Ius ipocrisoli

Mi è abbastanza chiaro che la legge sullo ius soli – che poi uno ius soli vero e proprio non era, il che dal mio punto di vista era un ulteriore vantaggio – non era poi voluta da così tanta gente nel nostro parlamento, come si vede dal risultato dell’altro giorno. Poi magari è solo un caso che tutti e trentacinque i senatori M5S non fossero in aula: sono passati in fin dei conti solo cinque anni, e non era loro chiaro che avere approvato la legge di bilancio non significava che era ora di andare a casa.

Ma quando leggo le affermazioni di Stefano Esposito, che pure a giugno se l’era presa con i pentastellati che non volevano votare la legge, mi incazzo davvero. Ipse dixit: «Ho preferito tornare dai miei figli 5 ore prima visto che non serviva a nulla star lì a vedere festeggiare Calderoli». Ma siamo matti? Te ne vai via dal tuo posto di lavoro così, e ne sei persino fiero? Non continuo solo perché questo è un blog pubblico.

23 comments

  1. Io non ho scritto niente al proposito se no Blogger avrebbe etichettato il mio blog come NSFW.

  2. Temperato o non temperato che sia… è davvero necessaria come legge? Perché se le motivazioni che si adducono sono davvero solo quelle lette (gite scolastiche rese un po’ più difficoltose per una comunicazione alla Questura dei motivi dell’espatrio, per chi è figlio di extracomunitari con permesso di soggiorno, o gare di judo internazionali un po’ più difficoltose per la necessità di un visto in più rispetto ai compagni di scuola), beh c’è da chiedersi se questa gente sa quanto sia difficile ottenere la cittadinanza in altri Paesi!

    E parlo con cognizione di causa avendo uno stretto congiunto che sta cercando di ottenerne una (di Stato europeo), con difficoltà burocratiche assurde…

    • io non ho sentito nessuno lamentarsi per la difficoltà di mandare un non italiano in gita scolastica. Per quanto mi riguarda la legge è semplicemente su un diritto civile, non tanto sui problemi pratici.
      Per il resto, non mi pare che – a parte un transitorio – la legge modifichi la situazione attuale per chi maggiorenne lo è già.

      • «io non ho sentito nessuno lamentarsi per la difficoltà di mandare un non italiano in gita scolastica».

        Su twitter va per la maggiore quando si chiede quali sarebbero i diritti negati ad un minorenne privo di cittadinanza italiana. E mi pare gran poca cosa.

        «Per quanto mi riguarda la legge è semplicemente su un diritto civile, non tanto sui problemi pratici.»

        Certo, e visto che ogni diritto è “[I]n senso oggettivo, il complesso di norme giuridiche, che comandano o vietano determinati comportamenti ai soggetti che ne sono destinatari, in senso soggettivo, la facoltà o pretesa, tutelata dalla legge, di un determinato comportamento attivo od omissivo da parte di altri” (Treccani), quali sarebbero questi comportamenti attivi od omissivi negati ad un minore privo di cittadinanza?

        «Per il resto, non mi pare che – a parte un transitorio – la legge modifichi la situazione attuale per chi maggiorenne lo è già.»

        Infatti. L’impatto è solo sui minorenni, che non si capisce bene di cosa vengono privati senza la cittadinanza.

        • Intendiamoci: non credo che lo ius sanguinis sia meglio dello ius soli o viceversa. Mi chiedo solo le reali ragioni per questa enfasi mediatica.

      • beh, chiedere su Twitter cosa si pensi di una legge non è esattamente il massimo. Ad ogni modo, il mio punto di vista è come ho scritto sopra che quello è un principio, e quindi non mi metto a cercare qual è il singolo punto che può andare meglio o peggio. (Ah, simmetricamente non capisco perché uno che ha un nonno italiano e non ha mai toccato l’italico suolo né sa parlare italiano può avere automaticamente la cittadinanza)

        Aggiungo che se non c’è in pratica nulla di pratico a dare la cittadinanza italiana a chi è nato e vissuto qua non capisco cosa ci sarebbe di così pericoloso.

        • «beh, chiedere su Twitter cosa si pensi di una legge non è esattamente il massimo».

          😀 ma questo però mediamente vale anche per un blog o qualunque altro spazio di dialogo in Rete. Queste domande sempre meglio farle di persona, anche se di persona la risposta più tipica è la noia…

          «quello è un principio, e quindi non mi metto a cercare qual è il singolo punto che può andare meglio o peggio».

          Siamo tutti d’accordo che si tratta solo di un principio. Ma se si combatte così animatamente per un principio evidentemente lo si deve ritenere più utile/pratico/bello del precedente.

          E se mi fai giustamente osservare che anche il principio in vigore (ius sanguinis) ha opzioni decisamente discutibili (avi italiani che danno diritto alla cittadinanza), chiedo a chi pensa che lo ius soli sia una gran figata cosa se ne fa un 12enne della cittadinanza.

