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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:25:22 +0100</pubDate>

    <item>
      <title>Il (non) accordo a Pomigliano d&apos;Arco</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201006/006665.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Occhei, sono andato a leggermi <a href="http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/materiali/10_06_01-fiat.pdf">il documento non accettato dalla FIOM</a>. Riassumo in breve - si fa per dire - quello che ho capito: ricordate che non sono un metalmeccanico e sono anche un sindacalista arrugginito. Ho aggiunto qualche rapidissimo commento su alcuni punti.</p>

<p>(1) turnazione: su 18 turni settimanali, con richiesta di deroga alla legge sulla distanza minima tra due turni. Non ho capito se il turno sfigato (quello tra domenica notte e lunedì mattina) in realtà non sia pagato come straordinario, oppure se sia semplicemente previsto come possibilità di straordinario (e quindi non effettuato normalmente)<br />
(2) straordinario: possono esserci fino a 80 ore l'anno di straordinario non contrattato, con una richiesta quasi all'ultimo momento (tre giorni prima sono davvero pochi, e nel caso della mezz'ora di pausa mensa addirittura con 48 ore - ma questo è un problema minore)<br />
(3) rapporto diretti-indiretti: è una cosa tecnica che non conosco. Restare a parità di inquadramento e stipendio è un obbligo di legge.<br />
(4) bilanciamenti produttivi: maggiore flessibilità all'interno del turno, immagino per evitare scioperi a scacchiera e sicuramente per mantenere alto il tempo d'uso dei macchinari.<br />
(5) organizzazione del lavoro: tolgono dieci minuti di pausa (se ne avrebbero tre da 10' invece che due da 20'); i dieci minuti saranno pagati in più.<br />
(6) formazione: mentre gli stabilimenti vengono ristrutturati e i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria, dovranno obbligatoriamente seguire i corsi di aggiornamento. Sarebbe stato più giusto che FIAT aggiungesse parte dello stipendio per arrivare al livello del lavoro normale, visto che gli operai sono comunque impegnati in azienda.<br />
(7) recuperi produttivi: c'è la grossa fregatura che se non si lavora perché i fornitori si consegnano allora si deve recuperare con straordinario non pagato come straordinario ma con lo stipendio normale. Notate che qui non ci sarebbe colpa dei lavoratori.<br />
(8) assenteismo: qui non riesco a dare tutti i torti a FIAT che si trova picchi di assenze giustificate che arrivano casualmente nei giorni di sciopero e quindi non vuole pagarle, fatti salvi casi particolari. Che i permessi elettorali siano troppi e l'azienda chieda che le ore perse vengano recuperate a costo zero per lei è comprensibile, anche se mi sa che sia illegale; purtroppo qua la soluzione dovrebbe essere a livello legislativo (chessò, i permessi elettorali sono da considerarsi un "prestito da restituire" se ti candidi ma prendi meno della metà dei voti dell'ultimo eletto del tuo partito)<br />
(9) cassa integrazione straordinaria per tutti durante la ristrutturazione, essendo pesante.<br />
(10) taglio indennità: un classico, ce le siamo beccate tutti. Per chi non è lavoratore dipendente: se tu stai lavorando continuerai ad avere quei soldi, ma i nuovi non li beccano.<br />
(11) straordinari e lavoro notturno restano pagati come prima.<br />
(12) c'è la possibilità di spostare gente da Pomigliano a Nola.<br />
(13) semplice nota tecnica<br />
(14) l'accordo è un "prendere o lasciare"; se lo si accetta non si può più scioperare *contro quell'accordo* né come sigle sindacali né come singoli, e nel caso FIAT taglia tutti i permessi e contributi sindacali (sia quelli standard metalmeccanici che quelli aggiuntivi nel contratto FIAT)<br />
(15) l'accordo è un "prendere o lasciare"; andare contro una qualunque delle clausole dell'accordo (come per esempio scioperare contro il diciottesimo turno) costituisce infrazione disciplinare (cosa che direi vada contro il diritto di sciopero)<br />
Tutto il resto sono tabelle con i turni, spiegazione del nuovo sistema di lavoro, ecc. ecc.</p>

<p>Che dire? Onestamente non è certo un accordo vantaggioso per i lavoratori, e ci sono un paio di punti (8 e 15) a rischio di costituzionalità e un paio d'altri (6 e 7) inutilmente peggiorativi. Però ho visto molto di peggio in passato approvato senza colpo ferire. Considerando che tanto i sindacati (anche Fim Uilm Ugl, non crediate) siglano sempre "previa accettazione dei lavoratori mediante referendum), la mia sensazione è che Fiom stia cercando lo scontro. Se io fossi stato un dirigente sindacale avrei chiesto all'azienda una clausola esplicita di pene aziendali in caso di incostituzionalità dei due punti indicati sopra (e magari avrei ancora lottato per gli altri due), oltre ovviamente che la conferma da parte dei lavoratori. So bene che i tempi di giudizio della Suprema Corte sarebbero comunque lunghi (ma tanto per i lavoratori della futura linea della Panda il problema non si pone, visto che avranno due anni di Cigs), però si ribaltava l'effetto mediatico, visto che il sindacato avrebbe potuto dire che l'azienda sa bene di andare contro la Costituzione.<br />
La seconda cosa che non posso capire è se e quanto la situazione interna sia davvero così allo sbando da far sì che Marchionne chieda di blindare quelle clausole. In Fiat dovrebbero ricordarselo: la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcia_dei_quarantamila">marcia dei 40000</a> è stato sicuramente un colpo mediatico di Romiti, ma mi sa che anche il sindacato di errori ne aveva fatti. Vediamo che succederà adesso.</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (h15:15) ho specificato meglio il punto 15.</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (h17:00) Mi hanno fatto notare che ho preso una versione più vecchia del documento. Ecco le modifiche rlevanti intervenute <a href="http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/pomigliano/10_06_08-testo_Fiat.pdf">in quella finale</a>:</p>

<p>(7) è aggiunta la possibilità di studiare con le RSU come fare i recuperi produttivi: in realtà non cambia nulla.<br />
(8) Innanzitutto viene tolta la possibilità di cercare misure alternative contro i certificati medici nei giorni di sciopero, lasciando solo la commissione azienda-sindacato per individuare i veri malati; inoltre Fiat può chiudere la fabbrica se in periodo elettorale ci sono troppe assenze. Cade così la pregiudiziale costituzionale di cui parlavo sopra; però la toppa è peggiore del buco perché blocca ferie e permessi anche a chi non si faceva candidare per starsene a casa un mese, con la beffa che bisogna anche recuperare quelle giornate perse come da punto 7.</p>

