non è Tempo di Libri

Dopo il flop di quest’anno, l’AIE ha pensato bene di rivedere Tempo di Libri, la fiera della (grande) editoria nata per soppiantare il Salone del libro di Torino ma senza i risultati attesi. La data è stata anticipata ai primi di marzo (dall’8 all’11), pare che la sede non sarà più Rho ma il Portello (tanto da Torino la gente non arrivava comunque…) e soprattutto c’è stato il tentativo di fare fronte comune con Bookpride, la fiera dell’editoria indipendente che si tiene al BASE sempre a marzo, l’anno prossimo dal 23 al 25. Ma quest’ultima possibilità è stata rimandata seccamente al mittente, leggo sul Corriere.

Onestamente non comprendo il “rammarico” di Odei per la quasi sovrapposizione delle due iniziative, che mi sembrano completamente diverse. Ammetto di non essere andato a Tempo di Libri, ma a Bookpride ci ho fatto un rapido giro sfruttando la giornata in cui ero a casa in solidarietà e – a parte tutti quelli che chiedevano soldi, Save the Children, Unicef, MSF, Emergency e mi pare un altro – la struttura era molto più egualitaristica. Tutt’al più mi potrei lamentare della difficoltà di sapere a priori di cosa si occupa ciascun editore per concentrarmi sui più interessanti per me; Tempo di Libri nasce pensando soprattutto ai grandi editori. Ma proprio per questo mi risulta incomprensibile la volontà dell’AIE di “fare sinergia”, diciamo così: a me sembra più un accerchiamento nei confronti del povero lettore.

Free floating bike sharing

Il titolo di questo post batte ogni record, visto che non ha una parola in italiano. In pratica significa “condivisione di biciclette a flusso libero”, un po’ come capita oggi con il car sharing (sempre inglese è…) dove non devi lasciare il mezzo in un posto specifico dopo che l’hai usato. A quanto pare, il comune di Milano ha lanciato un bando, più o meno scopiazzato da quello che aveva fatto a fine maggio il comune di Firenze.
Ora voglio vedervi a pedalare con una bicicletta di 30 kg (limite massimo indicato nel bando), ma soprattutto voglio vedervi ad avere ancora non si sa quante app sul telefono – la bicicletta si sbloccherà solo così – e fare una serie di micropagamenti a non si sa quante aziende che decideranno di offrire il servizio, tralasciando il discorso che vediamo già con le automobili della transumanza. Insomma, siamo sicuri che sia così una buona idea?

UCI Bicocca (più Supermercato del futuro)

Come avevo scritto ieri, sono stato all’UCI Bicocca a vedere un film. Sarà la stagione morta, ma mi pare che non sia poi messo così bene: non c’era praticamente coda in biglietteria, le distributrici di schifezze varie erano tutte “momentaneamente non funzionanti – rivolgersi al bar”, c’era una sezione transennata nella sala 13 dove siamo andati, i vespasiani nei bagni erano coperti. Al piano di sotto dove si mangia la situazione mi sembrava più normale, ma non ho fatto un controllo rapido.

Nella parte esterna del complesso ho finalmente visitato il “Supermercato del futuro” Coop, che continua a tormentarmi con le pubblicità su Radio Popolare. Come dimensioni è poco più di un superette, ma del resto a neanche un chilometro c’è l’Ipercoop al CentroSarca; la parte “futuristica” si estrinseca nell’avere solo casse automatiche e una serie di monitor touch screen che – se la connessione HDMI funziona – mostrano le caratteristiche dei prodotti ivi venduti. Aggiungiamo le pareti dipinte di marrone e un’illuminazione bassa, l’opposto di quella che ci si aspetta in un supermercato, e vi lascio immaginare la sensazione di oppressione che mi è arrivata.

Vigili di quartiere

Io sono favorevolissimo ai vigili di quartiere (con un minimo di rotazione tra i vigili stessi, per non dare adito alla possibilità di veri o presunti inciuci). Da un lato ci sarebbe il vantaggio di una presenza amica, dall’altro è un modo per far sentire alla gente che Milano non è solo Duomo, Brera e Navigli. Poi leggo questo articolo del dorso milanese del Corsera e mi chiedo “a che serve un vigile in piazza Caserta?” Poi leggo l’articolo e trovo scritto come primo luogo “il quartiere fra piazzale Nizza e piazza Caserta” e rimango ancora più dubbioso. Solo andando avanti con la lettura capisco cosa sta succedendo. Gianluca Comazzi (nome non nuovo a chi legge queste mie notiziole) in questa legislatura è stato promosso ed è capogruppo di Forza Italia: e direi che è chiaro che abita al massimo a quattrocento metri da casa mia.

Il punto è che il quartiere fra piazzale Nizza e piazza Caserta è davvero la parte più tranquilla della zona. Basta spostarsi di un paio di centinaia di metri e arrivare in via Benefattori dell’Ospedale e soprattutto in via Villani-piazzale Maciachini per avere una situazione molto diversa: nei tre anni in cui i gemelli andavano all’asilo non so quante petizioni dei genitori ci sono state, con risultati non così eclatanti: ogni tanto stazionava un’auto dei vigili. Diciamo che se si fosse aggiunto Maciachini alla zona di competenza dei vigili non avrei avuto nulla da obiettare, considerando che l’area avrebbe anche preso i giardini di via Populonia dove la situazione generalmente è migliore che in Maciachini ma sicuramente peggiore sia di piazzale Nizza che di piazza Caserta, ma nulla da fare. Evidentemente Gianluca Comazzi, pur abitando dietro casa mia, gravita più verso piazzale Istria sopratutto ora che c’è la fermata della lilla…

P.S.: Massimo Chierici, sempre su Facebook, mi dice che i vigili di quartiere sono già stati (re)istituiti sotto la giunta Pisapia. Io purtroppo non ho mai avuto la ventura di vederli dalle mie parti, l’auto dei vigili di cui ho parlato sopra mi sembrava una semplice pattuglia che veniva comandata quel giorno in quella sede.

