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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Sun, 21 Oct 2007 19:54:38 +0100</pubDate>

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      <title>79%</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200710/003532.html</link>
      <description><![CDATA[<p>ulle prime sembrerebbe che Sergio Marini, presidente della Coldiretti, abbia perfettamente ragione, quando afferma (l'ho letto su La Stampa cartacea di sabato, ma ne parla ad esempio anche <a href="http://www.corriere.it/economia/07_ottobre_19/pane_coldiretti.shtml">il Corsera</a>) che c'è stato "un aumento del 79% di un chilo di pane in sole 24 ore". D'altra parte, ci sono anche le immagini degli scontrini di un non indentificabile supermercato romano: il 29 settembre il pane casereccio costava 1 euro al chilo e il primo ottobre era salito a 1.79 euro, e l'aumento si calcola in fretta. Però mi sa tanto che ci sia qualcosa che Marini, che ovviamente sta cercando di fare lo scaricabarile per gli aumenti dei prezzi degli alimentari, non ha detto.<br />
Non parlo delle minuzie, tipo il fatto che i giorni di distanza sono due e comunque non ha senso indicare un periodo di tempo così breve per l'aumento, oppure che l'aumento per le rosette è minore - da 1.20 euro al chilo a 1.79 l'aumento sarebbe "solo" del 49%. Qui non siamo <em>così</em> sofisti. Non è nemmeno così importante aggiungere che l'aumento medio (che secondo l'Istat è stato del 7.5%) è appunto medio, e bisogna vedere cosa è successo negli altri supermercati. Ma c'è dell'altro. <br />
Siete stati tutti in un supermercato, no? Sapete bene che i prezzi sono fatti in stile specchietto per le allodole, mettendosi subito prima di una cifra tonda: in effetti 1.79 euro è una tipologia di prezzo che ci aspettiamo di vedere. Un euro tondo, no. Quello è un prezzo civetta, che fa subito venire in mente una promozione speciale: magari lì il pane a settembre costava 1.59 euro al chilo, ma dal 20 al 30 settembre era stato portato a un euro, per poi essere sì aumentato alla fine della promozione, ma solo del 13% - che non sarebbe comunque poco, ma è tutta un'altra cosa. Non ci fossero state le rosette a un euro e 20 - prezzo tondo sì, ma non troppo - sarei ancora più certo della mia ipotesi, ma anche così non mi sentirei di buttarla via del tutto.<br />
La morale? Che spesso basta scegliere singoli dati, pur formalmente corretti, per arrivare a conclusioni errate se solo si ha uno sguardo un po' più ampio. Non lasciatevi fregare da chi sa maneggiare i numeri.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Quelli che la neolingua è matematica</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200710/003518.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Stranamente non mi pare che la notizia sia apparsa sulla sezione "scienza e tecnologia" dell'italica stampa. Bisognerà dire a quelli dell'Ansa di fare meglio il proprio lavoro. Vi dovete perciò cuccare <a href="http://www.eurekalert.org/pub_releases/2007-10/hu-hsp100807.php">l'articolo in inglese</a>; il succo è che è stato pubblicato su Nature un articolo, anzi <a href="http://www.nature.com/nature/journal/v449/n7163/abs/nature06137.html">una "lettera"</a>, dove alcuni ricercatori di Harvard hanno quantificato il decadimento dei verbi irregolari nella lingua inglese. Un verbo irregolare è... ecco, è irregolare, e quando studi la lingua sei costretto a imparare della roba in più, e non ne hai voglia. Ecco quindi che c'è una forte tendenza dello studente a far finta di niente, mettere un -ed in fondo per fare il passato e il participio, e cavarsela così con un'unica metaregola invece che tante regolette. Lo facciamo anche noi: la fortuna che in questi anni ha avuto il verbo "perplimere" deriva proprio dalla metaregola "molti verbi in -imere hanno il participio in -esso: compresso, espresso, soppresso. E non vuoi trovare il verbo che al participio fa perplesso?". Lo fanno gli inglesi da una vita. Da piccolo, mi insegnarono a sognare "to dream - dreamt - dreamt", ma adesso sembrerei un tipo ricercato se dicessi "I dreamt of you"; peggio ancora, il verbo per lanciare gli incantesimi, che ha la sua bella età, fa "to cast - cast - cast"; ma la televisione è moderna, e le trasmissioni fanno "to broadcast - broadcasted - broadcasted".<br />
