Forse ci vuole davvero la Link Tax


Questo è un titolo nella home page odierna di Repubblica. Testo: “Se la vittima si è ubriacata volontariamente, la violenza sessuale resta ma non c’è aggravante”. Catenaccio: Per la Cassazione l’aumento di pena è giustificato se”a somministrare l’alcol è stato l’autore dell’abuso”. E via con l’indignazione da social.

Poi può capitare che per sbaglio qualcuno legga il testo dell’articolo, e scopre due cose. La prima è che la Cassazione ha sentenziato che c’era stata violenza (mentre in appello primo grado era stata accolta la tesi dei difensori degli stupratori, che «aveva sostenuto che non vi fosse stata condotta violenta da parte dei due, né riduzione ad uno stato di inferiorità, dato che la ragazza aveva bevuto volontariamente». Essersi ubriacata significa che la ragazza non aveva dato il consenso all’atto sessuale, e quindi quella era violenza sessuale: senza se e senza ma. Quello che ha poi aggiunto è che visto che la ragazza aveva bevuto di sua volontà non si poteva aggiungere alla condana l’aggravante aggiunta in adell’articolo 609-3 comma 2 del Codice penale: se cioè l’atto è stato compiuto “con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa”. Non sono stati gli stupratori a farla ubriacare, quindi non hanno usato sostanze alcoliche. Tutto qui.

Abbiamo insomma un articolo che spiega correttamente le cose, un titolista che invece che scrivere “anche se ti sei ubriacata da sola è sempre violenza” (che è quello che ha detto la Cassazione) preferisce il titolone a effetto (aumento di pena “giustificato”? Tecnicamente è forse corretto, ma la parola ha una connotazione molto forte. Bastava scrivere “si ha quando”) e due esponenti politiche che evidentemente non sapevano assolutamente di che cosa si stesse parlando e hanno preso il titolo per oro colato. Sto cominciando a rivalutare la Link Tax che l’Europarlamento ha momentaneamente stoppato. Visto che con ogni probabilità Google deciderebbe di non dare più il suo servizio di news riusciremmo a ridurre la diffusione di questi titoli fuorvianti (se non faziosi, come suggerisce mfisk).

Aggiornamento: (17:00) ho corretto il testo iniziale, perché l’assoluzione è stata in primo grado mentre l’appello aveva sentenziato una condanna con aggravante che è stata tolta (giustamente, per le mie conoscenze di diritto) dalla Cassazione.

9 comments

  1. Non capisco.

    Non sono un amante di Repubblica, ma il titolo è tecnicamente corretto e rispecchia 1:1 con il fatto. Davvero, che errore ha fatto il titolista?

    Ci si può indignare, certo, ma fatelo con la Cassazione: Rep cosa c’entra?

    • no, il titolo non rispecchia il fatto. La Cassazione ha annullato una sentenza di assoluzione indicando che c’era stata violenza.
      (Non riesco a capire cosa abbia fatto la Cassazione di indignabile. Se tanto mi dà tanto, il ricorso dell’accusa verteva su due punti: che c’era stata violenza, con l’aggravante del 609 ter.2. Ha accolto il primo punto e non il secondo, spiegando il perché. Cosa c’è che non va?)

      • Non ci siamo.

        La cassazione è l’ultimo grado di giudizio, l’APPELLO ha detto che c’era la violenza sessuale CON aggravante, la cassazione ha detto che la violenza RESTA ma NON l’aggravante.

        Analisi logica del periodo del titolista è PERFETTA con la semantica della notizia. Richiedo: cosa ha sbagliato e chi?

        Io non mi indigno, ma non sono una donna e neppure femminista: in queste cose fanno una bella differenza.

        • Hai ragione, il primo grado era quello in cui c’era stata l’assoluzione.

  2. Giurerei che stamattina, quando ne abbiamo parlato (sul socialino ultrafighetto, mica sul mio blog che è ormai morto) il titolo era diverso, ed è stato corretto nel corso della giornata.

    • Ah, ecco perché il link portava nelle brume del 2015. Codogno, Codogno!

    • Basta l’url per capire tutto :). Cmq il Fatto è garanzia di fuffa, e fra l’altro dovrebbe chiudere finalmente…

      • Maronn’: fuori dai cabbasisi la retorica dell’Ognivoltacheungiornalechiudelademocraziamuoreunpo’, se il Fatto chiude io stappo una bottiglia pregiata, giuro.