Dichiarazione di Emilio Miceli, segretario generale della SLC/CGIL

A proposito della situazione telecom.

 

 

 

La richiesta avanzata da Tronchetti Provera alla Consob di sospendere il titolo Telecom nella giornata di Lunedì, in attesa delle decisioni del C.D.A., dimostra come le nostre preoccupazioni sul futuro di Telecom fossero giuste.

Telecom si accinge a scorporare Tim per venderla e a separare dal punto di vista societario la rete fissa.

La vendita di Tim, perché di questo si tratta, priverà l’azienda di quel valore aggiunto che le ha permesso di competere nelle condizioni migliori. La convergenza tra rete fissa e mobile e l’integrazione progressiva di servizi e tariffe hanno rappresentato, in questi anni, la vera differenza tecnologica nei confronti degli altri competitori.

Questa decisione rimette in discussione, dunque, la strategia industriale di Telecom ed inaugura una fase di altissima instabilità interna.

La verità è che il gruppo sta subendo la debolezza dell’assetto proprietario, e rischia di uscire ridimensionato da questa ristrutturazione, proprio in un mercato dove è obbligatorio essere grandi. Tim è l’unica azienda italiana di telefonia mobile e paradossalmente l’Italia, dove i telefonini sono in numero superiore agli abitanti, sarà l’unico paese che non avrà un gestore nazionale.

Il Governo deve intervenire superando una banale e pericolosa logica “pilatesca”. Telecom è tra le pochissime grandi aziende rimaste in Italia ed un suo smembramento sarebbe grave per il paese, per la sua crescita, per il suo P.I.L.  Il Sindacato, per parte sua, svilupperà tutte le iniziative, anche di lotta, per contrastare un disegno sbagliato che rischia di salvare un imprenditore e di penalizzare l’azienda.

 

 

Emilio miceli, segretario generale della slc cgil.