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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:06:20 +0100</pubDate>

    <item>
      <title>don Verzé: sospeso a divinis oppure no?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007618.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Dopo la morte di don Luigi Verzé sono ritornate prepotenti le voci sulla passata sospensione a divinis del fondatore del San Raffaele (che comunque aveva nemici anche tra i cattolici intransigenti, si legga ad esempio <a href="http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2089">qui</a>). C'è stata? non c'è stata? c'è stata ma poi è stata tolta? Essendo io bloccato a casa in quanto malato e spinto da <a href="http://ff.im/OEoVQ">questo thread su FriendFeed</a>, ho pensato di vedere cosa potevo fare come .mau.croft cercando accuratamente in rete e valutando quanto trovato. Ecco qua i miei risultati.</p>

<p>Innanzitutto sono partito da Wikipedia. Non che io creda che dica la verità, ma spero sempre che siano state citate le fonti (uno dei punti fondamentali dell'enciclopedia libera) per valutarle. Attenzione: metto i link alla versione delle voci che ho consultato, in futuro le cose potrebbero cambiare. La <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Luigi_Maria_Verz%C3%A9&amp;oldid=46102481">voce su Verzé</a> afferma che Verzé fu «"interdetto" dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con "la proibizione di esercitare il Sacro ministero"» (da un libro del 1994 della Kaos edizioni) ed è stato «sospeso a divinis dalla Curia milanese nel 1973» (da un'interrogazione parlamentare di Pannella e altri tre deputati radicali del 1978). Cominciamo dal secondo punto. Nonostante quello che credevo, la sospensione a divinis (cioè il divieto di officiare i sacramenti) può anche essere comminata dal vescovo e non solo dal papa, almeno leggendo il codice di diritto canonico (ho anche chiesto per sicurezza a un monsignore mio amico), anche se la cosa non è usuale. Però, anche se Pannella è pronipote di un omonimo importante prete cattolico dell'Ottocento - vi siete mai chiesti perché non vuole essere chiamato Giacinto? - non credo sia una fonte così valida per accertarsi della sospensione. La voce <a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sospensione_a_divinis&amp;oldid=46098788">Sospensione a divinis</a> parla di don Verzé citando nuovamente il succitato libro e ponendo la presunta sospensione nel 1974 (non fate caso alla didascalia "senza fonte": ce l'ho aggiunta io :-) ). Già un anno di differenza non è malaccio su queste fonti, vero?</p>

<p>Sono poi passato all'<a href="http://www.archiviolastampa.it">Archivio Storico della Stampa</a>, per cercare "vecchie" notizie su don Verzé. Nell'edizione del 15 dicembre 1973 a pagina 11 c'è un articoletto che parla di uno scandalo sulla costruzione del San Raffaele (toh...), e si legge «don Luigi Maria Verzé, 53 anni, d'origine veronese, che nella diocesi di Milano non può, per superiore decisione ecclesiastica, esercitare il suo ministero.» Questo ricorda abbastanza il primo punto di cui sopra, vero? Il mistero inizia forse a chiarirsi. Un prete opera (tecnicamente si dice "è incardinato") in una diocesi. Se cambia diocesi deve chiedere il permesso al vescovo locale, e a quanto pare questo permesso non gli è stato dato oppure gli è stato poi tolto: cosa ben diversa dalla sospensione a divinis, che vale su tutto l'orbe terracqueo. Per curiosità, nella cache di Google del sito della diocesi di Verona (vedi immagine <a href="http://xmau.com/notiziole/files/verze.JPG">qua</a>) c'era effettivamente una pagina dedicata a don Verzé, il che fa immaginare che continuava a essere incardinato nella sua diocesi originaria.</p>