          Se poi mi dici che è proprio questa “indifferenza pratica” nel concederla o meno la causa della passione sfrenata di molti (al punto da digiunare… ma solo fino alla Vigilia di Natale, ché il panettone piace pure al Sen. Luigi Manconi), beh mi perplimo ancora di più 😀

          Ora seriamente: tu a chi daresti la cittadinanza?

          • la mia personale idea è che la cittadinanza italiana debba essere un diritto (ma non un obbligo) per chi è nato e vissuto in Italia (non necessariamente in modo ininterrotto, come è richiesto adesso: andare nella patria dei genitori per l’estate blocca la possibilità di richiesta) e mostri di conoscere e accettare la nostra cultura. Non deve essere necessariamente data a un minorenne, ma si può pensare a uno status temporaneo valido fino a 19 anni.

          • «per chi è nato e vissuto in Italia (non necessariamente in modo ininterrotto, come è richiesto adesso: andare nella patria dei genitori per l’estate blocca la possibilità di richiesta)»

            Non è più così da 10 anni, da una Circolare del Ministero dell’Interno, la K.60.1 di gennaio 2007. CIò che conta è che la sua residenza sia rimasta stabilmente in Italia, quindi può fare domanda anche se si è allontanato per alcuni mesi per motivi di famiglia, studio o lavoro:

            http://www.stranieriinitalia.it/l-esperto-risponde/lesperto-risponde/lesperto-risponde/cittadinanza-sono-stato-fuori-dall-italia-per-un-po-posso-lo-stesso-presentare-la-domanda.html

          • L’esempio più semplice ed immediato per dire che lo ius soli è un atto di civiltà è il seguente: due immigrati irregolari danno alla luce un bambino. Il suddetto non è cittadino italiano ed al diciottesimo compleanno può essere espulso.
            Ricorda anche stranamente una festività recente…

          • @mestesso:

            Se i genitori sono dieci anni che sono irregolari nelle patrie terre anche il figlio non è che prometta benissimo eh… Detto ciò perché dovrebbe essere espulso lui? Guardano il reddito (almeno 8.500 euro se il diciottenne già lavora ed è indipendente), l’idoneità abitativa del luogo in cui vive (almeno 29 mq se vive da solo)… Certo, mi dirai che è difficile che un diciottenne lavori già da 3 anni (visto che è quello l’arco temporale analizzato), ma immagino che ci siano Circolari del MinInterno anche per questo…

            Ho la triste sensazione che si voglia montare un po’ troppo il problema… E, ribadisco, non è che altrove te la regalino! Anzi… Il mio parente stretto che sta cercando di avere la doppia cittadinanza dai franzosi, essendo ormai al 12esimo anno di domicilio là, ha quasi desistito: sono insopportabili nelle loro richieste.

  3. Ho visto che anche altri autorevoli del partito si sono sbracciati in spiegazioni che dimostrano come e quanto loro hanno agito bene e tutti gli altri male.
    Ma se uno non è strettamente devoto queste spiegazioni funzionano? Non riesco a capirlo ma direi che la posizione critica di .mau. potrebbe essere condivisa.

    Invece sul perché la situazione attuale sia strampalata e causi un sacco di grane non mi pare che manchino le info. Non so se il testo di legge in votazione avrebbe rimediato bene, l’ultima volta che ho guardato la proposta della maggioranza si trattava della solita legge scritta da un pluri-ripetente che frequenta la scuola media e ha preso 4 all’interrogazione di educazione civica, comunque sembra un bel tema per la campagna elettorale dove lo stesso partito può fare a seconda dei casi sia la dx (intanto niente legge) che la sx (noi la volevamo ma i populisti no) senza problemi.

  4. Anche una posizione (semi)seria di Bubbo mi aggraderebbe…
    Personalmente non riesco a decidermi su quale sia per me la soluzione più sensata: lo ius soli puro è indubbiamente più facile e intuitivo dello ius sanguinis (nel 1948 non è stata fatta alcuna selezione per selezionare la pura razza italiana dagli infestanti… come osiamo definirci italiani?!), ma allo stesso tempo non credo sia il massimo dare la cittadinanza al figlioletto di una texana che ha deciso di trascorrere le vacanze a Roma all’ottavo/nono mese…

    Lo ius soli temperato vorrebbe evitare queste assurdità, che non sono certamente meno bizzarre della cittadinanza al pronipote di italiani che non sa manco pronunciare “pizza”, ma cosa fa di noi italiani? La scuola frequentata? La condivisione degli ideali costituzionali? Mi sembrano questioni grandi che andrebbero affrontate più serenamente. Perché se poi vado in un qualunque campo Rom/Sinti i dubbi mi assalgono più di prima: siamo sicuri bastino le coordinate e la scuola per dirsi italiani?

  5. @unCattolico: non ho mai amato l’ipocrisia e quella cattolica meno che meno. Non ho ancora capito se vivi in una bolla oppure ci fai.

