Razza

Io dico solo una cosa. Se Attilio Fontana riprende la storia delle razze dicendo che sono persino specificate nella Costituzione, è inutile mettersi a strillare che la Costituzione lo scrive perché si arrivava da vent’anni di difesa della razza, oppure prodursi in fini esercizi di logica osservando che se non ci devono essere differenze di razza non si può fare nulla per impedire l’annacquamento della nostra “pura razza”.

Se Fontana fa queste dichiarazioni a freddo, significa che i think tank della destra hanno fatto i loro conti e hanno visto che portano più voti di quanti ne tolgano. (come reverse benchmark, basta vedere che Gasparri aveva preso le distanze). Il problema per me è questo, non Fontana; prendersela con lui non porta a nulla.

Silvio e le risposte lette alla radio

Ieri il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo che spiega come Berlusconi, intervistato dalla “sua” Radio 105, in realtà leggesse le risposte alle domande preparate in anticipo senza pensare che – come capita da un po’ di anni a questa parte – l’intervista era anche videotrasmessa sul canale DTT della radio.

Però non ho mica capito quale sarebbe stato il “massacro” indicato nell’articolo. Abbiamo al più scoperto che Silvio non ha idea di cosa succeda oggi nelle radio (ma magari non lo sapeva nemmeno al tempo); chi lo vota non trova nulla di strano nel fatto che legga le risposte, e chi non lo vota non avrebbe cambiato idea nemmeno se avesse fatto una performance strabiliante. Infine al FQ sapranno bene che tutte le interviste hanno come minimo un canovaccio, per evitare pericolosi silenzi. Forse insomma è meglio che tornino a prendersela con Renzi…

MEB e Banca Etruria

Le audizioni della Commissione Parlamentare sulle banche stanno riuscendo a ingarbugliare ancora di più la mia già scarsa comprensione di quello che è successo. Che cosa ho capito? [*]

  • In quell’ambiente il più pulito ha la rogna. Mi sembrano tutti molto attenti a non dire nulla che possa anche solo far sorgere altre domande. Vedere Visco pappa e ciccia con Renzi è stato incredibile.
  • Se la Boschi avesse davvero “fatto pressioni” (anche solo indirette, se ti parla un ministro o il sottosegretario alla presidenza del Consiglio possiamo immaginare che non servano parole esplicite) sarebbe dovuto succedere qualcosa; ma Unicredit non ha fatto nulla, probabilmente perché si è accorta che Banca Etruria era decotta da mo’.
  • La Boschi sapeva certamente che la banca era decotta, e lo sapeva da suo padre. Così, da brava deputata locale, ha sondato un po’ di gente per vedere se si riusciva a fare qualcosa (notate che in Italia – non so all’estero – è abbastanza normale fare fusioni bancarie per evitare casini: stavolta non gli è riuscita)
  • Invece che dirlo subito e uscire relativamente pulita, ha preferito negare tutto e ora si trova nei casini per avere negato.

Su queste cose Silvio è molto più bravo, diciamocelo.

[*] non necessariamente quello che ho capito è la verità.

I conti senza l’oste

È interessante notare come in Sicilia l’affluenza sia stata più o meno pari a quella di cinque anni fa (46,6% contro 47.4%) e il PD senza MDP ha perso circa il 2,5% dei propri voti (quindi non in assoluto, dove è rimasto praticamente costante). Insomma i cinque anni del ciclone Renzi sembra si siano persi nel nulla, altro che il 41%.

Il vero punto è però che risulta sempre più probabile che il prossimo Parlamento sarà ancora più in una palude di questo, con il piccolo problema che le Grandi Intese ci potrebbero essere sì… ma con il PD in subordine a Forza Italia. (C’è sempre l’ipotesi alternativa M5S + Lega + Fd’I, ma lì mi sa siamo proprio nella fantascienza). Fossi in Renzi, ci penserei un momento su.

Aggiornamento: Questa immagine (di Markus Della Latta) mostra ancora meglio la stasi. In pratica tutti hanno preso i voti di cinque anni fa, solo che Musumeci ha aggiunto quelli di Micciché perché la destra si è ricompattata, mentre i voti di Crocetta sono passati a Cancelleri. Per il resto, gattopardismo puro.

Il berlusconismo di Renzi

Sia da sinistra che da destra sono tanti le voci che hanno definito Renzi “un Berlusconi giusto più giovane” (e senza aziende, aggiungo io). Beh, bisogna dire che la mozione contro Ignazio Visco in effetti mi fa propendere per questa ipotesi.

