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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Fri, 28 Dec 2007 14:10:33 +0100</pubDate>

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      <title>spero sia &quot;lasciare&quot;</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003725.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Sembra che un'oretta fa l'ex tante cose Lambertow Dini, visto che gli era stato visto il <a href="http://blog.debiase.com/2007/12/26.html#a1544">bluff di santo Stefano</a> sui giudizi dati dal Fondo Monetario Internazionale, abbia <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200712articoli/28802girata.asp">minacciato</a> così: «presenteremo un programma alternativo che dovrebbe essere accettato nella sua interezza. Se così non fosse, il nostro voto sarà negativo», come del resto doveroso visto il suo vastissimo seguito popolare che non gli può certo permettere di accettare un qualsivoglia compromesso.<br />
Se io fossi al posto di Prodi, credo che rimarrei imperturbabile e quando ci si troverà tutti insieme risponderei "prego, se metti d'accordo tutti gli altri non c'è problema, altrimenti fai pure una mozione di sfiducia". L'unica cosa che mi dispiacerebbe è che si continuerebbe a votare col Porcellum, ma sono convinto che se ci fosse una votazione a scrutinio segreto la maggior parte degli attuali "onorevoli" sarebbe a favore del suo mantenimento... altro che verifiche, governi tecnici e via discorrendo!</p>]]></description>
    </item>

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      <title>Alitalia</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003717.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Pensate ai miracoli che fa il clima natalizio: Formigoni, Letizia Moratti, i leghisti e CGIL-CISL-UIL sono tutti d'accordo... perché il governo non avalli questa decisione "folle" e "inaccettabile" (lo dice Formigoni), di "un piano nel quale non si conosce il contenuto" (lo dice Epifani), perdendo uno scalo che fa il 70% dei voli internazionali (lo dice la Moratti).<br />
Perché il pomo della discordia è Malpensa, quel bellissimo aeroporto da qualche parte ai margini della val Padana che, dopo non essere riuscito in tutti questi anni a diventare il secondo hub italiano, verrà (finalmente) ridimensionato. Che poi non si capisce nemmeno cosa cambi, visto che nell'intervista su Repubblica cartacea di ieri Mestizia Moratti, alla domanda "e se Alitalia finisse davvero in mani francesi?" risponde candida "tanto Alitalia è solo il quarto vettore per importanza a Malpensa". L'unica cosa seria, anche se involontaria, è stata detta da <s>Stefano</s>Guglielmo Epifani: "C'è da chiedersi perché, se questa doveva essere scelta, si sono persi due anni buttando via soldi pubblici e impoverendo le prospettive della compagnia". La domanda è verissima: in questi anni, l'unico anno in cui Alitalia non è stata in perdita è stato quando ha avuto non ricordo quanti miliardi di lire da KLM perché gli olandesi volevano togliersi via dall'alleanza: un po' come la GM con Fiat, con la differenza che Marchionne poi quei soldi è riuscito a farli fruttare.<br />
D'altra parte, Alitalia <b>è</b> una compagnia Rome-based: basta sentire la voce di un suo qualunque impiegato. Nulla di male, se non fosse che nessuno ha mai voluto spostarsi di sede su Malpensa - e anche qua li capisco perfettamente - e così quando dovevano andare là erano sempre in trasferta - e qui casca l'asino. Ad ogni buon conto, non credete a tutti quelli che stanno piangendo perché la clientela business del nord verrà penalizzata dall'acquisto di Alitalia da parte di Air France: non succederà assolutamente nulla, e si continuerà come adesso a prendere l'aereo per finire in un altro hub europeo e da lì partire. Quando volavo, ho sempre fatto così e sono sempre stato felice... tranne, lo ammetto, quando dovevo fare scalo al Charles De Gaulle. Ma tanto si può usare Amsterdam :-)</p>]]></description>
    </item>