    In termini molto chiari: due genitori entrano in Italia illegalmente lei già incinta. Il riconoscimento dello status di rifugiato od immigrato clandestino va spesso per le lunghe, due anni è spesso la norma. Intanto il bambino cresce. Il periodo di riconoscinento non viene contato per il termine di acquisizione residenza. Non puoi lavorare, non puoi fare nulla. Se vieni riconosciuto hai un permesso di soggiorno temporaneo che devi rinnovare. Trovare un lavoro legale è una impresa. Il tempo passa prima fai quel che trovi, alias lavoro nero che natiuralmente non conta ai fini della residenza definitiva. Intanto il bimbo cresce ED E’ SE VA BENE CITTADINO DELLO STATO ORIGINE non italiano. Se va male è apolide come i genitori. Lavoro legale ad uno straniero minore non lo puoi dare. Se vieni adottato bene, se no ti devi inginocchiare davanti al prefetto od al suo delegato e sperare non sia un forzanuovista. Altrimenti a casa con foglio di via, e ritenti col ricongiungimento se e quando i genitori diventano residenti stabili. Auguri di buon Natale!

    • “non ho mai amato l’ipocrisia”

      Neppure io, è per questo che trovo assurdo questo appello accorato, visto che tutto ciò che riuscite a scrivere è che la burocrazia è lenta (ed è vero) e non lo sarebbe di meno se solo cambiassero le condizioni. Quindi non capisco neppure io se ci fate.

      “In termini molto chiari: due genitori entrano in Italia illegalmente lei già incinta. Il riconoscimento dello status di rifugiato od immigrato clandestino va spesso per le lunghe, due anni è spesso la norma. Intanto il bambino cresce.”

      Ma almeno hai visto le interviste del Corriere e di altri quotidiani nazionali a chi si lamenta di non avere cittadinanza? Ragazze di 25 anni africane, con mamme perfettamente integrate come operaie in Veneto. Ragazzi africani di 22 anni che sono diventati rappresentanti regionali della CGL per gli studenti delle scuole medie superiori. Ragazze ucraine che stanno per laurearsi i cui genitori non hanno mai avuto il benché minimo problema ad ottenere i permessi di soggiorno necessari.

      Sceglieteveli meglio i testimonial, se proprio volete dire che è impossibile restare legalmente qui.

      “Il periodo di riconoscimento non viene contato per il termine di acquisizione residenza.”

      Questo dove lo hai letto? Io ho letto l’esatto contrario. L’importante è dimostrare che si risiedeva stabilmente qui e quale migliore modo del mostrare la richiesta di permesso di soggiorno.

      “Se va male è apolide come i genitori.”

      Anche qui dimostri di non avere la benché minima idea dei numeri.
      Inoltre se è apolide la legge già gli consente di ottenere la cittadinanza in pochissimi anni, altro che 10.

      “Lavoro legale ad uno straniero minore non lo puoi dare.”

      Falso anche queso
      https://www.confindustriabergamo.it/aree-di-interesse/lavoro-e-previdenza/servizio-stranieri/monografie/minorenni-stranieri/minorenni-stranieri-e-mondo-del-lavoro

      “Se vieni adottato bene, se no ti devi inginocchiare davanti al prefetto od al suo delegato e sperare non sia un forzanuovista”.

      I requisiti sono ben esplitati dalla legge, come potrebbe un forzanovista interpretarli?!

      “Auguri di buon Natale!”

      Auguri anche a te! E che l’anno venturo ti porti più obiettività.

  6. io continuo a non capire cosa potrebbe succedere di male a dare la cittadinanza italiana a chi fa le stesse cose che fanno gli italiani, ma evidentemente è un mio problema.

    • Perché, non è già così? Quando la cittadinanza acquista pieno senso chi fa le stesse cose che fanno gli italiani la può richiedere e ottenere.

      L’unico vero problema è la lentezza snervante della nostra burocrazia, che però non ha alcuna correlazione con i requisiti richiesti.

  7. “Inoltre se è apolide la legge già gli consente di ottenere la cittadinanza in pochissimi anni, altro che 10.”

    Ah dimenticavo di esplicitare che i cinque anni necessari sono per i genitori, perché il figlio di apolidi è di diritto italiano. Cioè nessuno mai gli potrà negare la cittadinanza se è figlio di apolidi, indipendentemente dai casini combinati dai genitori qui o nelle loro terre di origine.

  8. a me sembra chiaro, dallo scambio di commenti sopra, che tutto sommato forse non è che la normativa attuale violi tanti principi e che si possa anche fare a meno dello ius soli. Vero è che mi sembra un tema complesso che non viene affrontato con serietà e portando tutti gli elementi in discussione come dovrebbe essere (questo emerge banalmente sempre dai commenti sopra). Resta quindi più che valido il tema del post. Anzi, secondo me dimostra proprio che è più un argomento politico/elettorale, con poca sostanza e tante parole.