<p>Nonostante Google dal mio PC sia insolitamente tarpato, tanto che ho dovuto usare il telefonino per scoprirlo, sono poi riuscito  a trovare gli <a href="http://www.vatican.va/archive/aas/documents/2006/gennaio%202006.pdf">Acta Apostolicae Sedis di gennaio 2006</a>, nelle quali a pagina 78 si annuncia che il sac. Luigi Verzé (Verona) è stato nominato "Cappellano di Sua Santita". Non essendoci altri Verzé nella diocesi veronese, direi che è proprio il nostro Luigi Maria: quindi nel 2006 la sospensione sicuramente non c'era. Possiamo discutere se c'era stata in passato: ma allora probabilmente si sarebbe trovato un qualche sito che commentava la notizia al tempo, no? Non che tutto questo cambi una virgola sul giudizio da dare all'imprenditore-prete, però potrebbe cambiarlo sul giudizio da dare a tutti questi copioni in rete che prendono una non-notizia e la diffondono così tanto da farla diventare vera...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Martini - Tettamanzi - Scola</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201106/007313.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ora che il Patriarca di Venezia è stato spostato più o meno d'imperio alla guida dell'arcidiocesi di Milano sono in tanti a pensare che Angelo Scola, da buon "amico di CL", porterà una non si sa bene quale restaurazione. Io non sono molto addentro a queste cose, checché se ne possa pensare; però ricordo che quando Tettamanzi successe a Martini ci furono grandi diatribe sul suo conservatorismo e sulla sua mania di protagonismo che era arrivata al punto di convincere GP2 a spostare un cardinale arcivescovo (prima Dionigi era a Genova), cosa che non era affatto standard in quel periodo. Poi si è visto cosa è successo, con il cardinale-imam (occhei, un giudizio di Salvini conta poco). </p>

<p>Insomma, io resto a vedere cosa farà, senza preconcetti (tranne quelli contro Comunione e Liberazione, scusatemi ma lì proprio non ce la faccio ad essere neutrale)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>De Mattei, Sodoma e Gomorra</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201104/007191.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Dev'essere davvero dura la vita del vicepresidente del CNR Roberto De Mattei. Non solo è costretto, pur di rendere noto al mondo intero il messaggio divino, a <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/119830/il-terremoto-dipende-dalla-volonta-di-dio/">esprimere concetti sempre più forti</a> che però hanno sempre meno spazio sui media "laici" (no, non è una campagna anticattolica, ma il semplice risultato della mitridizzazione dell'opinione pubblica) ma viene anche indirettamente rampognato da <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/122495/radio-maria-offende-dio-e-gli-uomini/">padre Cantalamessa</a> (che &ndash; nomen omen &ndash; è il predicatore pontificio...) e financo dal Papa stesso, tanto che nel suo sito <a href="http://www.robertodemattei.it/2011/04/26/alcune-riflessioni-a-proposito-di-cio-che-ha-detto-padre-cantalamessa-nellomelia-del-venerdi-santo/">si sente in obbligo</a> di esprimere delle controaffermazioni sul contenuto della predica stessa... argomentazioni, le sue, che mi sa non siano state raccolte dalla stampa. Proprio un complotto, non c'è che dire.</p>

<p>Ora io sono notoriamente un pessimo cattolico, e non ho certo una formazione teologica. Però, quando sento parlare di distruzione per castigo divino, mi torna subito in mente la storia di Sodoma e Gomorra. Il capitolo 19 della Genesi, quando gli inviati del Signore arrivano da Lot e subito i sodomiti vorrebbero abusare di loro, è sicuramente ben noto a tutti almeno nelle grandi linee; ma magari molti non hanno mai letto il capitolo precedente, quello dove Dio comunica ad Abramo che è pronto a distruggere le due città e il profeta, peggio di un commerciante levantino, inizia un tiremmolla convincendo Dio a promettere che non avrebbe distrutto la città se avesse trovato un numero abbastanza alto di giusti; numero che inizialmente Abramo pone a cinquanta, per scendere via via fino a dieci. Potremmo argomentare che Dio, essendo onnisciente, ha giocato un po' come il gatto con il topo; ma è anche vero che Lot, in qualità di giusto, viene fatto fuggire. Insomma, il castigo di Dio secondo la Bibbia non cade ugualmente su buoni e cattivi, ma c'è comunque una separazione.</p>

