Parlo (due volte) alla CICAP Fest!

Chi tra i miei ventun lettori si trova vicino a Padova ha la possibilità di vedermi dal vivo domani alla CICAP Fest. Al mattino sono all’aula Nievo di Palazzo Bo, e l’evento è anche gratuito: nel pomeriggio invece sono all’Orto Botanico a fare – se non ho capito male – uno one man show. Per il resto, non so 🙂

“si applicano restrizioni”

Martedì avevo pensato di comprarmi un paio di libri. È vero che Anna ha Prime, ma non avevo tutta quella fretta e potevo tranquillamente aspettare una settimana per la consegna. Dribblo così tutti gli avvisi di provare Prime, arrivo al pagamento, e vedo le spese di spedizione. Mi arrabbio, e lascio perdere. Poi stamattina con calma ho riguardato il tutto e ho scoperto il problema: per default c’è la spedizione standard. Evidentemente martedì ero un po’ più addormentato del solito, oppure sto invecchiando. Certo che la vita è dura.

Sono uno e bino

Domani si rivota sull’eurodirettiva per il copyright. Come due mesi fa, è difficile per il comune lettore sapere di che cosa si vota: tipicamente gli dicono solo che la Link Tax è una bufala (sì, è una bufala: quello che gli editori vogliono e che c’era nella proposta è una tassa sulle citazioni). Oggi ho provato a raccontare delle altre cose su cui si vota, e ho detto la stessa cosa in due modi diversi, pensando al target di lettori.

Potete insomma scegliere la versione “di lotta” su Valigia Blu e quella “di governo” su Avvenire. Buona lettura 🙂

bollettino medico oculistico

Ho fatto la visita di controllo al Policlinico. Secondo gli oculisti va tutto molto bene, nel senso che sono arrivato a vedere 9-10 decimi in un mese e mezzo. Inutile dire che “vedere” significa trovarmi una macchia di colore non omogenea da cui evinco una possibile lettera valutando la differenza tra chiari e scuri.
La vista bitorzoluta permane, però; il problema è che mi è stato fortemente consigliato di usare le lenti a contatto (perché in questo momento la differenza di visus tra i due occhi è troppo forte) ma io ho paura a mettermi qualcosa nell’occhio. Devo comunque cambiare occhiali, perché con questi ovviamente non ci vedo.

12 settembre 2018 – parlo a Torino

Il 12 settembre sarà il decimo anniversario del suicidio di David Foster Wallace. Il Circolo dei lettori a Torino ha preparato un tributo: nella prima parte, la “mappa esperenziale per tutti gli appassionati”, mi vedrà tra i relatori a parlare di DFW e la matematica in un qualche imprecisato momento tra le 18 e le 21 (non ho ancora il programma completo). Sapevàtelo!

Stanchezza

Io ogni tanto scrivo cose sbagliate. Capita a tutti, la perfezione non è di questo mondo. Però cerco sempre di pensare prima di scrivere, trovare le fonti (che poi magari sbertuccio ragionandoci un po’) e insomma fare un ragionamento senza limitarmi a copincollare qualcos’altro, quand’anche rispecchiasse perfettamente la mia opinione.

Il problema è che trovo sempre meno roba su cui pontificare. I socialcosi sono pieni di reciproci insulti, l’italica stampa pare focalizzarsi sulla stessa linea d’onda (oltre ai soliti colonnini infami online, ma non è che il cartaceo settimana) è insomma non so che dirvi. Mi spiace per voi ventun lettori.

Ma io sono un matematico?

Come i miei ventun lettori sanno, tecnicamente io mi definisco “matematto divagatore” e sono ragionevolmente certo che la definizione mi caschi a pennello, considerato che sono una persona serissima sempre pronta a partire per la tangente. La domanda oziosa perfetta per ferragosto è se però mi posso considerare un matematico oppure no, e la risposta è un po’ più complicata.

Per prima cosa, non esiste a quanto ne so un albo dei matematici, almeno in Italia: quindi non possiamo determinare ope legis la mia appartenenza o no alla categoria. Certo, ho una laurea in matematica. Ma è altrettanto certo che io non faccio matematica nel senso di ricerca di nuovi teoremi, né ho mai fatto nulla del genere. (A proposito di divagazioni: sulla carta d’identità la mia professione è indicata come “ricercatore”, per una congiuntura astrale di più di vent’anni fa. È una cosa diversa da “ricercatore universitario”, comunque). Detto questo, penso si possa asserire che io abbia una forma mentis matematica: non genericamente scientifica, perché più che fare ipotesi io tendo a sviscerare le conseguenze di un fatto, lavorando insomma per deduzioni. Sicuramente poi se mi trovo davanti un problema provo a matematizzarlo, e se il problema è già matematico la mia mente prova subito in automatico un certo numero di vie tipiche del matematico di professione. Poi magari non so risolvere il problema, ma quello è un dettaglio.

Insomma credo di meritarmi il titolo di “matematico aggiunto” o “di serie B”!

faccio il prezzemolo

Tra metà settembre e inizio novembre sarò ospite (“parlante”) in tre eventi. La concentrazione è un po’ strana, tipicamente faccio una o due conferenze l’anno, ma ci può stare. Naturalmente nessuno dei miei discorsi verterà sulle cose che faccio per il mio lavoro ufficiale, quello insomma per cui mi pagano: ma questo ci sta.

Il punto è che a metà settembre sarò a Padova al CICAPfest per parlare di matematica – avrei dovuto presentare il nuovo libro che è slittato a inizio 2019, quindi riciclerò altre cose; a inizio ottobre sarò a Torino a dig.it con il cappellino di Wikimedia Italia a raccontare ai giornalisti sabaudi la direttiva sul copyright; e infine a novembre a Chiari, a Microeditoria, farò l’internettaro col mio sodale Paolo Artuso parlando di Scimmie digitali.

Forse sto esagerando un po’ con la quantità di cose diverse che faccio?