Che c'entra tutto questo con la matematica? Beh, i ricercatori non si sono limitati all'osservazione che più un verbo viene usato più è difficile che diventi regolare - e ci credo, continui a ripeterti come fa! - ma hanno affermato una precisa legge matematica che lega la regolarizzazione del verbo alla radice quadrata della sua frequenza d'uso, e hanno iniziato a fare previsioni su quale sarà il prossimo candidato ad essere inquadrato (per la cronaca, to wed). Non avendo a disposizione le tabelle interne all'articolo, non posso esserne certo; però una legge di questo tipo mi sembra tanto tirata fuori a posteriori, per far vedere come la matematica è brava e fa tante belle cose... e dando l'impressione che sia una sorta di magia, senza nemmeno gli effetti speciali di Harry Potter. Per me questa è una fregatura che allontana ancora di più la gente dalla matematica, e Ciò è Male. </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Primarie PD e numero votanti</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200710/003513.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ha già spiegato tutto <a href="http://parolevaligia.splinder.com/post/14298400">Paolo Beneforti</a>, ma magari una piccola ripetizione giova.<br />
Quelli che hanno affermato che i tre milioni e rotti di votanti domenica scorsa sono il 25% in meno rispetto a quanti votarono due anni fa per incoronare Prodi come candidato premier si sono dimenticati che nel 2005 le primarie erano <em>dell'Unione</em>, mentre stavolta si votava <em>il PD</em> (DS e Margherita, insomma). Allora tra i candidati c'era Bertinotti; c'era <b>Clementone Mastella</b> (ok, ha spostato i risultati un po' più di Adinolfi, ma comunque in prima approssimazione lo si può tralasciare). Di per sé, c'era tutta la parte di Sinistra Democratica che quest'estate si è staccata dai DS. Come fa notare Paolo, se guardiamo l'elettorato di riferimento scopriamo che quest'anno in percentuale ha votato <b>più</b> gente di due anni fa. In casi come questo, infatti, non sono tanto i numeri assoluti che contano, se non per riempire le pagine dei giornali, ma le percentuali. Non è sempre così, visto che ad esempio io preferisco avere il 10% di un milione di euro che il 50% di mille euro; ma ribadisco che la matematica di per sé è neutra, e ci vuole il nostro cervello per decidere quale modello usare.<br />
(Ah. Per chi pensa che in entrambi i casi i numeri siano stati gonfiati: magari è possibile. Però dovrei fare allora tanto di cappello a chi ha deciso quanti dovevano essere i votanti quest'anno ed è stato così signore da non fare pesare le percentuali... oppure ha casualmente imbroccato il numero corretto. Ricordo poi che io non ho votato: il ragionamento è puramente matematico, io non ci guadagno nulla)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Veri Lavoratori</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003464.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Sleepers mi segnala <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/30/computer_memoria_francis_coppola.shtml">questo articolo del Corsera</a>, dove si parla del furto del pc portatile di Francis Ford Coppola (che evidentemente non aveva fatto backup), e si legge che il nostro si lamenta dicendo "Nel pc avevo milioni di ore di lavoro".<br />
Come nota Sleepers, anche ipotizzando anche di lavorare 24 ore al giorno, in un anno abbiamo in media 8766 ore; anche limitandoci a due milioni di ore, il tutto fa... 228 anni e rotti. Niente male come stakanovismo, vero?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>numeri a caso</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003429.