<p><br />
Eppure secondo De Mattei questa separazione non ci sarebbe stata; il terremoto + tsunami giapponese è simbolo del castigo di Dio. Ma allora non c'era nemmeno un giapponese "buono" e risparmiato? Non mi pare che il successivo riposizionamento di De Mattei, con  la "sofferenza vicaria" delle anime che si offrono volontariamente in espiazione, sia applicabile, anche perché in tal caso il castigo non sarebbe dovuto esserci stato. Non parliamo poi del Dio che vorrebbe il male "per accidens"; a questo punto sarebbe un ribaltamento a 180 gradi del suo pensiero originario e allora le altre tre schermate di giustificazioni sarebbero inutili. Oppure siamo noi che non ci siamo accorti di un rivolo di nipponici giusti che si sono allontanati di soppiatto dall'area devastata prima del giorno fatale? O peggio ancora, nessuno ha cercato di intercedere con Dio per risparmiare il Giappone? Questa sì che sarebbe una vergogna: Roberto De Mattei dovrebbe fare pubblica ammenda e penitenza per questo suo atto di superbia che ha impedito a molti giusti il poter vivere ancora lunghi anni!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>santo subito, ma anche no</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201104/007160.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/thumb/gp2.PNG" alt="[Santo non subito]" style="border: 1px" /><br />
Qualcuno va a spiegare ai senzadio di Repubblica.it che <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/04/11/news/giovanni_paolo_ii_santo_si_festegger_il_22_ottobre-14803253/">Giovanni Paolo II</a> al momento viene solo beatificato e non santificato?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Chiesa cattolica e pedofilia</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201004/006533.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Vabbè, che Richard Dawkins voglia fare <a href="http://www.telegraph.co.uk/news/newstopics/religion/7578024/Richard-Dawkins-planning-to-have-Pope-Benedict-arrested-over-crimes-against-humanity.html">arrestare papa Benedetto XVI per crimini cntro l'umanità</a> mostra semplicemente come Dawkins sia bravo a farsi pubblicità. Ma d'altra parte tutta la campagna attuale è nata facendo volontariamente confusione tra i vari piani di lettura.</p>

<p>Premessa: anche un solo prete pedofilo è un pedofilo di troppo.<br />
Premessa 2: in quanto pedofilo, un prete pedofilo deve essere denunciato e portato alle autorità civili esattamente come un qualunque pedofilo.<br />
Ciò detto, come fa la chiesa cattolica a scoprire che un prete è pedofilo? Se lo sa per confessione, l'unica cosa che può fare il prete è rifiutargli l'assoluzione, e (forse, il diritto canonico non è il mio forte) segnalare a qualche autorità di controllarlo <i>per il futuro</i>, proprio come il segreto professionale per l'avvocato può essere rotto solo se l'assistito sta per compiere un delitto grave. Inutile aggiungere che se la cosa fosse scoperta da qualcun altro, allora la gerarchia ecclesiastica avrebbe l'obbligo di collaborare.<br />
Ma tralasciando per il momento tutto questo, qual è l'importanza dello spretamento dei preti pedofili, la cui mancanza porterebbe all'accusa di crimini contro l'umanità? Tale importanza può solo esserci all'interno della chiesa cattolica e sicuramente farà allontanare molti fedeli, ma dal punto di vista penale è assolutamente irrilevante.</p>

<p>(ps: per la cronaca, le controstatistiche sull'ampiezza della pedofilia tra i sacerdoti rispetto al resto della popolazione sono fallate in partenza non tenendo conto dell'inferenza bayesiana: ma v isto che tanto queste non sono cose su cui fare le statistiche col bilancino, non importa)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>si litiga sul lezionario ambrosiano</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201002/006385.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non credo che la cosa interessi a molti, ma è <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200811/005001.html">poco più di un anno</a> che nel rito cattolico ambrosiano (insomma, quello delle messe a Milano) è stato adottato un nuovo lezionario; insomma, vengono fatte delle letture bibliche ed evangeliche diverse da prima e diverse da quelle che si fanno in tutto il resto del mondo. Si sa, gli ambrosiani hanno sempre voluto fare di testa propria; tanto per dire, ieri <b>non era</b> il mercoledì delle Ceneri, che di per sé non esiste nemmeno visto che l'imposizione delle ceneri è il primo <i>lunedì</i> di Quaresima. </p>

