Monthly Archives: October 2017

È morto Corrado Böhm

Il mio primo esame universitario di informatica fu Teoria e Applicazione delle Macchine Calcolatrici (TAMC per gli amici), in versione ultrateorica perché (a) ero a Pisa (b) era la versione per matematici. In realtà di risultati teorici non è che ce ne fossero molti a disposizione: l’unico “teorema” che mi ricordo aver visto fu quello di Böhm-Jacopini, che in parole molto povere dice che si può programmare senza usare il GOTO. Da buon studente ingenuo immaginai che gli autori fossero informatici americani e giusto il secondo fosse di lontane origini italiane; grande fu il mio stupore quando scoprii che invece erano italianissimi.

Corrado Böhm è morto ieri, alla bella età di 94 anni. Andando a leggere la sua biografia ho scoperto che a parte il teorema in questione ha fatto tantissime cose (compreso un periodo di lavoro all’Olivetti degli anni ’50…) e che la sua tesi per il Ph.D. consistette nella definizione di un linguaggio di programmazione (nel 1951, ben prima che qualcuno definisse il FORTRAN…) e soprattutto che descrisse un compilatore per quel linguaggio scritto nel linguaggio stesso!

Böhm è stato insomma una delle pochissime persone che ha contribuito a far diventare l’informatica una scienza e non solo un’arte (come del resto continua a essere, come ben sa chi ha almeno una volta scritto del software).

Ada Lovelace Day [PILLOLE]

Oggi è l’Ada Lovelace Day, nato per celebrare e promuovere il lavoro delle donne nelle materie STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica: in inglese è Engineering, da cui la E). La data non ha nulla a che fare con quella di nascita della contessa, che è il 10 dicembre, e neppure con il fatto che 10/10 è una bella data binaria :-); in effetti è una ricorrenza mobile.

Vi segnalo questo link a Plus Magazine con le interviste ad alcune matematiche.

Un dado dispari

D’accordo, il gioco di parole con l’inglese (“an odd die”) si perde, ma tanto non serviva per rispondere al quesito. Immaginiamo di lanciare un dado (normale, a sei facce) fino a che non si ottiene 1. Qual è il valor medio del numero N di lanci effettuati (compreso quello finale che ha dato 1), condizionato dall’evento che tutti i risultati siano stati numeri dispari?

Il problema sembra semplice. Se i risultati sono stati tutti numeri dispari, è come se avessimo un dado con tre facce. La probabilità p1 di terminare al primo lancio è 1/3, e in questo caso il valore è 1; altrimenti si ricomincia da capo con un lancio in più sulle spalle. In formule, E[N] = 1·(1/3) + (1+E[N])·(2/3) da cui E[N] = 3. Insomma, il valor medio è tre lanci. Giusto? No, sbagliato. (Ci sono cascato anch’io quando l’ho visto, ve lo dico subito. O meglio, diciamo che non ho dato nessuna risposta perché sentivo che c’era un trabocchetto)

Continue reading Un dado dispari