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  1. Spero negherai la tua solidarietà anche ai picchiatori, quando verranno identificati e si scoprirà (com’è molto probabile) che anche loro hanno gravi precedenti penali per danneggiamenti, pestaggi a forze dell’ordine e tutta quella serie di belle cosine che i ragazzetti figli di papà da centri sociali fanno spesso e volentieri…

    P.S.: Da giovine frequentavo centri sociali romani, perché erano porti franchi in cui poter praticare a costo zero la mia grande passione. Non sai quanto me ne vergogno!

    • Dimenticavo di precisare: semmai fossero picchiati, prima di essere identificati, da qualcuno che cercherà di farsi giustizia da solo

    • Mi pareva di aver scritto che li voglio condannati. Ti sembra solidarietà?

      • Beh meno male che ti ho frainteso, ma non è ovvio che se si richiede giustizia non ci sia solidarietà…

        Una donna picchiata e vessata da un marito violento e ubriacone che per difendere la propria vita ecceda nella legittima difesa per disperazione non avrebbe la tua solidarietà? Giusto un esempio per chiarire…

        • Se la donna uccidesse il marito avrebbe la mia comprensione (e dal punto di vista della giustizia spererei che la pena fosse la minima possibile). Non penso arriverei alla solidarietà, però.
          Se la donna in questione picchiasse qualcun altro per rifarsi delle botte subite, non avrei né solidarietà né comprensione per lei.

          [Spero sia inutile rimarcare che non ho comprensione per chi ha pestato Ursino. “Tentato omicidio” mi pare però esagerato, qui siamo più nel campo di “lesioni gravi” con aggravante dell’attacco in gruppo]

          • Il tentato omicidio per una prognosi di venti giorni mi sembra una barbarie giudiziaria, che non dice niente dei fatti e dice tutto del pregiudizio della procura in questione (il giornalista a cui Spada ruppe il naso ebbe 30 giorni di prognosi, ma Spada non fu accusato di tentato omicidio). D’altro canto, se non vai in giro a picchiare la gente (di qualunque gente si tratti) non rischi di ritrovarti fra capo e collo un’accusa di tentato omicidio. Mi torna in mente Quelo: qui non sappiamo più quanto stiamo antanto, qui non sappiamo più quanto stiamo facento, su questa Tera.