l’astuto Coyote

In questi giorni ho sentito spesso per radio la pubblicità di Coyote, un servizio (?) che ti avvisa degli autovelox mentre stai guidando. L’astuto coyote (lo sapevate, vero, che in Wile E. Coyote “wile” non significa “vile”?) ha messo nel cloud l’equivalente degli sfareggiamenti che si facevano decenni fa per indicare la presenza di una pattuglia della Stradale, e cita anche una lettera ufficiale in cui si afferma che il servizio non è illegale perché non può sapere se autovelox o tutor sono in funzione, ma indica semplicemente dove sono dislocati, o meglio dove sono stati segnalati. Sarà.
(Intanto ho scoperto che li fa la Magneti Marelli, non l’avrei mai creduto. Chissà perché non lo indicano così chiaramente)

11 comments

  1. Io non so niente di questo Coyote, ma lo spirito è condiviso dalla stessa polizia stradale (http://www.poliziadistato.it/articolo/175): “La Polizia di Stato rende pubbliche le tratte stradali dove sono operativi, giorno per giorno, gli strumenti di controllo della velocità. Un modo per invitare gli automobilisti a moderare l’andatura rispettando i limiti e prevenire così gli incidenti” con a fianco i file con le ubicazioni aggiornate. E l’analogo vale per i tutor (“lo scopo è quello preventivo, per creare un deterrente contro le velocità più elevate”, http://www.poliziadistato.it/articolo/51).

    Il problema non è nei dispositivi che indicano la presenza di autovelox e tutor ma, ovviamente, in quelli che interferiscono con il loro funzionamento (http://www.sportellodeidiritti.org/notizie/dettagli.php?id_elemento=180).

    • Ma infatti presumo che chi gestisce il backend di Coyote piglia quei dati e li inserisce nella base dati. Mi stupiva solo il pompare questa possibilità, il che mi fa pensare che chi ama pigiare l’acceleratore non sia così bravo a trovare le cose su Internet e/o usare altre app al telefonino.

  2. La ditta che citi ha anche la versione app, però il senso dello stand-alone resta.
    Del resto non vuoi vincere un dispositivo stand-alone per fare una piccolissima parte delle cose che fa il pc? E la rete brulica di progetti raspberry per oggetti simili, tutti markettati come “anti-distrazione”.
    Comunque ci sono nazioni che vietano le info sui radar, ma la più parte ha l’approccio che riporta Daniele, quindi non c’è bisogno di nascondersi ovunque.

  3. Ah, ma il dispositivo standalone mi costringe a fare quell’unica cosa, è questo il punto! (al momento uso il vecchio Zaurus, ma la batteria dura troppo poco e non ne trovo più di ricambio)

      • Vero. Se compri il pacchetto Autovelox (che costa davvero una sciocchezza) il Tomtom ti avvisa di quelli fissi – ovviamente, purtroppo, non di quelli messi all’agguato dietro un cespuglio per fare cassa a spese degli automobilisti – in tutta Europa.

        • “quelli messi all’agguato dietro un cespuglio per fare cassa a spese degli automobilisti” che non rispettano i limiti e poi piangono quando li beccano….

          • dipende. Per fare un esempio, viale Cesare Battisti a Monza (quello che finisce contro la Villa Reale) aveva sempre avuto un limite di 70 all’ora, perché le carreggiate automobilistiche sono separate dalla parte ciclopedonale con un filare d’alberi. Quest’anno hanno abbassato il limite a 50 all’ora e contestualmente aggiunto un autovelox. Direi che è un po’ difficile dire che le due cose non siano correlate tra di loro e indipendenti da un’effettiva velocità di sicurezza… (No, non ho preso nessuna multa, quindi non mi lamento pro domo mea). Ben vengano gli agguati in posti davvero pericolosi dove i limiti indicati sono seri e non apposti per far cassa.

  4. Rammento che -saranno passati vent’anni- la stessa Magneti Marelli aveva installato una serie di antenne che dovevano avvisare dei punti pericolosi sulla rete stradale. L’automobilista comperava un apparecchietto, che suonava nei pressi di questi punti ove si riscontravano frequenti incidenti. La cosa ovviamente andò in vacca, dato che non si capisce come pensassero di finanziare la manutenzione dei trasmettitori.

    • Si chiama ripetizione dei segnali in cabina ed è una cosa molto utile per i treni.
      Avere un sistema che sul cruscotto ti segnala un limite di velocità piuttosto che autovelox fisso, piuttosto che tratti pericolosi può essere molto utile.

      La legge che dice di mettere il cartello prima dell’autovelox fisso o mobile, per me è sbagliata perchè non dice quale sia il limite di velocità. Secondo me se c’è un velox deve esserci prima un cartello visibile e leggibile prima delle dimensioni regolamentari e rotondo.

      Con la tecnologia di adesso, nelle autostrade si potrebbero installare dei Bluetooth beacon che avvertno di problemi, specie d’inverno e con la nebbia. Sulle strade a pedaggio il problema finanziamento è risolto.