Scasso senza furto

Ieri dopo pranzo il mio vicino mi manda un messaggio whatsapp: “Ciao Maurizio, ma vi hanno aperto il box stanotte?” Io ovviamente non ne sapevo nulla, visto che è notorio che l’auto a casa mia si usa il meno possibile. Gli chiedo lumi e mi dice che c’era un buco vicino alla serratura nel nostro box e in altri due. A questo punto gli chiedo se la macchina c’è ancora, e lui mi dice di sì. C’era anche la pompa per bicicletta; tutto il resto era comunque rumenta tale che a toglierla avrebbero solo fatto un favore ad Anna che si lamenta sempre.
Tornato a casa nel pomeriggio – tanto non c’era nulla di urgente, a questo punto – scopro che nell’auto erano persino rimaste le monete per il carrello del supermercato. (Nota: lasciamo la macchina aperta con i finestrini abbassati, anche se ovviamente senza chiavi. Quindi in questi casi il ladro non deve rompere un vetro o la serratura.) In definitiva io dovrò muovere l’economia per chiamare un fabbro e riparare il tutto, senza nessun guadagno per il ladro. Niente male, vero?

Centri estivi comunali e Progetto A

Oggi sono partiti i centri estivi comunali. Sì, la scuola era finita giovedì, ma posso capire che ci voglia qualche giorno per rimettere a posto tutto. Come l’anno scorso, i gemelli sono finiti in Bovisa, a due chilometri da casa con un percorso che passa per strade strette con marciapiedi ancora più stretti. Vabbè, evidentemente a Milano si pensa che tutti portino la loro prole in automobile, a parte che lì non c’è nemmeno parcheggio.

Ad ogni buon conto stamattina partiamo di buon’ora in bicicletta, e arriviamo alla scuola con qualche minuto di anticipo rispetto alle 8:30, trovandoci davanti il solito grumo osmotico di genitori: un classico che avevo tenuto in conto. Quello che non avevo tenuto in conto è stato tutto il resto. Alle 8:35 qualcuno della cooperativa Progetto A pensa che potrebbe essere utile attaccare dei fogli con le assegnazioni dei bambini. I fogli sono scritti in corpo 12, quello di una lettera tipica, i nomi sono messi a caso (né alfabetico né per data di nascita) e man mano qualcuno scriveva a penna il numero della classe corrispondente. Non che servisse sapere quel numero, visto che le educatrici radunavano i bambini per classe frequentata per poi smistarli dopo; una volta che la cosa è stata chiarita – a nessuno della cooperativa era venuto in mente di appendere un cartello bello grande per spiegarlo – ho lasciato i gemelli all’educatrice. E qui cominciano i guai.

Erano le 8:45. Il coordinatore della cooperativa si alza. Io me ne sono andato via alle 9:10 senza avere avuto il piacere di vederlo e consegnargli la documentazione richiesta dal comune, documentazione che a questo punto ho lasciato sul tavolo avendo io anche da andare in ufficio. Ah, ma poi c’era anche il modulo con la documentazione interna per la cooperativa, modulo che ovviamente non era stata inviato con la mail del Comune perché non era roba del Comune. Penserete mica che questi moduli fossero a disposizione dei genitori in numero congruo? Macché. Ne era rimasto esattamente uno. Per fortuna una mamma ha preso, è andata in segreteria e se ne è fatta fare qualche fotocopia (ed è già andata bene: nella scuola dei gemelli non gliele avrebbero fatte fare).

Io avevo preventivato che l’ingresso dei bimbi non sarebbe stato immediato, ma non avrei mai pensato a una incapacità gestionale a questo livello da parte della cooperativa Progetto A.

automatismi

Come sapete, questa settimana finiscono le scuole, almeno in Lombardia. Quindi ho iscritto i giovani al centro estivo comumale. La scorsa settimana ho pagato il bollettino c/c (continua a non essere possibile fare un bonifico, il comune di Milano ha dei grossi problemi), e ho inviato scansione dei bollettini.
Oggi tra le 15:22 e le 15:46 mi sono arrivati dieci messaggi che cominciavano con “Gentile Utente,
la documentazione pervenuta è completa.”, continuavano con gli altri documenti da portare il primo giorno (ma non fanno più in fretta a chiederli direttamente assieme al bollettino? Non dico quelli sull’eventuale separazione dei genitori, ma le scansioni delle tessere sanitarie sì…) e terminavano con “Si informa che tali mail vengono generate in automatico e che eventuali risposte alle stesse non verranno gestite” (senza punto).

Il vero guaio è che sono tutti e dieci con i dati di Cecilia. Jacopo non pervenuto.