<p>Aggiungo, rileggendo il tutto, che il punto 14 è un po' strano, a meno che non riguardi l'obbligo per i sindacalisti di non remare contro l'accordo dopo averlo firmato; il che probabilmente è la ragione per cui Fiom ha deciso di non legarsi le mani. La cosa è delicata, perché non è chiaro quali siano le parti di vertenze sindacali legate esplicitamente a quella bozza di intesa; non so se un pretore del lavoro le accetterebbe come valide.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>La SIAE e l&apos;inno di Mameli</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201004/006566.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Premetto che per quanto mi riguarda se la SIAE andasse a fuoco arriverei con una tanica di benzina. Detto questo, vorrei aggiungere due parole sul fattaccio la cui onda lunga ieri sera è arrivata anche sui blog: il presidente del Consiglio comunale di Messina, Giuseppe Previti, che ha <a href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=61859&amp;Edizione=4&amp;A=20100427">scritto a Napolitano</a> lamentandosi perché la SIAE esige i diritti per le pubbliche esecuzioni dell'inno di Mameli. Ora nella nostra simpatica nazione non si può mai escludere nulla, e posso anche immaginare che qualche solerte funzionario abbia provato a estorcere un po' di soldi che servono sempre alle disastrate casse dell'associazione. Però credo che la storia sia molto più burocraticamente semplice; provo così a raccontare un po' di cose come non le vedrete in giro da molte parti.</p>

<p>Il testo del <i>Canto degli Italiani</i> scritto da Goffredo Mameli (morto nel 1849) e la melodia composta da Michele Novaro (morto nel 1885) sono nel pubblico dominio, dato che «I diritti di utilizzazione economica durano per tutta la vita dell’autore e fino a 70 anni dopo la sua morte» e «trascorso tale periodo l’opera cade in pubblico dominio». (Tutti i virgolettati sono presi dal <a href="http://www.siae.it/Faq_siae.asp">sito stesso della SIAE</a>, non mi invento nulla). Un'opera caduta nel pubblico dominio non si fa affatto male, al limite fa male alle casse SIAE: infatti «L’opera caduta in pubblico dominio è liberamente utilizzabile senza autorizzazione e senza dover corrispondere compensi per diritto d’autore». Tutto bene, allora? No. La frase seguente nelle FAQ della SIAE è infatti «Ciò purché si tratti dell’opera originale e non di una sua elaborazione protetta.»</p>

<p>A questo punto i miei ventun lettori, che sono molto svegli, hanno capito cosa sta succedendo. È evidente che non ci sono registrazioni ufficiali dell'Inno di Mameli ai tempi della Repubblica Romana; quando così si suona l'inno all'inizio di una manifestazione si prende <em>una sua elaborazione</em> (detto in altro modo, un disco o un MP3) e subito l'avvoltoio... ehm, il funzionario SIAE arriva a chiedere la sua libbra di carne. Tutto legalissimo. Ma deve per forza essere così?</p>

<p>La soluzione, dal mio punto di vista, è semplicissima. Sono ragionevolmente certo che la Presidenza della Repubblica ha la possibilità di pagare un'orchestra per una registrazione ufficiale dell'inno, e nel caso voglia anche le parole possa anche pagare un coro; tanto la parte istituzionale è solo la prima strofa che non è così lunga e a volte riesce a essere memorizzata persino da un calciatore. A questo punto il Quirinale prende la registrazione (di cui ha acquistato i diritti economici di elaborazione), rinuncia esplicitamente ai suoi diritti e la lascia a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna distinzione. Sarebbe preferibile porla nel pubblico dominio, ma anche solo una cessione a titolo gratuito dei diritti di esecuzione sarebbe sufficiente. Tutti quelli che vogliono eseguire l'inno lo prendono, lo suonano e salutano l'ominio SIAE.</p>

<p>Se io fossi un consigliere della Presidenza della Repubblica andrei anche oltre, e troverei un modo per rendere liberamente disponibile tutto il materiale istituzionale pubblicizzando nel mentre la cosa: ma sono un utopico utopista. Però questo primo passo non è così difficile, e renderebbe (quasi) tutti felici: no?</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (12:15) Specifico meglio il concetto di "elaborazione protetta". Le parole dell'inno sono nel pubblico dominio. La melodia dell'inno (quello che si canta, insomma: re - re mi re, si - si do si, e così via) è nel pubblico dominio. Un qualunque arrangiamento del brano, che sia suonare l'inno in versione orchestrale, reggae, heavy come fece Jimi Hendrix con l'inno americano, è una <i>elaborazione</i>. A questo punto l'elaborazione è una cosiddetta "opera derivata" e gode degli stessi diritti dell'opera originale; se io pubblico uno spartito con il mio arrangiamento dell'Inno, posso chiedere i diritti di esecuzione. Questa è la definizione di <i>protetta</i>.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Grande distribuzione: più concentrata di quanto sembri</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200908/005889.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Tutto è partito da <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8225988.stm">questa notizia</a> sul sito della BBC, che segnalava come il gruppo Carrefour aveva chiuso il primo semestre 2009 in perdita a causa di operazioni straordinarie in Italia. Che esistesse Carrefour Italia lo sapevo, che i supermercati GS siano comunque del gruppo Carrefour lo sapevo pure, ma la storia non finisce lì.</p>

<p>A quanto sono riuscito a scoprire, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2000/novembre/02/Supermercati_corsa_alla_concentrazione_Finiper_co_0_0011021220.shtml">già nel 2000</a> Carrefour era entrata con un 20% nel capitale di Finiper (la società che gestisce i supermercati Iper); Finiper a sua volta si era presa il controllo dei supermercati Unes. La cosa è continuata più o meno così negli anni (vedi <a href="http://www.filcams.cgil.it/stampa.nsf/0/449672406f141a22c1256fc4003e7860?OpenDocument">2005</a>, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/dicembre/08/Brunelli_aspetta_Carrefour_ce_0_081208047.shtml">dicembre 2008</a>, <a href="http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-726810/unes-finiper-brunelli-2008/">lo scorso luglio</a>), il tutto naturalmente all'oscuro del consumatore che pensa di avere una differenziazione dei punti vendita. Probabilmente i 400 milioni segnati a perdita dal gruppo Carrefour serviranno per acquistare la quota di maggioranza in Finiper.</p>

