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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Mon, 24 Sep 2007 22:13:45 +0100</pubDate>

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      <title>se la FIMI gioisce...</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003441.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Leggo da <a href="http://www.minotti.net/fari-use/guido-scorza/altroconsumo/siae/usi-didattici-ed-enciclopedici.htm">Daniele Minotti</a> che c'è un <a href="http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/27602.htm">progetto di legge</a> sulla riorganizzazione della SIAE; e che la scorsa settimana, in commissione, è stato presentato e approvato un emendamento della cosiddetta "sinistra radicale" (Folena e Luxuria). Questo emendamento, che diverrebbe il comma 1bis dell'articolo 70 della legge sul diritto d'autore (22 aprile 1941, n. 633, più una sfilza di aggiornamenti) recita<br />
<em>«È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet a titolo gratuito di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradati, per uso didattico o enciclopedico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentito il Ministro della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all'uso didattico o<br />
enciclopedico di cui al precedente periodo.»</em><br />
Così ad occhio la cosa mi parrebbe molto bella: però secondo Guido Scorza (<a href="http://www.guidoscorza.it/?p=162">post 1</a> e <a href="http://www.guidoscorza.it/?p=163">post 2</a>) la cosa è peggiorativa rispetto alla situazione attuale. In due parole, per chi non ha voglia di leggersi quei post, adesso il comma 1 afferma che <em>«Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali»</em>; con il nuovo comma, nella peggiore delle ipotesi non si potrebbero più usare testi per scopi di ricerca; ma anche nella migliore delle ipotesi non si potranno usare più immagini e musica se non "degradate". Quanto degradate non si sa, naturalmente. Insomma, già io dovrei stare molto attento a quello che inserisco nel mio sito - che è la quintessenza dei fini non commerciali; figuriamoci uno che mette gli AdSense nelle sue pagine.<br />
Io avrei anche pensato a una paranoia da parte di Scorza: però dopo avere scoperto che la FIMI, vale a dire la federazione dei discografici, plaude all'emendamento ho cambiato idea. E comunque l'avvocato è lui, mica io... forse è meglio che mi fidi di chi ne sa più di me.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title><![CDATA[beppegrillo&trade; reloaded]]></title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003397.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Innanzitutto, ringrazio PiDave che è riuscito a trovarmi quello che dovrebbe essere <a href="http://beppegrillo.meetup.com/13/boards/view/viewthread?thread=3461831">il testo completo della proposta di legge</a> che varie centinaia di migliaia di persone hanno firmato sabato e di cui <a href="http://xmau.com/notiziole/archives/003392.html">avevo parlato</a>. Che dire di più?<br />
Non ho nulla da aggiungere sulla parte della non rieleggibilità dopo due elezioni: o meglio, faccio solamente notare che PresDelCons, ministri e sottosegretari non devono necessariamente essere parlamentari, il che significa che qualcuno dei firmatari potrebbe avere delle sorprese se la legge fosse approvata. Sulla parte del voto di preferenza, di nuovo nulla da dire: ma come avevo detto, qui sono d'accordo. Resta la parte che è stata etichettata come "Parlamento Pulito". Dal punto di vista legale, il tutto è scritto in maniera "corretta": ad esempio, chi è condannato in primo o secondo grado non è ineleggibile, ma "sospeso dall'ufficio" (ma se poi lo assolvono, gli danno tutti gli arretrati?) Notate che può tranquillamente candidarsi ed essere eletto, e soprattutto che non può venire sostituito :-) Ma il punto più interessante è quello su <b>chi</b> diventa ineleggibile o sospeso: bisogna essere stati condannati per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo. Ora, beppegrillo&trade; afferma di essere stato condannato per omicidio colposo a <a href="http://www.beppegrillo.it/2005/09/la_paga_di_giud.html">quindici mesi</a>, che sono sicuramente più di dieci mesi e venti giorni; però io sono un andreottiano, e penso comunque male.<br />
Attenzione: dal mio punto di vista se Grillo volesse candidarsi non avrei problemi. Però non mi piace per nulla il modo di andare avanti a slogan (perché il testo della proposta di legge non è bello in evidenza sul suo sito, e non su un forum di volontari per quanto generosi e dotati delle migliori intenzioni?) Per me quella non è politica: non che sia politica quello che i sedicenti politici stanno facendo in Italia, ma resto dell'idea che per fare politica uno debba <b>spiegare</b> le cose, non lanciare proclami, ukase o fatwa. Con quelli fai il capopopolo. </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>La Brambilla e i quotidiani italiani</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003369.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Oggi il Guardian pubblica <a href="http://www.guardian.co.uk/international/story/0,,2160220,00.html">un'intervista a Michela Vittoria "MVB" Brambilla</a>. Cosa fanno i principali italici quotidiani? <em>La Stampa</em> <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200709articoli/25318girata.asp">segnala l'intervista</a>, mette una foto di MVB, traduce i primi due paragrafi e si "dimentica" di mettere un collegamento all'originale.<br />
Il <em>Corriere della sera</em> mette la foto, <b>la stessa traduzione</b> (parola per parola) dei primi due paragrafi, ma almeno lascia un link all'originale.<br />
E <em>Repubblica</em>? Loro non hanno bisogno di citare il Guardian, perché hanno <a href="http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/politica/berlusconi-cdl/brambilla-esame/brambilla-esame.html">la loro intervista esclusiva</a>.<br />
(comunque consiglio di leggere l'originale inglese, anche se scade nell'agiografia quando racconta di tutti gli animali che la MVB tiene a casa. Ma la risposta all'ultima domanda, quando lei dice "del passato della gente non mi importa", è da incorniciare)<br />