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Mercoledì è apparso <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/economia/tfr-adesioni/tfr-adesioni/tfr-adesioni.html">un nuovo articolo</a> sulle scelte dei lavoratori dipendenti riguardo alla destinazione del TFR. Nulla di particolarmente strano: bisogna fare dimenticare alla gente che in questi mesi i soldi messi nei fondi hanno <b>perso</b> valore (rendimento negativo: se non ci credete, ecco <a href="http://www.fondotelemaco.it/TFR/tfr_big.pdf">il grafico del mio fondo</a>) e piuttosto convincerli a seguire la folla. Quello che però non mi tornano sono i numeri dati, ben diversi rispetto a <a href="http://xmau.com/notiziole/archives/003321.html">un mese e mezzo fa</a>. Posso capire che abbiano trovato tra le pieghe delle adesioni qualcuno in più, anche se passare da dire che al 30 giugno 2007 i lavoratori iscritti a forme pensionistiche complementari erano 2.017.611 a dire che sono 2.700.000 non può essere liquidato con una attenta verifica contabile. Ma dire che quelli iscritti <b>al 31/12/2006</b> non sono 1.645.546 ma 1.800.000 mi pare un po' toppo incredibile per dare retta a uno qualunque dei numeri che l'ineffabile Rosaria A<span>mat</span>o ci ha anche questa volta propinato...<br />
<b>Aggiornamento:</b> Secondo <a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?cms_pk=2907">lavoce.info</a>, forse per una volta la colpa è del presidente della Covip, Scimia. Sempre numeri farlocchi sono.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Un milione non è poi così grande</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003410.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Articolo su <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/ambiente/grubrica.asp?ID_blog=51&amp;ID_articolo=393&amp;ID_sezione=76">La Stampa</a>. Titolo: "I ghiacciai dell'Artide si stanno ritirando". Dichiarazione: «L'area coperta da ghiacci si è ridotta ad appena tre milioni di metri quadrati». <br />
Simpatico, vero? soprattutto perché tre milioni di metri quadrati equivalgono a <b>tre chilometri quadrati</b>. (Per i curiosi, <a href="http://www.esa.int/esaEO/SEM7ZF8LURE_index_0.html">l'anno scorso</a> si parlava di 5.5 milioni di <b>chilometri</b> quadrati).<br />
D'altra parte, quando si parla di "milioni" il numero è già così grande di suo... :-( e in effetti l'errore commesso è stato di un fattore 1.000.000 (un milione)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Matematica all&#39;Università Maharishi</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003409.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Per un vecchio beatlesiano come me, la parola "Maharishi" fa venire subito in mente <em>Sexy Sadie</em>. Ma il Maharishi Mahesh Yogi non si è certo fermato lì. Infatti ha fondato la Maharishi University of Management, che ha tutta una serie di corsi universitari, tra cui quello in matematica. Vale la pena leggere <a href="http://www.mum.edu/math_dept/courses.html">i nomi dei corsi</a>: non so se preoccuparmi di più del corso sull'infinito, che ha come definizione "Dall'Insieme Vuoto all'Universo Illimitato di Tutti gli Insiemi &mdash; Esplorare l'Intera Matematica e Vedere la sua Sorgente nel Vostro Io", oppure del corso di matematica di base, dove gli studenti "studiano l'aritmetica egli interi, le frazioni, le frazioni decimali, i rapporti e le percentuali, con un'enfasi sulle applicazioni". Per onestà, aggiungo che generalmente i corsi, anche se con nomi piuttosto esoterici, sembrano assolutamente standard, come si può leggere <a href="http://www.mum.edu/math_dept/descriptions.html">dalle loro descrizioni</a>.<br />
(per i curiosi: avevo scoperto il link via <a href="http://www.arsmathematica.net">Ars Mathematica</a>)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>questione di definizioni</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003405.html</link>
      <description><![CDATA[<p>MarkCC <a href="http://scienceblogs.com/goodmath/2007/09/comparing_apples_to_oranges_un.php">racconta</a> di un esempio di povera matematica trovato nientemeno che nel New York Times, il che è una (misera) consolazione per quello che leggiamo sull'italica stampa praticamente tutti i giorni. L'articolo del NYT parla dell'economia tedesca, e afferma che in Germania preferiscono starsene disoccupati col sussidio statale. A riprova di ciò, mostra come il tasso di disoccupazione è al 5% in USA mentre è al 9% in Germania.<br />
