non è Tempo di Libri

Dopo il flop di quest’anno, l’AIE ha pensato bene di rivedere Tempo di Libri, la fiera della (grande) editoria nata per soppiantare il Salone del libro di Torino ma senza i risultati attesi. La data è stata anticipata ai primi di marzo (dall’8 all’11), pare che la sede non sarà più Rho ma il Portello (tanto da Torino la gente non arrivava comunque…) e soprattutto c’è stato il tentativo di fare fronte comune con Bookpride, la fiera dell’editoria indipendente che si tiene al BASE sempre a marzo, l’anno prossimo dal 23 al 25. Ma quest’ultima possibilità è stata rimandata seccamente al mittente, leggo sul Corriere.

Onestamente non comprendo il “rammarico” di Odei per la quasi sovrapposizione delle due iniziative, che mi sembrano completamente diverse. Ammetto di non essere andato a Tempo di Libri, ma a Bookpride ci ho fatto un rapido giro sfruttando la giornata in cui ero a casa in solidarietà e – a parte tutti quelli che chiedevano soldi, Save the Children, Unicef, MSF, Emergency e mi pare un altro – la struttura era molto più egualitaristica. Tutt’al più mi potrei lamentare della difficoltà di sapere a priori di cosa si occupa ciascun editore per concentrarmi sui più interessanti per me; Tempo di Libri nasce pensando soprattutto ai grandi editori. Ma proprio per questo mi risulta incomprensibile la volontà dell’AIE di “fare sinergia”, diciamo così: a me sembra più un accerchiamento nei confronti del povero lettore.

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