<p>Non è che questo nuovo lezionario abbia suscitato chissà quali entusiasmi, almeno a quanto ho sentito io; ma non mi aspettavo che il mormorio arrivasse fino a gente come il cardinale Biffi, come ho scoperto leggendo <a href="http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1342120">Sandro Magister</a>. Io sono fatto strano, ma mi diverto più a leggere di queste diatribe piuttosto che le beghe meschine sul caso Boffo...</p>

<p>(il mio giudizio da assolutamente non addetto ai lavori: mi è sembrato che la chiesa milanese abbia voluto rimarcare la diversità con Roma e le sue origini più legate alle chiese orientali, ma che abbiano voluto strafare)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Forse Dio non c&apos;è, ma non lo si può dire</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200905/005599.html</link>
      <description><![CDATA[<p>A quanto pare, anche l'ultimo tentativo di campagna pubblicitaria dell'UAAR sulle fiancate degli autobus <a href="http://www.uaar.it/news/2009/05/16/campagna-ateobus-censurata-anche-terza-proposta/">è saltato</a>. La frase, "La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo", sembra che andasse bene; ma la "firma" no. Per la cronaca, il messaggio era siglato "uaar.it - Liberi di non credere in Dio”.</p>

<p>A me la frase scelta per la campagna (e che ricordo non è la traduzione di quella apparsa nel Regno Unito) non è che piaccia, però è preoccupante che qualcuno - chiunque sia stato - possa obiettare sul testo "Liberi di non credere in Dio”. La logica conseguenza è infatto che questa libertà non esiste, o a essere molto buoni deve essere tenuta assolutamente nascosta. D'accordo, come cattolico potrei citare Giovanni 8, 31-32 («Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi») ai quali un ateo potrebbe ribattere con Amos 4,10 («Essi odiano chi ammonisce alla porta e hanno in abominio chi parla secondo verità.»); molto più banalmente trovo che non bisogna aver paura di quello che uno afferma, ma solo di quello che uno ti costringe ad affermare.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Bagnasco e il non diritto alla morte</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200903/005427.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ho letto <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_23/bagnasco_legge_biotestamento_b6d8e952-17c9-11de-b00e-00144f486ba6.shtml">l'intervista</a> rilasciata dal cardinal Angelo Bagnasco, e mi è venuto ancora di più il sospetto che la strategia comunicativa della chiesa cattolica stia subendo un'involuzione piuttosto pesante, o detto in altro modo "non sono più capaci a parlare". Ricordo che Bagnasco è il capo della Conferenza Episcopale Italiana, non un prete peon qualunque.</p>

<p>Per sicurezza sono andato a leggere <a href="http://www.avvenireonline.it/cei/Prolusioni/20090323.htm">il testo ufficiale della sua prolusione</a>, o almeno quello che in questo momento è disponibile su <em>Avvenire</em> che è il quotidiano della CEI. Io ad esempio trovo buffo che Bagnasco affermi «vorremmo anche dire – sommessamente ma con energia &#8722; che non accetteremo che il Papa, sui media o altrove, venga irriso o offeso» e non gli venga neppure in mente di citare il Discorso della Montagna, che è una delle poche pagine evangeliche note anche a chi cristiano non è... come la maggior parte degli italiani, del resto. È anche interessante notare come la parte più propriamente legata alla vita pastorale e alla situazione delle chiese locali italiane sia compressa nell'ultimo terzo della prolusione, quasi come se fosse una noiosa incombenza da dover comunque aggiungere.</p>

