Automobilismo (e motociclismo) milanese

Un paio di settimane fa stavo portando i gemelli al centro estivo. Abbiamo preso il tram, siamo scesi alla nostra fermata in mezzo a viale Marche, ho aspettato che le auto che stavano sfrecciando incuranti delle strisce pedonali con relativi pedoni passassero e ho cominciato ad attraversare. Peccato che un’auto che era inizialmente a una certa distanza abbia continuato ad andare avanti per diritto divino. A questo punto ho mandato indietro i bimbi e spinto in avanti la mia borsa, sfruttando l’istinto che fa deviare qualcuno quando vede qualcosa muoversi. In realtà la borsa ha colpito lo specchietto dell’auto: è vero che ho le braccia lunghe, ma non così lunghe, quindi potete immaginare a che distanza mi è passata. Il conducente si è fermato, ha inveito dicendo che gli avevo scassato l’auto (non è vero, ho controllato) e che non me ne dovevo andare via perché chiamava i vigili. Benissimo, ho detto io, e li ho chiamati a mia volta, lasciando intanto i bimbi a una mamma che stava portando al centro la sua figlia. Erano le 8:40, ho segnalato tutta la cosa, confermando che non c’erano feriti, e mi sono messo ad aspettare (avere un ebook nel furbofono aiuta sempre molto).
Alle 10:20 il tipo chiama immagino di nuovo i vigili, sento qualcosa tipo “andare in centrale?”, poi chiude e se ne va. Dopo qualche minuto ritelefono allo 02.02.08, aspetto dieci minuti prima di prendere la linea, e comunico di annullare la chiamata, per mancanza dell’interlocutore. D’altra parte quello è lo stesso incrocio dove un’altra volta un motorino si è fatto tutta la pista ciclabile, lamentandosi perché io poi ho messo la freccia all’auto e ho svoltato (ero abbastanza oltre di lui per non farmi tamponare, non preoccupatevi).

One comment

  1. da quello che si legge in giro ti è andata anche benissimo tutte e due le volte. Un pirla, c’era sul giornale oggi, non pago dopo una lite con due motociclisti, si è messo a inseguirli e speronarli e la ragazza sulla moto alla fine è morta.