I grandi guadagni delle royalties

Con Matematica in relax, tra le ultime copie dell’edizione Vallardi e il 50% della parte sopra il minimo garantito di quella Hachette, l’anno scorso ho guadagnato ben 203,57 euro (lordi, si intende). Vabbè, tanto è ben noto che non scrivo i libri per diventare ricco (o famoso, ma quella è un’altra storia). Un’unica cosa: quando SIAE e FIMI se la prendono con i cattivoni wikipediani al soldo di Google e Facebook che vogliono togliere i sudati guadagni all’autore, ricordatevi di quali cifre si parla per il grosso degli autori.

La cosa più divertente è però che ieri mattina mi è arrivata la notifica della banca con l’accredito, e solo ieri pomeriggio la nota dell’editore, da un indirizzo e con un testo che farebbe pensare a una mail di phishing (fortuna che già i rendiconti mi erano arrivati da quel dominio)…

Capire di essere anzyani

Oggi in pausa pranzo ho fatto una videointervista per la questione Wikipedia oscurata. Mentre ci si preparava e io raccontavo un po’ di cose fuori onda, siamo arrivati al problema dei maturandi che si sono trovati improvvisamente senza la loro fonte primaria. Io ho detto “beh, ai miei tempi dovevi arrangiarti in altro modo”, al che il cameraman mi ha chiesto di che anno sono. Alla mia risposta, lui ha commentato “come la mia mamma!”
La cosa fa un certo effetto.

The day after

[hasta la wikipedia siempre]

Grazie a Salvatore Mulliri per l’immagine!

Qui invece potete trovare il podcast di Caterpillar di ieri, dove ho parlato del blocco di Wikipedia, mentre qui (in fondo) brani del mio intervento a Radio Popolare.

“You are now verified on Google”

Domenica sera non sapevo che fare, ho fatto una riceca sul mio nome-e-cognome, e poi ho cliccato su una scritta in grigino che diceva più o meno “sei tu?”. Sono arrivato a un modulo (disponibile in varie lingue, ma non in taliano”, gli ho mostrato che effettivamente editavo le pagine di Maurizio Codogno, ho inviato una brutta foto di me con in mano la mia patente, e lunedì sera mi è arrivata una mail dai signori Google Search Team che dice appunto che sono verificato.

A che serve tutto questo? Assolutamente a nulla. Cito: «If accepted, your suggested edits will be added to the Knowledge Graph, where they will help Google return richer information and more meaningful results to users’ queries.» Insomma, se mi venisse voglia di dare loro altre informazioni e queste informazioni piacessero loro se le terrebbero in pancia. Ma anche no.

MilanoRistorazione e il progetto frutta

Come scrivevo qualche giorno fa, la gestione del cibo da parte di MilanoRistorazione è molto peculiare. Premessa: ho due figli che nel mangiare sono una spina nel fianco, per usare un termine educato. MilanoRistorazione dà un servizio non molto costoso, soprattutto per chi ha più di un figlio (anche se quest’anno il costo per il secondo bambino è aumentato), la qualità è da mensa centralizzata, e sono ormai sei anni che tutte le maestre si lamentano che spesso il duo lascia tutto il pranzo sul piatto. Ma non è del pranzo che voglio parlare.

Lo scorso anno è partito il progetto Frutta a metà mattina. In pratica, invece che dare la frutta a pranzo, viene portata per l’intervallo delle 10:30. Vabbè. Peccato che le due spine nel fianco in genere non mangino neppure frutta. Risultato: lasciamo sempre loro una merenda, tipicamente pane e prosciutto per Cecilia e una merendina per Jacopo. Solo che la coordinatrice del centro estivo ha vietato di portare alcunché da mangiare da casa. Anna e io abbiamo scritto al comune, e la risposta, a parte tutta la solita sbrodolata sulla storia e sulla bontà del progetto, è stata la seguente:

«Come durante l’anno scolastico la proposta della frutta come merenda vuole rappresentare un approccio sano al momento dello spuntino. Il progetto esclude che le famiglie, in autonomia, possano provvedere alla fornitura di una merenda. Pur spiacenti di non poter assecondare la sua richiesta, siamo certi che possa comprendere la necessità che non si facciano eccezioni.»

Mettiamola così: spero che nessuno dei due a mezzogiorno mi collassi.

Sindacalità

Come forse avete letto, lunedì scorso è stato siglato l’ennesimo accordo di solidarietà per Telecom, che per dodici mesi ci farà stare a casa il 10% dei giorni (con un taglio di stipendio più o meno simile, perché la parte pagata dallo stato è tarata sugli operai non specializzati). Si stanno facendo assemblee in tutta fretta, perché Telecom vuole assolutamente farci i primi due giorni di solidarietà a giugno per migliorare i conti semestrali: diciamo che – se vogliamo vedere il bicchiere non dico mezzo pieno ma almeno con qualche goccia d’acqua – si è ripreso un confronto azienda-sindacato e soprattutto si è ritrovata seppure a fatica quell’unità sindacale che mancava da anni e che faceva solo il gioco aziendale.

C’è solo una cosa che non mi torna. Stamattina ero per l’appunto in assemblea, arrivato al volo tra il primo giorno di centro estivo dei gemelli e una visita specialistica. I documenti li avevo letti al volo tra ieri pomeriggio e stamattina. Ora io sono notoriamente un rompipalle di prima categoria, ma mi ha fatto un po’ specie che su tutta una serie di cose al contorno – contorno si fa per dire, perché riguardano i soldi che mi arrivano a fine mese – ne sapessi più io che il rappresentante RSU…

Aiutanti che non ti aspetti

Ieri prima di cena ho cominciato a montare i nuovi Billy al posto di quelli che ho fatto fuori perché ormai pericolanti (uno l’avevo fermato con i chiodi, tanto per dire…). Inutile dire che il duo era bello pronto a “partecipare” alla mia opera: tra l’altro non so se perché ormai ho montato non so quante librerie o perché avevo qualche occhio attento che controllava non ho avuto problemi, a parte l’arrabbiatura nello scoprire che hanno modificato i Billy e adesso i buchini ai lati sono più sottili e quindi non ho la possibilità pratica di usare i vecchi ripiani (ma secondo me trovo i gancetti di quelle dimensioni)

La cosa che mi ha stupito è che mentre Jacopo dopo i primi due minuti se ne è bellamente strafregato e ha cominciato a ritagliare per conto suo pezzi di cartone per le sue creazioni, Cecilia è rimasta interessatissima e mi ha aiutato per tutto il tempo. Evidentemente ho dei pregiudizi di genere 🙁

Vendite 2017 dei miei libri #altramatematica

Ricordate, vero, che tra i libri che ho scritto ci sono anche tre ebook per #altramatematica? La collana è ferma, principalmente perché non ce la faccio a trovare altri scrittori, però ogni tanto qualcuno compra ancora i libri.
Per completezza, ecco qua il numero di copie vendute nel 2017. Matematica e infinito ha venduto 104 copie, giungendo a un totale di 1047; Fantamatematica ne ha vendute 80, per un totale di 578; Alfabeto matematico infine ne ha vendute 85, per un totale di 134 (sì, non è stato proprio un successone…)