<p>Infine una chicca: chi è il presidente di Carrefour Italia, nonché patron di Finiper e Unes? Tal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Brunelli">Marco Brunelli</a>, giovinotto classe 1927 il cui nome non dirà nulla a nessuno ma è stato il cofondatore di Esselunga assieme a Bernardo Caprotti e poi di quelli che ora sono i supermercati GS insieme al fratello di Caprotti, Guido. In pratica, quello che rimane della grande distribuzione italiana è nelle mani di due ultraottantenni.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Censura wikipediana a fin di bene?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200906/005715.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Forse la scorsa settimana avrete letto che il reporter americano David Rohde, da sette mesi prigioniero dei talebani in Pakistan, è riuscito a liberarsi insieme al suo collega pakistano fatto prigioniero con lui. <br />
Domenica scorsa il New York Times, testata per cui lavora Rohde, ha <a href="http://www.nytimes.com/2009/06/29/technology/internet/29wiki.html">pubblicato un articolo</a> dove spiegano che per tutto quel tempo hanno chiesto alle principali testate giornalistiche di mantenere un basso profilo e non parlare della vicenda, nella speranza che i talebani non ritenessero il reporter così importante come in realtà è. A me la cosa pare tanto wishful thinking, ma non è così importante, soprattutto adesso. Più interessante è scoprire che quelli del NYT sono riusciti anche a zittire Wikipedia; le modifiche postate (da un anonimo che scriveva da un indirizzo IP della Virginia, per la cronaca, vedi <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=David_S._Rohde&amp;limit=250&amp;action=history">cronologia</a>) venivano regolarmente cancellate come "senza fonti affidabili", con la benedizione di Jimmy Wales e immagino di una cricca di amministratori di Wikipedia in lingua inglese), sempre su richiesta informale del NYT. Tra l'altro, spulciando bene la cronologia della voce si trovano <a href="http://en.wikipedia.org/w/index.php?title=David_S._Rohde&amp;diff=251409915&amp;oldid=249874604">queste modifiche</a> immediatamente successive al rapimento ma prima che la notizia cercasse di filtrare. Visto che l'utente Michaeljohnss è il giornalista del New York Times citato nell'articolo, posso immaginare che quelle aggiunte erano state fatte per mostrare ai rapitori che Rohde non era un servo del potere: strano che nessuno abbia fatto notare questa cosa.</p>

<p>Ci si può invece chiedere se la censura che è stata fatta, pur essendo a fin di bene, sia o no una cosa corretta da fare. La mia risposta è "non lo so". Probabilmente sì, visto che le informazioni tenute nascoste non avrebbero comunque dato vantaggio a nessuno, a differenza ad esempio del coprire uno scandalo; credo comunque di essere in minoranza, come si può leggere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Wales,_la_Censura,_e_il_resto">sulla stessa wikipedia</a> (in lingua italiana; non sono andato a verificare su quella in lingua inglese). Alla seconda domanda, se in Italia potrebbe succedere qualcosa del genere, la mia risposta è un molto più convinto "no". Non tanto per il maggior rigore morale dei sysop di wikipedia, quanto perché - ammesso e non concesso che un grande quotidiano si vedesse rapito un reporter e decidesse di non rendere pubblica la notizia - al giornale in questione non verrebbe affatto in mente di contattare Wikipedia, che serve fondamentalmente a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Bar/Discussioni/Il_Corriere_copia_%27pedia">scopiazzare i coccodrilli</a> senza ovviamente citare la fonte perché "non sta bene". </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>rimborsi al comitato promotore dei referendum</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200906/005665.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Spinto da un commento del Più Cattivo (è il <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200906/005658.html">#6 qui</a>) sono andato a vedere qual è la normativa per i rimborsi elettorali. Nonostante le promesse di Simplificius Calderoli, che io sappia non esiste ancora una banca dati pubblica di tutte le leggi attualmente valide, quindi ho dovuto fare una ricerchina che spero ma non garantisco essere completa.</p>

<p>La normativa di riferimento è la <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/99157l.htm">legge 157/99</a>, intitolata "Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici". All'articolo 1, comma 4 si legge (grassetto mio): </p>

<p>In caso di richiesta di uno o piu' referendum, effettuata ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale, e' attribuito ai comitati promotori un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione di lire mille per ogni firma valida fino alla concorrenza della cifra minima necessaria per la validita' della richiesta e fino ad un limite massimo pari complessivamente a lire 5 miliardi annue, <strong>a condizione che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di validita' di partecipazione al voto.</strong> Analogo rimborso e' previsto, sempre nel limite di lire 5 miliardi di cui al presente comma, per le richieste di referendum effettuate ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione.</p>

<p>La successiva <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/02156l.htm">legge 156/2002</a>, "Disposizioni in materia di rimborsi elettorali", non tocca l'impianto se non aumentando i rimborsi per la legislatura (da 4000 lire per legislatura a 1 euro l'anno), quindi non ci interessa. In pratica, ogni referendum che raggiunge il quorum dà un po' più di 250000 euro al comitato promotore: questa in effetti può essere una buona ragione per non votare ai referendum, per indicare non tanto che non si accettano le modifiche quanto che non si accetta il comitato promotore ;-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Europee 2009 vs europee 2004 in Italia</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200906/005651.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Per la gioia degli amici di FacciaLibro dove queste mie notiziole appaiono in differita, ecco un confronto su voti e percentuali di queste elezioni rispetto a quelle di cinque anni fa. Attenzione: il conteggio <em>dei seggi</em> è completamente al di fuori, perché come magari ricordate il PD+L ha deciso di applicare il massimo quorum permesso dall'UE a queste elezioni. I dati sono ricavati dal ministero dell'Interno: <a href="http://elezioni.interno.it/europee/ET0.htm">qui</a> il 2009 e <a href="http://elezionistorico.interno.it/liste.php?tp=E&amp;dt=12/06/2004&amp;cta=Y&amp;tpEnte=A&amp;tpSeg=C&amp;numEnte=0&amp;sut1=&amp;sut2=&amp;sut3=&amp;descEnte=&amp;descArea=ITALIA%20+%20ESTERO&amp;codTipoSegLeader=">qui</a> (che la persona che ha preparato il database possa patire tutte le fiamme dell'inferno) il 2004.</p>

