prodotto

La parola prodotto non è greca - non sia mai! - ma latina. Deriva infatti da “producere”, che significa “fare avanzare”, letteralmente “guidare avanti”, con la stessa radice verbale che ci ha dato i conducenti e il Duce. In questo senso il verbo italiano si è trasformato in “produrre”, e abbiamo espressioni come il Prodotto Nazionale Lordo che fa sempre bella mostra di sé nei giornali. La prima occorrenza in italiano, nella forma “produtto”, è del solito Dante.

E allora come mai il risultato della moltiplicazione si chiama prodotto? Colpa dei commercianti. Quelli hanno iniziato a parlare del “prodotto della vendita”, che si calcolava moltiplicando il numero di oggetti venduti per il prezzo unitario. Visto che nel Basso Medioevo e ancora tra Umanesimo e Rinascimento i conti li facevano soltanto loro, il nome è rimasto appiccicato: però paradossalmente fino al sedicesimo secolo non se ne trova traccia: si vede che le moltiplicazioni le facevano solo in latino.

Come bonus, anche se non è una “parola matematica”, ecco da dove deriva moltiplicare: ovviamente dalla Genesi, capitolo 1 versetto 22: la Vulgata ha multiplicamini che dai miei confusi ricordi liceali mi fa pensare che sia un verbo deponente. Il prefisso multi- è chiaro; meno il -plex-, che è quello che poi in italiano ha dato anche duplice, ma anche complice! Questa radice sembra derivi dal verbo plectere che significa “piegare, allacciare, intrecciare”. La mia ipotesi è che quando uno inizia a piegare qualcosa, sembra che di cose ce ne siano di più ;-)


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