<p>Il punto che però mi ha più preoccupato è il lungo brano in cui ha spiegato come il caso Englaro sia stato «una operazione tesa ad affermare un "diritto" di libertà inedito quanto raccapricciante, il diritto a morire, cioè a darsi e a dare la morte in talune situazioni da definire.». Beh, immagino che un generale di corpo d'armata quale è Bagnasco ne sappia abbastanza, di diritto alla morte... ma a parte le battute io ho trovato un vizio di base nel ragionamento fatto.<br />
Tutta la lunga premessa di Bagnasco sulle due diverse concezioni di libertà è in effetti assolutamente condivisibile, e personalmente mi sembra giusto che la Chiesa cattolica affermi con forza la sua concezione di libertà. Quello che però non vedo è il nesso logico che porta Bagnasco a negare che qualcuno possa avere una concezione diversa di libertà <strong>in un caso che non tocca nessun altro</strong>, e che appunto questo caso possa portare all'eutanasia. Un conto è deplorare la "nichilista libertà", o far notare che io non posso avere la libertà di sparare al primo che mi capita sotto tiro; un altro conto è dire che io faccio male a tutti se io mi ammazzo. Io ho sermpre ritenuto il suicidio una sconfitta estrema, ma come ho già scritto non mi sognerei mai di vietarlo: potrei solo fare tutto il possibile per cercare di convincere l'aspirante suicida a evitare di ammazzarsi. Tutto questo, oltre a non essere di nuovo evangelico (il padre del figliol prodigo mica va a cercarlo in giro... aspetta che sia lui a ritornare) è anche controproducente, perché è un approccio che porta molti meno consensi che dire ad esempio che la volontà di Eluana Englaro non era effettivamente comprovata.</p>