<b>Aggiornamento:</b> ho controllato i feed dei due quotidiani copioni. La Stampa ha pubblicato la notizia alle 8:53 e l'ha modificata alle 9:56; il Corsera l'ha pubblicata alle 11:01 e l'ha modificata alle 14:18. Da questo si evince (a) che a Torino si svegliano prima, e (b) se non hanno copiato entrambi, sono i bauscia ad avere "recuperato" la traduzione.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>La messa in latino</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200707/003245.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non avevo ancora parlato del motu proprio ratzingeriano che faciliterebbe la possibilità di celebrare la messa secondo il rito tridentino, per l'ottima ragione che il motu proprio non è ancora stato reso pubblico, e non mi andava affatto di parlare sul nulla. Però a quanto pare sono in minoranza: basta leggere <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/benedettoxvi-15/polemiche-messa-latino/polemiche-messa-latino.html">Repubblica sempre sulla notizia</a> e scoprire come i cattolici inglesi si lamentino perché la Messa (pardon, <a href="/notiziole/files/mesa.png">la Mesa</a>: ora che Repubblica sta riproponendo i fumetti di Tex, si scoprono delle strane commistioni...) sia antisemita. Sapendo che la maggior parte di quelli che mi leggono sono di estrema sinistra :-), e di queste cose non ne sanno magari troppo, mi pare opportuno dare qualche notizia in più, che può sempre essere utile nelle chiacchierate alla macchinetta del caffè. Altrimenti, come al solito, siete liberi di saltare la lettura.<br />
Innanzitutto, iniziamo da uno scoop di base. Il problema <b>non è</b> la messa in latino. In effetti, come si può vedere andando a sfogliare i documenti del Vaticano II, la <a href="http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html">Sacrosanctum Concilium</a> (III, 36) dice che nel rito latino la lingua ufficiale è... il latino. Poi viene graziosamente concesso, sotto controllo vescovile, di usare la lingua nazionale. In pratica non credo di conoscere nessun posto in cui la messa venga celebrata col rito postconciliare, ma in latino; però non ci sarebbe nessun problema ecclesiastico a farla. Quello che vogliono i lefebvriani è celebrare la messa <em>col rito tridentino</em>; che il rito sia in latino è un fatto, che ritengano il latino più "degno" per la celebrazione è probabilmente un altro fatto, ma sono due cose distinte.<br />
Secondo scoop: di "perfidi ebrei", o addirittura i <a href="/notiziole/files/infami.png">"giudei infami"</a> (sempre da Rep.it, questa volta addirittura in homepage. Strano, non mi pareva che avessero ripubblicato il <em>Cuore</em>, né il <em>Diario minimo</em> con l'Elogio di Franti. Chissà da dove gli è venuto fuori l'aggettivo) effettivamente se ne parlava nel messale Tridentino, durante la funzione (che non è una messa, ma qui entrerei troppo nel dettaglio) del venerdì santo. C'era infatti una preghiera "pro perfidis Iudaeis": Wikipedia ne riporta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oremus_et_pro_perfidis_Judaeis">il testo</a>. La preghiera "per gli Ebrei" continua ad esserci ancora oggi, anche se il testo <a href="http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20070406.shtml">è molto cambiato</a>, non solo per la cancellazione della parola "perfidi" ma anche perché non si dice più "fa' che capiscano qual è la Vera Fede". C'è tutta una diatriba sul vero significato dell'aggettivo "perfidis" in quel contesto: la mia personale opinione è che era nato nell'accezione latina "che hanno rotto il patto" (quello di Abramo che per un cristiano è stato completato dal Cristo) ma che ha rapidamente assunto il significato attuale di "perfidi" per colpa proprio di quella frase e dell'antisemitismo nemmeno troppo strisciante dei secoli passati. Però...<br />
Il punto è però che quando ho scritto che "se ne parl<b>ava</b>", non è che pensassi al nuovo messale. Il rito tridentino ha avuto varie modifiche, a partire dal 1570 quando fu promulgato; l'ultima avvenne... nel 1962, dove la frase incriminata era stata appunto tolta da Giovanni XXIII, che dietro la faccia contadina da Papa Buono era un finissimo politico e aveva capito che forse era meglio evitare certe espressioni. È possibile che qualche lefebvriano sia un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sedevacantista">sedevacantista</a>, ma non credo che ritengano diabolica la versione del 1962 dell'Ordo Missae: insomma, la ragione indicata nell'articolo di Rep.it mi pare tanto una bufala. Nulla di così strano.<br />
Per quanto riguarda me, sono completamente agnostico rispetto alla reintroduzione del rito tridentino, almeno fino a quando rimane facoltativo: dal mio punto di vista è troppo esoterico, e non credo nemmeno che la chiesa cattolica ci guadagni qualcosa, ma chi sono io per giudicare?<br />
<b>Aggiornamento:</b> (5 luglio) Anna mi ha fatto notare come in Inghilterra il latino abbia avuto delle connotazioni molto negative a partire dallo scisma anglicano e dalla contestuale King James Bible. Magari la vera ragione è questa...<br />
<b>Aggiornamento:</b> (8 luglio) Continuo l'analisi <a href="/notiziole/archives/003253.html">qua</a>.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>divulgazione scientifica su Repubblica</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200706/003233.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Giusto per far capire cosa i media pensino dell'intelligenza del loro lettore medio, andatevi a leggere questo <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/scienza_e_tecnologia/anghiari/anghiari/anghiari.html">"articolo"</a> di repubblica.it. L'articolo parla di come il professor Maurizio Seracini stia cercando un sistema per verificare se a Firenze, nel salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, sotto gli affreschi del Vasari restino delle tracce della <em>battaglia di Anghiari</em> affrescata da Leonardo - che come tutti sappiamo ha sempre avuto dei Grossi Problemi con gli affreschi, vedi il Cenacolo.<br />