Peccato che la definizione statunitense di "disoccupato" è "uno che non lavora per nulla", mentre quella tedesca è "uno che non ha un lavoro a tempo pieno". Inoltre, se non lavori ma non stai cercando lavoro, per gli USA tu non sei disoccupato, per la Germania sì. Prendendo dati omogeneri, il tasso di disoccupazione tedesco scende al 6% (e sarebbe interessante scoprire se in questi ultimi anni hanno cambiato le definizioni <em>italiane</em> di disoccupazione...)<br />
Insomma, si sono confrontate mele con pere: un errore molto insidioso da scovare, perché i <em>numeri</em> sembrano tutti corretti...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>&quot;settimo anniversario&quot;</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200709/003396.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Alle sette e mezzo del mattino non sono molto sveglio, ma sono ragionevolmente certo di avere sentito per due volte a Radio Popolare che si parlava del <b>settimo</b> anniversario dell'11 settembre 2001. Strano, 2007 meno 2001 fa sei, e "sesto" e "settimo" hanno un numero di sillabe diverso e quindi si riconoscono bene.<br />
(ps: che facevo io l'11 settembre 2001? me ne stavo a lavorare nel mio ufficio. E ho acceso la radiolina che tengo sempre per sicurezza)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>il sesso dei matematici</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200708/003349.html</link>
      <description><![CDATA[<p>ALG mi fa notare una chicca niente male legata alla Rai e ai telefilm della serie <em>Numb3rs</em>. Uno dei personaggi della serie si chiama Amita Ramanujan, e il suo nome è un chiaro omaggio a Srinivasa Ramanujan, matematico autodidatta indiano noto per la sua collaborazione con G.H.Hardy all'inizio del secolo scorso.<br />
Il punto è che per l'estensore della <a href="http://www.numbers.rai.it/R2_paginaSpalla/0,,236-7923,00.html">scheda sul sito della Rai</a> Ramanujan (la persona realmente esistita, non il personaggio del telefilm) è «un’autodidatt<b>a</b> matematic<b>a</b> indian<b>a</b>». Insomma, ha cambiato sesso: in fin dei conti, il nome non finisce per a? Chissà, magari l'estensore ha pensato che tra i due ci fosse stata una storia di sesso... (che, data l'omosessualità di Hardy, sarebbe stata ancora più improbabile :-) )</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Come far tornare i conti sui fondi pensione</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200708/003321.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Nell'attesa di trovare il tempo e la voglia di raccontarvi quello che né i sindacati né i giornali vi hanno detto sulla riforma delle pensioni (a me l'hanno detto... cicca cicca. Fistel mi ha spedito tutte le slide al riguardo) mi dedico un attimo a fare le pulci a quanto scritto dal <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/08_Agosto/01/Tfr_fondi.shtml">Corsera</a> e soprattutto da <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/economia/tfr-adesioni/dati-sei-mesi/dati-sei-mesi.html">Repubblica</a> sul "successone" dei fondi pensione. La parte più tristemente divertente è naturalmente quella del fogliaccio scalfariano, che come si sa deve per contratto fare il possibile per annunciare che al governo va tutto bene, con risultati appunto esilaranti.<br />
Per onorare la categoria di questo post, cito uno degli ultimi paragrafi scritti da Ros<span>aria Am</span>ato:<br />
<em>«Al 30 giugno risultavano iscritti ai fondi pensione negoziali 2.017.611 lavoratori dipendenti, corrispondenti al 23,6 per cento dei potenziali aderenti (12,2 milioni). Considerato che al 31 dicembre 2006 le adesioni erano ancora 1.645.546, i nuovi iscritti sono risultati appunto circa 727.000.»</em><br />
Persino la calcolatrice di Windows è capace a vedere che il 23,6% di 12.200.000 è 2.879.200 e non 2.017.611, e che la differenza tra 2.017.611 e 1.645.546 è 372.065 e non "circa 727.000". Questo è rifiuto completo davanti a qualunque cosa assomigli a un numero! (Se volete vedere i numeri giusti, andate sul Corsera)<br />
