Amici calabresi!

Sabato mattina sarò a Catanzaro, presso il liceo Galluppi, a parlare di Matematica in pausa caffè e Matematica in pausa pranzo nell’ambito di Gutenberg XV, che come dice il numero romano è la quindicesima edizione di un’iniziativa nata proprio al Galluppi ma che negli anni si è espansa e ha colonizzato tutta la Calabria.

Sono davvero felice di essere stato invitato, anche se sarà una sfacchinata (andata e ritorno in meno di 24 ore), perché in fin dei conti ho scritto questi libri perché vorrei che la gente li leggesse (va bene anche presi in prestito in biblioteca, tanto vi assicuro che con i diritti d’autore non solo non ci campi ma ti puoi concedere sfizi ben miseri) e ne parlasse, e spero di essere più accattivante dal vivo che dietro le pagine di un libro; solo che non è che mi sia così facile girare l’Italia e raccontare… il che significa che non mi muovo praticamente mai.

i riferimenti di Rovazzi

È uscito un nuovo video di Fabio Rovazzi: “Volare (feat. Gianni Morandi)”. Non mi vergogno a dire che avevo sperato in una cover di “Nel blu, dipinto di blu”, vista la presenza del grande monghidorese (un abbraccio), e invece nulla da fare. Ma questo non è un vero problema. Il guaio è capitato quando ho letto questo articolo del Post che spiega chi sono tutte le “persone famose” presenti nel video.

Io sapevo che l’attuale moglie di Morandi si chiama Anna. So che J-Ax e Fedez sono rapper. Potevo associare la frase “mio capitano” a Javier Zanetti. Fine. Tutti gli altri nomi non mi dicono assolutamente nulla, e onestamente non me ne importa assolutamente nulla. È chiaro che sono irrimediabilmente vecchio.

altro che inflazione zero

Tre anni fa avevo scritto dell’aumento del 26,9% del prezzo del caffè alla macchinetta. Ieri c’è stato un altro aumento, da 33 a 36 centesimi che è un po’ più del 9%, e questa volta senza neppure la scusa dell’aumento dell’IVA (che ci sarà l’anno prossimo… e non penso questo aumento sia per portarsi avanti col lavoro).

Ma quello che è peggio è che tale aumento non è stato annunciato in nessun modo, se non con un adesivino a coprire i prezzi vecchi in una zona che non è guardata da nessuno. Magari speravano che la cosa passasse inosservata…

digiuni

L’altro giorno è stato il mio compleanno e ho pensato di festeggiarlo senza aprire Facebook (e frenf.it). Non posso dire che la mia produttività sia aumentata, ma non ho avuto nessuna crisi di astinenza e in fin dei conti mi sono sentito bene. Devo decidermi a farlo più spesso 😉

(P.S. per chi non legge i post via feed. Non so perché, una delle mie caselle di spam honey si è presa un’iscrizione a Ok Cupid. Bene, mi hanno scritto questo:

Happy Birthday!
Normally, this is where we send you on some birthday fling. But according to our records, you’re in a happy relationship, so we’ll respect that.

Il punto è che non so nemmeno quale sia la password per entrare: mi chiedo chi abbia compilato i dati)

vento

I terrazzi di casa nostra sono regolarmente spazzati dal vento anche quando non sembra essercene: figuriamoci in giornate come oggi dove il vento si sente già per strada. Per evitare che le piante ci caschino sempre per terra, abbiamo preso del filo ritorto di quello usato nelle barche a vela e ho legato le piante più grandi, bloccando il filo con un fermo. (Per i vasi nel balcone della cucina ho direttamente bucato il vaso che tanto è di plastica per assicurarmi che il tutto tenesse).
Stasera l’acero è stato sbattuto giù dal vento. L’ho risollevato e ho guardato il filo: era spaccato. Lo rimetterò doppio, ma ho come il sospetto che ci sia comunque qualcosa che non va.