Il clou dell'articolo è questo: «<em>La vera protagonista di questa indagine molto speciale sarà una macchina che proprio in questi giorni sta prendendo forma nell'Università di San Diego, in California, dove è volato il suo ideatore, il professor Maurizio Seracini. La macchina avrà uno di questi nomi impossibili. Semplificando potrà essere chiamata acchiappa-colori.</em>». Avete letto bene. "Acchiappa-colori", manco dovessero mettere l'affresco in lavatrice e non volessero che stingesse. Io che sono bastardo inside e penso sempre male mi chiedo se la signora o signorina Clau<span>dia Fus</span>ani l'abbia trovato, quel "nome impossibile": credo però di no, perché le mie ricerche non hanno portato a nulla. Però ho scoperto un bel po' di cose a riguardo: nel resto del mondo si è parlato della cosa tra febbraio e marzo (vedi <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1584801-1,00.html">Time</a>, il <a href="http://www.nytimes.com/2007/02/09/world/europe/09florence.html?ei=5088&amp;en=dc94f33d881122d9&amp;ex=1328677200&amp;pagewanted=all">New York Times</a>, i siti della <a href="http://ucsdnews.ucsd.edu/inthenews/february_12_07.htm">UCSD</a> e della <a href="http://www.emory.edu/ACAD_EXCHANGE/2007/febmar/whatsnew.html">Emory University</a> che poverina è stata dimenticata nella foga di scrivere l'articolo, forse perché in Italia non la conosce nessuno). Se uno vuole, può anche farsi una cultura leggendo <a href="http://www.sgallery.net/artnews/2007/03/06/the-da-vinci-decoder.html">qua</a>. <br />
Magari qualcuno può pensare che "sì, è tutto vero, ma qua non si era ancora certi che Rutelli desse l'ok alla ricerca, si sa come vanno queste cose...". Può darsi. Però, sempre andando a spulciare in giro, ho scoperto che <a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=8188">più di un mese fa</a> il comitato scientifico si è regolarmente insediato. Notizia freschissima, vero? Bei frigoriferoni a rep.it, vero? <br />
</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Strane ricerche</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200706/003154.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Oggi Anna ha ricevuto una busta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche - Dipartimento di Epide<span>mio</span>logia, con una circolare firmata dal Prof. Alfredo Ni<span>colo</span>si, direttore del dipartimento in questione, che con toni suadenti spiegava che "vi offiramo l'occasione per finalmente raccontare (sic) la vostra esperienza", indicando i "disturbi che non vengono presi in considerazione dal medico di base". <br />
Può anche darsi che il questionario sia davvero quello che afferma di essere, anche se Anna, dopo avere letto la parte celeste che era da compilare (pardon, "riempire") solo dalle persone che hanno disturbi urinari, ha commentato qualcosa tipo "quelli stanno cercando di farsi una base di pazienti per testare un nuovo farmaco. Però uno inizia a pensare male quando scopre che il questionario non deve venire inviato al CNR, ma alla Jus<span>t in T</span>ime S.r.l., che sta sì a Segrate come il dipartimento di cui sopra ma mi pare faccia <a href="http://www.justintimesrl.com/">tutt'altro</a>; e soprattutto pensa molto male quando scopre che il questionario - dove chiedono anche ad esempio il reddito familiare - non è anonimo, ma deve essere firmato indicando chiaramente nome e cognome. A che servono tutti quei dati incrociati?<br />
P.S.: il testo per il consenso ex D.Lgs. 196/2003 c'è, e dice che "i dati saranno uniti in maniera anonima (senza nome) ... e i risultati saranno presentati tutti assieme, senza la minima possibilità di identificare chi ha risposto al questionario", e "I dati personali da Lei forniti non saranno comunicati a nessuno". A parte che manca l'esplicitazione del fatto che quelli forniti (non i soldi, ma le eventuali malattie dell'apparato urinario) sono dati sensibili, mi chiedo ancora una volta a che serve nome e cognome se tanto affermano di non usarlo.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Lei non sa chi sono io!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200705/003132.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non so se vi è capitato di sentire parlare della denuncia di Massimo Del Papa a Wikipedia Italia: ne ha parlato <a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1999468">Punto Informatico</a>, e oggi su La Stampa abbiamo il <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=547">commento di Anna Masera</a>. A dire il vero non so se vi fosse mai capitato di <em>avere sentito nominare</em> Massimo Del Papa: io sono un po' fuori dal mondo, ma a me il nome non dice proprio niente, e su questo non posso che associarmi all'ironia della Masera. E credo anche di non essere il solo.<br />
Ma cosa è successo esattamente? Al momento in cui scrivo, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Del_Papa">voce di wikipedia</a> è "bloccata a scopo cautelativo". L'unica campana che potete leggere è quella di <a href="http://babysnakes.splinder.com/1179483973">Del Papa stesso</a>, che afferma come "qualcuno di indymedia" abbia continuato a inserire prima una foto fasulla e poi puntatori ad articoli di indymedia stessa che lo diffamavano, fino a che - cito dal post qui sopra - <em>«per ora, ho vinto io, assistito da lunga esperienza in materia e da un legale, che subito ha provveduto a spedire le opportune diffide»</em>. Traduzione per chi preferisce parlare terraterra: ha fatto una minaccia di querela (o forse ha fatto la querela per davvero, anche se mi sento di dubitare della cosa): come sempre in questi casi wikipedia oscura tutto.<br />
Bene. Qualcuno vuole saperne un po' di più? Ecco una cronistoria un po' più completa. Tale utente "Ispettore Coliandro" alle 18:18 del 5 gennaio 2007 crea la voce "Massimo del papa". Peccato che l'abbia fatto copiando <a href="http://www.bastogi.it/lm_210.html">la biografia qui presente</a>, e così alle 18:37 (diciannove minuti dopo...) la voce è stata cancellata. Ma l'Ispettore Coliandro non demorde, e alle 18:48 crea nuovamente la voce, questa volta con itesto identico al colophon del blog babysnakes.splinder.com, il link al blog stesso e un link a un'immagine presente sul sito indymedia, per la cronaca http://italy.indymedia.org/uploads/2005/05/max.jpg. Tempo <b>tre</b> minuti, e la voce è nuovamente cancellata per "promozione biografica". Viene poi ripostata alle 19:12, stavolta con colophon, lista dei libri, link al blog ma non all'immagine. Dopo un po' di discussioni che potete vedere sulla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Ispettore_Coliandro">pagina di discussione di "Ispettore Coliandro"</a> la voce sembra avere una sua stabilità fino all'inizio di questo mese.<br />
