pesci d’aprile

Il meme Facebook del primo aprile di quest’anno – anzi, per essere precisi, del due aprile – è stato “È terminata la giornata dove tutti controllano le notizie per capire se sono vere oppure pesci d’aprile”. La cosa mi ha fatto pensare. Questo dovrebbe significare che tanta gente saprebbe ancora usare il cervello e valutare una notizia. Poi magari sbaglia la valutazione, ma nessuno è perfetto 🙂
Ecco. Perché negli altri 364 giorni (quest’anno 365) non fanno la stessa cosa? È semplicemente perché non vogliono stancarsi troppo?

7 comments

  1. E’ che non è facile verificare le notizie.
    Ad esempio ho letto su tutti, ma tutti tutti, i siti “tecnici” che un governo avrebbe firmato un’accordo con una società privata che dovrebbe prevedere un significativo investimento. Ma il testo dell’accordo non l’ho trovato da nessuna parte.
    Potrebbe essere uno scherzo, anche perché chi licenzierebbe 300 persone oggi per investire 135 M€ domani per fare ricerche sugli anziani in una nazione che “is known for its commitment to health and wellness” da chiunque viva altrove???
    Potrebbe anche essere tutto vero ma nessun sito sembra aver voluto o potuto mettere un misero link.
    E allora, che verifichi?

    • ah, ma quella è facile. Tutte le volte che leggi “è stato firmato X” e non ci sono immagini della firma, l’ipotesi più semplice è che ci sia stato un possibile accordo che FORSE in futuro sarà effettivamente firmato.

      • Il 90% delle volte non ci sono immagini del momento della firma. E delle volte che ci sono, un numero notevole di queste sono false, delle comparsate fatte per le telecamere su pezzi di carta che NON sono i contratti originali, firmati prima e custoditi in cassaforte.

        Per essere precisini, prima vengono firmati dei MoU (Memorandum of Understanding) oppure degli accordi non vincolanti per le parti ma la cui firma è vincolo legale alla sottoscrizione di un contratto successivo che può emendare o precisare alcune clausole del contratto precedente che si suppone sia luogo di contenzioso fra le parti. Un contratto di oggidì è composto da centinaia di pagine di legalese, e la cui stesura occupa studi interi per settimane. La firma (o meglio le firme) sono l’ultimo passo di una complessa catena con molti anelli, ognuno dei quali richiede una “firma”. Il “possibile accordo” cui ti riferisci è uno di quei anelli, che come in una vera catena sono uno vincolato al precedente, e si accetta l’ultimo si valida tutta la catena precedente. Il problema è arrivare a definire l’ultimo anello ;).

        Prova un poco a verificarmi una roba del genere…solo chi c’è dentro sa tutto, gli altri…mah

  2. per me è inutile perdere tempo correndo dietro alle notizie che vengono date dai mezzi di informazione principali, sia per verificarne la veridicità, sia per commentarle. Io preferisco non leggere giornali, non guardare televisioni, non ascoltare radio, non visitare siti informativi e limitare le mie letture a un selezionato set di fonti specifiche, per lo più specialistiche e/o peer reviewed. Essere overfittato sull’attualità fa perdere oltre al tempo, anche la “big picture” e si è soggetti alla manipolazione di chi ha la capacità e il potere di influenzare quello che deve essere all’ordine del giorno. Per esempio, non voglio sapere niente su notizie del tipo “A ha ucciso B (forse)”, al massimo dammi le statistiche degli omicidi alla fine dell’anno e nel frattempo non rompermi man mano che i singoli eventi accadono. Stesso vale per le dichiarazioni di X, ma chi sei per dovere stare a sentirti? hai 512 cervelli messi secondo un grafo ipercubico a nove dimensioni? no, di solito chi dichiara per mestiere ne ha uno solo e pure in uno stato di grave deficit di ossigeno. Preferisco evitare il meccanismo: 1. X dice la cazzata; 2. Reazioni indignate; 3. Ok, però ha rotto il muro dell’ipocrisia e sotto sotto ha ragione; 4. decadimento esponenziale di commenti vari, in oscillazione smorzata dei punti 2 e 3; 5. dimenticatoio; E via in loop. Se sovrapponiamo questi “segnali” otteniamo solo rumore. La vita è troppo breve per passarla ad assorbire rumore.

    • Oberfittato? Big pitture? !

      “Come parli?! Le parole sono importanti!” (Cit.)

      Non è un’incommensurabile e indiscutibile perdita di tempo anche leggere un qualsiasi blog personalistico? Leggo qua e là quando ho tempo e voglia, cercando di ricordarmi che sto perdendo tempo, perché talvolta ci si fa trascinare dal sesso degli angeli (che per me può essere un vero e proprio letteralismo, nel senso che a me possono interessare temi teologici, che i piú ignorano, per altri possono essere giochini matematici, nuove tecnologie e nuovi software, beghe burocratiche quotidiane et cetera ad libitum).

      L’unica (mia, o meglio Sua rivelata) certezza è ricordare che saremo giudicati sull’amore 🙂

      • mi dispiace, non so se esista una buona traduzione di overfitting e overfitted, sono termini statistici che si usano in riferimento a un modello di supervised learning (regressione o classificazione) per indicare che il modello aderisce bene ai dati con cui è stato costruito, ma perde di vista l’andamento generale (“big picture”). La cosa è molto più chiara con un’immagine (http://i.stack.imgur.com/0NbOY.png).

        Cerco di selezionare i blog che leggo in modo che facciano da filtro tra me e il rumore, senza che siano essi stessi sorgenti di rumore. Sono fonti di ordine secondo o superiore, così se succede qualcosa di veramente rilevante lo verrei comunque a sapere.

  3. Grazie per la cortese spiegazione che sinceramente non mi aspettavo, essendo il mio un commento ironico.

    Just my two cents: da una rapida googlata si trovano come traducenti di entrambi “eccesso di ottimizzazione” e “visione d’insieme”, che – come ogni traducente – saranno limitativi, ma tant’è.