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      <title>i ponti sotto la Stazione Centrale</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003715.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Stamattina mi è capitato di vedere  sull'edizione milanese del Corsera un articolo che lamentava la situazione vergognosa dei sottopassaggi che passano sotto i binari della Stazione Centrale, sottopassaggi che conosco bene visto che li faccio due volte al giorno per andare in ufficio. Ci sono cinque passaggi; due - viale Tonale e viale Brianza - sono molto usati perché ci passano in uno i filobus e nell'altro le auto che fanno la circonvallazione; confermo che gli altri tre, due dei quali sono poi quelli che uso io, fanno davvero schifo. Poi le lamentele raccolte dal giornalista a volte sono un po' strane, come quelli a est della ferrovia che spiegano come per loro non c'è mai stata la divisione della ferrovia, e quindi immagino abbiano tutti dai cent'anni in su, e che fare (come faccio io) il sottopassaggio in bicicletta è da pazzi. No, forse su quest'ultimo punto hanno ragione. <br />
Bisognerebbe metterci davvero mano: quest'estate, anche se il giornalista non se n'è accorto, hanno perlomeno rifatto l'impianto di illuminazione, ma non è certo sufficiente. Quello che proporrei io è in parte simile a quanto proposto nell'articolo, cioè rifare i marciapiedi e metterci dei paletti in modo che le auto non possano parcheggiarci sopra; non so se valga la pena di fare un impianto di aerazione, ma quello che mi piacerebbe davvero vedere è la consegna dei muri ai writer. Questo è uno dei classici posti dove un bel disegno sicuramente migliora la qualità del luogo, e insomma sarebbe una cosa win-win. Chissà se le Ferrovie, che è da anni che affermano di voler rifare tutta quella parte della stazione più o meno come Roma Termini ma al momento si sono limitate a fare fuori la maggior parte dei negozi sui lati della ferrovia, ci penseranno su!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Nulla di nuovo sul fronte televisivo</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003706.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Vabbè, lo linkano tutti e lo faccio anch'io: ecco <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/1471644">l'audio della conversazione tra Saccà e Silvio B.</a>. Non avendola sentita prima di stasera, non avevo capito cosa c'era di nuovo nelle dichiarazioni del benestante pensionato di Arcore che ci spiegava che in Rai o sei di sinistra o sei un puttano. Ma anche dopo averla sentita, non vedo cosa ci sia di così dirompente. Che Saccà si stende ai piedi di Silvio peggio di un tappetino? Che Silvio fa, briga, disfa come gli pare, ed è lì a raccontare le storielle sul governo che sta per cadere? [*] Su, lo sapevamo tutti. E lo sapeva benissimo anche <b>chi lo vota</b>. Per tanta, troppa gente - di destra di centro e di sinistra, non crediate - quello è un comportamento assolutamente normale, anzi commendevole, perché dimostra che Lui sì che sa come ci si comporta. E tutto questo è colpa dei politici di sinistra di centro e di destra, che hanno permesso che si arrivasse a questo.</p>

<p>[*] ecco, forse questa è l'unica cosa davvero interessante. Ho come il sospetto che qualcuno abbia avvisato i "senatori pendenti" che c'erano queste intercettazioni, e così sono tutti rientrati nei ranghi. Scegliete voi se è un effetto del Culo di Prodi, o qualcos'altro. Sicuramente l'ascolto fa più impressione che la lettura, ma solo per chi è già impressionabile di suo...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Spiare lecitamente email dei dipendenti?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003701.