strana targa

 

 

Ieri sera ho visto parcheggiata una vecchissima Alfa Romeo 1300 decappottabile, che ha suscitato la meraviglia di Cecilia che era con me, meraviglia ancora accresciuta dal sapere che la macchina probabilmente era più vecchia del sottoscritto.

Quello che ha meravigliato me è la targa. Come vedete, i caratteri della targa sono quelli attuali per le targhe squadrate e non lunghe (ZA nnn ll), ma il suo formato è quello d’epoca, che i più vecchi tra i miei ventun lettori dovrebbero ancora ricordare. Qualcuno sa se la Motorizzazione Civile prevede la possibilità di fare targhe così per auto d’epoca?

Il “feedback imballaggio” su Amazon

Ricordate la storia dell’imballaggio Amazon e della mia incapacità di trovare la pagina relativa? Bene: passando da una pagina di aiuto sono casualmente finito su questa pagina dove – se uno è al momento connesso – parrebbe possibile lasciare il feedback sull’imballaggio. Peccato che cliccando sui link corrispondenti compaia una scarna schermata con testo “Ci scusiamo per l’inconveniente. Si è verificato un errore mentre cercavamo di elaborare la richiesta.”

A questo punto sono ragionevolmente certo che Amazon abbia deciso di togliere il feedback, solo che nel casino del loro sito si sono dimenticati di correggere le “pagine rapide” (avete notato come l’URL da me indicata sia brevissima nonostante ci troviamo al quarto livello di sottodirectory, vero?)

Pork barrel

La parola di oggi su A.Word.A.Day – rectius, la locuzione – è pork barrel: spendere soldi governativi per fare un favore ai propri elettori. All’inizio il pork barrel era un barile dove tenere la carne di porco; solo col tempo è diventato un posto dove recuperare facilmente soldi.

La traduzione che ho trovato in giro è “marchetta elettorale”. Sarà che ormai la legge Merlin ha troppi anni e che il termine marchettaro si è spostato di significato, ma non la sento così forte. Avete dei suggerimenti?

Grandissimo risultato di Gianluca Comazzi!

Ricordate il programma elettorale di Gianluca Comazzi quando si è candidato in Regione Lombardia? Tra i vari punti c’era

Garantire il ripristino del vecchio percorso della autolinea 51

Bene. Potete leggere sul sito ATM che dall’11 giugno «La linea 51 ripristina il percorso su via Murat, con un nuovo capolinea a Zara M3/M5.». Non sono passati nemmeno due mesi dal giorno delle elezioni e Comazzi ha già ottenuto un GRANDE risultato! Cosa volete di più dalla vita?

(ecco, quello che io non vorrei è la solita letterina autoincensatoria di Comazzi. Chiedo troppo? Guardi, Gianluca Comazzi, a me in realtà tornava più comodo il capolinea della 51 in piazzale Istria così quando tornavo le sere di inverno scendevo dalla lilla e mi facevo tre fermate di bus. Quindi non mi venga a dire che devo essere contento)

La localizzazione della stampa di un libro


Le copie di Scimmie digitali che io mi sono preso sono state stampate a Ronciglione (VT). Nulla di strano, il nostro editore è romano e quindi immagino usi una stamperia non troppo lontana.
Quello che è più strano è che se qualcuno compra il libro da Amazon non viene usata quella stamperia.

Le prime copie, quelle che erano disponibili a inizio febbraio prima della data di pubblicazione ufficiale, erano state stampate nel Regno Unito: adesso sembra invece che lo siano in Polonia. Nelle immagini sopra, che mi sono fatto mandare dai miei amichetti che hanno comprato il libro, si possono vedere le due diverse diciture.

Tecnicamente non è un grande problema: ormai i libri sono tutti preparati in pdf, e chiunque può stamparli. Se la tiratura è bassa, il print-on-demand è conveniente e permette ad Amazon di risparmiare sui costi di stoccaggio, anche se non so bene cosa possa succedere se un libro va fuori catalogo (o magari non ci va più, a questo punto 🙂 ) Certo che però pensare che gli costa di meno farselo stampare all’estero e poi inviarlo in Italia è buffo! (Per la copia “inglese” è stato così: una di quelle polacche l’ha presa una mia amica che lavora a Bruxelles, quindi le cose cambiano)

Purtroppo per il programma di autopubblicazione le copie autore sono stampate negli States, quindi se voglio comprarmi copie di Matematica in relax 2 faccio più in fretta a far finta di essere un normale utente. Non siamo ancora così globalizzati.

La Grande Truffa dei ramoscelli d’ulivo

Quando ieri pomeriggio ho sentito le prime versioni della storia, mi sembrava solo un po’ strana; ma poi sono arrivati i pesi massimi (il Piccolo) e ha assunto dimensioni inquietanti.
Come potete leggere, la scorsa settimana a Trieste tre donne sono passate per le strade a “vendere” (occhei, immagino tecnicamente “offrire dietro pagamento di un’offerta”) ramoscelli di ulivo pre-benedetti. Donne che “qualcuno sostiene di origine nomade”, e che avrebbero detto «Domani pioverà…il sacerdote ci ha detto che non si potrà distribuire nulla e quindi ci ha mandato già oggi in giro».

Notate che il giorno dopo (l’articolo del Piccolo è del 25 mentre quest’altro è del 26) si legge su Triesteprima che il vicesindaco Pierpaolo Roberti ha fatto un blitz per sequestrare i ramoscelli nei banchetti davanti alle chiese (quindi non peripatetici come quelli delle tre pie donne) secondo la legge regionale sul commercio e rincarando la dose: Roberti tuona contro l’«odiosa pratica di alcuni di vendere ramoscelli d’ulivo non benedetti».

Non so come funzioni la legge regionale sul commercio né come sono trattati i banchetti fuori dal tempio. So però che i ramoscelli di ulivo che sono venduti davanti alle parrocchie non sono benedetti “by design”: la benedizione te la devi infatti prendere andando a messa alle Palme. (Perlomeno è all’inizio della cerimonia, quindi si può sgaiattolare via e non sorbirsi il Passio). Non chiedo a Roberti di sapere queste cose, figuriamoci: ma penso che potrebbe evitare di cercare una scusa di questo tipo per validare il suo blitz.