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RELAX: Testamento tricologico

Ho deciso. Vado dal notaio, e deposito il mio testamento tricologico. Rispetto a molti altri maschi, sono fortunato: potrei rasarmi i capelli a zero con l’unico motivo che mi piacciono, e non per coprire (si fa per dire) una calvizie incipiente; e i miei capelli bianchi crescono sempre più, ma sono ancora relativamente pochi. Però sono trent’anni che quando passo le mani tra i capelli me ne rimane sempre qualcuno attaccato, e la cosa non mi piace per nulla. Avrò anche circa 100000 capelli, ma devo iniziare a pensare anche a loro.

D’altronde quei capelli sono stati una parte di me, fors’anche la parte migliore. Hanno diritto a una collocazione meno ria dello scarico del lavandino – che poi mi tocca anche usare l’idraulico liquido. Sono conscio della difficoltà di trovare una soluzione ai problemi etici che un testamento tricologico pone: primo di tutti, andare dal barbiere può definirsi eutanasia? è lecito usare una macchinetta nella quiete di casa propria, oppure è sempre necessario che un terzo vigili sulla corretta applicazione dei protocolli? esiste una lunghezza minima garantita per definire lo status di capello? i peli della barba possono essere oggetto di una regolamentazione civile che li parifichi, oppure una simile norma verrebbe bocciata come anticostituzionale perché contro l’articolo 3? Ma confido nelle capacità del nostro Parlamento di trovare un accordo bipartisan per riuscire finalmente a dare una risposta che potrà presa ad esempio da governi e popoli di tutto il mondo.

In fin dei conti ho sicuramente un supporter d’eccezione: il nostro Presidente del Consiglio.

RELAX: il diciotto luglio…

18 luglio 2006: Ludo comunica di avere preparato una classifica dei primi cento blog italiani, e invita chi vuole a iscriversi, per ottenere dati più acculturati.

18 luglio 2007: la classifica di BlogBabel viene compulsata da qualche migliaio di blogger, e sfruttata dai media online per scoprire chi sono “i più importanti blogger italiani”. Ludo elimina man mano gli indicatori d’uso diversi dai link ad altri blog.

18 luglio 2008: dopo alcuni mesi di sosta, BlogBabel riparte più nuova che pria. Da mezzanotte alle 9.42 si verifica un blocco delle connessioni internet in Italia, inizialmente creduto essere un attacco DDoS ma in seguito valutato più correttamente come tentativo di connessione al server BlogBabel. Ludo comunica che da oggi occorre fare richiesta esplicita per entrare in classifica.

18 luglio 2009: si scopre che Silvio Berlusconi consulta tutte le mattine la classifica di BlogBabel per verificare la posizione del blog di Mara Carfagna. L’Espresso e Panorama pubblicano settimanalmente la classifica Top20 e le nuove entry. Ludo mette a disposizione dei blogger un bookmarklet da inserire nel proprio sito per migliorare l’attendibilità della classifica, che ormai raccoglie 20000 blog.

18 luglio 2010: si viene a scoprire che Ludovico Magnocavallo ha silenziosamente acquistato alcuni dei siti di classifiche blog, e fornisce loro i dati secondo diverse viste, “per migliorare la visibilità globale della classifica BlogBabel e raggiungere anche alcune nicchie in precedenza trascurate. Il governo ventila la possibilità di una tassa sui blog, basata sulla classifica di BlogBabel.

18 luglio 2011: la proposta di nazionalizzazione dei blog ha portato a una serie di sollevazioni di piazza e ad elezioni anticipate, vinte con larga maggioranza dal nuovo partito Comunicazione Blog. Il suo leader, dottor Ludovico Magnocavallo, ha varato un programma di unità nazionale per aumentare la capacità del Paese di superare il digital divide. BlogBabel raccoglie 150000 blog, e il trend di crescita è costante.

18 luglio 2012: convertito in legge il Decreto Garzilli sull’alfabetizzazione informatica: ogni cittadino al di sopra dei 15 anni è tenuto ad avere un blog e a postare almeno una volta la settimana. Una Commissione Permanente, presieduta ad honorem dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Cavaliere Ludovico Magnocavallo, verificherà lo Stato dei Blog Nazionali e inviterà i più meritevoli a iscriversi a BlogBabel.

18 luglio 2013: con un post a blog unificati, S.E. il Cavaliere Ludovico Magnocavallo comunica che a partire da oggi per accedere a una qualsivoglia carica pubblica occorre essere iscritti a BlogBabel. “Abbiamo ormai raggiunto i due milioni di iscritti, e chiunque non intenda misurarsi con la parte più sana della nazione non ha alcun diritto di pretendere di servire la cosa pubblica”. Appaiono i primi commenti antiBlogBabel, firmati dalle sedicenti “Brigate PTWG”.

18 luglio 2014: il Parlamento è stato sciolto, e sostituito dall’Assemblea dei Blog. Tolta l’iscrizione a BlogBabel a beppegrillo® e Antonio Di Pietro, in seguito a una serie di post ritenuti antiblog. S.E. l’Illuminato Cavaliere Ludovico Magnocavallo assicura che le ronde di polizia che controllano il posting quotidiano obbligatorio hanno ricevuto istruzioni di non usare la forza contro i renitenti, “se non in casi estremi”.

18 luglio 2015: truppe svizzere sono entrate nelle principali città italiane, “per evitare che la crisi che ha colpito l’Italia continui a mietere vittime”. Pacchi di cibo sono consegnati ai superstiti, che si mettono mestamente in coda. L’unica forma di comunicazione rimasta, dopo la distruzione delle fibre ottiche e dei ponti radio, sono rimasti i fogli di carta. Non si hanno più notizie di Magnocavallo, dopo il suo ultimo videopost in cui invitava la popolazione a resistere contro i mestatori.

L’intercettazione fasulla di La Privata Repubblica

Per chi si fosse perso il post che ha fatto arrabbiare Berlusconi, Confalonieri e persino Ghedini, eccovelo qua.

Non che sia chissà che, ma la censura non è mai una cosa bella.

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