<p>- Votanti: tre milioni in meno (32.7 milioni contro 35.7 milioni) nonostante mezzo milione di elettori in più (50.3 milioni contro 49.8 milioni). <br />
- Bianche e nulle: parecchie meno. Nel 2004 erano rispettivamente 1.6 e 1.6 milioni, quest'anno 1.0 e 1.1 milioni. Questo non me lo aspettavo: in pratica il numero di voti validi è sceso solo di due milioni. <br />
- FI+AN+UDEUR facevano il 33.7% con 11.0 milioni di voti; il PDL fa il 35.3% con 10.8 milioni di voti.<br />
- la Lega faceva il 5.0% con 1.6 milioni; fa il 10.2% con 3.1 milioni.<br />
- l'Ulivo faceva il 31.1% con 10.1 milioni di voti; il PD fa il 26.1% con 8 milioni di voti.<br />
- Di Pietro faceva il 2.1% con 0.7 milioni di voti; fa l'8% con 2.4 milioni di voti.<br />
- l'UDC faceva il 5.9% con 1.9 milioni; fa il 6.5% con 2.0 milioni.<br />
- le millanta sinistre facevano il 13% (!) con 4.2 milioni; fanno il 7% con 2.1 milioni.<br />
- Mussolini, Fiamma, Pensionati, Segni facevano il 3.6% con 1.2 milioni; MPA, Fiamma, FN fanno il 3.5% con 1.1 milioni.<br />
- i radicali facevano il 2.25% con 731.000 voti, fanno il 2.42% con 743.000 voti.<br />
- poi ci sono le scartine varie.</p>

<p>Devo dire che vista così la cosa è ancora più incredibile di quanto ricordassi. Ulivo+Di Pietro sono rimasti uguali come voti rispetto a cinque anni fa, esattamente come il PDL; lo spostamento è stato semplicemente il dimezzamento della sinistra e il raddoppio della Lega. Ovviamente i flussi sono più complicati, ma i macrorisultati sono interessanti :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>eurovoto: due analisi al prezzo di una</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200906/005649.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ora che tutte le sezioni - almeno quelle sull'italico suolo - hanno terminato lo spoglio delle schede per le europee, posso dedicarmi a un rapido commento sui voti. Ma di commenti in realtà ne farò due, uno sulle percentuali e uno sui voti assoluti.</p>

<p>Innanzitutto, io faccio i confronti con le politiche dello scorso anno. Non mi pare che nessuno dei partiti in lizza abbia fatto una campagna "europea", anzi: quindi i dati sono confrontabili, a differenza di quanto capiterà con le amministrative. Per la precisione, uso i risultati della <a href="http://elezioni.interno.it/politiche/camera080413/C000000000.htm">Camera 2008</a> e quelli <a href="http://elezioni.interno.it/europee/ET0.htm">odierni</a>. Quello che hanno fatto notare tutti è che il PdL ha perso, sia rispetto all'anno scorso (da 37.4% più lo 0.3% di Ferrara a 35.3%) che rispetto ai sondaggi. Anche quelli clandestini di <a href="http://www.notapolitica.it/2009/6/6/corse-clandestine-dell%27ultimo-minuto.aspx">Notapolitica</a>, che pure l'anno scorso erano sostanzialmente corretti, quest'anno hanno sbagliato di ben cinque punti percentuali, che non sono mica pochi. Quello che fanno anche notare tutti è che il PD ha perso un casino di voti: il 26.1% contro il 30.8% delle politiche una volta scorporati i radicali (cosa che nessun commentatore fa mai). Ma proviamo invece a fare i conti sulle <strong>coalizioni</strong> o presunte tali; per fare questo conto divido a metà il risultato dell'MpA, distribuendolo tra destra e destra estrema. [*]</p>

<p>- destra (PdL + Lega + Ferrara 2008 + MpA/2): passa dal 47.1% al 46.6% (-0.5%)<br />
- sinistra (PD + Di Pietro + Radicali): passa dal 37.6% al 36.5% (-1.1%)<br />
- centro (UDC): passa dal 5.6% al 6.5% (+0.9%)<br />
- sinistra estrema (millanta sigle): passa dal 5.4% al 7.0% (+1.6%)<br />
- destra estrema (FN + Fiamma + La Destra 2008 + MpA/2): passa dal 2.7% al 2.4% (-0.3%)<br />
- altri passano da 1.6% a 1.0% (-0.6%)</p>

<p>Si vede insomma un leggerissimo spostamento a sinistra dell'elettorato rispetto all'anno scorso (spostamento assolutamente ininfluente, visto che è spalmato su partiti che non raggiungono il quorum e quindi non esistono), con consensi travasati verso le millanta sinistre dal centrosinistra e verso l'UDC dal centrodestra, oltre che una serie di spostamenti interni PdL-Lega e PD-Di Pietro. Nulla di eclatante, però, rispetto al ribaltone dell'anno scorso.</p>

<p>Se però prendiamo i numeri dei <strong>voti</strong> ai singoli schieramenti, le cose cambiano. <br />
Immaginando che tutti i radicali avessero votato PD l'anno scorso (ipotesi meno peregrina di quanto sembri), abbiamo che</p>

<p>- il PdL ha perso 2.800.000 voti (più i 135.000 di Giulianone Ferrara)<br />
- il PD, anche sommando i radicali, ha perso 3.300.000 voti<br />
- l'UDC è stabile<br />
- la Lega ha guadagnato 100.000 voti<br />
- IdV ha guadagnato 800.000 voti<br />
- le sinistre hanno guadagnato 100.000 voti<br />
- per gli altri, non ho voglia di fare i conti</p>

<p>Vista in questo modo la cosa appare piuttosto diversa, vero? L'astensionismo che l'anno scorso aveva colpito pesantemente la sinistra adesso si è spostato anche a destra. I sinistri duri e puri paradossalmente tengono, ma naturalmente essendosi divisi non contano nulla. L'exploit della Lega esce molto ridimensionato, e l'unico vero successo è di Tonino Di Pietro. Peccato che sui quotidiani non vedrete questo tipo di analisi, e vi dovete accontentare di qualche sparuto blog (non sarò il solo: scommetto su <a href="http://essepunto.it/2009/06/elezioni-europee-solo-numeri/">almeno</a> <a href="http://bubbo.blogspot.com/2009/06/contare.html">due</a> tra i miei amichetti)</p>

<p>Noticina finale: a questo giro non mi sono assolutamente curato di exit poll, proiezioni et similia. Me ne sono andato a dormire quando forse qualcosa era già apparso da qualche parte, ma non l'ho visto: e mi sono svegliato tranquillo e beato. Dovrei farlo più spesso.</p>

