Massimo Arcangeli e “il solito perfettino”

Quando l’altro giorno ho consultato le statistiche del 2017 per xmau.com, mi sono accorto che tra i referrer al sito ce n’era uno che superava persino quelli farlocchi dei siti russi e ucraini, e proveniva da una fonte a prima vista improbabile: repubblica.it. Essendo io un curiosone, sono andato a vedere l’articolo, che è del gennaio scorso (per la cronaca, ha generato 279 hit. Per dare un’idea, Facebook ne ha generati 17.281, ma anche solo mantellini.it arriva a 1.577: quindi i numeri sono piccoli). Si parla di “webete” che aveva vinto il sondaggio per la parola dell’anno; Arcangeli chiosa «Il solito perfettino, per ridimensionare l’attribuzione della paternità del conio a Enrico Mentana, ha fatto ricicciare dal Web una lontana attestazione: la presenza di webete in un dizionarietto di telematichese degli anni Novanta.» Il “dizionarietto di telematichese” è il mio Gergo Telematico: il “perfettino” non sono io – credo che sia stato Massimo Manca a pubblicizzare per primo la cosa, ma non ne sono certo – per due ottime ragioni: la seconda è che non perdo tempo con queste cose, tenuto conto che poi non avevo nemmeno coniato io il termine, la principale è che manco mi ricordavo di avere inserito quel termine nel Gergo 🙂

La cosa non sarebbe poi così importante: tra l’altro il significato mentaniano è diverso da quello originario, quindi non si potrebbe nemmeno parlare di una copia. Però mi sconcerta parecchio tutto questo astio di Arcangeli. Se mai gli capitasse di leggere questo post, ci tengo a fargli notare che è vero che il Gergo Telematico è fatto piuttosto male – venticinque anni fa, quando lo compilai, ero molto meno bravo di adesso e non avevo pensato a fare un lavoro ben fatto con date e testi delle citazioni – ma il repertorio non è né “anonimo” né “ignoto anche agli specialisti”, visto che nelle sue domande e risposte ogni tanto la Crusca l’ha usato, non foss’altro perché dava comunque una data di uso di un termine. Insomma, perché tanto odio? Arcangeli aveva forse paura che gli rubassero il lavoro? (è professore ordinario di Linguistica italiana presso la Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Cagliari). Tra l’altro, la storia era dell’estate precedente, quindi non c’era nemmeno più un botta-e-risposta al riguardo. Misteri misteriosi.

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