Elezioni amministrative 2017 (primo turno)

Come sempre, io non riuscirò mai a capire nulla di politica, però mi diverto a commentare i risultati delle elezioni. Cosa è successo a questo giro? Beh, tante cose. Abbiamo per esempio scoperto che M5S non riesce più, almeno a livello locale, a coagulare i voti di protesta, quelli che ancora l’anno scorso avevano permesso loro di andare ai ballottaggi e poi vincere sfruttando il “voto contro” (l’eccezione era stata Roma: ma lì Paola Taverna aveva capito tutto quando sbottò che c’era un complotto degli altri partiti per perdere e lasciare governare loro). In assoluto i voti al M5S, almeno nei grandi comuni, sono comunque ancora parecchi: forse il caso più interessante è quello di Genova, dove il candidato ufficiale ha preso il 18%, il transfuga dopo cinque anni di consiglio il 5% scarso e la ex M5S che aveva vinto le comunarie ma era stata sconfessata dal Vate si è fermata all’1%, dimostrando come nonostante tutti questi anni M5S non sia ancora riuscito a creare una classe politica votabile dai simpatizzanti, che si limitano a mettere la crocetta sul simbolo. L’unica eccezione è stata Parma, con Pizzarotti che ha mostrato come affrancarsi conviene.

I non-voti al moVimento sono finiti in parte tra gli astenuti e in parte al centrodestra, che essendosi spesso presentato unito ha surclassato il centrosinistra; vedremo ai ballottaggi, ma secondo me le cose resteranno così. All’interno della destra la Lega poi surclassa Forza Italia, ma quello probabilmente lo sapevamo già. In definitiva, possiamo ora stare certi che non ci saranno elezioni anticipate, e secondo me non si cambierà nemmeno legge elettorale: alla fine il Consultellum farà schifo, ma è il più sicuro per tutti 🙂

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