Il 13 maggio tale utente "Stefano Satta Flores" (ah, ricordo che i nomi degli utenti sono scelti dagli utenti stessi e non si ha possibilità di sapere a chi corrispondono) aggiunge questo paragrafo: <em>Dal 2004 al 2006 è stato uno dei più assidui frequentatori e controversi animatori del sito Indymedia Italia, dove ha scritto articoli caratterizzati da una vis polemica a volte esasperata.</em>; aggiunge inoltre come collegamento esterno l'elenco degli articoli firmati "Massimo Del Papa" su Indymedia. (Notate la differenza tra "firmati" e "scritti da". Per quel poco che so di Indymedia, non credo proprio che certifichino il nome di un postatore). A questo punto inizia una guerra, con un utente anonimo che cancella questi riferimenti e un altro utente anonimo che li rimette, più alcuni wikipediani che annullano quelle modifiche, considerandole dei vandalismi. Il tutto fino al 18 maggio, giorno in cui il primo anonimo aggiunge questa nota in calce.<br />
<tt><br />
ATTENZIONE - Il materiale sopra scritto contiene notizie false e tendenziose, in particolare sul sito indymedia, mai frequentato dall'interessato, ed anzi segnalato in denuncia-querela per diffamazione continuata. Non essendo possibile la rimozione, pur avendo segnalato l'illecito a Wikipedia, dato che il materiale viene immediatamente reinserito, si rende noto che la situazione è stata denunciata all'Autorità Giudiziaria insieme ai responsabili, così come figurano nella loro presunta identità, del reiterato inserimento.<br />
</tt><br />
Da qua si giunge all'oscuramento della pagina.<br />
Che penso io di tutto questo? Beh, suona molto strano che uno che affermi (sempre dal suo blog, ammesso a questo punto che sia il suo e non quello di un impostore che si spacci per lui) <em>«Convinto che la controinformazione non esiste, esiste solo l'informazione»</em> se la prenda così tanto per quella che sarebbe pura controinformazione: però il giornalismo è una cosa troppo lontana dalle mie capacità, questo l'avete capito tutti. Trovo anche strano che "Ispettore Coliandro" (che dopo gennaio non si è più visto, tra l'altro) avesse postato una foto fasulla ma si fosse dimenticato di aggiungere la parte su Indymedia, lasciando dei semplici panegirici verso Massimo Del Papa; ma anche qua ognuno ha il diritto di scrivere quello che gli pare. Naturalmente al famosissimo giornalista non è nemmeno passato per la testa di scrivere sul suo blog che il suo omonimo che ha firmato gli interventi su indymedia non è lui, avvisando poi i "curatori" dell'enciclopedia: posso assicurare che in quel caso, senza minacce né altro, la voce sarebbe stata immediatamente bloccata in scrittura, lasciando però il testo "approvato". È anche vero che in questo modo la pubblicità è molto maggiore di una paginetta di poche righe in mezzo a più di trecentomila. L'unica cosa su cui mi sento di approvarlo pienamente è la sua frase <em>«Anche la credibilità di wikipedia ne esce confermata per quella che è. Del tutto opinabile»</em>. Ma lo scriveva già il mai troppo compianto Beppe Viola trent'anni e più orsono: "quelli che... l'ha detto il telegiornale! - sì, ma... - l'ha detto IL TELEGIORNALE!"</p>

<p>Scritto tutto questo (e aggiunto sommessamente che sono sempre più d'accordo con chi dice "togliamo da Wikipedia tutte le biografie di persone che non sono morte almeno da cent'anni") mi resta ancora da commentare <a href="http://oceanidigitali.it/drupal/wikipedia_diffamazione_IT">questo articolo di Alessandro Bottoni</a> sul tema: articolo che a prima vista sembra perfetto ma... <br />
Il primo punto da fare notare è che Bottoni si confonde tra responsabilità <em>civile</em> e <em>penale</em>. La differenza non è affatto da poco: tutto il suo discorso, che termina in pratica con "occorre che i contributori di wikipedia siano identificabili con certezza", crolla miseramente. (Ah, tra l'altro è ovvio che tutte le modifiche all'enciclopedia sono loggate, e che se mai ci fosse qualcosa di davvero penalmente rilevante il perpetratore verrebbe beccato subito). Per quanto riguarda la responsabilità civile, la questione si fa interessante, visto che nessuno in Italia è direttamente legato all'enciclopedia (i server, oltre che non stare in territorio italiano il che non sarebbe poi così importante, sono gestiti da Wikimedia International). <br />
Anche definire Wikipedia "base di dati affidabile" è un'affermazione che probabilmente dovrebbe essere provata in tribunale: sicuramente non viene mai affermata dall'enciclopedia, anzi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Benvenuto">nella pagina di benvenuto</a> si scrive in grassetto «<b>Wikipedia non può fornire garanzie sulla validità e l'accuratezza dei suoi contenuti</b>». Infine, la "struttura di controllo" vagheggiata da Bottoni esiste già, anche se è informale: basta pensare che le pagine sono oscurate se qualcuno <b>si limita ad affermare</b> di volere adire a vie legali. </p>

<p>Il punto che continua a non essere considerato da chi non vuole l'anonimato è un altro. Anche le informazioni firmate da me possono essere o no corrette: anche se si assume la mia completa buona fede, non è detto che non mi possa sbagliare. Bene: un'enciclopedia con metti diecimila nomi-e-cognomi che hanno contribuito quale garanzia mi darebbe sulla veridicità delle informazioni? Nessuna. Anche immaginando di avere una biografia dei contributori <a href="http://www.internetbookshop.it/disco/0743211941525/LUCIO_BATTISTI/DON_GIOVANNI.html">Cassiodoro Vicinetti e Olindo Brodi</a>, e immaginando che la biografia sia vera - perché poi alla paranoia non c'è mai limite - che possiamo pensare del loro lavoro? Chissà. Quindi, o aboliamo il concetto di Wikipedia, e qua penso molte persone si stiano sfregando le mani al pensiero, oppure partiamo dal più sano principio di <b>usare</b> l'enciclopedia e non <b>venerarla</b>. Poi se naturalmente vivessimo nel migliore dei mondi possibili la voce su Del Papa avrebbe avuto come nota qualcosa tipo "Tra il 2005 e il 2006 apparvero sul sito di Indymedia molti interventi firmati Massimo Dal Papa; Dal Papa ha però affermato che tali interventi non sono suoi, ed erano stati scritti per diffamarlo". Ma so che questo non sarà mai possibile.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Scalone o scalinata?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200705/003067.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Se i sindacati accetteranno <a href="http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/economia/pensioni/pensioni-58anni/pensioni-58anni.html">quanto appena proposto da Prodi</a> sull'innalzamento dell'età pensionabile, avremo ancora una volta mostrato come in Italia le scelte siano fatte in maniera assolutamente casuale. <br />