<p>Ecco: quando un discorso come quello di Bagnasco non tocca né la testa né la pancia della gente, mi sa che c'è qualcosa che non funziona nella strategia comunicativa.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Tradurre può fare male</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200902/005314.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Leggo <a href="http://languagelog.ldc.upenn.edu/nll/?p=1151">da Language Log</a> che nel "liberato" Afghanistan un tribunale ha condannato a vent'anni di reclusione Ahmad Ghaws Zalmai e Mushtaq Ahmad. La loro colpa? Il primo ha tradotto il Corano in lingua Dari, e l'altro ha approvato la traduzione. Lo stampatore del libro ha avuto una condanna a "soli" 15 mesi.<br />
Secondo Bill Poser di Language Log, il problema non era che la traduzione introducesse delle eresie nel testo, ma era proprio nel manico: visto che il Corano è stato dettato da Allah a Maometto direttamente in arabo, tradurlo in un'altra lingua significa e chiamarlo "Corano" significa compiere un sacrilegio.<br />
So che qualcuno mi dirà che fino a quarant'anni fa la chiesa cattolica continuava a dire la messa in latino; ma le traduzioni <b>cattoliche</b> della Bibbia c'erano eccome, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Traduzioni_della_Bibbia_in_italiano">si può facilmente vedere</a>. So anche che non tutti gli islamici sono così (quantunque il giudice abbia affermato che la pena di morte richiesta dall'accusa sarebbe stata fattibile...). Però la cosa mi preccupa lo stesso tanto.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>La politica di B16</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200902/005285.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Lasciate perdere <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-30/papa-merkel/papa-merkel.html">la cordiale telefonata</a> tra Angela Merkel e Benedetto XVI. Queste sono i soliti teatrini ad uso del pubblico leggente, un po' come la <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/partito-democratico-25/messaggio-obama/messaggio-obama.html">lettera di Obama a Veltroni</a> (anche <a href="http://www.potamocheri.eu/blog/2009/02/08/lettera-di-ringraziamento/">personalizzabile</a>!)<br />
Io preferisco notare <a href="http://gazzettino.it/articolo.php?id=45459">questo</a> e <a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/esteri/benedetto-xvi-30/williamson-rimosso/williamson-rimosso.html">questo</a>. Detto in altro modo i lefebvriani, pur di incassare il loro risultato politico-religioso che è quello di minare dall'interno i risultati del Vaticano II - non ho letto da nessuna parte una ritrattazione delle dichiarazioni "il Concilio? è un'eresia" - preferiscono cogliere al balzo una vicenda drammatica ma tangente rispetto agli ordinamenti, per spostare l'attenzione su cosa si sta davvero facendo.<br />
Ogni somiglianza su quello che avviene dall'altra sponda del Tevere è probabilmente casuale.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>ll Papa e il negazionismo</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200901/005249.html</link>
      <description><![CDATA[<p>A quanto <a href="http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_27/fini_negazionismo_6fe56fe0-ec7f-11dd-be73-00144f02aabc.shtml">pare</a>, la comunità lefebvriana ha chiesto scusa per le affermazioni negazioneste del vescovo Williamson, di cui parecchio si èparlato in questi giorni. Tutto a posto, allora? Per nulla. Provo a separare per quanto possibile l'aspetto religioso da quello politico, anche se la cosa non è mai facile.<br />
Che il papa tolga la scomunica ai vescovi lefebvriani, è una scelta assolutamente interna: chi cattolico non è ha tutti i diritti di dire che è un simbolo di restaurazione &ndash; esattamente come gli esponenti cattolici hanno tutti i diritti di protestare contro le leggi da loro ritenute non etiche &ndash; ma non ha alcun diritto di pretendere di dettare lui l'agenda &ndash; esattamente come, ecc. ecc. Anche nella base cattolica ci sono dei malumori, se è per questo. Che la scomunica sia stata tolta il 24 gennaio, tre giorni prima della Giornata della Memoria, per me è stato solo un caso: alzi la mano che sapeva di Williamson prima della scorsa settimana. <br />