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Confesso che non sono riuscito a capire <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_19/email_capo_dipendenti_password_cassazione_0d7bf502-ae3e-11dc-8dc1-0003ba99c53b.shtml">questa sentenza</a> della Cassazione, e aspetto che <a href="http://www.minotti.net">qualche penalista</a> mi illiumini. Il principio di base, quello che dice "se il capo ha la password del dipendente, allora non sta 'spiando'", di per sé è chiaro. Ma ci sono almeno due ma. Il primo è nella frase finale: le password «dovevano essere a conoscenza anche dell'organizzazione aziendale, essendone prescritta la comunicazione, sia pure in busta chiusa, al superiore gerarchico, legittimato a utilizzarla per accedere al computer anche per la mera assenza del dipendente». Non c'è nulla di strano che per sicurezza si lascino le password, pensate solo - dopo esservi toccati - a che cosa succede se si muore improvvisamente. Ma il fatto che la password sia in busta chiusa dovrebbe indicare che occorre una ragione eccezionale perché la busta sia aperta, o no? Inoltre, mi chiedo se, un po' come per le richieste strumentali relative alla privacy, la password debba essere usata solo per le cose relative alle ragioni eccezionali di cui sopra.<br />
In Telecom hanno fatto una scelta completamente diversa, visto che tutti i nostri PC sono accedibili remotamente con password di amministratore: d'altra parte non userei mai il pc, o anche solo la posta aziendale per parlare male dell'azienda :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Oscar Pistorius</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003700.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Chissà se vi ricordate delle gare sui 400 metri corse quest'estate da Oscar Pistorius, il sudafricano a cui sono state amputate le gambe sotto il ginocchio e che corre con delle protesi speciali in fibra di carbonio molto più velocemente non solo di me - ci vuole poco - ma di quasi tutti i velocisti del mondo. È <a href="http://www.corriere.it/sport/07_dicembre_19/pistorius_protesi_atletica_vantaggio_16920284-ae3a-11dc-8dc1-0003ba99c53b.shtml">notizia odierna</a> (i germanofoni possono leggere direttamente <a href="http://www.welt.de/welt_print/article1475643/Studie_beendet_Olympiatraum_von_Pistorius.html">l'originale</a>,  che dà alcuni dati tecnici in più).<br />
Io quest'estate ci avevo pensato un po' su: è vero, come dice Alex Zanardi, che "l'energia che gli ritorna con il passo ce l'ha dovuta mettere dentro lui"; ma è anche vero che la stessa cosa vale per un ciclista, e non credo che ammettano velocipedi alle gare di atletica leggera :-) È vero che a questo punto uno potrebbe chiedersi "che succederebbe se inventassero delle scarpe speciali che, come le protesi di Pistorius, permettono di recuperare il 90% dell'energia usata per un passo e non il 60% come per un normodotato?", il che prova che "citius, altius, fortius" non è una buona idea se non si corre nudi come ai Giochi Olimpici dell'antica Grecia; però, a parte il buonismo, credo che sia giusto così.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Mi tocca applaudire il subcomandante Fausto</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003694.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Mentre Prodi <a href="http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=76780">dichiarava</a> (in una sede istituzionale quale <em>Che tempo che fa</em>) il motivo per cui non ha ricevuto il Dalai Lama in forma ufficiale - «Ho usato prudenza perché ho la responsabilità di un Paese e devo considerare le conseguenze delle mie azioni. La ragion di Stato esiste e io ne sono responsabile.», Bertinotti l'ha tranquillamente invitato a Montecitorio, e alle rimostranze dell'ambasciatore cinese per l'accoglienza di questo pericoloso separatista <a href="http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_17/dalai_lama_protesta_ambasciatore_cinese_a844f064-acdd-11dc-b79e-0003ba99c53b.shtml">ha fatto dire al suo portavoce</a> che «il presidente della Camera ha ribadito all'ambasciatore cinese il significato e il valore dell'iniziativa della Camera dei deputati che ha ospitato il Dalai Lama, offrendogli la possibilità di esprimersi in un luogo così rilevante sia dal punto di vista istituzionale che politico» e che «l'incontro è stato realizzato per la rilevanza internazionale del Dalai Lama, premio Nobel per la pace, e per dare voce all'istanza di autonomia culturale e religiosa del popolo tibetano. Istanza che il Dalai Lama ha rappresentato riconoscendo contemporaneamente l'integrità geografica della Repubblica popolare cinese».<br />