Lo "scalone" della legge Maroni (in pratica, un blocco per tre anni delle pensioni di anzianità) è indubbiamente una stupidaggine, visto che fa delle discriminazioni troppo grandi; l'affermazione che «non avrebbe prodotto nessun beneficio in termini di risparmi», come casualmente reso noto oggi dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, è comunque falsa. Ma che ti inventa Prodi al posto dello scalone? una scalinata di un anno ogni diciotto mesi <em>per arrivare nel 2012 a un'età pensionabile di 62 anni</em>. Vediamo una tabellina per semestre di nascita con i due sistemi:<br />
<tt>nascita  Maroni  Prodi</tt><br />
<tt>1/1950    1/2007    1/2007</tt><br />
<tt>2/1950    2/2007    2/2007</tt><br />
<tt>1/1951    1/2011    1/2009</tt><br />
<tt>2/1951    2/2011    2/2009</tt><br />
<tt>1/1952    1/2012    1/2010</tt><br />
<tt>2/1952    2/2012    2/2011</tt><br />
<tt>1/1953    1/2013    1/2012</tt><br />
<tt>2/1953    2/2013    2/2012</tt><br />
<tt>1/1954    1/2014    1/2014</tt><br />
<tt>2/1954    2/2014    2/2014</tt><br />
<tt>1/1955    1/2015    1/2015</tt><br />
<tt>2/1955    2/2015    2/2016</tt><br />
<tt>1/1956    1/2016    1/2017</tt><br />
<tt>2/1956    2/2016    2/2017</tt><br />
<tt>1/1957    1/2017    1/2019</tt><br />
<tt>2/1957    2/2017    2/2019</tt><br />
Simpatico, vero?<br />
Non parliamo poi della rivalutazione, che poi è una svalutazione visto che ci daranno meno soldi, dei coefficienti di trasformazione: cosa di per sé obbligatoria, anche se Silvio se ne era dimenticato, e che però non dovrebbe essere fatta per i pensionati al minimo (che altrimenti avrebbero avuto bisogno dell'integrazione alla pensione sociale...), alle donne (che spesso sono al minimo comunque) e... per chi ha solo pensione contributiva, vale a dire praticamente nessuno per i prossimi vent'anni. Che ne dite? non vi sembra un'idea... geniale? (cit.)<br />
<b>Aggiornamento</b> (4 maggio) Il Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale ha solo detto che il superbonus previsto da Maroni (se stai volontariamente a lavorare più del dovuto, ti lasciamo una barcata di soldi) è stato un flop. Così la cosa ha più senso, anche se non credo che servisse il NVSP per scoprirlo!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>culattacchioni!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200704/003021.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Facendo finta di nulla come gli capita spesso - d'altra parte, cosa non si fa pur di non parlare del costituendo Partito Democratico... - Repubblica sta sempre sulla notizia e pubblica questa <a href="http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/genetica/gay-etero/gay-etero.html">"inchiesta"</a> di Luigi Bignami, dall'eloquente titolo <em>Etero o gay, la scelta non è libera -<br />
"Un gene decide il gusto sessuale"</em>. <br />
Nel caso non fosse chiaro, il concetto che sta dietro le tesi dell'articolo è più o meno "lo vedete? il gay è un malato", con tutto ciò che ne consegue. Il fatto poi che le donne sembrino avere una modalità diversa per ottenere un'identità sessuale, se devo essere sincero, mi sembra ancora più maschilista. <br />
Ma il vero guaio è che come al solito dall'articolo sul foglio scandalistico scalfariano non si può andare da nessuna parte, visto che il concetto di "approfondimento" viene da loro tradotto come "ci sono altri articoli sul nostro bellissimo giornale che abbiano delle parole in comune con questo". Questo non è bello. Ho provato allora, nelle pause dei test che devo fare oggi, ad andare un po' a ritroso e a cercare le fonti.<br />
Innanzitutto <a href="http://www.nytimes.com/2007/04/10/health/10gene.html?ref=health&amp;pagewanted=print">questo</a> è l'articolo del New York Times. La prima cosa che salta agli occhi è che la versione italiana è quasi esattamente la traduzione della prima metà dell'originale inglese: il "quasi" è dovuto al fatto che non è stato tradotto il paragrafetto che spiega come sia il gene SRY a cambiare la destinazione del tessuto ovarico che si trasfoma in testicolare. Non si può pretendere che si traduca proprio <em>tutto</em>, direte: è vero, ma senza almeno quella frasetta il <b>titolo</b> dell'articolo di rep.it è assolutamente incomprensibile, visto che nel corpo dell'articolo non si parla per nulla di geni, ma solo di comportamentismo. L'altra piccola differenza è che non c'è traccia della frase «Stando alle ultime ricerche - riassunte in un articolo apparso sul New York Times - mentre un uomo nasce con un indirizzo sessuale ben definito, nelle donne questo lo è di meno e succede spesso che l'indirizzo lesbico si manifesti in età adulta». L'originale dice semplicemente «I'm not even sure females have a sexual orientation. But they have sexual preferences. Women are very picky, and most choose to have sex with men» che è piuttosto diverso. <br />
Però bisogna dire che Bignami, o le sue fonti, hanno fatto un'aggiunta, vale a dire le percentuali di gemelli mono- oppure eterozigoti entrambi omosessuali. Vediamo da dove arrivano.<br />
