Incontri ravvicinati auto-bici

Stamattina mentre pedalavo in ufficio mi sono trovato un sessantenne in auto (effebì-tre-trentanove-accae, per i curiosi ma non per i motori di ricerca) che ha deciso di prendere la pista ciclabile di via de Castilla dove io stavo pedalando in direzione opposta. Per chi non è della zona, aggiungo alcune informazioni.

  • La pista ciclabile in questione è a doppio senso (quindi larga più o meno come un’automobile), mentre la strada a fianco è a senso unico.
  • La suddetta pista ciclabile è protetta da cordolo, quindi non è che uno la prenda di striscio perché ha sbagliato manovra; per amor di precisione, il suddetto ha fatto una manovra all’altezza della fondazione Catella, dove il cordolo per un tratto non c’è.
  • La carreggiata stradale a fianco era assolutamente vuota (per mia fortuna, perché altrimenti correvo il rischio che il suddetto avesse preso la ciclabile per fregare tutti quelli in coda e venirmi contro a buona velocità)
  • La sua giustificazione è stata “devo andare lì” (un punto non meglio identificato: ma visto che i passi carrai hanno evidentemente un accesso carraio, la mia ipotesi è che la sua idea era di parcheggiare “solo un minuto” sulla pista ciclabile). Ad ogni modo l’incresciosa situazione si è risolta – dopo un parafango che è lentamente andato a toccare una ruota – con una retromarcia. Sul seguito non so che dire.

Ho (auto)pubblicato _Matematica in relax 2_!

Sei anni fa avevo pubblicato il mio primo libro, Matematica in relax. Per festeggiare la sua uscita in edicola, e considerato che non ho più bisogno di cercare un editore a tutti i costi perché le mie medagliette ce le ho già, ho compilato un’altra raccolta di problemini matematici “facili” (davvero, e c’è anche un aiutino se sembrano troppo difficili) e me li sono autopubblicati su su Amazon: i link sono http://amzn.to/2wKsrXM su Amazon.it e http://amzn.to/2wK7iNH su amazon.co.uk, ma il libro è acquistabile anche su amazon.com / amazon.de / amazon.fr / amazon.es, naturalmente sempre in italiano 🙂

Ho fissato il prezzo di copertina a 8 euro; ma per festeggiare la pubblicazione e favorire gli amici che mi leggono fino a venerdì lo vendo a prezzo di costo, vale a dire 5,20 euro (per l’Italia; a seconda della nazione il prezzo anche in euro è leggermente diverso, a causa delle diverse aliquote IVA). Per i fanatici dell’epub, occorrerà aspettare ancora un paio di mesi, mi spiace.

La struttura è quella del libro precedente: 99 problemini che non solo non richiedono matematica avanzata (nemmeno nel senso di cose che si fanno al liceo, nella stragrande maggioranza dei casi), ma nemmeno carta e penna, per essere risolti. Ciascun problema ha un aiutino che – spesso – dovrebbe aiutare ad avvicinarsi alla risposta; la risposta è comunque presente, ed è seguita da un post scriptum che spiega qual è la matematica dietro il problema. Detto questo, lo stile dei problemi è spesso molto poco serio, con citazioni a iosa nascoste; una caccia al tesoro interna, insomma. So già che non ci guadagnerò praticamente nulla, ma è così importante?

scappellamenti a destra

Sabato mattina è squillato il telefono fisso: il numero era il famigerato 0898423621 (cercatelo pure su Internet). Visto che ero di buonumore, ho risposto al telefono e la tipica tipozza mi ha detto che c’era un rimborso sulla mia bolletta telefonica; poi ha commesso l’errore di continuare dicendo “lei è un utente Telecom, vero?” al che ho risposto stupito “no!”.

L’interlocutrice è rimasta un attimo spiazzata, mi ha chiesto qual era il mio operatore, e io ho risposto sempre candidamente “NoiCom” (qualcuno magari si ricorda ancora di loro…), spiegando che avevo cambiato gestore da poco; mi ha chiesto se era un operatore locale, al che io “certo che sì!” e se mi trovavo bene (“per il momento sì”). La chiamata è terminata con la tipa che ha salutato e ha detto che avrebbe aggiornato l’anagrafica 🙂

La prossima volta userò un altro sistema. Questa gente non può sapere a chi è intestata la nostra linea, perché non siamo negli elenchi; ma probabilmente hanno il nome del vecchio abbonato. Io posso tranquillamente rispondere che appunto non sono io, che mi chiamo Pepito Sbazzeguti (beh, diciamo che userò un nome più comune)…

Perché tanto odio?

Ieri sera abbiamo ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto. Ha risposto Anna, e una signora (con forte accento napoletano, capirete dopo il perché è importante) le ha detto che la nostra promozione Tim era quasi scaduta. Anna è subito salita da me dicendo (con voce un po’ troppo stentorea, in effetti) “Mau! Qui mi stanno dicendo una cosa incredibile! La nostra promozione Tim è quasi scaduta!” al che io rispondo “Mannò, mi sembra strano. Chiedi quale sarebbe la promozione”. Risposta: “Tim Smart Casa”. Mia controrisposta “no, guardi, quello non è il nostro contratto. È possibile che ci sia stato un errore, chiedi che ricontrollino”. La tipa ha detto che “al terminale dice questo”, Anna ha continuato sempre con la voce falsamente stupita, e alla fine quella le ha sputato una raffica di insulti in napoletano stretto e ha buttato giù.