<p>[*] le etichette sono molto teoriche. Non riuscirei mai a definire Di Pietro di sinistra. </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Pietro Accame ricaricato</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200905/005632.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/thumb/accame.PNG" alt="[DOTTOR Accame]" style="border: solid black medium;" align="left" hspace="4" />Ricordate Pietro Accame, pardon il DOTT. Pietro Accame? Nella migliore tradizione del richiamo, dopo <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200905/005597.html">aver telefonato ad Anna</a> adesso le ha mandato una simpatica letterina (per posta, con l'indirizzo personalizzato: la potete trovare <a href="http://mau.50gigs.net/img/accame.html">qua</a>), dove il candidato la ringrazia "per la Sua utilissima collaborazione telefonica" (mi sa che Anna mi abbia mentito sul contenuto della telefonata) e le spiega come si vota, perché non si sa mai che si sbagli e metta più di una crocetta sulla scheda.</p>

<p>Se qualcuno si chiedesse perché mai Accame (oh, scusate, il dott. Accame) abbia spedito lettere anche a chi non era interessato al suo programma, la risposta credo che sia nella <a href="http://www2.agcom.it/L_naz/L_515_93.htm">legge 515/93</a>, che regola la campagna elettorale e anche la pubblicità. Il costo dell'invio di una lettera con la "tariffa elettorale" è di <strong>quattro</strong> centesimi, un quindicesimo di quanto pagheremmo io o voi. Sì, lo so che ci sono tariffe agevolate per le stampe, ma queste sono <strong>molto</strong> agevolate: e sono ferme dal 2002, quando le 70 lire originali sono state arrotondate in eccesso a 4 centesimi. Chi glielo fa fare a scremare le lettere da spedire?</p>

<p>p.s.: Per par condicio, devo aggiungere che oggi Anna ha anche ricevuto la pubblicità elettorale, sempre a quattro centesimi, della candidata alla Provincia per Italia dei Valori, Alberta Liuzzo.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>PRAvacy</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200902/005264.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ricordate quando la scorsa settimana <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200901/005252.html">avevo scritto</a> della pubblicità che ci ricordava che la nostra auto doveva passare la revisione? Bene, per una volta ho voluto andare fino in fondo alla storia: creatami una email apposta, ho iniziato la mia richiesta di informazioni ex D. Lgs. 196/2003: informazioni assolutamente mirate e non generiche, tra l'altro.</p>

<p>Venerdì mattina ho scritto a Midas: «chiedo di sapere ai sensi dell'articolo 7 del D. Lgs. 196/2003 la comunicazione in forma intelligibile dei dati personali che mi riguardano *e la loro origine*. Inoltre mi oppongo al trattamento di tali dati per invio di qualunque tipo di materiale (pubblicitario e no).». La risposta è arrivata dopo un quarto d'ora esatto, e dice<br />
<tt>I Suoi dati personali (indirizzo postale, marca e modello auto, scadenza revisione) sono stati forniti a Midas Italia S.p.a. dall’ACI (Automobile Club d’Italia) in forza di una convenzione sottoscritta tra le parti in data 25 marzo 2005.</tt><br />
Inoltre, per quanto riguarda i miei dati (anzi quelli di Anna), «Midas utilizza i dati una sola volta esclusivamente per la postalizzazione e ne dispone subito dopo l’immediata cancellazione.» (tenete presente la cosa).</p>

<p>Nel primo pomeriggio di venerdì (alle 14:30, per la cronaca) ho così scritto all'ACI: «chiedo di sapere a quali soggetti e categorie di soggetti tali dati sono stati comunicati o possono essere comunicati. Mi oppongo inoltre alla comunicazione di tali dati ad aziende terze a fini di invio di materiale pubblicitario.» Ottenere la risposta di venerdì pomeriggio avrebbe ovviamente avuto un qualcosa di miracoloso, ma lunedì nella tarda mattinata anche ACI ha risposto (notare il mittente: <tt>ACI-DSD-fornituradati</tt> chiocciola aci.it. Esiste una funzione apposita per la fornitura dei dati). Il testo:</p>

<p><tt>Si premette che, ai sensi del decreto legislativo 196/2003, la diffusione di dati personali da parte di soggetti pubblici, come l'ACI, a favore di soggetti privati o di Enti pubblici economici è ammessa solo se prevista da norme di legge o di regolamento.</tt><br />
(cosa vera, ma io non ho chiesto *perché* abbiano consegnato i dati, ma *a chi*...)</p>

<p><tt>Nel caso di specie la previsione è contenuta nell'art. 22 del D.M. 514/92 il quale dispone che i dati di cui si tratta possano essere forniti dal sistema informativo del PRA a categorie di soggetti per le quali il Ministero delle Finanze riconosca (o abbia riconosciuto) la sussistenza di un rilevante interesse alla loro cognizione. Le aziende che operano nel campo automobilistico, quali quelle che esercitano attività di revisione tecnica dei veicoli, aziende di demolizione, case costruttrici, concessionari auto ecc., rientrano in tali categorie.</tt><br />
(il testo del decreto ministeriale non sono riuscito a trovarlo, ma mi fido)</p>

<p><tt>Inoltre, essendo il PRA un registro c.d. pienamente pubblico, tale, cioè, da realizzare un regime di pubblicità piena nei confronti della collettività, i dati in esso contenuti sono utilizzabili anche senza il consenso degli interessati (si veda l'art. 24 del Decreto citato), i quali, però, hanno diritto di opporsi al trattamento, rivolgendo apposita comunicazione all'azienda che ha inviato il materiale pubblicitario, secondo la disciplina indicata nel medesimo Decreto legislativo.</tt><br />
(immagino che il "Decreto citato" non sia il D.M. 514/92 ma il <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/Testi/03196dl.htm">D.Lgs. 196/2003</a>, che all'articolo 24 parla appunto di "Casi nei quali puo' essere effettuato il trattamento senza consenso" e al comma 1.c recita che il consenso non è necessario se "riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalita' che le leggi, i regolamenti o la normativa comunitaria stabiliscono per la conoscibilita' e pubblicita' dei dati;")</p>

<p>Ricapitoliamo:<br />
- Il PRA afferma che manda i dati in giro in forza di un decreto del 1992, quindi precedente alla prima legge per il trattamento dei dati personali (la 675/1996), che per lei è acqua fresca<br />
- il PRA afferma che può comunque inviare i dati perché i dati del PRA sono pubblici: ricordatevelo, quando vorrete chiedere informazioni sul proprietario dell'auto che vi ha tamponato ed è scappato<br />
- nella migliore tradizione di scaricabarile, il PRA dice "ma tanto potete chiedere alle aziende di togliervi dai suoi registri", mentre l'azienda dice "ma tanto noi usiamo l'indirizzo una volta sola". Risultato: tra due anni capiterà esattamente la stessa cosa, e tutti continueranno a fare i santarellini. </p>