Notare come la ragion di Stato è stata assolutamente indicata... semplicemente in maniera positiva e non negativa.<br />
Non sono un fanatico del Dalai Lama, per quanto ne so il suo governo prima che i cinesi si annettessero il Tibet non era certo meglio di quello che c'è adesso, e non avrei battuto ciglio se qualcuno avesse detto "no, io non intendo affatto vederlo". Una scelta netta, condivisibile o no, ma comunque ben definita. Da noi no: una pletora di incontri "in forma ufficiosa", da Formigoni a Tettamanzi che non si sa bene che problema potrebbe avere con le autorità cinesi ma fa lo stesso. Insomma, stavolta mi tocca dire bravo a Bertinotti... e vi assicuro che non è facile per me :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>libera unità</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003684.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Domani <em>l'Unità</em> non sarà in edicola. Nel sito, che oggi non è aggiornato appunto per lo sciopero, c'è banalmente un comunicato che dice "L'assemblea dei giornalisti ha deciso di scioperare venerdì 14 dicembre in relazione all'assetto proprietario de l'Unità". Frase abbastanza sibillina, non c'è dubbio. Quello che ci sta dietro è che l'Unità sta per essere venduta alla Tosinvest, simpatica azienda che ha deciso di fare l'editore ed è partita con... <em>Libero</em>. Ah, a dire il vero ha anche comprato <em>Il Riformista</em>, noto giornale che è l'eccezione che conferma la regola nomen omen, e dove il Grande Vecchio Emanuele Macaluso non ha perso occasione <a href="http://www.ilriformista.it/news/rif_lay_notizia_01.php?id_cat=61&amp;id_news=8431">per togliersi qualche sassolino</a> verso i suoi ex compagni. Aggiungo che a destra (Panorama) <a href="http://blog.panorama.it/economia/2007/11/27/niente-fidi-per-lunita-alla-famiglia-angelucci/">dicono che</a> ci sono dei cattivoni (Unicredito) che non vogliono più prestargli soldi per comprare nuovi giornali.<br />
Che aggiungere? Macaluso ha ragione quando si chiede (retoricamente, mi sa) perché l'Unità è alla frutta, però si dimentica di notare come tutti i quotidiani, salvo forse quelli "grandi" (per l'Italia, all'estero sarebbero comunque medio-piccoli), sono in sofferenza. Il punto che la colpa non è certo dei blogh :-) ma nemmeno della free press o della televisione, o di Internet in generale. È banalmente del fatto che il giornale come mero contenitore di notizie non ha più senso, e quindi bisogna fare qualcosa di diverso: magari vere inchieste - Report, in televisione, continua ad essere visto; magari andare sul grandguignolesco - <em>Libero</em> è in attivo...<br />
Oppure si prende atto della cosa, e i giornali diventeranno man mano in mano ad editori (generalmente con tendenze più o meno destrorse) che vedranno le perdite finanziarie alla stregua di un investimento come un altro per pubblicizzare il proprio pensiero, vedi <em>ePolis</em> che ormai è un house organ per Marcello dell'Utri. Basta saperlo in anticipo.</p>

<p>PS: via <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/12/14/lunita-in-cambio-di-che/">Alessandro Gilioli</a> ho trovato <a href="http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=71381">la storia vista direttamente dai giornalisti dell'Unità. Vedi anche <a href="http://www.onemoreblog.it/archives/018001.html">OneMoreBlog</a>.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>accaparramenti</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003680.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Lo sciopero degli autotrasportatori ha mostrato ancora una volta come funziona la mentalità italiana. <br />
Non voglio parlare del fatto che il presidente di Fai Conftrasporto Paolo Uggè <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/sciopero-autotrasporto/paolo-ugge/paolo-ugge.html">sia deputato di Forza Italia</a> oltre che sottosegretario ai trasporti nella scorsa legislatura: al limite potrei celiare sul fatto che un appartente a un partito sedicente liberista si lamenti della concorrenza dei camionisti dell'Est, ma non ne vale la pena.<br />
