La “ciclabile” del cavalcavia Bussa e le balle del Comune

Vi ho già parlato a lungo (l’ultima volta in questo post) della famosa pista ciclabile del cavalcavia Bussa, che finiva nel nulla. A ottobre – guardate qui la storia e qui la prima realizzazione è stata costruita una «pista provvisoria […] costituita da un’unica corsia dedicata sia alle biciclette che ai pedoni». Certo, certo.
Come potete vedere, non paghi di avere messo uno sbarramento che secondo me rende impossibile il passaggio a disabili e carrozzine (gli altri pedoni avevano già le scale dai due lati della rampa, cosa che a quanto pare è più ignota del Terzo Segreto di Fatima) ora è stato messo un bel cartello che sentenzia che quella rampa è solo e unicamente per i pedoni.

Sicuramente quella strada è stata messa in sicurezza per le bici: ora è assolutamente impossibile scendere contromano (lo spazio della carreggiata è ora troppo stretto). Non che a me la cosa cambi, visto che faccio quel percorso solo in senso inverso; ma mi sento un po’ preso per i fondelli.

Mai fidarsi degli assessori


Lunedì avevo indicato un indirizzo email a cui scrivere per segnalare le buche più pericolose a Milano. Non me l’ero ovviamente inventato, ma l’avevo letto sul Corsera, raccontato dall’assessore Granelli. Ho mandato un paio di segnalazioni – andando in bici, le buche sono un pericolo doppio, come potete immaginare – e stamattina ho ricevuto questa risposta:

Buongiorno, si comunica che in via del tutto eccezionale, per la presente richiesta si è provveduto comunque a segnalarla al competente Reparto Strade, per il necessario intervento.

Si precisa che la presente casella di posta elettronica è una casella interna dell’Unità Tecnica Suolo e Sottosuolo, pertanto non di competenza.

Tali tipologie di segnalazioni dovranno essere inoltrate unicamente tramite il Portale del Comune di Milano, canale istituzionale, accedendo a Contattami, con dovuta registrazione che provvederà con tempistica definita ad inoltrare all’Area di competenza.

È bello vedere che l’assessore non sa come funziona il sistema informatico del comune: sembra quasi di trovarmi nella mia azienda. Il guaio però è un altro. Qui sotto vedete le varie categorie che posso scegliere quando entro in ContattaMi (non da Firefox, perché mi si blocca). Quale sarà quella giusta? Mistero misterioso. E mi sa che non posso neppure chiederlo a Granelli.

Buche a Milano

Ho dovuto saperlo da un romano che lavora a Bologna (ciao Marco!) ma a quanto pare esiste un indirizzo email per segnalare le buche per strada a Milano: [EDIT: non è vero, vedi quest’altro post] T.InfraReclami(a)comune.milano.it. Da domani credo che comincerò a usarlo.
Quello che mi chiedo è perché non viene sviluppata un’app che si basi per esempio su Openstreetmap e permetta a chiunque di segnalare la posizione di una buca. Mi andrebbe bene anche la necessità di loggarmi, per evitare gli scherzi delle segnalazioni anonime. Troppo complicato?

Aggiornamento: Per non dire che segnalo solo i problemi, rendo noto che finalmente – tra martedì e venerdì scorso – è stato riasfaltato il pezzetto della ciclabile di viale Tunisia prima di via Tenca. Quando ho visto il pezzo di nuovo asfalto rosso mi sono commosso.

Le buche di Milano


Il comune di Milano strombazza che ha destinato 30 milioni di euro alle riparazioni stradali: un'”onda d’urto”, come afferma l’assessore Granelli.
Io so solo che la scorsa estate è stato rifatto l’asfalto in via Bramante e viale Montello, dove passa il tram, e ora ci sono già delle voragini vicino ai binari. So che la buca tra il pavè in piazza Principessa Clotilde viene asfaltata (!) e regolarmente si riapre dopo ogni pioggia. So che lo Sportello Reclami pubblicizzato qualche anno fa dà questa pagina come risultato.
Non ci vuole una grande esperienza per capire che due palate di asfalto non servono a nulla, e bisognerebbe come minimo (a) ampliare il buco (b) compattare bene il terreno (c) asfaltare (d) incatramare gli orli per evitare che la pioggia entri nelle fessure. Né ci vuole una grande esperienza per capire che questo lavoro costa di più inizialmente, ma permette un risparmio già nel medio termine, a meno che non piaccia mandare in giro gli omini del NUIR. E infine un sito pubblicizzato e semplice per indicare dove ci sono le buche (con segnalazioni nominative, mica è un problema) costerebbe poco e sarebbe più efficace. Quando ci sarà?

