Free floating bike sharing

Il titolo di questo post batte ogni record, visto che non ha una parola in italiano. In pratica significa “condivisione di biciclette a flusso libero”, un po’ come capita oggi con il car sharing (sempre inglese è…) dove non devi lasciare il mezzo in un posto specifico dopo che l’hai usato. A quanto pare, il comune di Milano ha lanciato un bando, più o meno scopiazzato da quello che aveva fatto a fine maggio il comune di Firenze.
Ora voglio vedervi a pedalare con una bicicletta di 30 kg (limite massimo indicato nel bando), ma soprattutto voglio vedervi ad avere ancora non si sa quante app sul telefono – la bicicletta si sbloccherà solo così – e fare una serie di micropagamenti a non si sa quante aziende che decideranno di offrire il servizio, tralasciando il discorso che vediamo già con le automobili della transumanza. Insomma, siamo sicuri che sia così una buona idea?

5 comments

  1. A onor del vero qualcosa di simile la fanno le ferrovie tedesche da anni, e funziona bene. Il problema reale, come dici anche tu, è la proliferazione di app: forse si potrebbe tentare di far consorziare le città italiane?

    • Io vedo già tanti camioncini di BikeMi che portano bici avanti e indietro. Con un free floating temo sarà ancora peggio (almeno le auto occupano molto spazio. E come fai a vedere se qualcuno ha messo la bici dentro un cortile condominiale?)

  2. Più che altro, essendoci già un servizio simile “monopolista” (le bici gialle), la vedo dura, per un concorrente,, riuscire ad andare in pari

    • da un lato c’è la possibilità di ampliare il bacino (la mia zona è una delle pochissime oltre la cerchia della 90-91 con delle stazioni, cosa di cui sono molto felice ovviamente), dall’altra potrebbero puntare sui pedalatori occasionali, anche se continuo ad avere dei dubbi perché a quel punto mi spendo un euro e mezzo per un biglietto dei mezzi.

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