Innanzitutto, Bayley è una figura moltro controversa, e quindi una sua beografia è ipso facto <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/J._Michael_Bailey">presente su wikipedia (inglese)</a>: biografia non esattamente elogiativa. D'altra parte, i suoi studi sono anche pubblicati, ad esempio <a href="http://www.psych.northwestern.edu/psych/people/faculty/bailey/Publications/Bailey%20et%20al.%20twins,2000.pdf">qua</a> (studio su gemelli australiani), <a href="http://www.psych.northwestern.edu/psych/people/faculty/bailey/chiversetal.pdf">qua</a> (differenze nell'eccitazione sessuale tra uomini e donne), o <a href="http://www.psych.northwestern.edu/psych/people/faculty/bailey/Publications/Dawood%20et%20al.,%202000.pdf">qua</a> (cause familiari nell'omosessualità maschile). Gli articoli, almeno a prima vista, sono costruiti correttamente, nel senso che non vengono solamente indicate le varie percentuali, ma anche gli altri parametri statistici: è pero vero che non mi sono messo a fare i conti, ma con insiemi così piccoli come quelli studiati da Bayley è difficile riuscire a estrapolare certezze di un qualunque tipo. <br />
Un'ultima cosa: la parte relativa a Larry Cahill è assolutamente fuori contesto. Il suo <a href="http://www.nature.com/nrn/journal/v7/n6/pdf/nrn1909.pdf">articolo</a> (pdf) citato con tanta foga spiega semplicemente come il cervello maschile e quello femminile sono essenzialmente diversi, ma leggendolo non c'è traccia di verifiche su LGBT, il che non è così strano visto che Cahill è un neuroscienziato e non certo uno psicologo. Onestamente, però, anche l'articolo statunitense fa la stessa confusione: non si può dare sempre la colpa ai nostri!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Referendum elettorali</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200704/003006.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Grazie ad Apis, ho recuperato il link al sito dei proponenti <a href="http://www.referendumelettorale.org/">i referendum elettorali</a>. Per chi si stesse chiedendo quali sarebbero - che io sappia, non è ancora partita la raccolta di firme - sono due quesiti: il primo abolisce l'attuale premio di maggioranza <em>per coalizioni</em>, lasciandolo solo alla <em>lista</em> con il maggior numero di voti; il secondo vieta di candidarsi in più di una circoscrizione, eliminando i "candidati civetta". Tutte belle cose, intendiamoci, e che di per sé condivido. Però rimane fuori un punto per me fondamentale: l'attuale Calderolium impedisce all'elettore di esprimere la preferenza per una persona, visto che le liste sono bloccate e gli eletti vengono presi nell'ordine di apparizione, manco fossero i personaggi e interpreti di uno sceneggiato. E naturalmente né la <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/03_Marzo/09/chiti.shtml">"Bozza Chiti"</a> né il <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/04_Aprile/02/vertice_legge_elettorale_cdl.shtml">Calderolium 2 - la veLetta</a> si sognano di rimettere le cose come stavano in passato: un po' quello che successe dopo la cosiddetta "Restaurazione" del Congresso di Vienna, che restaurò tutto eccetto le repubbliche.<br />
A questo punto mi sono chiesto se sarebbe stato possibile fare un referendum (abrogativo, chiaramente) per ritornare alle preferenze, e mi sono imbattuto in un problema. La <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/05270l.htm">legge 270/2005</a>, il Calderolium appunto, non è una legge organica ma una serie di toppe al Testo Unico del 1957: uno dei sistemi italiani usuali per complicare le cose. Sono andato a cercare le versioni ufficiose del testi presenti nei siti della <a href="http://www.camera.it/cost_reg_funz/667/668/copertina.asp">Camera</a> e del <a href="http://www.senato.it/istituzione/108452/108453/genpagspalla.htm">Senato</a>, e ho scoperto cose molto strane. Al Senato non c'è nulla da fare, ma l'articolo 58 del testo unico della Camera continua a parlare di doppia scheda, di lista e di preferenza; la legge 270/2005 ha abolito il sesto comma ma gli altri rimangono. Questo significherebbe che un referendum che trasformasse l'articolo 4 così:<br />
<em>4. Ogni elettore dispone di un voto <s>per la scelta della lista</s> ai fini dell'attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su un'unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista.</em><br />
cancellando cioè le parole "per la scelta della lista", e togliesse dall'articolo 58 le parti sul voto di coalizione sarebbe sintatticamente lecito e produrrebbe i risultati voluti. <br />
Che ne dite? mi formate un comitato referendario ad hoc? :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>quanta fretta!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200703/002996.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Stamattina sulla Stampa sia <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=260&amp;ID_sezione=56">Gramellini</a> che <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=2688">Beccaria</a> gioiscono perché "l'italiano è diventato lingua ufficiale della Repubblica". Qualcuno dei miei lettori più attenti probabilmente si ricorderà che avevo parlato della cosa <a href="http://xmau.com/notiziole/archives/002704.html">qualche mese fa</a>; pertanto non mi ripeto qua. Non posso però evitare di segnalare che la notizia pubblicata è assolutamente falsa. La <a href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm">Costituzione</a>, all'articolo 138, afferma che una modifica costituzionale deve fare quattro passaggi, due per ciascuna camera; il Parlamento è arrivato solamente alla <a href="http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=648">prima lettura</a>. Insomma, se va tutto bene la legge sarà promulgata quest'autunno. <br />
Non è bello che un giornale serio come La Stampa prenda una simile cantonata, non trovate? <br />
(ps: devo dire che trovo divertente che il relatore del progetto di legge si chiama <b>Italo</b> Bocchino. Nomen omen)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Osvaldo Cavandoli e la Linea</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200703/002944.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Sleepers mi ha gentilmente rimproverato perché la scorsa settimana non ho commentato la morte di Osvaldo Cavandoli. Purtroppo la scorsa settimana ho dovuto anche lavorare - sì, succede anche questo - e quindi alcune cose sono passate in cavalleria. Provo a rimediare oggi.<br />
Cavandoli è stato in un certo senso sfortunato: il successo della Linea è stato tale che è stato costretto a fossilizzarsi su questo "piccolo uomo vivace, dal naso realmente espressivo, con tutte le istanze e le preoccupazioni della vita moderna. Figlio di una matita e di una mano". La mano che disegnava la Linea era la sua, il naso... pure. <br />