<p>PS: vi ricordate, vero, che Bersani aveva tentato di abolire il PRA, ma che poi non ci è riuscito a causa degli alti lai di quelli del PRA stesso, che non volevano cambiare lavoro?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>I filtri a Wikipedia</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200901/005242.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non so se avete sentito parlare (ad esempio lo potete leggere <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&amp;ID_articolo=810">su La Stampa</a>) della proposta fatta dal fondatore di Wikipedia Jimmy Wales di "mettere un filtro" a Wikipedia: più precisamente, di implementare un sistema di controllo "per cui prima della pubblicazione di una modifica o di una nuova voce servirà il vaglio di uno degli editori". Visto che un paio di mesi fa ero andato a vedere cosa stava succedendo, posso spiegare le cose un po' più a fondo. Per la cronaca, l'annuncio ufficiale (in inglese) si trova <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Wikipedia_Signpost/2009-01-24/Flagged_Revisions">qui</a>.</p>

<p>Innanzitutto una precisazione: la proposta vale per Wikipedia <strong>in lingua inglese</strong>. Ciascuna edizione di Wikipedia, ha le sue regole ed è assolutamente indipendente dalle altre edizioni. Quindi l'edizione in lingua italiana potrebbe decidere di non implementare i filtri anche se quella in inglese lo farà, oppure può capitare l'opposto, o ancora le due edizioni potrebbero implementare i filtri in maniera diversa - credo sia questo il significato della frase riportata «Datemi entro sette giorni un’alternativa da votare nelle due settimane successive». Sì, perché la possibilità teorica di filtrare è già presente nel software da quasi un anno, come si può leggere <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Flagged_revisions">nella pagina relativa</a>, e un'implementazione è stata fatta nella wikipedia in lingua tedesca. Sono così andato a vedere cosa succede là.</p>

<p><img src="http://xmau.com/notiziole/files/wikifiltro1.PNG" alt="[vista per un utente registrato]" align="left" hspace="20" /> Quella che vedete qui a sinistra è una sezione (in alto a destra, per la precisione) di quello che ho visto accedendo come utente registrato alla voce <a href="http://de.wikipedia.org/wiki/Arne_Friedrich">Arne Friedrich</a> che era stata appena modificata. Si nota che viene visualizzata l'ultima versione, che è segnalata come draft: c'è un link ("view page") per vedere l'ultima versione verificata, ed è possibile anche confrontare ("compare") queste due versioni, per vedere cosa è cambiato. Cliccando sull'ultimo link ("+/-") si scopre che "L'ultima versione visionata è stata approvata il 17 dic 2008. 1 modifica ha bisogno di una revisione." Io non sono un editor approvato per la versione tedesca di Wikipedia, quindi non ho avuto la possibilità di segnare la modifica come verificata.</p>

<p><img src="http://xmau.com/notiziole/files/wikifiltro2.PNG" alt="[vista per un utente non registrato]" align="right" hspace="20" /> Entrando come utente non registrato, la pagina appare diversa, come vedete a destra. Appare la versione verificata ("Gesichtet": come è facile immaginare, se uno non è registrato si deve cuccare tutti i messaggi nella lingua dell'enciclopedia, visto che non ha la possibilità di settarseli), e un link che permette di vedere comunque l'ultima versione ("zur aktuellen Version"). Nel caso una voce fosse così nuova da non essere ancora stata verificata, essa appare con l'avviso "Keine Version gesichtet" (nessuna versione controllata). Per la curiosità, la modifica era stata fatta da un utente anonimo, e consisteva nel togliere una frase probabilmente ridondante: si è passati da <a href="http://xmau.com/notiziole/files/wikifiltro4.PNG">così</a> a <a href="http://xmau.com/notiziole/files/wikifiltro3.PNG">così</a>.</p>