È abbastanza normale, e "politico" se volete, che a questo punto si sia tirato fuori tutta la storia del negazionismo di Williamson. Nota a margine: mi sono sempre chiesto come i negazionisti spieghino la mancanza di vari milioni di ebrei zingari e via discorrendo che c'erano prima della seconda guerra mondiale, non sono andati in guerra, e poi non ci sono più stati. Hanno forse messo barba e baffi finti e sono andati a conquistare il mondo? Fine della nota. Ad ogni modo, c'era un occasione assolutamente naturale per parlare, ed era appunto la Giornata della Memoria. Benedetto XVI non avrebbe nemmeno dovuto limitarsi a parlare degli ebrei; nei campi di concentramento sono stati gassati anche dei preti, sia pure in piccolissimi numeri. Né avrebbe dovuto fare il nome di Williamson, del resto, secondo il classico principio <i>de minimis non cura</i>. In pratica, gli sarebbe bastato fare un discorso tecnicamente pastorale, ma con un chiaro significato sulla posizione <b>della Chiesa Cattolica</b>, che se permettete mi sembra parecchio più importante di quella di un singolo vescovo nemmeno in posizioni di responsabilità. Tutto questo, ribadisco, dalla bocca del papa, e non da una fonte pur autorevole come l'<i>Osservatore Romano</i>: è un problema di comunicazione. Invece, niente. Silenzio nella migliore delle ipotesi, forti spinte ai lefebvriani perché parlassero loro &ndash; e ancora una volta, di una piccola comunità ex-scismatica quanto volete che importi? &ndash; in quello peggiore. E queste sono posizioni politiche, non religiose.<br />
<b>Aggiornamento:</b> (29 gennaio) Mentre stavo scrivendo il mio pippone, B16 <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_28/rabbinato_vaticano_williamson_6e2d71ea-ed22-11dd-b7f1-00144f02aabc.shtml">ci stava già pensando</a>. Bene.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Qua si ritraduce</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200811/005001.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Si sa che a Milano ci si muove sempre per tempo: così, con due settimane di anticipo rispetto al resto del mondo cattolico, per il rito ambrosiano oggi è iniziato l'Avvento. Poi si sa anche che a Milano devono far sapere che loro con Roma non c'entrano molto: così hanno approfittato dell'inizio dell'anno liturgico per introdurre il nuovo Lezionario, cioè il librone con le varie letture da fare durante la messa (che non sono più Prima Lettura e Seconda Lettura, ma Lettura ed Epistola). Non sono un esperto di liturgia: mi è stato detto che le modifiche recuperano usi molto antichi, di prima dello scisma con gli ortodossi (sempre per la storia "noi sì che siamo bravi", ma se ne volete sapere di più non chiedete a me. Posso solo dirvi che il sabato sera adesso non si fa più penitenza dei peccati, ma si ricorda la Pasqua.<br />
Quello di cui volevo parlare era la modifica al testo del Padre Nostro. Non so se sia una cosa locale o globale: so che qualche tempo fa se ne parlava, ma non mi sono curato più di tanto della cosa. Le modifiche sono due, entrambe nella seconda parte della preghiera. La prima consiste nell'aggiunta di una parola: <em>E rimetti a noi i nostri debiti, come <strong>anche</strong> noi li rimettiamo ai nostri debitori.</em> Nulla da eccepire, visto che il latino ha "sicut <strong>et</strong> nos dimittimus", e quell'"et" è una congiunzione avversativa. Quello che non mi torna è la seconda parte: "et ne nos inducas in tentationem" è diventato "<em>e non <strong>ci abbandonare alla</strong> tentazione</em>". Non so il greco, quindi mi devo limitare al latino; ma "induco, is" a me continua a rimandare il concetto di "condurre verso". Al limite avrei visto bene qualcosa tipo "non lasciarci andare verso la tentazione", ma nulla di più. Mi sa che come teologo non verrei promosso.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>buon bimillenario, san Paolo</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200806/004474.html</link>
      <description><![CDATA[<p>il 29 giugno - lo sanno bene i romani e lo sapevano in tanti fino a che il giorno festivo non è stato soppresso - si festeggiano i santi Pietro e Paolo. Non che siano morti in questo giorno, e quasi sicuramente non sono morti nello stesso giorno: d'altra parte, non è che andassero così d'accordo, come <a href="http://xmau.com/calendario/2008/06/29-giugno.html">da loro patronato</a>. <br />
La tradizione, però, dice che san Paolo è nato nell'8 d.C., e oggi è una data meglio di tante altre per fargli gli auguri di buon anniversario. <br />
Anche il papa vuole bene a san Paolo, tanto che ha indetto <a href="http://www.vatican.va/various/basiliche/san_paolo/it/anno_paolino/anno_paolino.htm">l'anno paolino</a> che è iniziato ieri sera, secondo le buone abitudini cattoliche. A parte <a href="http://www.annopaolino.org/">il sito ufficiale</a>, vi segnalo <a href="http://www.letterepaoline.it/presentazione/ilprogetto">lettere paoline</a>, sito che secondo i promotori «intende dunque porsi come luogo di divulgazione critica, di dibattito e di approfondimento: nel rispetto di un giusto bilanciamento tra esigenze divulgative e possibilità di riflessione specialistica.» Mah, mi sembra un'occasione persa per l'ecumenismo, considerando che i titolari della conoscenza paolina sono i protestanti in genere e i luterani in particolare...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Ratzinger e il doppio rito</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200802/003913.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Credo che la grande maggioranza dei miei lettori vada dall'agnostico all'ateo duro e puro, con poi qualche frangia che professa una religione diversa dalla cattolica. Vabbè, mettetela così: quello che vi dico qua è un po' diverso da quello che leggete (o evitate di leggere) nei giornali, e comunque non mi offendo più di tanto se saltate a piè pari. <br />
