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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:54:02 +0100</pubDate>

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      <title>No, non è la BBC</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201202/007678.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Essendo questa la Rai, quello di cui si parla è la politica: sia nella versione "anti" di Adriano "750000 euro, ma in beneficenza" Celentano che in quella del consiglio di amministrazione in quota Cencelli e con le votazioni più prevedibili che gli aumenti di sigarette e benzina. Così <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/31/news/maccari_confermato_al_tg1_si_spacca_il_cda_rai-29105369/">avrete sentito tutti</a> che il neopensionato Alberto Maccari, il cui interim alla direzione del TG1 scadeva ieri causa appunto pensionamento, è stato prorogato fino a fine anno. Voti a favore: i cinque consiglieri nominati dalla ex-maggioranza. Voti contro: i quattro consiglieri nominati dalla ex-opposizione. Per <a href="http://www.lapoliticaitaliana.it/Agenzia/?d=20120131&id=52147">sicurezza</a>,  il consigliere Antonio Verro ha rinunciato al posto al Parlamento che si era appena procacciato: sapendo come vanno le cose non è detto che la rinuncia sia così definitiva, ma sicuramente rende ben chiaro come il CdA Rai sia assolutamente apolitico, apartitico e atarassico.</p>

<p>In tutto questo, anche a causa del mio non guardare la tv, mi sfugge una cosa: mentre di Minzolini si sapeva di tutto e di più, io non so assolutamente come sia il TG1 targato Maccari. Perché è vero che la politica rompe e bla e bla e bla: però io sarei dell'opinione che prima si verifichino in pratica le capacità di un direttore e poi ci si chieda della sua affiliazione politica...</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (13:30) Leggo dal <a href="http://www.ilpost.it/2012/02/01/polemica-direttore-tg1/">Post</a> che Maccari è già in pensione dal 4 gennaio.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Il perché dei no ai referendum contro il Porcellum</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007665.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ieri sono state depositate le motivazioni della Consulta per la decisione di non ammettere i due referendum contro l'attuale legge elettorale. Siamo in Italia, e così a quest'ora la notizia non è già più nella homepage del <a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_24/motivazione-rigetto-quesiti-referendum_463d9e3c-4691-11e1-90ee-63dee1b6b376.shtml">Corriere</a>, e galleggia a stento in quella di <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/24/news/no_ai_referendum_le_motivazioni_ci_sarebbe_stato_vuoto_legislativo-28675186/">Repubblica</a>. Si sa, la notizia era "referendum sì, referendum no": il perché è pleonastico.</p>

<p>Come <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007641.html">promesso</a>, invece, due parole su queste motivazioni io le scrivo. Purtroppo non posso darvi il link alla sentenza 13/2012 se non dicendovi di cliccare <a href="http://www.cortecostituzionale.it/actionPronuncia.do">qui</a> e mettere 2012 nell'anno e 13 nel numero, perché <a href="http://www.cortecostituzionale.it/">il sito della Corte Costituzionale</a> si aggiudica di gran lunga il titolo di meno internet friendly di tutta Italia: per dire, anche con la ricerca interna l'URL che ottengo è http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do che ovviamente non dice molto. Vabbè: vediamo.</p>