<p>Il mio punto di vista è che un'implementazione <em>di questo tipo</em>, dove comunque si ha sempre a disposizione l'ultima versione al semplice costo di un clic in più, male non faccia: non si nasconde nulla, anche nel caso di un utente non registrato al limite si mette qualcosa sotto il tappeto ma si avvisa che sotto il tappeto c'è appunto qualcosa. L'utente registrato può scegliere se vedere la versione verificata oppure la più recente, quindi per lui massima libertà. Certo che se l'implementazione impedisse ad esempio ai non registrati la possibilità di visionare l'ultima versione, allora le cose cambierebbero, e almeno per quanto mi riguarda si tratterebbe di censura.<br />
Detto questo, i filtri sono davvero utili? Boh. Vedo almeno due problemi. Innanzitutto, ci potrebbe essere la possibilità di un tempo piuttosto lungo prima di arrivare alla verifica di alcune voci, il che porterebbe a una percezione di "Wikipedia non aggiornata". Personalmente, non lo trovo affatto un problema, ma immagino che per qualcuno lo sia. Più importante è vedere <strong>chi</strong> possa approvare le modifiche. Si può immaginare che gli utenti ritenuti affidabili saranno parecchi, molti di più di quelli che hanno i diritti di amministratore (per Wikipedia in lingua italiana un centinaio scarso al momento). Ma naturalmente non è detto che tutti costoro siano sempre al di sopra di ogni sospetto, e i complottisti avrebbero quindi sempre frecce al loro arco, fors'anche più di adesso. Nessuna panacea, insomma: però potrebbe essere un interessante esperimento.<br />
(p.s.: ovviamente il fatto che il demiurgo di Wikipedia sia a favore sposterà molti voti dalla parte del filtraggio, ma come si può leggere sopra non c'è affatto un seguito di tipo bulgaro)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title><![CDATA[La guerra dei <b>tre</b> giorni]]></title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200901/005199.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Stanotte è morto il cardinale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Laghi">Pio Laghi</a>. È tutto il giorno che nei GR Radio Popolare continua a dire che "è stato nunzio apostolico in Terra Santa durante la <strong>guerra dei tre giorni</strong>" (grassetto mio). Ho provato a fare una <a href='http://www.google.com/search?q="Guerra+dei+tre+giorni"'>ricerca su quella locuzione</a>, e tutti i risultati sensati sono appunto legati al coccodrillo riguardante Laghi, si veda ad esempio <a href="http://news.kataweb.it/item/536915/morto-il-card-laghi-tento-di-fermare-guerra-iraq">Kataweb</a> ("ardinale dal 1991, era stato infatti delegato apostolico in Terra Santa all’epoca delle guerra dei tre giorni e amico personale di Golda Meir") o <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_11/vaticano_pio_laghi-001_0a285a0c-dfc6-11dd-a8a3-00144f02aabc.shtml">il Corriere</a> ("Laghi, cardinale dal 1991, è stato delegato apostolico in Terra Santa all'epoca delle guerra dei tre giorni e amico personale di Golda Meir"); a questo punto posso immaginare che una qualche agenzia abbia tirato fuori questa locuzione e tutti l'abbiano copiata amabilmente, mentre lasciavano il cervello all'ammasso.<br />
Perché io ho sentito parlare della guerra dei <em>sei</em> giorni, che però non c'entra nulla: non tanto perché di giorni ne è durata sei (ma la parte contro la Giordania è durata tre giorni, si legge <a href="http://www.stalbans.org.nz/teachings/rob_yule/jerusalem/jerusalem-history.htm">qua</a>), ma perché è del 1967 mentre Laghi fu in Terra Santa dal 1969 al 1973 quando lo spostarono a Cipro. In quel periodo c'è stata in effetti una guerra, ma era la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Kippur">guerra del Kippur</a> che di giorni ne è durata diciannove.<br />
Ma il vostro affezionato tenutario di queste notiziole ne sa una più del diavolo, ed è risucito a fare una bella scoperta. Se si fa la ricerca in inglese, "Three-day War", si può ad esempio finire <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,879415,00.html">su questa pagina di Time</a>. Toh: a Cipro nel 1974 c'è stata una guerra dei tre giorni, dal 20 al 23 luglio, e Laghi era stato pronunzio a Cipro. Tutto a posto? No, purtroppo: secondo <a href="http://www.fiu.edu/~mirandas/bios-l.htm#Laghi">la biografia ufficiale</a>, Laghi fu nominato nunzio per l'Argentina il 27 aprile 1974, e la guerra turco-cipriota avvenne a luglio.<br />
Insomma, un bel minestrone, no?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Classi ponte - 2</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200810/004879.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Giusto perché si sappia esattamente di cosa <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200810/004877.html">stavamo parlando</a>, consiglierei di andare a leggere <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/odg/cam/allegati/20081014.htm">il testo ufficiale delle mozioni</a>. La prima (quella Cota), a parte tutte le premesse, dice<br />
(a) se non passi i test non entri nelle classi "normali" (giustissimo, ma deve valere anche per i bimbi italiani, allora)<br />
(b) che le classi ponte consentono «di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana» e sono «propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti» (il che mi sembra pococcoerente, visto che allora non sarebbero classi ponte ma appunto corsi propedeutici)<br />
(c) «a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno» (indipendentemente da quanto bene sappiano l'italiano)<br />
(d) bisogna però «scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri;» (non si sa bene come;<br />
(e) infine occorre che queste classi ponte favoriscano il «rispetto di tradizioni territoriali e regionali del Paese accogliente, senza etnocentrismi» (cosa voglia dire "senze etnocentrismi" qualcuno me lo spieghi per favore) e il «rispetto per la diversità morale e cultura religiosa del Paese accogliente». Naturalmente il rispetto - che ci deve essere, sono d'accordo - è a senso unico.<br />
Giusto per la cronaca, la mozione UDC (è la seconda), quindi non stiamo parlando di perikolosi komunisti, è generalmente fumosa ma prevede «il raggruppamento di alunni bisognevoli di specifici interventi di insegnamento-apprendimento;» e di «arricchire i curricula di contenuti che abbiano riferimento alle varietà culturali»<br />
Per la cronaca, c'è anche una mozione PD che dice "facciamo funzionare il piano di insegnamento L2 dell'italiano come seconda lingua", cosa che a me appare comunque limitante ma forse è perché non so come funzionerebbe questo piano di insegnamento, e una mozione IdV che è ancora più fumosa di quella UDC.<br />
Per cosa è successo dopo, vi lascio al <a href="http://www.camera.it/resoconti/dettaglio_resoconto.asp?idSeduta=66&amp;resoconto=stenografico&amp;tit=00060&amp;fase=00030">resoconto stenografico</a>, compreso di scambio di battute finale tra Di Pietro e il presidente di turno.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>&quot;polizzia&quot;: la memoria è scarsuccia</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200807/004566.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Come da funzione istituzionale dei blog italici, immagino siano stati in molti ad avere linkato <a href="http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/cronaca/divise-polizia/divise-polizia/divise-polizia.html">questa notizia di <em>La Repubblica</em></a> (ma la trovate anche <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200807articoli/35049girata.asp">su <em>La Stampa</em></a>): che è stato cioè comprato uno stock di divise fatte produrre in Polonia per risparmiare sui costi, e che quando le divise sono arrivate si è scoperto che c'era scritto "POLIZZIA" con due zeta.<br />
Il punto è che io ero convinto di averla già letta, quella notizia: ho fatto così una rapida ricerca, e sono finito su questo <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=211089">articolo de <em>Il Giornale</em></a>, datato 6 ottobre 2007. Stessa storia, con il Viminale che ha fatto una gara al ribasso e scoperto solo dopo la brutta sorpresa. Solo qualche piccola differenza: nel caso del quotidiano della famiglia Berlusconi la produzione è stata fatta in Romania e non in Polonia, e chi si è lamentato era stato il segretario del Sap, e non il responsabile Ugl. <br />
Direi che a questo punto la cosa si fa davvero interessante. <br />
- Una qualche agenzia ha tirato fuori dai suoi fondi di magazzino questa notizia, "tanto siamo in estate e non legge nessuno"? <br />
- Abbiamo un caso di leggenda metropolitana che si sta diffondendo attraverso i quotidiani, con qualche piccola modifica come capita sempre in questi casi? <br />
- Repubblica e Stampa partono dal principio che tanto nessuno dei loro lettori avrebbe mai toccato il Giornale? <br />
- Il Viminale, anzi il Veca che è il magazzino vestiario della polizia, è riuscito a trovare per due volte di fila un'azienda che non sa scrivere "Polizia"? <br />
- Per due volte di fila l'ordine è partito da un graduato siciliano, per cui la doppia zeta è assolutamente normale? <br />
- Quelli del Giornale sono dei veggenti? <br />
- La pagina del Giornale è stata modificata oggi, mentre io venivo trasportato in questo universo da un mondo parallelo dove in effetti la fornitura errata era capitata l'anno scorso e non adesso?<br />
Peccato che io come scrittore non valga molto, perché secondo me uno bravo ci potrebbe tirare fuori un bel romanzo da pubblicare a puntate. Su un quotidiano, chiaro.<br />
P.S.: che poi non sarebbe comunque stata <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/10/02/polizzia-sulla-targhetta.html">la prima volta</a>; né credo che nel 1993 pensassero già a delocalizzare la produzione. </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>allarmismo per smemorati</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200807/004539.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Il presidente di Coldiretti Sergio Marini <a href="http://www.corriere.it/economia/08_luglio_18/coldiretti_scorte2_e3a982a8-54d2-11dd-92de-00144f02aabc.shtml">lancia l'allarme</a>: quest'anno il raccolto di grano basterà per soli sette mesi, e dobbiamo pertanto rimpinguare le scorte. «Il raccolto nazionale di grano, ingrediente base del pane, è stato di 3,5 milioni di tonnellate mentre quello di grano duro per la pasta è stato di 4,5 milioni tonnellate, quantitativi non sufficienti per coprire la domanda», spiega all'attonito lettore per mezzo del giornalista che fa il resoconto del convegno (e che però fa bene il suo mestiere, come potete notare da voi leggendo l'articolo).<br />
Poi magari uno fa una ricerchina e <a href="http://www.newsfood.com/Articolo/Italia/20070918-Coldiretti-aumentata-produzione-grano-made-Italy.asp">scopre</a> che l'anno scorso il raccolto di grano è stato rispettivamente di 3,23 e 4,13 milioni di tonnellate; quest'anno ci sarà quindi una <b>crescita</b> di quasi il dieci percento. Sarebbe interessante scoprire come mai sia stato lanciato questo grido d'aiuto: forse per preparare la strada a nuovi aumenti?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Non fidatevi della stampa</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200803/004016.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Come magari <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200803/004010.html">ricordate</a>, ieri qui a Milano c'è stata l'assemblea di Wikimedia Italia, alla quale naturalmente il vostro affezionato estensore ha partecipato (senza maglietta né felpa Wikipedia, per non confondermi con gli altri). Wikipedia è di moda, e al Negozio Civico c'erano frotte di giornalisti e telecamere, pronti a intervistare chiunque passasse sotto tiro e fosse chiaramente un wikipediano. Risultato? <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_10/il_raduno_dei_wikipediani_af4d8efa-ee70-11dc-bfb4-0003ba99c667.shtml">questo articolo del Corsera</a>, apparso con qualche foto anche sull'edizione cartacea del giornale. Ripeto, il giornalista del Corsera era presente, quindi ha sentito e visto quello che ho sentito e visto io. Tralascio il taglio dell'articolo, che tanto per dire parte con del gossip secondo il target attuale del quotidiano, e mi limito a segnalare gli errori in quelle poche colonne. (Ma non sono io uno dei "lungagnoni magri": garantisco che c'era gente più magra di me ;-) )</p>