Sta ricomparendo in rete, dice <a href="http://wxre.splinder.com/post/15906301/Quello+che+il+Motu+Proprio+non">wXre</a>, la risposta che l'allora cardinale Ratzinger diede nel 2003 a Heinz-Lothar Barth, professore di filologia classica di posizioni lefebvriane sulla possibilità di un doppio rito romano, quello della messa "standard" e il vecchio rito di Pio X di cui raccontavo qualche giorno fa <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200802/003883.html">la nuova preghiera per gli ebrei</a>. <br />
La risposta in questione (in inglese, con il testo originale in tedesco) la trovate <a href="http://josephsoleary.typepad.com/my_weblog/2007/11/a-frightening-l.html">qui</a>. Da un certo punto di vista, mi consola il fatto che l'anno scorso <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200707/003255.html">avevo visto giusto</a>: non ha senso avere due riti romani diversi, e questo lo sa bene anche Benedetto XVI, che non è stupido. Il punto è che per l'attuale papa bisogna praticamente tendere a ritornare al vecchio rito, giusto con qualche modifica cosmetica (nuove feste cattoliche, qualche prefazio in più, la "preghiera dei fedeli" che però dev'essere con formule fisse, e più letture bibliche - ma "non troppe”).<br />
Si noti che la rivoluzione del Concilio partiva da una serie di punti fissi: più <em>com</em>partecipazione tra celebrante e popolo - il prete non è il mediatore tra Dio e il volgo, ma il pastore che guida i fedeli, e più attenzione alla Parola di Dio, leggendo molta più Bibbia che prima, e leggendola nella lingua che il popolo poteva comprendere. Riforme che tendevano molto a un avvicinamento al primo luteranesimo, e che forse proprio per questo sono viste come il fumo negli occhi dal bavarese Ratzinger. Il punto è che il suo arroccamento esoterico potrà forse portare a un compattamento dei fedeli, ma semplicemente per una loro scrematura molto peggiore di quello che si è avuta negli ultimi decenni. E il "pochi ma buoni", per una chiesa che ha come missione quella di essere universale, non mi pare proprio una bella cosa.<br />
<small>(via <a href="http://piccolozaccheo.splinder.com/">il piccolo Zaccheo</a>)</small></p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Tornano i (quasi) perfidi ebrei?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200802/003883.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Quando ho letto <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&amp;ID_articolo=62">questo articolo</a> (di Marco Tosatti, che sarebbe poi il vaticanista de <em>La Stampa</em>...) mi sono stupito. Ricambiano la preghiera del venerdì santo? Poi mi sono messo a leggere bene l'articolo, e ci ho capito ancora meno. <br />
Cito direttamente la prima frase: «La nuova preghiera del venerdì santo (limitata però al rito "vecchio", quello praticato da una limitatissima minoranza di cattolici), e reso possibile in maniera più ampia qualche mese fa da un "motu Proprio" è stata accolta con una reazione estremamente dura da parte delle autorità religiose ebraiche.» Garantisco che non sono riuscito a capire se Ratzinger ha approvato una nuova preghiera universale per il venerdì santo per il rito tridentino, o semplicemente rimane il vecchio testo, dove non si prega più <em>pro perfidis Judaeis</em> - quello l'aveva già tolto Roncalli - ma comunque c'erano parole non esattamente ecumeniche. Guardando in giro, sono riuscito a scoprire che la risposta giusta è purtroppo la prima: <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&amp;ID_articolo=61">qua</a> c'è il testo della preghiera, che riporto qui sotto in originale (nel sito c'è anche una traduzione in italiano).<br />
<em>« Oremus et pro Iudaeis</em><br />
<em>Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum.</em><br />
<em>Oremus. Flectamus genua. Levate.</em><br />
<em>Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen ».</em><br />
<a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200707/003255.html">Avevo già scritto a suo tempo</a> dei miei dubbi sul tornare ad accettare come ufficiale il rito tridentino. I dubbi sono ancora maggiori con questo testo. D'accordo, questa è una preghiera della chiesa cattolica, e dal loro punto di vista è ovvio che la salvezza è in Cristo. Però c'è modo e modo di mettere le cose, e ad esempio si poteva dire qualcosa tipo "per mezzo di Gesù Cristo salvatore di tutti gli uomini arrivino alla salvezza", senza che lo debbano "riconoscere" né che debbano "entrare con tutte le genti nella Tua Chiesa". Sigh,</p>]]></description>
    </item>

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