Immagino che gli insulti siano dovuti al fatto che abbiamo fatto durare la telefonata troppo tempo, anziché buttare giù subito noi, e quindi abbiamo ridotto il guadagno della telefonista: non ho nessun problema a confessare che la cosa non mi fa sentire affatto in colpa. Non mi chiedo nemmeno come mai queste sedicenti “aziende” il cui unico scopo è carpirti il codice per il cambio operatore in bolletta siano ancora presenti sul mercato: ormai sono disilluso. L’unica curiosità che mi resta è capire se questa gente prova numeri a caso, perché finché lo fanno con mia mamma quasi ottantenne è un conto, ma con i cinquantenni forse le cose sono un po’ diverse anche per loro… (I trentenni probabilmente non hanno una linea telefonica fissa 🙂 )

le mie basi dati librarie

Io ho tanti libri a casa. Ho anche tanti ebook. Ho poi letto tanti libri presi in prestito in biblioteca. Diciamo che sono un bulimico dell’informazione. Questo significa che ho salvato i dati di lettura e soprattutto le mie recensioni dell’ultimo quindicennio prima su Anobii, poi su Goodreads e infine su LibraryThing. L’idea di per sé sarebbe sensata, a parte il lavoro attuale per copiare tre volte le stesse informazioni, se non fosse che l’esportazione-e-importazione delle basi dati è sempre stata molto subottimale. La ragione è semplice: ho molti libri vecchi senza ISBN per i quali trovare il match è sempre difficile, e ho moltissimi libri in italiano (mavalà) che Anobii di solito gestisce ma gli altri due sistemi no. È vero che posso aggiungerli a manina, ma non è velocissimo. Il risultato è che su Anobii ho 1017 libri, su Goodreads 935 e su LibraryThing 832.

Ieri pomeriggio ho provato a mettere in ordine di ISBN i due file excel dell’esportazione Anobii e Goodreads per vedere se potevo creare un file di differenze e darlo in pasto. Diciamo che fino ai primi 200 libri in inglese la cosa è stata facile, c’erano giusto alcuni libri salvati con ISBN diverso (evidentemente perché non c’era l’edizione giusta). Poi il dramma. Non credo riuscirò mai a finire 🙁

Il tempismo del comune di Milano

A giugno il Comune di Milano mi ha scritto (rectius, ha scritto ad Anna che è il capofamiglia) ricordandoci che anche quest’anno bisogna pagare la TARI. Ci ha mandato i bollettini ma ha anche scritto “se volete però potete attivare un SEPA Direct Debt, così non dovete più preoccuparvi”. Che bello, dico io. Compilo il modulo, lo faccio firmare al capofamiglia e lo porto allo sportello bancario di Palazzo Marino che mi rilascia la mia bella ricevuta. Data: 14 giugno 2017.

A inizio agosto Anna mi chiede “ma non doveva essere già passata la prima rata della TARI”? Io rispondo “magari la prendono tutta assieme a settembre. Tanto ho qua il mio bel foglietto, aspetta che apro il file dove l’ho salvato. Non trovo il file. Vado allora a cercare tra le scartoffie, recupero la ricevuta, la scansiono e le dico “Visto? Tuttapposto”. Poi ci penso ancora su un attimo e noto qualcosa che non mi torna. Apro il sito dell’home banking, guardo il mio IBAN, e vedo che non è quello che ho scritto nel modulo. Più precisamente avevo copiato il precedente IBAN del nostro conto, che era stato cambiato nell’ambito dell’ennesima riorganizzazione della banca.

Una cosa simile mi era capitata qualche anno fa: mi ero dimenticato di cambiare IBAN nella domiciliazione dello stipendio, e al secondo cambiamento di codice mi sono trovato un mese senza stipendio sul conto corrente. Sapevo quindi che probabilmente il SEPA sarebbe passato comunque, visto che questo era il penultimo IBAN e non il terz’ultimo. Per sicurezza mi connetto al sito del Comune per chiedere informazioni; chiedo lumi alle 19:06 dell’11 agosto. Non mi aspetto naturalmente una risposta prima di Ferragosto.

Ieri (domenica 10 settembre) alle 12:31 mi arriva un’email in cui mi viene scritto in burocratese puro «in riferimento alla sua richiesta, la informiamo che dovrà comunicare alla sua filiale di inviare una modifica, entro il 10/8/2017, del mandato SEPA attualmente attivo, segnalando il nuovo iban, che verrà rilevato grazie al servizio SEDA.».

Ora io non mi lamento nemmeno più di tanto del fatto che per avere una risposta ci abbiano messo trenta giorni. Mi lamento un (bel) po’ di più del fatto che ci dev’essere qualcosa che non funziona nella spedizione delle email, a meno che un solerte funzionario si trovasse a mezzogiorno di domenica in ufficio. Ma quello di cui mi lamento davvero è che non è possibile rispondere a un messaggio scritto l’11 agosto dicendo che dovevo fare qualcosa entro il 10 agosto. Piuttosto scrivete “essendo passata la data del 10 agosto, non garantiamo sia possibile fare alcunché”, no?

(per i curiosi: stamattina ho controllato, il SEPA è attivo sul mio conto)