<p>- <em>Alzata di mano, voto unanime: è ufficiale, «Gatto Nero» l’han trombato.</em>. Non ricordo l'esatto risultato della votazione, ma è stato qualcosa tipo "35 voti a favore, 15 astenuti, 11 contrari". Leggermente diverso, direi. (Anche perché ad esempio io ho votato contro, sia per il merito che per il metodo, ma questa è un'altra storia).</p>

<p>- I virgolettati in quel punto sono stati presi da quanto detto durante la discussione che precede la votazione, e non sono parte di un'intervista diretta: non sono nemmeno corretti, nel senso che ad esempio Gatto Nero non ha detto nel suo intervento di essere "una vittima del sistema".</p>

<p>- <em>Dove tutti sono nessuno, e altrimenti non si chiamerebbero soltanto coi nickname, le identità virtuali. Nome e cognome non esistono. Il luogo di nascita, che importa. La nazionalità? Ma va là, provinciale: siam cittadini del mondo, anzi della rete.</em> Non so a quante assemblee abbia assistito il giornalista, ma non ho mai sentito nessuna in cui le persone indicassero la loro data di nascita e la nazionalità. Per la questione nickname/nome, avevamo tutti un badge con in alto il nickname e in mezzo (e in font più visibile) nome e cognome. L'unico punto in cui sono stati detti solo i nickname è stato il momeno in cui i nuovi soci sono stati annunciati per la ratifica da parte dell'assemblea: il libro dei soci ha naturalmente tutti i dati ufficiali.</p>

<p>- <em>«Su Wikipedia Italia, s’intende». Benvenuti su Wikipedia Italia.</em>. Venerdì pomeriggio sono stato beccato in chat per verificare la correttezza di <a href="http://www.wikimedia.it/images/10_cose_da_sapere.pdf">questo file</a>, che poi è stato stampato e portato all'assemblea a disposizione della stampa. Il punto 3 recita testualmente e in neretto <b>NON esiste Wikipedia Italia</b> (ma "Wikipedia in lingua italiana", per la cronaca, esattamente come non esistono Wikipedia UK e Wikipedia USA).  Considerando che questa sarebbe la risposta virgolettata della "capa" (dall'anno scorso "evangelist" locale, essendo stata promossa nel coordinamento mondiale di Wikipedia), non credo proprio siano state quelle le parole usate. </p>

<p>-<em>Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni.</em> "Pietrodn" (il suo nick corretto è questo) ha sì 14 anni, ma scrive su it.wiki <a href="http://tools.wikimedia.de/~interiot/cgi-bin/count_edits?user=pietrodn&amp;dbname=itwiki_p">da quasi tre anni</a> (da quando ne aveva 11, sì. Che c'è di strano?) Non credo proprio che "novizio" sia il termine corretto in italiano.</p>

<p>Aggiornando un po' il vecchio detto, insomma, ci sono tre tipi di bugie: bugie, dannate bugie e articoli di giornale.</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (19:50) Qualcuno su it.wiki ha fatto notare che il giornalista ha definito wikipedia in italiano come <em>"una biblioteca"</em>. Questa castroneria è però facile da comprendere: a un certo punto il direttivo di WIkimedia Italia ha spiegato che - per un problema di documenti che sono fuori copyright in Italia ma non negli USA - la Wikimedia Foundation ha chiesto di creare un sito apposito da noi per questi documenti... sito che si chiamerà <tt>biblioteca.wikimedia.it</tt>. Potete capire da voi cosa sarà successo :-)</p>]]></description>
    </item>

  </channel>
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