Pedalata a ostacoli

Io ho due grandi vantaggi rispetto a Michele Scarponi e Nick Hayden. Il primo è che – toccando tutto il toccabile – sono ancora vivo; il secondo è che il mio uso della bicicletta è molto diverso da quello che era il loro, vado al massimo a metà della loro velocità e soprattutto parto dal principio che il mondo intero cerchi di farmi del male.
Per dare un’idea: stamattina in viale Zara mi trovo una vecchia babbiona in zeppa trampolata che scende dalla banchina salvagente del tram dal lato opposto alle strisce (facendo anche un po’ fatica, perché la banchina è ad altezza doppia rispetto a un marciapiede standard… chissà come mai) e attraversa la strada facendo attentamente cura di guardare nella direzione opposta perché non si sa mai che un’auto arrivi contromano. Vabbè, ha solo fatto un salto quando ho cacciato un urlo, non le sono nemmeno arrivato a mezzo metro di distanza. Cinque minuti dopo, all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e viale della Liberazione, stavo per essere messo sotto da una tipa su una Punto che – quando dopo un minuto si è degnata di scendere – ha commentato incazzata che lei stava guardando. Certo che stava guardando, l’ho notata perfettamente: stava guardando dall’altro lato dove c’era il marciapiede, perché come tutti sanno i marciapiedi sono a senso unico e piste e attraversamenti ciclabili (quello su cui mi trovavo, nel caso ci fosse qualcuno che pensasse che stessi attraversando in bici sulle strisce pedonali) non esistono affatto, come già non esistono le strisce pedonali. Non parliamo degli sputer che in viale Marche mi tagliano la strada per infilarsi nella pista ciclabile che evidentemente per loro non è altro che una preferenziale qualunque: oggi sono stati solo due, ma solo perché non dovevo portare a scuola i bimbi e quindi ne ho percorsi solo 80 metri.

Probabilmente è vero: conviene cancellare tutti questi orpelli per terra, visto che tanto nessuno li guarda: anche ieri sera, mentre tornavo a casa coi bambini, ho dovuto bloccare Cecilia che stava tranquillamente attraversando sulle strisce mentre una tipa stava tranquillamente avvicinandosi alle suddette strisce senza pensare che magari potevano servire a qualcosa…

I miei libri nel 2016

So che morivate dalla voglia di sapere quante copie hanno venduto i miei libri l’anno scorso: la risposta è naturalmente “pochi”, ma ecco qua i dati specifici.

  • Matematica in relax: 92 copie cartacee (un bel risultato, rispetto alle meno nove dell’anno scorso) e 17 copie elettroniche
  • Matematica in pausa caffè: 117 copie cartacee e 150 elettroniche
  • Matematica in pausa pranzo: 928 copie cartacee e 123 elettroniche
  • Matematica e infinito: 117 copie elettroniche
  • Fantamatematica: 110 copie elettroniche
  • Alfabeto matematico: 40 copie elettroniche

Amici calabresi!

Sabato mattina sarò a Catanzaro, presso il liceo Galluppi, a parlare di Matematica in pausa caffè e Matematica in pausa pranzo nell’ambito di Gutenberg XV, che come dice il numero romano è la quindicesima edizione di un’iniziativa nata proprio al Galluppi ma che negli anni si è espansa e ha colonizzato tutta la Calabria.

Sono davvero felice di essere stato invitato, anche se sarà una sfacchinata (andata e ritorno in meno di 24 ore), perché in fin dei conti ho scritto questi libri perché vorrei che la gente li leggesse (va bene anche presi in prestito in biblioteca, tanto vi assicuro che con i diritti d’autore non solo non ci campi ma ti puoi concedere sfizi ben miseri) e ne parlasse, e spero di essere più accattivante dal vivo che dietro le pagine di un libro; solo che non è che mi sia così facile girare l’Italia e raccontare… il che significa che non mi muovo praticamente mai.

i riferimenti di Rovazzi

È uscito un nuovo video di Fabio Rovazzi: “Volare (feat. Gianni Morandi)”. Non mi vergogno a dire che avevo sperato in una cover di “Nel blu, dipinto di blu”, vista la presenza del grande monghidorese (un abbraccio), e invece nulla da fare. Ma questo non è un vero problema. Il guaio è capitato quando ho letto questo articolo del Post che spiega chi sono tutte le “persone famose” presenti nel video.

Io sapevo che l’attuale moglie di Morandi si chiama Anna. So che J-Ax e Fedez sono rapper. Potevo associare la frase “mio capitano” a Javier Zanetti. Fine. Tutti gli altri nomi non mi dicono assolutamente nulla, e onestamente non me ne importa assolutamente nulla. È chiaro che sono irrimediabilmente vecchio.

altro che inflazione zero

Tre anni fa avevo scritto dell’aumento del 26,9% del prezzo del caffè alla macchinetta. Ieri c’è stato un altro aumento, da 33 a 36 centesimi che è un po’ più del 9%, e questa volta senza neppure la scusa dell’aumento dell’IVA (che ci sarà l’anno prossimo… e non penso questo aumento sia per portarsi avanti col lavoro).

Ma quello che è peggio è che tale aumento non è stato annunciato in nessun modo, se non con un adesivino a coprire i prezzi vecchi in una zona che non è guardata da nessuno. Magari speravano che la cosa passasse inosservata…