<p>- La Suprema corte inizia a dire "noi in questa sede non possiamo decidere se la legge attuale è costituzionale o no", e su questo siamo tutti d'accordo, almeno spero. <br />
- Le due proposte, anche se non lo dicono esplicitamente, tendono entrambe ad abrogare del tutto la legge attuale, la prima direttamente la seconda togliendole il toglibile: e anche qua siamo d'accordo. D'altronde non si vede dove dovrebbe essere scritto esplicitamente, no?<br />
- Occorre che «risulti una coerente normativa residua, immediatamente applicabile, in guisa da garantire, pur nell’eventualità di inerzia legislativa, la costante operatività dell’organo», e quello lo si spera bene (anche se paradossalmente vengono citate a supporto due sentenze di ammissibilità di referendum, quelli a cui poi non ha votato nessuno)<br />
- Ora però iniziano i miei dubbi. Per il primo referendum, il punto 5.2 afferma che «<em>La tesi della reviviscenza di disposizioni a séguito di abrogazione referendaria non può essere accolta, perché si fonda su una visione "stratificata" dell’ordine giuridico, in cui le norme di ciascuno strato, pur quando abrogate, sarebbero da considerarsi quiescenti e sempre pronte a ridiventare vigenti.</em>». A me (e a molti costituzionalisti che sicuramente ne sanno più di me) la cosa continua a parere strana: sarebbe forse concepibile nel caso di referendum per abrogare una legge che affermi nel suo ultimo articolo "ogni disposizione di legge in contrasto con il testo di questa legge è implicitamente abrogata", ma in questo caso il Porcellum modificava solo parti del Mattarellum. Insomma, io non vedo quali potrebbero essere le <em>«conseguenze imprevedibili per lo stesso legislatore, rappresentativo o referendario, e per le autorità chiamate a interpretare e applicare tali norme, con ricadute negative in termini di certezza del diritto»</em>. Né il riferimento alla sentenza 28/2011 parrebbe lecito: lì infatti si scrive che il decreto legislativo oggetto della richiesta di referendum <em>«ha espressamente abrogato alcune preesistenti norme concernenti la disciplina in esame» </em>. Nella <a href="http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2005-12-21;270!vig=">legge Calderoli</a> c'è un unico comma abrogato, il sesto dell'articolo 58 del D.Pr. 361/1957, che però <a href="http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali.htm">non c'era già</a>....<br />
- Diciamo insomma che il punto 5.4, «<em>La volontà di far "rivivere" norme precedentemente abrogate, d’altra parte, non può essere attribuita, nemmeno in via presuntiva, al referendum, che ha carattere esclusivamente abrogativo, quale "atto libero e sovrano di legiferazione popolare negativa" (sentenza n. 29 del 1987), e non può "direttamente costruire" una (nuova o vecchia) normativa (sentenze nn. 34 e 33 del 2000)</em>», mi sembra molto tirata per i capelli.<br />
- Paradossalmente, rispetto almeno alla mia idea di due settimane fa, sono pienamente d'accordo con il motivo del rifiuto del secondo referendum. In pratica, cancellando solo i 71 «<em> alinea– cioè le frasi iniziali di ognuno dei commi oggetto della richiesta, che dispongono l’abrogazione o la sostituzione delle norme elettorali prima in vigore</em>», si rischiava di avere delle doppie norme soggette poi a interpretazione. Insomma, non era un triciclo con le ruote sghembe ma un triciclo con due insiemi di ruote che si muovevano in direzioni diverse.</p>

<p>Commento finale? Continuo a pensare che la decisione sia stata molto politica, ma tanto non ci si può fare nulla.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>moriremo porcelli</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007641.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Spero mi perdoniate se aspetterò le motivazioni prima di commentare la decisione della Consulta di non ammettere i due referendum sulla legge elettorale: c'è già tanta gente che parla a vanvera, non riuscirei nemmeno ad aggiungere rumore. Mi limito a fare una metafora su cosa forse è successo, perché mi piace fare metafore :-)</p>

<p>Come sapete, la legge elettorale attuale (il Porcellum) è scritta come una serie di modifiche alla legge elettorale precedente (il Mattarellum). Insomma è come dire che il legislatore - permettetemi il parolone associato a Calderoli - ha preso una bicicletta, ci ha lavorato un po' su e l'ha fatta diventare un triciclo. Questo significa che la bicicletta non c'è più, ed eliminare il triciclo (abrogare tutto il Porcellum) ci lascia anche senza bicicletta. Questo per il primo quesito. Per il secondo, che a furia di tagliuzzamenti toglieva una ruota al triciclo per farlo ridiventare una bicicletta, la risposta potrebbe essere "sì, ma se tolgo una ruota al triciclo mica si riesce a stare in equilibrio con l'altra ruota scentrata!"</p>

<p>Detto questo, non è che ci voglia molto a capire la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/12/news/consulta_respinto_referendum-27979781/">sparata di Tonino Di Pietro</a> contro Napolitano. È esattamente lo stesso modo di fare della Lega: cercare di recuperare consensi con un'opposizione martellante, e si sa che i martelli non sono esattamente strumenti intelligenti. (Per la cronaca, quella dei radicali che votano contro l'arresto di Cosentino è una posizione leggermente diversa: "parlate anche di noi, non importa se siamo maggioranza od opposizione perché tanto è la stessa cosa").</p>