Resta poi la parte più da pippone. Damiano è tutto felice perché si raggiunge quasi il 40% dei lavoratori che ha scelto un fondo pensione, come da previsioni governative. Però se guardiamo più attentamente scopriamo che c'è un 10-15% che ci è finito dentro per il famigerato "silenzio-assenso" (e che quando andranno in pensione mi sa tanto che li sentiremo urlare forte); e soprattutto che a fine 2006 i fondi avevano già più di due milioni di iscritti (come? non erano 1.645.546? sì, ma poi ci hanno sommato anche gli iscritti ai fondi aperti per fare buon peso). Solo che mi sa tanto che tra quei due milioni ci sono anch'io, regolarmente iscritto al Fondo Telemaco a cui l'anno scorso ho versato ben 1300 euro (e fatto versare a Telecom altri 650 che altrimenti non mi avrebbe mai dato... giusto per spiegare come mai ci sono iscritto). Quindi, anche ammesso e non concesso che non si siano messi a contare due volte i vecchi iscritti "marginali" che prima davano una piccola parte del loro TFR nel fondo e adesso lo danno tutto, resta il fatto che questi il TFR mica gliel'hanno dato, ai fondi!<br />
La conclusione è sempre la stessa: non credete a quello che vi dicono. Fortunatamente siamo ormai arrivati al punto che non stanno nemmeno a nascondere le informazioni, tanto sono certi che nessuno si mette a fare i conti.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>che bravi a fare i conti!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200707/003300.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ugo, che è sempre troppo pigro per aprirsi lui un blog :-), mi segnala <a href="http://space.newscientist.com/article/dn12332-space-station-crew-dumps-trash-overboard.html">questa  notizia</a> (in inglese, giusto per dire che non siamo solo noi italici) in cui si dice che la stazione spaziale ha buttato via un contenitore da 630 Kg che tra un annetto colpirà la Terra. Si afferma poi che tecnici della Nasa hanno detto "massì, tanto si disintegrerà a contatto con l'atmosfera, e se non si disintegra finirà tutto nell'oceano. Epperò ci potrebbero essere pezzi grandi 19 chili che rimarranno intatti ancorché fiammeggianti, e c'è una possibilità su 5000 che qualcuno venga colpito".<br />
Come mi ha fatto notare Ugo, questa è una probabilità molto maggiore di quella di essere colpiti da un sasso lanciato da un cavalcavia. Ma sarà la vera probabilità?<br />
Facciamo due conti. Che se cascano dei pezzi cascheranno probabilmente sugli oceani, è banalmente vero, visto che la maggior parte della superficie terrestre è formata dagli oceani. (Non penserete mica che si possa calcolare l'orbita di un oggetto simile per un anno, vero?)<br />
Adesso consideriamo anche il fatto che parte delle terre emerse sono disabitate, e supponiamo che tutti gli esseri umani siano uniformemente distribuiti su una superficie di 100 milioni di Kmq. Questa è una stima molto conservativa, chiaro. Se un frammento arrivasse a Milano, probabilmente colpirebbe ben più di una persona; ma noi non stiamo cercando il numero medio di persone ferite o uccise bensì la probabilità che ci sia almeno uno sfigato. Questo significa che ogni persona avrebbe a disposizione 1.25 ettari tutti per lui, supponendo la popolazione di 8 miliardi di persone. Visto che la probabilità di atterraggio di un frammento in quell'area rispetto al resto del pianeta è 1/5, potremmo dire che <b>se arriverà a terra un frammento</b> c'è una probabilità su 1000 che colpirà qualcuno. Quindi l'area di impatto sarebbe di 12.5 metri quadrati, che sembrano un po' pochini: non è un vaso o un pianoforte che casca in verticale, ma un oggetto che arriva per il lungo. Forse una stima migliore si ha riducendo di un fattore 10 la superficie dove si è uniformemente distribuiti; a questo punto i 125 metri quadri potrebbero essere una buona misura, ma questo significherebbe che <b>c'è la certezza statistica</b> che caschi almeno un pezzo intero, il che francamente mi pare improbabile, o che caschino un certo numero di pezzi, il che è più preoccupante ancora.<br />