La nascita della Linea è strana: citando <a href="http://www.monitorpop.de/index.php5?cat=products&amp;id=17">lo stesso Cavandoli</a>, "Nel 1969 stavo facendo pulizia sul tavolo di lavoro, e anche una pulizia mentale delle cose che erano state delle costrizioni nel passato. L'esperienza e la conoscenza degli anni passati mi avevano fatto capire che dovevo scegliermi una strada personale. Ero lì a scribacchiare su un foglio, con la penna che si muoveva senza sosta a disegnare linee: a un certo punto, guardandole, compresi d'un tratto che l'idea migliore era di limitarmi a una singola linea e dire tutto quello che volevo esprimere con questa singola linea."<br />
Cavandoli portò così i provini ad alcune agenzie pubblicitarie, e l'ingegner Emilio Lagostina si innamorò dell'idea e gli commissionò una serie di caroselli. Il personaggio venne chiamato inizialmente Agostino Lagostina, anche se il nome venne poi lasciato perdere: la voce quasi paperinesca fu di Giancarlo Bonomi, che gli fornì una parlata tra l'onomatopeico e il brianzolo, e la colonna sonora venne composta dal musicista jazz Franco Godi. Il minimalismo ovviamente trionfava in questi short, ma l'interazione tra la Linea (che si trovava sempre il suo percorso interrotto e sbraitava) e la mano, che subito gli inventava qualcos'altro) era una storia nella storia.<br />
I caroselli furono però così efficaci che Cavandoli non riuscì nemmeno a sdoganare il proprio personaggio, nonostante una striscia a fumetti apparsa nel 1972: l'autore ebbe molto più successo all'estero, tanto che le informazioni che ho scritto qua sono state ricavate da siti stranieri.<br />
Due chicche per gli ammiratori: in un sito francese è possibile vedere <a href="http://www.tv5.org/TV5Site/la_linea/">parecchie avventure della Linea</a>, e a quanto pare in Germania stanno pensando di <a href="http://www.amazon.de/Linea-Vol-1-3-DVDs/dp/B000MMN6X4">ripubblicare i DVD</a> con la collezione delle avventure (forse il CD con la colonna sonora è un po' esagerato). Come dicevo, nemo propheta in patria.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>l&apos;Istat e l&apos;inflazione per le famiglie</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200702/002891.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Magari vi è capitato di leggere <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/02_Febbraio/20/istat_inflazione.shtml">questa notizia</a> sull'inflazione "più alta per le famiglie povere". Visto che le varie fonti davano notizie contrastanti, ho pensato bene di andare <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070220_00/testointegrale.pdf">alla fonte</a> (281K di pdf), per cercare di capirne un po' di più. Purtroppo non sono un vero esperto di statistica, quindi la mia analisi sarà un po' semplicistica: ma spero che sia comunque sufficiente per darvi un'idea più completa.<br />
Premessa (mia): salvo in caso di presenza di prezzi amministrati per i generi di largo consumo, è abbastanza naturale che l'inflazione pesi di più sulle famiglie con disponibilità minore di reddito: il valore ricavato è la media pesata di cose "nuove" che tendono a decrescere di prezzo e cose "usuali" che invece generalmente rincarano.<br />
Premessa (istat): queste non sono statistiche "dirette" che sarebbero costate troppo, ma sono state fatte a tavolino prendendo il paniere standard e cambiandone i pesi secondo un'altra statistica sui consumi delle famiglie. Un mettere le mani avanti, ma supponendo che il lavoro sia stato fatto bene non ci dovrebbero essere grossi problemi.<br />
Sono state scelte quattro tipologie di famiglie, anzi cinque: quelle in affitto, i pensionati, le famiglie (normali e di pensionati) appartenenti al 20% più basso di reddito, <u>e la famiglia media</u>. Il motivo per cui ho sottolineato questa quinta categoria sarà chiaro dopo.<br />
Il grafico di pagina 6 mostra come a prima vista i tassi di inflazione siano abbastanza correlati tra i vari gruppi, tranne per il fatto che le famiglie deboli hanno oscillazioni molto maggiori: a fine 2004-2005 erano messe meglio, per la stabilità se non il ribasso dei prezzi degli alimentari, mentre quest'anno sono più in difficoltà per l'aumento dei prezzi dei carburanti. Ma quello che conta di più è il risultato finale; a dicembre 2006 le famiglie più povere vedono un aumento dei "loro" prezzi del 2.8% rispetto all'anno prima, mentre l'inflazione "ufficiale" era sul 2%. "Ma sono i polli di Trilussa", qualcuno dirà: e invece no. L'indice medio per le famiglie mostra un rincaro del 2.5%. Inutile dire che nelle noticine a fondo documento c'è scritto "non si possono confrontare questi dati con quelli ufficiali, per questo questo e questo; e comunque anche nel resto dell'Europa ci sono di questi problemi". Ma il punto è un altro: questa discrepanza dei tassi significa che c'è un errore di base in tutti quegli istituti che dipendono dal tasso di inflazione.<br />
Mi spiego: va benissimo usare il tasso d'inflazione ufficiale quando si calcola la differenza del PIL, visto che quello dovrebbe raffigurare tutta l'economia italiana. Ma per un contratto di lavoro, o per la contingenza sulle pensioni (che esiste ancora, anche se non lo sapevate), o ancora per la rivalutazione del TFR sarebbe più corretto usare un tasso più vicino a quanto spende davvero una famiglia, e forse addirittura scegliere il tasso delle famiglie "povere" visto che sono loro quelle con un reddito più compresso e che dovrebbero essere più tutelate. Ma questa è un'utopia.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>DiCo: i Pacs all&apos;italiana</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200702/002859.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Occhei, non si chiamano Pacs ma "DiCo", DIchiarazioni di COnvivenza. Si sa, un bel nome è sempre la prima cosa da trovare. Ma veniamo al <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2007/02_Febbraio/09/dico.shtml">DDL </a> (acronimo che ricordo stare per <b>disegno</b> di legge, il che vuol dire che quando verrà portato alle Camere ne vedremo delle belle) per capire quanto è stato un compromesso al ribasso, e se c'è da salvare qualcosa.<br />