<p>Ultima sciocchezzuola: non sono state raccolte un milione e duecentomila firme per questi referendum. Sono state raccolte <b>due volte seicentomila firme</b>, che è una cosa un po' diversa.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>comunicati stampa governativi</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007627.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Il governo Berlusconi IV ci aveva abituato ad umoristici comunicati stampa ufficiali: non penso tanto al gelminiano tunnel Ginevra-Gran Sasso (comunicato poi messo sotto il tappeto, aggiungendo figuraccia a figuraccia) ma a quelli del PresConsMin stesso: <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006765.html">qua</a> ne avevo raccolto qualche esempio estivo. Il governo è cambiato, e lo stile dei comunicati è cambiato pure. </p>

<p>Ora la sezione veneta dell'Agenzia delle Entrate, per comunicare i risultati del <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/04/news/cortina_fisco-27599079/">blitz cortinese</a> del 30 dicembre scorso, scrive un <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/04/agenzia-entrate-tasse/">comunicato stampa</a> intitolato «L'Agenzia delle Entrate porta fortuna: con l'agente si moltiplicano le vendite». Ma naturalmente il Lider è lui, il PresConsMin attuale. Dopo che un esperto di feste e festicciole come l'ex ministro Simplificius Calderoli ha <a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_04/calderoli-party-privato-palazzo-chigi-dimissioni-monti_a910f594-36f2-11e1-9e16-04ae59d99677.shtml">presentato</a> un'interrogazione scritta nella quale chiedeva «se corrisponda alla verità la notizia secondo cui la notte dell'ultimo dell'anno si siano tenuti dei festeggiamenti presso la presidenza del Consiglio dei ministri in Palazzo Chigi», Mario Monti ha immediatamente risposto con <a href="http://www.governo.it/Presidente/Comunicati/dettaglio.asp?d=66033">un comunicato stampa</a>, del quale cito le frasi più significative: <br />
- «Il Presidente Monti precisa che non c'è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l'appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell'appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.» (notare il "a titolo di residenti pro tempore")<br />
- «Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie)» (mancava solo da indicare la quantità effettiva di derrate...)<br />
- «Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l'Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente» (lo sciacquone del cesso, in effetti...)<br />
Finisce poi con una stoccata sull'uso dei mezzi dello Stato per tornare a casa propria a Milano, ma non credo che nessun legaiolo se ne accorgerà mai: lo stesso Calderoli è riuscito ad arrivare sì e no alla riga due per controbattere «La nota scritta diramata da Mario Monti conferma pienamente che c'è stata una festa privata» (e aggiungere che Silvio le sue feste se le faceva a casa sua...)</p>

<p>Però c'è una cosa che mi lascia perplesso. Una trollata puntacazzista di questo tipo (permettetemi il lessico specialistico) è sicuramente apprezzata da noi fighetti, e infatti FriendFeed pullula di battute e il tag  #cotechinoelenticchie ha fatto la sua comparsa su Twitter. Però io temo che la gente che si diverte in questo modo sia una sparuta minoranza degli italiani, e la maggior parte riesca solo ad arrivare alla conclusione del dentista padano: e a questo punto la risata mi muore in gola.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>concertazione orba</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007624.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Sul Corriere di stamattina Sergio Romano <a href="http://www.corriere.it/editoriali/12_gennaio_04/rito-fuori-tempo-e-fuori-bilancio-sergio-romano_dd42aa92-369d-11e1-9e16-04ae59d99677.shtml">fa una filippica</a> contro le pretese dei sindacati e soprattutto di Camusso perché si riparta con la concertazione, che evidentemente è vista dall'ex ambasciatore come fumo negli occhi. Non sono un economista, quindi non posso dire che la concertazione (e tanto meno quella in salsa tricolore) sia un bene o un male in assoluto e in questo preciso momento: però mi ha colpito una cosa nel ragionamento di Romano.</p>