Risultato finale? il numero è quasi certamente farlocco. Però volete mettere la precisione dell'articolo?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Velocità</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200707/003292.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Nel servizio del TG3 di sabato 21 luglio 2007, alle 19.16, il giornalista ha raccontato dell'incidente in prova di Hamilton, mentre era "lanciato sul filo dei <b>660 chilometri orari</b>". È riuscito a dirlo senza nemmeno mettersi a ridere.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Siamo davvero ricchi!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200706/003193.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Stefano Scardovi mi segnala questa <a href="http://scardovi.blogspot.com/2007/06/numeri-al-tg20.html">slide del Tg2</a> che mostra quali sarebbero stati i redditi medi 2004 in alcune regioni. Ragazzi, se il reddito medio qui in Lombardia era di 20 <em>milioni</em> di euro, di Berlusconi ce ne dovevano essere davvero tanti per alzare così la media! (Per la Calabria, avranno considerato anche i redditi della 'ndrangheta, immagino...)<br />
A parte le battute, è triste notare come nessuno al Tg2 si sia accorto dello strafalcione, come se pensassero ancora in lire e quindi trovassero naturale attaccare tre zeri in fondo ai prezzi.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Paghiamo di più. Ma quanto?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200706/003179.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Dario <a href="http://dario.diludovico.it/archives/2007/06/13/correggetemi-se-sbaglio">mi fa notare</a> una chicca di Rep.it, come sempre sulla notizia, a proposito dell'evasione fiscale. <a href="http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/economia/fisco/evasione-fisco/evasione-fisco.html">L'articolo</a> racconta come nel 2004 l'erario non abbia incassato 270 miliardi di euro, cioè il 19,2% del Pil. Questo significa, sempre secondo l'articolo, che chi le tasse le ha pagate non ha pagato in media il 41.4% del proprio reddito, come da valori ufficiali, ma il 50.7% (occhei, per la precisione hanno scritto 50.74 senza capire che mettere una quarta cifra di precisione in una stima di quel tipo è assolutamente inutile, ma quello sarà l'argomento di un altro mio pippone). Infine, se uno legge l'occhiello dell'articolo, trova la frase «Se tutti i contribuenti fossero onesti le imposte sarebbero ridotte del 10%». Trovate nulla di strano?<br />
Innanzitutto il valore del 10% è stato probabilmente ottenuto arrotondando la differenza 50.7-41.4. Sull'arrotondamento non ho nulla da dire, sul fatto che quella sia la possibile riduzione delle imposte sì. Vediamo infatti di fare <em>davvero</em> i conti, con una stima molto spannometrica. <br />
Poniamo che il PIL sia di 100.000 euro, e le imposte quindi totalizzino 40000 euro. Se il PIL è diviso equamente tra dieci contribuenti, ciascuno di loro avrà un reddito di 10.000 euro e pagherà 4000 euro di tasse. Ma poniamo ancora che due di questi dieci siano evasori parziali: il loro reddito è di 20.000 euro ma ne denunciano solo la metà. Il PIL reale cresce del 20% rispetto a quello ufficiale (infatti è 120.000 euro), e se i due furbetti non avessero nascosto i loro guadagni la pressione fiscale sarebbe potuta scendere al 33% - ricordiamoci che allo Stato continuano a servire 40.000 euro! Gli otto coglioni avrebbero quindi pagato solo 3300 euro di tasse, cioè <b>il 17% circa</b> in meno. (Se si preferisce, si può girare il conto dall'altra parte: devono pagare 666 euro in più, e quindi il 20% di tasse in più di quanto capiterebbe loro se tutti facessero il proprio dovere)<br />
Naturalmente questi sono conti fatti con premesse assolutamente irreali, tipo una tassazione costante e un immediato abbassamento della pressione fiscale, ma spero rendano le due idee di base: che non ha nessun senso parlare di una "tassazione reale al 50.7%", visto che l'evasione non è calcolata all'interno del PIL, e che la diminuzione delle imposte non si calcola con la differenza dei valori percentuali, ma rinormalizzando quei valori al 100%. Non che creda che Repubblica (o qualunque altro quotidiano) ci arriveranno...</p>]]></description>
    </item>

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