Non voglio nemmeno parlare della filosofia "just in time" che la Fiat ha adottato da vari lustri, che probabilmente fa risparmiare qualche soldo azzerando i magazzini ma ha come risultato che dopo <b>due</b> giorni di blocco gli stabilimenti devono chiudere per mancanza di materie prime - non certo roba deperibile. <br />
No, quello di cui voglio parlare sono le code ai benzinai, e va ancora bene che non ci sia stato l'accaparramento dello zucchero come a fine 1990 per la paura della guerra del Golfo. Non sono ancora riuscito a capire quale sia il motivo principale della corsa all'accaparramento: se c'è una paura atavica di rimanere senza potere usare la propria automobile, se sono i telegiornali a iniziare a raccontare delle code ai distributori e a far partire così l'effetto valanga nel popolo bue, o perché c'è un riflesso pavloviano indipendente da tutto questo. È chiaro che quella della penuria di benzina diventa così una profezia che si autoavvera: le scorte che normalmente sarebbero tranquillamente bastate per una settimana diventano immediatamente insufficienti, e chi si trova casualmente quasi a secco e ha bisogno dell'auto è costretto a mettersi in coda anche lui, e probabilmente a smadonnare. Se devo dirla tutta, però, mi sembra proprio che questa sia la perfetta metafora che rappresenta gli italiani: popolo di santi, poeti, navigatori, allenatori della Nazionale e sgomitanti per essere in prima fila.<br />
</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Il potere per Silvio</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003676.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Se non avete nulla di meglio da fare, andate a leggere questa <a href="http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_11/berlusconi_non_torno_indietro_2b6aa1ba-a80a-11dc-9708-0003ba99c53b.shtml">pronintervista a Berlusconi</a>, e soffermatevi sul virgolettato all'interno del penultimo paragrafo («Potere? Solo il duce lo aveva»). Se c'era ancora qualcuno che non era certo di come Silvio intenda il potere, adesso non dovrebbe avere più dubbi.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>croci e specchi</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003673.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Quando l'ho sentito dire stamattina nella rassegna stampa di Radiopop non volevo crederci: e invece <a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/sport/calcio/champions_league/maglia-inter/maglia-inter/maglia-inter.html">sembra proprio vero</a>. Due settimane fa l'Inter <s>è andata a giocare in Turchia</s> ha giocato con la squadra turca del Fenerbahçe per la Champions League, e ha usato una maglia più o meno storica per ricordare i cent'anni della fondazione della squadra. La maglia è bianca, con una croce rossa davanti, e per l'appunto è molto milanese. Un avvocato turco, però, ha presentato ricorso all'Uefa perché tolga la vittoria all'Inter. Motivo? la maglia ricorderebbe il simbolo dei Templari, e quindi avrebbe manifestato «una forma esplicita di superiorità razzista di una religione». Me li vedo proprio, quei poveri calciatori turchi che hanno tremato per tutto il tempo della partita pensando alle cosacce che gli avrebbero fatto gli avversari (a proposito: Materazzi giocava?), e immagino già la prossima campagna contro gli sporchi swizzeri che osano avere una croce nella loro bandiera nazionale. Certo che pur di cancellare una sconfitta ci si riesce ad arrampicare ovunque.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>tassinari</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003670.