<p>Lui spiega infatti che «Il sindacato è una associazione di lavoratori e pensionati. Non rappresenta il Paese, non risponde della sua politica al corpo elettorale. Risponde soltanto a coloro che hanno deciso di associarsi per meglio difendere i loro interessi. Quando chiede la concertazione, il sindacato pretende per i propri soci più poteri di quanti ne abbia un cittadino qualunque, vuole essere una sorta di condomino, un passaggio obbligato, un contropotere, e stravolge i principi fondamentali della democrazia rappresentativa.» Frasi di per sé correttissime, come anche corretta è la conclusione «Il governo può ascoltarlo, consultarlo, studiare le sue proposte, ma non può dimenticare che le responsabilità del potere esecutivo non sono condivisibili e che il suo unico interlocutore istituzionale è il Parlamento, non un'associazione di categoria.» Peccato che Romano - sicuramente per non superare il numero di battute concessegli stamane - non abbia completato il discorso. La concertazione infatti si è sempre fatta tra governo, sindacati, <b>e Confindustria</b>; associazione di imprese, che non rappresenta il Paese, non risponde della sua politica al corpo elettorale, risponde soltanto a coloro che hanno deciso di associarsi per meglio difendere i loro interessi. Il punto fondamentale della concertazione è proprio quello: avere due sponde opposte in modo che il governo possa cercare di trovare dei punti accettabili da tutti, punti sui quali il Parlamento prima ed eventualmente i cittadini alle prossime elezioni potranno accettare o rifiutare. Per ascoltare, consultare, studiare le proposte basta avere una lobby, e sicuramente la parte aziendale in quella è molto brava e non ha bisogno di concertazione mentre il sindacato può anche proporre ma rimane sempre il parente snobbato alle feste.</p>

<p>Peccato appunto che l'articolo sia rimasto incompleto. Qualcuno a via Solferino potrebbe concedere in futuro un po' più di spazio a Romano?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Educazione civica</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201112/007595.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Lo so che non bisognerebbe infierire sugli infermi. Però non è che qualcuno potrebbe spiegare a Umberto Bossi che è il Parlamento a <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/12/12/news/alleanze_bossi_molla_berlusconi-26500021/">essere eletto</a>, e non il governo?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title><![CDATA[ICI, Chiesa &amp; affini]]></title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201112/007593.html</link>
      <description><![CDATA[<p>In queste settimane è rimontata la polemica contro la chiesa cattolica che non pagherebbe l'ICI sulle sue proprietà: basta che abbiano una piccola cappella al loro interno. Ho letto tutto e il contrario di tutto, dal nonsolismo (anche sindacati e onlus non pagherebbero) a post come <a href="http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/12/10/ici-tra-rigoristi-e-lassisti-la-chiesa-sta-con-i-primi/">questo</a> in cui Sandro Magister riesce a buttare all'aria duemilacinquecento anni di logica da Aristotele in poi e convincersi che avendo trovato un (1) esempio di ICI pagata da un ente religioso anche in eccesso questo significa che tutta la chiesa dà a Cesare quel che è di Cesare...</p>

<p>No, in effetti questa non è la metafora giusta: se è vero che la legge permette di non pagare in certi casi è corretto che non paghi. Solo che io, e penso la maggior parte di noi, non posso sapere cosa è vero e cosa no. A questo punto mi è venuta in mente un'idea: se qualcuno conosce direttamente il PresConsMin gliela può mica suggerire? (ah, naturalmente la mia idea si applica a tutti coloro attualmente esenti dall'ICI, mica devo fare favoritismi).</p>

