Io e Philip Roth

Non ci crederete, ma l’unico libro di Roth che io abbia mai letto è Cosa bianca nostra, per l’ottima ragione che era nella libreria di casa mia. Il fatto che io l’abbia letto immagino a dieci anni o giù di lì (se il libro è del 1972 i miei genitori non possono averlo preso tanto dopo; e io ero già allora un lettore bulimico) può significare tante cose 😉

Chissà se arriverà

Stamattina mentre portavo a scuola i bimbi ho visto per terra una carta d’identità (fradicia, vista tutta la pioggia che è caduta stanotte). Dopo un infruttuoso tentativo di portarla in un’anagrafe mi sono risolto a metterla in una buca delle lettere. Chissà che succederà.

Amazon è sempre avanti

Mercoledì sera ho usato l’Amazon Prime di Anna per comprare su Amazon una confezione di Lego da regalare sabato, alla festa di compleanno di un compagno di classe di Cecilia. Stamattina alle 9 arriva il corriere con il pacchetto. Lo prendo, lo apro e noto che la confezione è un po’ schiacciata: non è rotta, e conoscendo cosa può fare un bambino di terza elementare quando gli arriva un regalo non succederà assolutamente nulla. Però la cosa mi scocciava un po’ e quindi mi sono ricordato che una volta, oltre alle recensioni dei prodotti, Amazon permetteva anche di fare le recensioni dei pacchi. Solo che non sono riuscito a trovare il link, così mi sono messo a scrivere al servizio clienti segnalando la cosa.

Risultato: dieci minuti dopo il servizio clienti dall’Irlanda ha telefonato ad Anna, che naturalmente non ne sapeva nulla; il chiamante, guardando il nome sulla carta di credito, ha chiesto se potevo per caso essere stato io; alla sua risposta affermativa hanno chiamato me – tanto il numero ce l’avevano già – mi hanno chiesto se volevo rimandare indietro il pacco (no, ho risposto, non è così importante) e mi hanno dato un buono sconto del 20% sul totale, anche se io avevo ribadito che non era necessario e che la mia era solo una segnalazione perché ricontrollassero la preparazione dei pacchi con i Lego.

Occhei, non so cosa succederà quando avranno il monopolio delle spedizioni, ma per il momento il servizio clienti è semplicemente eccezionale.

Vendite 2017 di Matematica in relax

Tecnicamente il libro, almeno in edizione cartacea, è fuori catalogo: però l’anno scorso ne sono state comunque vendute 49 copie, e la giacenza finale è di 52. Poi ci sono 31 copie in ebook… e non mi sono neppure accorto che finalmente non è solo in pdf ma anche in epub/kindle. Magari una volta che è in offerta me lo compro anche 🙂

(per i curiosi: il totale lordo delle royalties è 47,55 euro, che rimangono lì in attesa finché non arrivano a una cifra decente. Quindi non pago da bere 🙂 )

Il mio prossimo libro

Ci siamo (si fa per dire): stanotte ho spedito all’editore il manoscritto del mio prossimo libro. Se tutto va bene lo troverete a settembre nelle librerie reali ed elettroniche.
Una buona notizia per molti dei miei ventun lettori: di matematica stavolta ce n’è ben poca. (Un po’ ce n’è, non riesco proprio a farne a meno). Più che altro parlo di pettegolezzi su alcuni numeri, partendo dai significati non matematici, raccontando cose non sempre note e soprattutto rovinando le leggende che circolano spesso. Inutile dire che c’è un capitolo sul Quarantadue.

Non mi volete bene

A fine aprile arrivano i report di vendite dei libri. I miei ventun lettori sanno che a meno di casi eccezionali (quorum non ego) con i libri non si guadagna nulla, e sanno anche che io non ho problemi a rendere pubblico il numero di copie vendute.
Ho avuto con qualche settimana di anticipo il rendiconto di Codice, e ho scoperto che ho venduto meno 129 copie cartacee di Matematica in pausa pranzo (e 193 positive elettroniche, ma con quelle si guadagna molto meno). Per Matematica in pausa caffè i numeri sono 66 e 338 rispettivamente, per la cronaca.
Non è impossibile vendere un numero negativo di copie: mi era capitato nel 2015 con Matematica in relax. Quello che succede è che le librerie piazzano ordini in conto vendita, e se dopo un po’ il libro non vende te lo rimandano indietro. È anche per questo che il distributore si fa pagare così tanto, tra l’altro. Quello che però non capisco è tutta questa differenza con l’altro libro, perfino adesso: non sto insomma confrontando lo stesso periodo di tempo dalla loro uscita, ma proprio quello che succede nel qui-ed-ora. Se qualcuno di voi li ha letti entrambi, saprebbe dirmi che ne pensa?

Proprietà di linguaggio

Mentre uscivo per andare in palestra, ho visto cartelli appesi per ogni dove nella mia sede che comunicavano che domani sarebbero state testate le sirene antincendio, che non era un’esercitazione o tanto meno un pericolo e quindi non era necessario “evaquare” lo stabile.
Un’ora dopo sono rientrato e i cartelli erano stati tutti sostituiti: ora non è più necessario “abbandonare” lo stabile. (Ah, prima erano anche firmati e ora no)
Giuro che io non ho detto nulla a nessuno.

truffe telefoniche: non sono più il giaguaro di una volta

Sabato mattina squilla il telefono (fisso). Risponde Anna, già sapendo di che si trattava: solo che non aveva voglia di divertirsi e ha detto “ah, aspetti che le passo quello di Tim”. Io ho preso il telefono e detto “Buongiorno, sono un dipendente Tim, mi dica pure”. Bisogna dare atto alla signora dall’altra parte della linea che dopo un attimo di smarrimento è andata avanti commentando “allora sa già dei prossimi aumenti”, al che io ho risposto “certo, ma so anche che l’Authority li ha bloccati” (il che è tecnicamente vero, anche se irrilevante nel contesto”. Il dialogo è continuato con “ah, a noi non ce l’hanno ancora detto…” “Beh, è possibile che non sia arrivata la notizia ufficiale, ma è su tutti i giornali”.
Vabbè, la tipa ha poi detto di non essere davvero di Tim ma di Federconsumatori, e io l’ho salutata gentilmente senza nemmeno chiederle come mai avesse il mio numero di telefono che non è negli elenchi. Sto invecchiando.