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Uolter Weltroni sarà sicuramente felicissimo del GAR (Grande Accordo Ridicolo) <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/tassisti-roma/siglato-accordo/siglato-accordo.html">siglato</a> con i tassisti romani. A fronte di cinquecento nuove licenze (che verranno diluite in due tranches, sembra quasi di vedere il centellinamento degli aumenti con il contratto collettivo di lavoro) i tassisti non solo si beccano un 18% di aumento, ma si inventano ad esempio il "supplemento Stazione Termini", due euro solo perché uno è voluto arrivare in treno. Non parliamo poi della istituzionalizzazione del "pizzo radiotaxi". Come ben sa chiunque prenoti un taxi al mattino presto, il simpatico tassista arriva almeno cinque minuti prima dell'orario previsto, e intanto il tassametro corre, corre... Adesso che si fa? «il veicolo arriverà con una cifra fissa a seconda del numero di minuti trascorsi dalla sua partenza. Sotto i 5 minuti si pagheranno 2 euro, tra 5 e 10 minuti 4 euro e oltre 10 minuti si pagheranno 10 euro.» Scommetto in un proliferare di percorsi iniziali superiori ai 10 minuti... invece che fare la cosa più corretta, che sarebbe stata fare per i clienti abituali il pagamento della "bandiera" già alla prenotazione, per assicurare il tassista che la chiamata effettivamente c'è e non deve fare una corsa a vuoto. Certo, sono anche stati previsti «sconti per le donne che usano il taxi tra le 21 e l'una di notte e per le corse verso gli ospedali»: immagino quanti andranno all'ospedale e si accorgeranno che sta girando la tariffa scontata. Devo insomma dare atto ai tassisti romani che sono stati assolutamente bravi a portare avanti i propri interessi.<br />
Noticina finale: secondo Rep., Vartere avrebbe detto che dal decreto Bersani il numero di licenze è cresciuto di duemila unità, pari al 35%. Per il Corsera è solo il 30%, ma la differenza non è così importante. Quello che è importante è che tutto questo casino è stato fatto per un aumento del numero di licenze dell'8%, diviso in due parti. Un vero successone.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Decamerdon</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003669.html</link>
      <description><![CDATA[<p>(il titolo è quel che è, lo ammetto. Non è che si possa sempre riuscire a tirar fuori chissà che)<br />
Ogni tanto parlo anch'io di quello che parlano tutti, cioè della cacciata di Luttazzi da La7. Premetto che qua troverete ancora meno verità del solito, ma solo pensieri sparsi.<br />
La frase ufficiale per cui è scattata la censura la si può sentire <a href="http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/200712/censura-ecco-la-frase-per-cui-daniele-luttazzi-viene-imbavagliato/">qua</a>.  Anch'io sono della scuola che pensa che in realtà c'era la paura di quanto avrebbe detto nella puntata che non ci sarà e che sarebbe stata dedicata all'ultima enciclica papale: altrimenti non si spiegherebbe perché il blocco sia scattato dopo la trasmissione della replica e lasciando ancora il podcast sul sito. O forse nella tv della mia azienda non sono dei fulmini di guerra. Nemmeno la storia degli ascolti è poi così importante: non erano altissimi, ma comunque stavano sopra il risultato medio dell'emittente.<br />
Detto questo, ormai sono dell'idea che Luttazzi sia una persona molto intelligente, ma non sia (più) un comico.  Quando facevo improvvisazione teatrale, sapevo perfettamente che il modo più semplice per prendere il voto del pubblico era infilare da qualche parte in quello che si diceva un po' di "caz<span>zocu</span>lofi<span>gate</span>tte", anche se non c'entrava nulla con la scena che si stava recitando. La coprofilia di Luttazzi oramai è nota a tutti, compresi i dirigenti de La7; se non ti piace, basta non guardarlo - e infatti io non lo guardo - ma non puoi venire a dire che lasci piena libertà e poi usarla come scusa per farlo fuori.<br />
Mah: magari bisognerebbe proporre a Luttazzi un programma dove <b>non fa</b> il "comico" ma l'opinionista. Ci si guadagnerebbe parecchio.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Formigorwell</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003667.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Oggi sul Corsera c'è <a href="http://www.corriere.it/politica/07_dicembre_10/formigoni_intervista_celentano_9a85f3ae-a6ea-11dc-a6a3-0003ba99c53b.shtml">un'intervista a Formigoni</a>. Il Governatore della Lombardia si lamenta perché Celentano ha detto che Milano è diventata una città brutta. Questi sono gusti personali: è una delle rare volte in cui sono d'accordo con il Pausista, ma il tutto non varrebbe certo la pena di dedicarci anche solo una notiziola.<br />