L'articolo 1, tendenzialmente, non è poi così male. C'è però la prima vera fregatura: la dichiarazione è resa <em>contestualmente</em> e non insieme. Tradotto dal politichese, io e il mio compagno non facciamo una dichiarazione in cui diciamo che conviviamo, ma ciascuno di noi fa una dichiarazione distinta in cui dice che convive con l'altro. Sembra una questione di lana caprina: però quella singola parola mostra come già un DDL così blando sia stato un casino immane da fare approvare, e l'unico sistema sia stato quello di <u>evitare</u> di dover fare un registro delle unioni civili. Altro che pensare a patti di convivenza a tre... Invece, nonostante ci sia chi ci ride dietro, non trovo che la raccomandata da spedire sia una cosa così assurda. In fin dei conti, se sto convivendo con qualcuno si può immaginare che generalmente ce la facciamo, a presentarci insieme in anagrafe. Poi ci saranno casi particolari, ma saranno appunto una minoranza, un po' come il matrimonio per procura. <br />
L'articolo 2 dice che se uno ha ammazzato il coniuge dell'altro per conviverci insieme forse è meglio evitare, e fin qua siamo tutti d'accordo. Né puoi convivere con la badante, ma se proprio vuoi te la devi sposare. Qui siamo un po' più sessisti, ma può ancora andare abbastanza bene.<br />
Gli articoli dal 3 al 6 parlano finalmente di diritti, come quello all'assistenza, alle decisioni in materia di salute e al pemesso di soggiorno: questi diritti non costano soldi allo Stato, e infatti valgono da subito :-) Spero che a nessuno venga in mente di cercare di emendarli, anche solo per fare un po' di ostruzionismo. Quello che va male è il 7: anche se a prima vista sembra che venga dato il diritto di avere una casa popolare, se si legge bene viene scritto che le Regioni <em>tengono conto della convivenza</em>. Anche senza pensare a un "tenere conto in segno negativo" (sì, sono un matematico, per me la cosa sarebbe normale) mi sa tanto che Formigoni troverà un sistema per dire "se sei sposato conta per 10 punti nelle graduatorie, se convivi per 2". A differenza della "contestualità" che era indubbiamente voluta, mi chiedo come mai abbiano usato una formulazione di questo tipo. <br />
Gli articoli 8 e 9 cominciano a toccare temi più economici, e infatti si nota come ci vogliano tre anni di convivenza (o un figlio in comune... si sa che il "tengo famiglia" è principe) per subentrare nell'affitto, e lo stesso per chiedere l'avvicinamento del lavoratore per cause familiari. Di per sé questo ultimo punto lo capisco anche, e mi pare non sia poi troppo diverso da quello che succede nel matrimonio. Non capisco invece che significa che nel caso tu lavori per l'impresa del convivente puoi chiedere una partecipazione agli utili <em>salvo che l’attività medesima si basi su di un diverso rapporto</em>. Che vuol dire? Non credo si parli di rapporto "master-slave"...<br />
Articolo 10, pensione: la risposta della legge è "boh". Manco fosse una legge costituzionale, si afferma il diritto e si lascia ad altra legge l'attuazione. <br />
Articolo 11, eredità: nove anni mi sembrano davvero tanti, ed è interessante notare come la tassa di successione abbia una franchigia molto più bassa che per i parenti "veri". Però, come dicevo sopra, qui si cominciano a toccare i soldi, e si sa che sarebbe andata a finire così.<br />
Articolo 12, alimenti: è l'unico articolo in cui ci sono dei <b>doveri</b> del convivente, e infatti è stato messo in fondo. Anche qua i diritti scattano dopo tre anni di convivenza e, a differenza di quanto immagino capiti in caso di divorzio, non sono di durata indefinita. Mi sembra relativamente equo, anche se migliorabile.<br />
L'articolo 13, quello delle "varie ed eventuali", introduce l'interessante possibilità che - tranne per la pensione, Dio non voglia... - quando la legge sarà promulgata si potrà dire che si era già conviventi da prima della legge. Servirà relativamente a poco, se non per l'eredità, ma da un certo punto di vista serve a suggellare il fatto che le convivenze non nascono con la legge: a me personalmente la cosa piace.<br />
E infine la vera chicca: la copertura finanziaria. In Italia tutte le leggi devono indicare da dove prendono i soldi; nel DDL si parla dei costi per il 2008 e per il 2009. Nulla per il 2007, come se pensassero "tanto quest'anno non riusciremo certo ad approvarla"... E naturalmente nulla per il futuro più lontano, il che è abbastanza logico; ma ciò significa comunque che tutti i tempi sono stati studiati per evitare di dire "dove pigliamo i soldi".<br />
In definitiva? È un disegno di legge che non mi piace troppo, perché cerca disperatamente di negare il fatto che esista gente che vuole convivere (e gente che non può che convivere, visto che il matrimonio omosessuale non esiste). Però dà finalmente dei diritti a queste persone, e sono convinto che in casi come questo sia davvero meglio l'ovetto oggi piuttosto che la gallina che chissà se domani ci sarà.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>che è successo alla free press?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200701/002777.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Io non me n'ero accorto, ma <a href="http://www.xthlx.it">Senera</a> me l'ha fatto notare. In questi giorni, i giornali gratuiti sono più smilzi del solito. La triade milanese (Leggo, Metro e City) è composta di 24 pagine, mentre ad esempio <em>City</em> del 21 dicembre che è rimasto sulla mia ordinatissima scrivania di pagine ne aveva 36 e quello dell'8 gennaio (primo dopo la pausa) 28.<br />
Ragione di questo calo della foliazione? immagino il calo della pubblicità. Ho fatto un conto spannometrico sui tre numeri di <em>City</em> che mi sono ritrovato per le mani, ed ecco i valori.<br />
21 dicembre: 19.5 pagine su 36 (54%)<br />
8 gennaio: 9.25 pagine su 28 (33%)<br />
11 gennaio: 7.66 pagine su 24 (32%)<br />
Resta da capire se il calo delle inserzioni pubblicitare è solo momentaneo, oppure è un indice che il mercato è stato saturato e quindi prima o poi ci troveremo qualche cadavere.</p>]]></description>
    </item>

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