Bernardo Caprotti

Se si fa una ricerca su Caprotti qui sul mio blog ritornano altri 21 risultati. Non si può insomma dire che non abbia mai parlato del patron di Esselunga, morto oggi a quasi 91 anni: immagino di tumore, ne parlò un anno e mezzo fa. D’altra parte era facilmente immaginabile che la notizia di alcune settimane fa sulla nomina di un advisor per vendere Esselunga fosse legata a un peggioramento delle sue condizioni, anche se non credevo così improvviso.

Il punto è che Caprotti ha avuto un solo pensiero nella vita: far funzionare i suoi punti vendita come voleva lui. Ha fatto fuori – nemmeno tanto metaforicamente, c’erano ancora cause giudiziarie in corso – i figli di primo letto, nonostante a un certo punto avesse pensato di passare la mano al primogenito Giuseppe. Le lotte contro la Coop, comprese di libro scritto all’uopo (Falce e Carrello) e di sua condanna per diffamazione alcuni mesi fa, sono ben note. I suoi buyer erano delle belve, e se qualche fornitore non era d’accordo lui non ci pensava un attimo a togliere i loro prodotti dagli scaffali. D’altra parte i prezzi di Esselunga sono sempre stati assolutamente concorrenziali e la mia impressione è anche che ai dipendenti chiedesse molto ma offrisse più di altri concorrenti. (Ah, se qualcuno si ricorda della storia della cassiera che se l’era fatta addosso perché non aveva potuto chiedere una pausa, segnalo come la storia è poi finita.) Chissà che succederà adesso ai suoi supermercati.

3 comments

  1. Non solo prezzi concorrenziali, anche qualità eccellente della merce

  2. Caprotti era una figura interessante, anche se contraddittoria. All’esselunga però dovrebbero spinare meglio il pesce. Io vado sempre a farmelo preparare proprio al banco pescheria e non lo prendo dalle vaschette per quel motivo.