L’utilità dei bagnini

Ieri eravamo in spiaggia, io e Anna sulle sdraio e il duo sugli scogli del frangiflutti, a una trentina di metri dalla spiaggia. Per un po’ se ne sono stati a disturbare un povero pescatore, poi sono scesi più in basso. A un certo punto sento degli alti lai con una voce che riconosco: era Jacopo che strillava come un ossesso perché era scivolato e si era ferito al torace (nulla di profondo, solo tanta scena come si vede dalla foto). Io non sarei stato di nessun aiuto, ammesso che fossi riuscito a nuotare fino a là, così Anna è andata a prenderlo e a convincerlo a rientrare nonostante il dolore dell’acqua salata sulla ferita: dopo un po’ si è scocciata, è ripartita e il giovyne l’ha seguita mesto a ruota. (Non preoccupatevi, oggi era di nuovo in acqua).

In tutto questo è brillato il ruolo del bagnino. Non dico che sarebbe dovuto andare lì, in fin dei conti c’era mia moglie. Ma magari chiedere se c’era bisogno di qualcosa, una volta che sente le urla di qualcuno, magari sì (la sua postazione era alla nostra stessa distanza). Invece niente di niente. A che diavolo servono allora?

3 comments

  1. Se invece di Jacopo fosse stata una bella figliola tettuta avresti capito a cosa servono 😉

  2. Nella spiaggia dove sono stato, i bagnini erano presenti solo in alcuni orari, e solo nella spiaggia “privata”. Non si sono mai azzardati nemmeno a guardare la spiaggia libera.

    L’unica cosa che posso immaginare è che gli scogli non facciano parte della spiaggia a cui i bagnini sono assegnati. Probabilmente ogni giorno vedono bambini con quel tipo di ferite superficiali, e le ignorano.

    Rapida ricerca su Google: la Stampa, solo gli stabilimenti hanno i bagnini: http://www.lastampa.it/2017/05/18/edizioni/savona/spiagge-libere-mancano-i-bagnini-vBuFXzk0DNO2km7aFogABM/pagina.html

    • @IB : siamo in uno stabilimento, il bagnino è quello dello stabilimento ed eravamo nel pieno del suo orario di “servizio”.