<p>L'idea: ora che si passa dall'ICI all'IMU, gli immobili esenti diventino immobili <b>ad aliquota zero</b>. E qual è la differenza, direte? Semplice: occorrerà comunque fare la dichiarazione, dichiarazione che dovrà necessariamente essere fatta per via telematica. Tutti questi enti non sono certo la vecchina, quindi non avranno problemi a usare l'internette. Inoltre tutte queste dichiarazioni verranno rese pubbliche: le attuali esenzioni sono per immobili privati ma di uso pubblico, quindi non è che ci sia chissà quale problema di privacy a rendere noto quali siano. Solo a questo punto sarà effettivamente possibile capire di che ordini di cifre si sta parlando e soprattutto se si può davvero parlare di elusione oppure no. Troppo semplice?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Repubblica Presidenziale</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201111/007537.html</link>
      <description><![CDATA[<p>La storia è spesso ironica. Proprio ora che forse il declino di Silvio Berlusconi è davvero iniziato, l'Italia sta diventando quello che lui aveva sognato: una repubblica presidenziale. Purtroppo per lui il Presidente è ancora Giorgio Napolitano, però...<br />
La mossa di <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=21341">nominare Mario Monti senatore a vita</a> è stata chiarissima per tutti. La Costituzione non dice che il Presidente del Consiglio dei Ministri debba essere un parlamentare; di per sé non dice neppure che debba essere maggiorenne, anche se sarebbe buffo vedere gli atti controfirmati dall'esercitante la patria potestà. Parecchie persone si sono ricordate il precedente di Carlo Azeglio Ciampi, divenuto primo ministro senza sedere in Parlamento; però Ciampi era il governatore della Banca d'Italia, e quindi aveva comunque una sua investitura istituzionale, che al presidente della Bocconi e consulente per Goldman Sachs mancava. Il prossimo governo Monti sarà quindi guidato da un "politico" e scelto direttamente dal presidente della Repubblica, senza consultazoini che non siano altro che formali; il tutto dopo che martedì aveva scritto che <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=21344">Berlusconi si sarebbe dimesso</a>, e mercoledì l'aveva <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=21342">ribadito</a> dettando persino i tempi per l'approvazione della Legge di Stabilità. Roba da far impallidire i comunicati di questi mesi dei nostri vari ministri, che hanno l'unico vantaggio di essere più umoristici.<br />
Intendiamoci: <b>tutti</b> i presidenti della Repubblica italiana, a partire da Einaudi, hanno sempre cercato di travalicare i limiti costituzionali, o se preferite di saggiare l'asticella (teoricamente infatti il presidente di poteri ne ha eccome, anche se in pratica sono sempre tarpati). Però credo che questo di Nappy sia il nuovo record assoluto, niente male per uno che ha iniziato il settennato sembrando assolutamente inane... nemmeno il buonanima di Cossiga è riuscito a fare un cambiamento simile. Che il tutto sia un bene o un male a lungo termine - nell'immediato mi sa che fosse l'unica mossa possibile - lo vedremo a tempo <i>debito</i>.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>faide a destra</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201111/007532.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non sono mai riuscito a capire la differenza tra <i>Libero</i> e <i>Il Giornale</i>. D'altra parte, visto che ogni anno o due si scambiavano i direttori, la mia sensazione è che siano come quelle (rare) coppie di comici dove non c'è uno che fa la spalla (Ollio o Gaspare) all'altro (Stanlio o Zuzzurro), ma entrambi siano pronti a prendere un ruolo oppure l'altro a seconda delle occasioni: il tutto ad majorem Silvii gloria.</p>

<p>Però in questa situazione da fine dell'impero anche questa strana coppia sta scoppiando: lo si può vedere bene da <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_vera_voce_gola_profondache_vuole_dimissioni_berlusconi/07-11-2011/articolo-id=555715-page=0-comments=1">questo articolo del Giornale</a>. Riassunto delle puntate precedenti: il vicedirettore di Libero Franco Bechis ieri annuncia che Berlusconi si dimetterà, e l'ha saputo da fonte certa. Quando il PresConsMin nega il tutto, Bechis si arrabbia e pubblica l'audio della telefonata che ha avuto, per mostrare che le cose lui non se le inventa. Le voci sono alterate, ma è chiaro che Bechis non sa assolutamente come si fa ad alterare seriamente una voce (glielo spiego io: d'accordo modificare il pitch, ma lo bisogna fare in modo non uniforme né regolare, e già che uno è lì a pasticciare con i programmi audio un po' di modifiche sempre casuali della velocità sono utili. In questo modo fare il reverse engineering non è banale), e quindi qualcuno è subito riuscito a riportare la voce al suo tono naturale e scoprire che la gola profonda è Guido Crosetto. Dopo un po' di negazioni, il sottosegretario ammette che la voce è sua, arrabbiandosi - giustamente, direi che potrebbe anche denunciarlo - con Bechis che l'ha registrato a sua insaputa.</p>

<p>Non mi metto a piangere né per il mio coetaneo né per Bechis: invece sorrido nel leggere che questa grande opera di intelligence non è stata fatta da <i>Repubblica</i> o dall'<i>Unità</i> o dal <i>Fatto Quotidiano</i>, bensì appunto dal <i>Giornale</i>. Ah, questa stampa comunista!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>io gioco da solo</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201109/007462.html</link>
      <description><![CDATA[<p>C'è una sola cosa che mi stupisce nella <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/09/29/news/furia_pd_contro_i_radicali_inqualificabili_ora_rischiano_l_esplusione_dal_gruppo-22386596/">bagarre di ieri</a> tra i vertici del PD e i Radicali che non hanno votato la sfiducia al ministro Romano: che i suddetti radicali siano nel gruppo parlamentare PD.</p>

