Aggiunte improprie

Ho scoperto in questi giorni che un paio di mesi fa papa Francesco ha aggiunto una nuova opera di misericordia (sia corporale che spirituale): la cura dell’ambiente. Occhei, il testo è un po’ contorto (“Mi permetto di proporre un complemento ai due tradizionali elenchi di sette opere di misericordia, aggiungendo a ciascuno la cura della casa comune”), ma il concetto è quello.

Bergoglio ha un precedente illustre: nel 2002 Giovanni Paolo II aggiornò il rosario definendo i misteri della luce. Sembra insomma che questo modificare la parte paraliturgica sia diventato una moda. Però lasciatemi fare per una volta il Magister e lamentarmi. Il fatto che le opere di misericordia siano sette più sette ha un significato specifico: sette è infatti per i cristiani il numero del mondo (dato dalla somma di tre per Dio più quattro per l’uomo: vedi per esempio le virtù teologali che sono tre e le cardinali che sono quattro). Se ne metti un’ottava sballi tutta la simbologia, il che – ci crediate o no – è una parte importante del cattolicesimo. Insomma, va benone ricordare che l’ambiente è da considerare, ma non lo si poteva fare diversamente?

8 comments

  1. Consideriamo che nel Vangelo le opere di misericordia corporale sono sei, e la tradizione ha aggiunto la settima per far cifra tonda. A quel punto una in più che sta nel mezzo consente di arrivare a quindici in totale, che è numero idoneo e fortunato.

    • il problema è che – almeno nell’articolo di Avvenire, che però insomma è un po’ più valido di Libero su questi temi – ne ha aggiunte due, declinandole diversamente.

      • Ma a me leggendo il medesimo articolo sembra che conti per una, non per due.

        • cito:

          Il messaggio si conclude con l’indicazione di compiere una “nuova opera di misericordia” verso il creato: “spirituale” – suggerisce il Papa – che si può realizzare fermandosi in “contemplazione riconoscente del mondo” e “corporale”, attuando invece “semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo” per “costruire un mondo migliore”.

          A me sembrano due: la parte contemplativa (quindi spirituale) e quella attiva (corporale).

          • Concordo con mfisk: bisogna davvero arrampicarsi sugli specchi per considerarla anche opera di misericordia spirituale. È una sola e sarà molto difficile peraltro che entri nel nuovo Catechismo, quando uscirà chissà tra quante decadi.

            Non ho letto l’articolo, ma i Misteri Luminosi erano stati introdotti con Lettera Apostolica (che è uno dei piú importanti documenti papali magisteriali), mentre questa ottava opera a quanto ho capito è stata introdotta da un semplice messaggio papale, che non è mai Magistero.

            La forma del messaggio per la Santa Sede è anche sostanza.

  2. *UNA* “nuova opera di misericordia” verso il creato. Del resto anche Dio è uno, seppur trino.

  3. non ne possono eliminare una? Nessuna è “datata”? Intendo: così come, dopo 2mila anni fa, si è creata una esigenza nuova, sarebbe blasfemo considerare datata, per esempio “Sopportare pazientemente le persone moleste”, che duemila anni fa mica c’erano la possibilità odierne di essere molesti (per esempio, suppongo, questo post verso i cattolici più ortodossi, perché cerca di mostrare una contraddizione: se la Bibbia è “omnicomprensiva”, non c’ì bisogno di aggiornarla; ma se c’è bisogno di aggiornarla, non si vede perchè aggiornarla solo “aggiungendo” e non “togliendo”, visto che cose da togliere ce ne sarebbero assai)

    • Per un cattolico la Bibbia (che non è parola di Dio come il Corano ma parola ispirata da Dio) è per definizione letta attraverso il magistero, quindi il contenuto resta ed è la sua spiegazione che cambia. Le opere di misericordia però non sono Bibbia, e almeno in teoria potrebbero essere modificate. Però qui ci vorrebbe un teologo, la cosa è oltre le mie conoscenze.