienza 2018, pag. 205, € 18,90, ISBN 9788873079255, link Amazon) non sono vere e proprie biografie, anche se sono tutti narrati in prima persona: le autrici hanno spesso scelto di focalizzarsi su una parte specifica della vita delle protagoniste, con l’intento di mostrare come anche una donna può diventare una scienziata. Scopo dichiarato del libro è infatti l’avvicinare le ragazze dai dieci anni in su al mondo STEM (Scienza, Tecnologia, Engineering, Matematica). Occhei, io l’ho preso per mia figlia Cecilia che di anni non ne ha ancora nove, ma comunque la prosa è molto chiara. L’unico appunto che mi sento di fare al libro è nella pagina riassuntiva, che dopo una succinta biografia minima lascia tre o quattro punti sul perché la protagonista è importante ma lo fa in modo da sembrare più una scheda da libro scolastico. A Cecilia ho detto di saltare quei pezzi, le farò un debriefing io…