Io non ne so molto di economia, e quindi non posso valutare se l’operato di Ignazio Visco sia stato sufficientemente incisivo in questi anni in cui abbiamo visto cadere Montepaschi, Banca Etruria, le due popolari venete, Carige (ah no, quella non è ancora caduta, magari riescono a tenerla in piedi). Ricordo anche che prima di Visco avevamo anche avuto gente come questo signore. Il punto – politico – è però un altro. Per quello che mi consta, il Partito Democratico è la forza principale nel Parlamento italiano e nella maggioranza di governo. Non c’è nulla di male se ritiene che l’attuale governatore non sia stato così bravo e quindi non voglia che il suo incarico sia rinnovato – cosa diversa tra l’altro dal revocare la nomina. Però lo fai appunto attraverso una delibera del Consiglio dei ministri. La mozione di sfiducia la lasci fare alla minoranza, che ha per l’appunto quella come unica strada possibile. Bene: chi è che ha sempre governato come se fosse all’opposizione? Silvio. Signori, ho concluso.

P.S.: a chi dice “ma è Mattarella a nominare il Governatore della Banca d’Italia”, rispondo che forse è meglio che ripassi un po’. La frase completa è «La nomina del governatore è disposta con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d’Italia.» Datto in altri termini, la nomina è governativa.

Rosatellum (bis) vuol dire fiducia

Premetto: secondo me il Rosatellum bis è una schifezza. L’idea iniziale era buona, la realizzazione attuale no. Detto ciò, definire anticostituzionale il ricorso alla fiducia per evitare gli emendamenti ai primi tre articoli mi pare eccessivo: certo però che c’è qualcosa che non va, se un disegno di legge che accorpa non so quante proposte (il primo firmatario formalmente è il pentastellato Toninelli) e sulla carta ha una maggioranza trasversale che lo supporta con PD, Forza Italia e Lega deve ricorrere alla fiducia per avere una qualche speranza di passare (alla Camera, per di più). Ma forse il problema è un altro: in questo modo si evita di dover votare non so quanti emendamenti. Ma se il problema è questo, non è che forse bisognerebbe tornare a discutere – nella prossima legislatura, ormai – sul regolamento delle Camere e trovare un compromesso tra il diritto di modificare una legge e quello di fare proposte sensate. Non credo però capiterà 🙁

il nostro ministro degli Esteri

Come avrete letto sui giornali, il nostro ministro degli Esteri Marco Minniti è andato a Bengasi a parlare con il generale Khalifa Haftar, quello insomma che controlla la maggior parte della Libia (diciamo Cirenaica e Fezzan, sulla Tripolitania probabilmente c’è un po’ più di gente sotto il governo ufficiale ma non è detto). Come? Minniti non è il ministro degli Esteri? E chi è allora? Mogherini? Gentiloni? No, sono stati promossi entrambi. Mi sa che il posto sia vacante 🙂

A parte le battute, potrebbe anche avere senso non mandare il ministro degli Esteri a parlare con il capo di una milizia non riconosciuta formalmente dalla comunità internazionale. Minniti è noto per essere un poliziotto dentro, e quindi probabilmente ha parecchi punti di contatto con Haftar; il tenere il piede in due scarpe è una costante caratteristica della politica estera italiana, e una semilegittimazione come questa – pur richiedendo un equilibrio perfetto – può aiutare la nostra Realpolitik più dei colloqui a livello di servizi segreti che pur ci sono stati. Anche i tempi sono perfetti: l’offensiva macroniana di luglio sembra essere naufragata, e possiamo provare a riprenderci la nostra storica influenza. Ma posso comunque dire che la cosa è buffa?

Pisapia e l’abbraccio a MEB

È stato interessante vedere le critiche da sinistra – pardon sinistre – a destra (nel senso di PD) alla foto che mostra l’abbraccio tra Giuliano Pisapia e Maria Elena Boschi durante la festa milanese dell’Unità.
Non riesco a capire però cosa ci sia di così strano. Quello che Pisapia vuole fare è rimettere insieme i cocci del centrosinistra, e a parte le battute è ovvio che tra questi cocci c’è anche il PD. Di avere un gruppetto di duri e puri e ultraminoritari non se ne fa nulla; ergo, deve fare da pontiere. Possiamo dire che una simile strategia è velleitaria e non funzionerà mai (è ciò che io penso) ma non possiamo etichettarla come un dietrofront o peggio.