Però ci sono cose che non posso lasciar passare sotto silenzio. A un certo punto, c'è questo scambio di battute:<br />
<em> - Della futura sede della Regione Celentano ha parlato come di un mostro.</em><br />
<em>«Ecco, questo non lo capisco. Ovviamente, i gusti sono gusti. Ma non possono far dimenticare realtà evidenti, sotto gli occhi di tutti».</em><br />
<em>- Di che cosa sta parlando?</em><br />
<em>«Quella dove sta sorgendo l'"Altra sede" della Regione, è stata per quarant'anni una vergogna di Milano. Un'area abbandonata, ancora con le macerie della guerra. Per recuperarla, abbiamo fatto un concorso internazionale, a cui hanno partecipato 98 tra i progettisti più prestigiosi del mondo. Quell'area prima piaceva di più? Non so davvero che dire».</em><br />
Io abito a seicento metri dal luogo dove sta sorgendo l'"Altra sede" della Regione, e quindi so fin troppo bene cosa c'era prima - non posso garantire per quarant'anni, ma comunque per alcuni anni sì. Non c'erano affatto macerie di guerra, ma <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200512/001990.html">il Bosco di Gioia</a>, un ex-vivaio che era diventato un bel boschetto e che era un tocco di bellezza nella città... senza contare che era stato lasciato in eredità all'Ospedale Maggiore, perché fosse destinato a scopi umanitari: qualcuno mi dovrebbe spiegare l'"umanità" del Pirellone 2 - la vendetta. In effetti, è a un paio di centinaia di metri da lì c'era "un'area abbandonata", anche se non so se "ancora con le macerie della guerra": le ex-Varesine, dietro Porta Garibaldi. Però quello non era il posto giusto per fare l'Altra Sede: si sarebbero persi tutti i lucrosi quattrini sborsati dai costruttori per farci su schiere di palazzi da uffici che si aggiungeranno a quelli sfitti nella zona. <br />
Ma si sa, la memoria della gente è così labile che non occorre nemmeno la Neolingua per far credere di essere dei benefattori dell'urbanistica.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>il marketing di Red Bull</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200712/003658.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Forse avete sentito <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_30/Re_Magi_spot_Redbull_dac254e0-9f64-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml">della storia</a> del sacerdote che ha scritto alla Red Bull per lamentarsi di una pubblicità dove i <em>quattro</em> Re Magi arrivavano alla mangiatoia dove c'è la Sacra Famiglia: oltre a oro, incenso e mirra viene anche portata della Red Bull che serve agli angeli (che hanno le ali, come da slogan della bevanda con la maggior quantità di caffeina probabilmente venduta in Italia) per "darsi la carica".<br />
Naturalmente vedere quattro Re Magi non viola nessuna verità rivelata: che siano tre non lo dicono i vangeli (Matteo parla di "alcuni" magi venuti dall'Oriente) ma la tradizione cristiana. Né riesco a vedere la "blasfemia" citata dal prete: capirei se ci fossero stati due San Giuseppi o due Marie, ma non è certo questo il caso. Però il punto che mi fa pensare che questa sia una non-notizia è un altro.<br />
Se non erro, le campagne pubblicitare della Red Bull sono molto brevi; una scenetta non viene riproposta per molto tempo, e viene cambiata con una certa frequenza, immagino per non stancare il potenziale consumatore. Questo significa che anche lo sketch dei Re Magi era già in fase di scadenza, e quindi all'azienda non è costato nulla fare il gran gesto e dire che sarebbe stato ritirato. Anzi: in questo modo è arrivata loro tanta pubblicità gratuita, che non fa mai male soprattutto al giorno d'oggi. Resta solo da chiedersi se il prete agrigentino non si è accorto di questo boomerang, oppure se ha anche lui pensato che un po' di pubblicità non fa mai male soprattutto al giorno d'oggi.</p>]]></description>
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