Orwell Y2K #13: Com’è difficile trovare le parole giuste!

Premessa: le immagini non sono mie, ma le ho prese da ByteLiberi, che è stato molto più sveglio di me a salvare il tutto.
 
Contesto: oggi è stata pubblicata la sentenza del processo a David Mills: i giudici di primo grado hanno sentenziato che l’avvocato inglese mentì a favore di Berlusconi. La notizia, ancorché scontata (perché altrimenti l’avrebbero condannato?) è sufficientemente importante da finire in cima a tutti i quotidiani online… compreso quello che è proprietà di Paolo B.
 
È chiaro che c’è un conflitto di interessi all’opra; bisogna muoversi con attenzione. Il primo titolo sembrava andare bene:
 
– I magistrati all’attacco di Berlusconi: / “L’avvocato Mills corrotto da lui”
 
In fin dei conti si spiega che sono stati i magistrati a travisare la realtà, e non Silvio a corrompere: notate le virgolette. Però qualcuno deve aver pensato che il lettore tipo avrebbe potuto avere dei problemi a capire, così qualche minuto dopo il titolo è cambiato:
 
– Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: / “Il legale Mills fu corrotto dal premier”
 
Parlare di toghe fa sempre bene, e poi meglio non scrivere di avvocati, che da noi ce ne sono tanti. Neanche questo però andava troppo bene: la terza versione elimina i riferimenti al “corrotto”, ché non si sa mai.
 
– Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: / “Mills mentì per garantirgli l’impunità”
 
E infine il tocco finale: qualcuno in alto deve aver dato l’input, e il titolo si congela in
 
– Caso Mills, le toghe contro il premier / Berlusconi: “Riferirò in parlamento”
 
(io avrei scritto Parlamento maiuscolo, ma probabilmente ha ragione il titolista del Giornale).

Questo è un caso perfetto di riscrittura della realtà: leggete solo l’ultimo titolo e provate a capire qual è la materia del contendere. Impossibile, vero? Ecco.

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