Sono uno e bino

Domani si rivota sull’eurodirettiva per il copyright. Come due mesi fa, è difficile per il comune lettore sapere di che cosa si vota: tipicamente gli dicono solo che la Link Tax è una bufala (sì, è una bufala: quello che gli editori vogliono e che c’era nella proposta è una tassa sulle citazioni). Oggi ho provato a raccontare delle altre cose su cui si vota, e ho detto la stessa cosa in due modi diversi, pensando al target di lettori.

Potete insomma scegliere la versione “di lotta” su Valigia Blu e quella “di governo” su Avvenire. Buona lettura 🙂

4 comments

  1. Ma si può scrivere principî su un giornale o è un trucco per cui viene fuori qualche faccina?

    P.S.: Per me mancano due aspetti:
    – gli aggregatori automatici fanno pena (oramai da anni). Erano divertenti all’inizio ma ora garantiscono la stessa “qualità” delle loro principali fonti. Quindi non vanno tassate ma obbligate ad essere più intelligenti di chi le ha sviluppate. Se l’AI è più stupida di un censore che futuro potrà esserci per gli umani?
    – le orrende costruzioni “firmate” da note archistar presenti e passate non sono fotografabili ma sono dannose per lo sviluppo del senso estetico del popolaccio che è costretto a subirne la presenza. Quindi, come nel finale di un noto film, il diritto di fotografarle va garantito al fine di rimuoverle digitalmente dalla faccia della terra.

    • (1) sono anni che volevo scrivere principî, ché tanto con la tastiera US-international non devo nemmeno ricordarmi il codice ASCII.
      (2) magari a furia di fare foto la gente riesce a cancellare mentalmente certi obbrobrî dalla sua visione, no?

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