La tabaccheria Mory Cry e la cresta sui francobolli

Stamattina mi è capitato di dovere acquistare un francobollo. A volte succede ancora. Lasciati a scuola i bambini, mi fermo alla tabaccheria Mory Cry di piazzale Maciachini 10 a Milano e chiedo se hanno francobolli da lettera. Avendone dovuto comprare uno quest’estate per una cartolina che Cecilia ha spedito, sapevo due cose: (a) il francobollo costa 95 centesimi; (b) non c’è più scritto il prezzo ma solo una lettera B, immagino per semplificare i successivi aumenti. Bene: la tabaccaia me l’ha fatto pagare un euro dicendo che il prezzo era quello.

Ovviamente, per il punto (b), non ho potuto verificare la cosa al volo. Però tornato a casa mi sono connesso al sito delle Poste e ho verificato che il prezzo non è affatto cambiato.

È chiaro che avere pagato un francobollo cinque centesimi di troppo non mi cambia la vita. È anche chiaro che per il numero tipico di francobolli venduti in un anno cinque centesimi di cresta su ciascun francobollo non cambia loro la vita. Ma come dice il vangelo (Lc 16,10) «Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto» e io non ci sto a essere preso per i fondelli così. Potete stare certi che quel tabaccaio non mi vedrà più, e non certo solo per i francobolli.

6 comments

    • È molto peggio di così. Io spesso compro le sigarette per Anna 🙁 (e ovviamente non le comprerò più lì, cosa che facevo per la comodità legata alla vicinanza della scuola dei giovyni)

  1. Mi hai fatto venire il dubbio se anche qui in Svizzera i francobolli avessero il valore stampato. Veloce controllo e sì, hanno ancora il valore stampato anche se espresso inesorabilmente in centesimi, ma va be’

    Tornando in tema io trovo opinabile già il fatto di prevedere un francobollo da 95 centesimi che appunto nella vita reale si trasforma in un costo di 100 centesimi vuoi perchè io odio le monetine e lascio centesimi ovunque vuoi perchè appunto il commerciante ci fa la cresta, comportamento che resta ovviamente scorretto.

    Fossi in te comunque andrei a dire al tizio del tabacchino, possibilmente davanti ad altri clienti, che non ci si comporta così.

  2. Fai bene a non andar più da quel tabaccaio.
    Il problema del cambio di tariffe effettivamente può essere risolto col sistema adottato in Italia, ma trovo più interessante quello in uso in Spagna: un nastro di francobolli , stampati con il disegno voluto, alimenta una piccola stampante che imprime al momento il valore occorrente, a seconda della tariffa da applicare all’invio in quel determinato giorno. Insomma, la tariffa viene cambiata nella macchinetta stampante direttamente dall’impiegato di Correos. Un sistema analogo viene usato per i tesserini degli autobus di linea: si compra un Bonobus di un determinato valore da cui a ogni viaggio viene detratto il costo della corsa, variabile a seconda del tragitto. Quando la tariffa cambia non occorre cambiare il tesserino, semplicemente verrà detratta a ogni corsa una cifra diversa. Mi pare che questi metodi consentano un risparmio di materiale.