OverBook (a mia insaputa)

A inizio aprile, tramite il comune amico Federico, sono stato contattato per sapere se mi interessava partecipare a un progetto di “lettura creativa” che partirà quest’autunno: gli scrittori non parleranno dei propri libri ma di quelli che sono stati per così dire “di formazione”. Rispondo di sì, in fin dei conti è sempre divertente provare a fare qualcosa di nuovo. Nella chiacchierata mi si accenna che si pensava a un evento di promozione in occasione di Tempo di Libri. Io registro la cosa e me ne dimentico, come al mio solito.
Oggi mi arriva un messaggio da Google Alert: lo apro, pensando che ci sarà stato il solito sito che distribuisce copie pirata dei miei libri, e invece scopro che questo sabato alle 19 parteciperò all’evento di presentazione di OverBook al palazzo delle Stelline. L’ingresso è libero: cosa farò, oltre che il “finto studente”, non lo so 🙂

Attenti ai telefoni (nuovi)

Da un po’ di tempo il telefonino di Anna è in realtà intestato a me, infilato nel bundle con la linea di casa (in realtà visto il suo tipo di lavoro pago un’ulteriore opzione per minuti più o meno illimitati, ma questo è irrilevante nel contesto) Il problema è che in tutte quelle opzioni non sono compresi affatto gli SMS e quindi pago separatamente per 500 messaggi ogni mese (30 giorni? 28 giorni?), pagamento che è fatto separatamente a quello del telefono.
Venerdì, mentre io e i bimbi eravamo in montagna, Anna mi chiama e mi dice che non riesce più a inviare messaggi e di guardare sul sito come mai. Io le rispondo che la password non me la ricordo, ma sarà sicuramente sul mio PC che era rimasto a casa, e che poteva controllare direttamente lei. Torno domenica, poso le valigie, prendiamo e andiamo a pranzo dai nonni, e lei mi rammenta che non ho ancora fatto il controllo. Ok, le dico, chiama il 40916 e senti se hai credito. Risposta: meno 0,03 euro.
Rientrati finalmente a casa guardo cosa è successo, e mi trovo una sfilza di notifiche di SMS inviato a quindici centesimi cadauna. Le notifiche partono dal 2 aprile, quando Anna ha cambiato telefono (e SIM, ma questo non dovrebbe contare). Prendo il suo telefono e scopro che nei settaggi le notifiche sono automaticamente abilitate.
Ora direi che è una fortuna che io non avevo messo la ricarica automatica, e quindi alla fine dei conti sono usciti sette euro di notifiche. Però consiglio a tutti di controllare attentamente le impostazioni di default! (Ah, Anna vedeva gli sms flash con la notifica del corretto invio, ma pensava che fosse una feature del nuovo telefono 😉 )

Anche i secondi contano

La mia azienda ha deciso che tutti devono fare le quattro timbrature, perché pare ci fosse gente che facesse finta di nulla e si fermasse in ufficio meno del dovuto. Vabbè, tanto ci sono i tornelli e quindi tipicamente timbravo comunque a meno che mi portassi la schiscetta da casa.

La mia azienda ha anche deciso che bisogna specificare che le due timbrature di mezzo sono di inizio mensa e fine mensa, e non vengono prese così per default. Vabbè, in effetti a volte mi capita di fare cose strane. Con calma sto cercando di ricordarmi di cliccare al tornello inizio e fine mensa, anche se non sempre me ne ricordo. Ieri non me ne ero ricordato e quando sono rientrato il sistema mi ha detto “non puoi finire un intervallo mensa che non hai iniziato”: amen, qualcuno modificherà le timbrature.

La mia azienda, stante che l’intervallo è flessibile tra i 30 e i 60 minuti, ha deciso che non si può terminare l’intervallo mensa prima di 25 minuti dall’inizio. Notate: nessuno dice che un intervallo più breve viene considerato comunque di 30 minuti: semplicemente si sperava che fosse automaticamente settato anche in caso di intervallo più breve. Vabbè, c’è il trucco: si timbra normalmente per entrare e si aspetta nell’atrio lo scoccare dei 25 minuti per fare la timbratura di fine intervallo.

Oggi non c’era coda in mensa, io mangio sempre di corsa, e sono rientrato troppo presto. Vabbè, timbro per entrare e aspetto di indicare la fine dell’intervallo. Vedo che avevo timbrato l’uscita alle 12:46, erano le 13:08 e quindi erano solo tre minuti di attesa. Arrivano le 13:11, timbro, e appare ancora il messaggio: “INTERVALLO INFERIORE A 25 MINUTI”. Ora, in effetti avevo timbrato alle 12:46:18 e poi alle 13:11:12 o giù di lì: ma il nostro sistema di timbrature non considera i secondi e ce le visualizza al minuto (e dopo dieci secondi ce l’ho finalmente fatta). Ma volete proprio rendermi la vita difficile?