E se non ci sta?

Come vedete dalla foto, qui a Milano AMSA (l’azienda che si occupa tra l’altro dei rifiuti urbani) ha lanciato una campagna contro l’uso improprio dei cestini per la spazzatura, che vengono riempiti con la qualunque.

Ora non vorrei dire, ma ho come il sospetto che la gente butti nei cestini i rifiuti ingombranti perché non ha alcuna voglia di fare una raccolta differenziata, e AMSA non voglia i rifiuti ingombranti, oltre che perché occorre fare più passaggi per svuotare i cestini, perché quei rifiuti sono per definizione indifferenziati e pertanto abbassano la percentuale di differenziata. Tutto bene, ma perché mai questa gente dovrebbe essere intimidita o illuminata e cambiare le proprie abitudini?

Fare Milano

Ieri il sindaco di Milano ha presentato Fare Milano, quello che potremmo definire il piano operativo per la città nel prossimo quinquennio. Come purtroppo accade ormai sin troppo spesso, tutto quello che si ha a disposizione per capirlo è un PDF che raccoglie una cinquantina di slide per un totale di più di 36MB di spazio, ma con poche parole. Ho provato comunque a leggerlo soprattutto dal mio punto di vista di residente a Milano nord, tra Maciachini e Niguarda. Quello che posso dire io di prima mano è questo:

– Il “teatro per l’infanzia e per l’adolescenza Maciachini” doveva già essere terminato: ci sono passato davanti sabato scorso e mi pare sia ancora piuttosto indietro. Potrebbe essere un centro di attrazione interessante, soprattutto per chi si farà il primo pezzo di via Imbonati scendendo appunto a Maciachini 🙂
– La nuova scuola media di via Hermada era aspettata dal 2013. Temo dunque per la “mia” scuola media, la Pavoni, che è stata sgomberata in tutta fretta solo nel 2015.
– Per le aree pubbliche all’aperto della Murat, oggettivamente mi sono chiesto perché siano lì non utilizzate da anni (la piscina e la palestra funzionano, invece)
– Il quartiere Villani-Giuffrè è in effetti un po’ sgarrupato, anche se il fatto che sia abbastanza nascosto non lo fa sapere: chissà se la ristrutturazione avrà qualche effetto anche sui giardini davanti all’asilo
– Lo status della ex caserma Mameli è molto importante per chi ha preso e ristrutturato, e sta cercando di vendere a caro prezzo, l’ex Manifattura Tabacchi 🙂

Altre spigolature:
– ora che non c’è più la sinistra-sinistra sono di nuovo spuntati gli ex scali ferroviari.
– In realtà il 15 arriva già a Rozzano da mo’: quello che sono quasi dieci anni che starebbero facendo è prolungarlo nel comune di Rozzano. Ricordo che è un tram, mica una metropolitana
– I nuovi progetti di allungamento metropolitane casualmente partirebbero tutti nel 2021, a fine mandato, ammesso che arrivino i soldi; e già che c’erano ci hanno aggiunto gli interscambi con la Milano-Limbiate e la Milano-Seregno che saranno utili ma non sono metropolitane. (Cologno-Vimercate continua invece a latitare)
– Nel disegnino hanno indicato la Metrotranvia Nord (un’altra opera che è prevista da dieci anni) con un tratto simile alle metropolitane 🙂
– Dicono che finalmente riformeranno il SITAM e uniformeranno il biglietto elettronico: non ci credo nemmeno se lo vedo.

In definitiva, per il momento il progetto è semplicemente la riproposizione di cose che ci si aspettava già da un pezzo: vedremo se stavolta riusciranno a farle davvero 🙂

Una buca davvero profonda

Ricordate la storia della buca? Oggi mi è arrivata una mail dal comune (DIREZIONE MOBILITA’ , AMBIENTE ED ENERGIA AREA TECNICA INFRASTRUTTURE PER LA MOBILITA’) che mi dice

«In riferimento a quanto da Lei segnalato, si comunica che il Reparto Strade competente per territorio, attualmente risulta sprovvisto di Appalti di manutenzione Ordinaria; comunque per questo tipo di urgenze interviene il Servizio Nu.I.R. su disposizioni della Polizia Locale che abbiamo provveduto ad allertare.»

Tralasciamo il fatto che non è che il cittadino sia tenuto a sapere chi debba contattare. La cosa più divertente è che martedi, sempre intorno alle 18, sono di nuovo passato per via Benigno Crespi, ed essendo io un ometto curioso – e soprattutto visto che non pioveva… – ho controllato la strada. La buca era stata già ricoperta. Ecco. Non sarebbe più carino se i pezzi del Comune si parlassero, in modo tale che la risposta fosse del tipo “per questo tipo di urgenze interviene il Servizio Nu.I.R. su disposizioni della Polizia Locale che abbiamo allertato e che ha già provveduto”? Non si vedrebbe meglio l’efficienza della macchina comunale?