Createspace e l’IVA

Avevo messo Matematica in relax 2 a 8 euro, e in effetti in Italia costava 8 euro. L’ho abbassato a 5 euro per la promozione iniziale e me lo sono trovato a 5,20. Vabbè, mi dico, con il prezzo così basso mettono l’IVA. Stasera l’ho rimesso a 8 euro e me lo sono visto a 8,32. Vabbè, forse all’inizio si erano incasinati con l’IVA e adesso se ne sono ricordati: a questo punto ho calcolato il prezzo netto per arrivare a 8 euro (7,69 per la cronaca) e ho messo quello; il prezzo di vendita è tornato a 8 euro. Ho preparato cena e sono tornato su: ora è 7,85 euro.

Io mi sono stufato di cambiare prezzi, manco fossero bitcoin 😉

Incontri ravvicinati auto-bici

Stamattina mentre pedalavo in ufficio mi sono trovato un sessantenne in auto (effebì-tre-trentanove-accae, per i curiosi ma non per i motori di ricerca) che ha deciso di prendere la pista ciclabile di via de Castilla dove io stavo pedalando in direzione opposta. Per chi non è della zona, aggiungo alcune informazioni.

  • La pista ciclabile in questione è a doppio senso (quindi larga più o meno come un’automobile), mentre la strada a fianco è a senso unico.
  • La suddetta pista ciclabile è protetta da cordolo, quindi non è che uno la prenda di striscio perché ha sbagliato manovra; per amor di precisione, il suddetto ha fatto una manovra all’altezza della fondazione Catella, dove il cordolo per un tratto non c’è.
  • La carreggiata stradale a fianco era assolutamente vuota (per mia fortuna, perché altrimenti correvo il rischio che il suddetto avesse preso la ciclabile per fregare tutti quelli in coda e venirmi contro a buona velocità)
  • La sua giustificazione è stata “devo andare lì” (un punto non meglio identificato: ma visto che i passi carrai hanno evidentemente un accesso carraio, la mia ipotesi è che la sua idea era di parcheggiare “solo un minuto” sulla pista ciclabile). Ad ogni modo l’incresciosa situazione si è risolta – dopo un parafango che è lentamente andato a toccare una ruota – con una retromarcia. Sul seguito non so che dire.

Ho (auto)pubblicato _Matematica in relax 2_!

Sei anni fa avevo pubblicato il mio primo libro, Matematica in relax. Per festeggiare la sua uscita in edicola, e considerato che non ho più bisogno di cercare un editore a tutti i costi perché le mie medagliette ce le ho già, ho compilato un’altra raccolta di problemini matematici “facili” (davvero, e c’è anche un aiutino se sembrano troppo difficili) e me li sono autopubblicati su su Amazon: i link sono http://amzn.to/2wKsrXM su Amazon.it e http://amzn.to/2wK7iNH su amazon.co.uk, ma il libro è acquistabile anche su amazon.com / amazon.de / amazon.fr / amazon.es, naturalmente sempre in italiano 🙂

Ho fissato il prezzo di copertina a 8 euro; ma per festeggiare la pubblicazione e favorire gli amici che mi leggono fino a venerdì lo vendo a prezzo di costo, vale a dire 5,20 euro (per l’Italia; a seconda della nazione il prezzo anche in euro è leggermente diverso, a causa delle diverse aliquote IVA). Per i fanatici dell’epub, occorrerà aspettare ancora un paio di mesi, mi spiace.

La struttura è quella del libro precedente: 99 problemini che non solo non richiedono matematica avanzata (nemmeno nel senso di cose che si fanno al liceo, nella stragrande maggioranza dei casi), ma nemmeno carta e penna, per essere risolti. Ciascun problema ha un aiutino che – spesso – dovrebbe aiutare ad avvicinarsi alla risposta; la risposta è comunque presente, ed è seguita da un post scriptum che spiega qual è la matematica dietro il problema. Detto questo, lo stile dei problemi è spesso molto poco serio, con citazioni a iosa nascoste; una caccia al tesoro interna, insomma. So già che non ci guadagnerò praticamente nulla, ma è così importante?

scappellamenti a destra

Sabato mattina è squillato il telefono fisso: il numero era il famigerato 0898423621 (cercatelo pure su Internet). Visto che ero di buonumore, ho risposto al telefono e la tipica tipozza mi ha detto che c’era un rimborso sulla mia bolletta telefonica; poi ha commesso l’errore di continuare dicendo “lei è un utente Telecom, vero?” al che ho risposto stupito “no!”.

L’interlocutrice è rimasta un attimo spiazzata, mi ha chiesto qual era il mio operatore, e io ho risposto sempre candidamente “NoiCom” (qualcuno magari si ricorda ancora di loro…), spiegando che avevo cambiato gestore da poco; mi ha chiesto se era un operatore locale, al che io “certo che sì!” e se mi trovavo bene (“per il momento sì”). La chiamata è terminata con la tipa che ha salutato e ha detto che avrebbe aggiornato l’anagrafica 🙂

La prossima volta userò un altro sistema. Questa gente non può sapere a chi è intestata la nostra linea, perché non siamo negli elenchi; ma probabilmente hanno il nome del vecchio abbonato. Io posso tranquillamente rispondere che appunto non sono io, che mi chiamo Pepito Sbazzeguti (beh, diciamo che userò un nome più comune)…

Perché tanto odio?

Ieri sera abbiamo ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto. Ha risposto Anna, e una signora (con forte accento napoletano, capirete dopo il perché è importante) le ha detto che la nostra promozione Tim era quasi scaduta. Anna è subito salita da me dicendo (con voce un po’ troppo stentorea, in effetti) “Mau! Qui mi stanno dicendo una cosa incredibile! La nostra promozione Tim è quasi scaduta!” al che io rispondo “Mannò, mi sembra strano. Chiedi quale sarebbe la promozione”. Risposta: “Tim Smart Casa”. Mia controrisposta “no, guardi, quello non è il nostro contratto. È possibile che ci sia stato un errore, chiedi che ricontrollino”. La tipa ha detto che “al terminale dice questo”, Anna ha continuato sempre con la voce falsamente stupita, e alla fine quella le ha sputato una raffica di insulti in napoletano stretto e ha buttato giù.

Immagino che gli insulti siano dovuti al fatto che abbiamo fatto durare la telefonata troppo tempo, anziché buttare giù subito noi, e quindi abbiamo ridotto il guadagno della telefonista: non ho nessun problema a confessare che la cosa non mi fa sentire affatto in colpa. Non mi chiedo nemmeno come mai queste sedicenti “aziende” il cui unico scopo è carpirti il codice per il cambio operatore in bolletta siano ancora presenti sul mercato: ormai sono disilluso. L’unica curiosità che mi resta è capire se questa gente prova numeri a caso, perché finché lo fanno con mia mamma quasi ottantenne è un conto, ma con i cinquantenni forse le cose sono un po’ diverse anche per loro… (I trentenni probabilmente non hanno una linea telefonica fissa 🙂 )