Con il bike sharing si fa di tutto!

Mi ero perso questa notizia: nel primo pomeriggio del 9 febbraio un vigile urbano fuori servizio, che se ne stava tornando a casa con una BikeMi dopo il suo turno di lavoro, ha visto un tizio su un’altra bici condivisa scippare lo smartphone a una signora; l’agente Alessandro Romanazzi si è messo all’inseguimento e dopo un chilometro ha fermato il ladro.

Purtroppo non sono riuscito a scoprire che tipo di bici avesse il malvivente: se era una MoBike non vedo nulla di strano, come ben sanno tutti coloro che hanno provato a pedalarci su. Mi stupisce però che ci sia gente così pazza da pedalare a tutta birra in piena Milano, e soprattutto che nessuno l’abbia investita.

va bene le biciclette, però…

Ieri mattina quando sono uscito non nevicava più e quindi ho preso il BikeMi per andare in ufficio. I pezzi di pista ciclabile erano ancora innevati – il sale l’hanno poi sparso in giornata, a sera erano puliti – ma si poteva pedalare senza troppi problemi, se non il tipico pedone che ha in ubbia il marciapiede.

Stamattina nevicava e soprattutto le strade erano più sporche: non avevo voglia di beccarmi i getti di fango dalle auto dove le piste non ci sono e quindi ho preso la metro. Ho però fatto un po’ fatica, perché davanti alla porta in cima al primo vagone c’era uno con una bici di quelle pieghevoli (ma non piegata) messa esattamente nella direzione parallela alle porte.

Io mi domando e dico: ma come fa a non venirti in mente di mettere la bici parallela alla parete della cabina di guida e non dare fastidio a nessuno?

_Alla caccia del teatro_

Marica Mastromarino e Claudio Pellerito,
i due attori di Alla caccia del Teatro

Sabato abbiamo portato i gemelli al Piccolo a vedere Alla caccia del teatro, uno spettacolo con due attori, Marica Mastromarino e Claudio Pellerito, che fanno un’archeologa e il suo aiutante un po’ tonto che con i bambini esplorano il teatro per scoprire un tesoro nascosto al suo interno. Spettacolo non convenzionale, insomma, vista l’interazione tra attori e pubblico, ma pur sempre spettacolo teatrale. (E gli attori sono bravi, lo si vede anche alla fine quando rappresentano una scena de Gl’innamorati di Goldoni).

Non garantisco che i due ottenni abbiano capito più di tanto come funziona il teatro, anche se è stato divertente sentire Jacopo dire a Claudio, quando ci eravamo divisi in due gruppi e quindi era lui che doveva spiegare le cose, “Ma allora non sei stupido come dice la prof!”. Mi sa che dovremo un po’ lavorare sul concetto di “magia” del teatro. Ma devo confessare che portare i bambini è stata una scusa per poter vedere in lungo e in largo lo Strehler, passando dagli uffici per arrivare alla sartoria e giù nel magazzino dove sono conservati gli oggetti di scena. Non so se per quest’anno ci sono ancora posti disponibili (l’iniziativa chiude l’11 febbraio), ma se sì fiondatevi!

sant’Antonio ha fatto la grazia!

Sant'Antonio Abate (da Wikipedia)

Sant’Antonio Abate (da Wikipedia)

A novembre, nella pista ciclabile di Melchiorre Gioia lato la passeggiata di Porta Nuova, hanno fatto dei lavori a un microtombino, di quelli da 15 centimetri di diametro. Solo che naturalmente hanno dovuto scavare tutto intorno, e quindi il tombino era stato rimesso sì a posto ma lasciando un buco tutto intorno. Buco che si è fatto tutto dicembre, le vacanze di Natale e gennaio en plein air, per dare un tocco di hipsterismo alla zona.

Era un po’ che mi chiedevo a chi diavolo segnalare la cosa, quando ieri sera, rientrando a casa, ho visto che era stato buttato un po’ di catrame a tappare il buco. Non esattamente una riparazione a regola d’arte, e non so cosa potrà succedere alla prima pioggia, anche se è vero che auto e camion non passano di lì e quindi le sollecitaizoni sono minori: ma ciò significa che qualcuno ha scoperto l’esistenza della buca, o forse finanche della pista ciclabile. Ieri era sant’Antonio: vuoi vedere che ha fatto la grazia?

(Sì, lo so che questo non è sant’Antonio da Padova ma sant’Antonio abate. D’altra parte il sant’Antonio di ieri è quello “delle bestie”, e che cos’altro possiamo essere noi ciclisti? Tutto torna)