altro che inflazione zero

Tre anni fa avevo scritto dell’aumento del 26,9% del prezzo del caffè alla macchinetta. Ieri c’è stato un altro aumento, da 33 a 36 centesimi che è un po’ più del 9%, e questa volta senza neppure la scusa dell’aumento dell’IVA (che ci sarà l’anno prossimo… e non penso questo aumento sia per portarsi avanti col lavoro).

Ma quello che è peggio è che tale aumento non è stato annunciato in nessun modo, se non con un adesivino a coprire i prezzi vecchi in una zona che non è guardata da nessuno. Magari speravano che la cosa passasse inosservata…

7 comments

  1. Cedo che bisognerebbe aggiungere una nota ai libri di economia: “L’inflazione percepita non è mai nulla”, anche per rassicurare chi sta facendo tantissimi sforzi per far aumentare l’inflazione.

    • l’inflazione è una media, come tutti dovrebbero sapere, e nel paniere ci sono sempre beni che calano di prezzo (spesso mi sa che li mettano apposta). Però anche limitandoci agli alimentari non credo che il costo del caffè sia aumentato tanto da giustificare questi aggiornamenti, anche perché le cialde che prendo al supermercato non hanno mica avuto questa impennata.

      • Vero, ma l’inflazione percepita varia sulla base dei prodotti che consumi tu, non sui panierini che riguardano l’inflazione calcolata (altrimenti la mia frase per il libro di economia potrebbe essere errata).
        Se non consumo i prodotti del panierino considerato, quali che siano, e sale il prezzo di quelli che consumo io (solito esempio con i diavoletti di Cartesio che molti stranamente non acquistano abitualmente) l’inflazione percepita da me cresce.

        Per altro in una società individualista il dato sui consumi medi, o semplicemente di un altro, non ha nessun interesse. Ma questo me lo tengo per il libro di sociologia, non per quello di economia 🙂

        Invece la relazione tra prezzo delle materie prime e prezzo al consumatore di un bene è già ben nota. Senza considerare che alla macchinetta compri un servizio e non dei frutti in cima all’albero.

        • “solito esempio con i diavoletti di Cartesio che molti stranamente non acquistano abitualmente”

          Io invece non mi capacito della scelta di Ferrero di non commercializzare i Giotto in Italia (quantomeno in quella centrale): secondo me venderebbero molto piú dei Mon Cheri e dei Raffaello messi assieme…

      • Nel prezzo di un caffé alla macchinetta c’è anche il costo del tipo che la rifornisce ed in taluni casi anche il costo dell’affitto che la ditta fa pagare all’esercente. Basta che sia aumentato uno di questi ed il prezzo sale.

  2. 33 centesimi ?
    Voglio venire anche io ! Da noi, minimo 70 (ASL Bologna)

    • 70 centesimi è il prezzo alla macchinetta in piscina (che sabato tra l’altro non aveva nemmeno caffè, ma mica lo diceva: per fortuna che prima di mettere i soldi ho schiacciato il pulsante per verificare). Ma non avete un prezzo differenziato tra chiavetta per i “locali” e monete per gli avventizi?