<p>Un qualunque osservatore, di destra o di sinistra o di centro, di sopra o di sotto, sa perfettamente qual è la linea del partito: fare quello che ritiene opportuno per farsi notare. È una situazione ancora diversa da quella della sinistra italiana (no, non sto parlando del PD), che fa di tutto per <b>perdere</b> le elezioni altrimenti sarebbe costretta a governare. Pannella&amp;friends al momento delle elezioni possono allearsi con uno o con l'altro schieramento, semplicemente contando il numero di parlamentari che possono essere eletti. Posso capire il ragionamento di Uòlter tre anni fa: con una legge elettorale come il Porcellum potrei guadagnare più onorevoli "miei" imbarcando i radicali, quindi tanto vale farlo. Ma il giorno dopo le elezioni ci si saluta virilmente e ognuno a casa propria, no? No, a quanto pare.</p>

<p>La situazione di ieri è stata poi assolutamente comica: la pattuglia radicale si è astenuta "perché è a favore dell'amnistia". Una bellissima battaglia di principio che si può approvare oppure no; un tema legato alla situazione impossibile delle carceri italiane (a proposito, nel programma elettorale del centrodestra non c'era la costruzione di nuove case di reclusione e la formazione di nuove guardie carcerarie? Gli stanziamenti sono stati dirottati verso il ponte sullo Stretto di Messina o sul pagamento delle multe per le quote latte?). Ma una cosa che non c'entrava una cippa con il voto di ieri, che non era per l'autorizzazione all'arresto del ministro Francesco Saverio Romano ma una mozione di sfiducia individuale. Detto in altre parole, anche se avessero votato contro lui non sarebbe comunque finito in galera, e se mai ci dovrà andare non lo sarebbe stato per questo voto.</p>

<p>(e poi andate a vedere i conti: la maggioranza assoluta della Camera ha votato a favore del ministro, quindi il (non)voto dei radicali è stato ininfluente. L'unico risultato del PD è stato insomma fare loro un po' di pubblicità...)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>processi inutili</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201109/007448.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ormai il processo Mills è diventato una barzelletta. Già l'omonimo avvocato si è salvato in Cassazione causa prescrizione (i soldi non faranno la felicità, ma allungano sicuramente i tempi dei processi); a furia di rimandi e controrimandi il nostro PresConsMin in Cassazione non ci arriverà nemmeno. Che fanno allora i giudici? Decidono che non vale la pena di sentire una serie di testimoni, perché tanto le loro testimonianze erano già state acquisite nell'altro mezzo processo (il che ha magari senso, ma allora avrebbero dovuto subito, no?). Così magari la sentenza di primo grado arriva, la difesa chiederà l'appello, e si bloccherà tutto lì: tutti felici e contenti.</p>

<p>Ecco, non ho neppure voglia di commentare.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Il candore di Frattini</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201109/007413.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Io ho sempre parlato male di Franco Frattini, il ministro segnaposto; d'altro canto è chiaro a chiunque lo senta parlare che lui è il primo a chiedersi perché ogni tanto debba parlare ai giornalisti, quando ci sono altri esponenti del governo molto più adatti di lui tipo Simplificius Calderoli, e comunque c'è il Capo che le sa già tutte.</p>

<p>Però devo dargli atto che è uno dei pochi politici che le cose le dice chiaramente. A nessuno, in nessuna parte del mondo, sarebbe mai passato per l'anticamera del cervello di ringraziare un ente monetario che compra i titoli del debito pubblico italiano per evitare il tracollo. Ce lo vedete Obama a far notare come una fetta consistente del debito USA sia in mano alla Cina? Ma nemmeno Papandreu in Grecia lo fa! Si accenna al più di come la nazione stia ben operando, sperando che i mercati - entità fumosa anzichenò - apprezzino gli sforzi prodotti e sconfiggano gli speculatori brutti cattivi e vergognosi.</p>

<p>Frattini no. Frattini <a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_03/euro-frattini-btp-cernobbio3-pica_eb640bee-d65c-11e0-a2ab-ce11126458a9.shtml">comunica</a>, non dai campi di sci bensì in un meeting come quello di Cernobbio dove tutti quelli che contano stanno lì ad ascoltare, che «insisteremo sulla Bce perché continui con la sua saggia politica di acquisti». Non aggiunge che lo faremo proni a terra da zerbini, né che il nostro potere decisionale è virtualmente nullo, ma non importa. Noi lo sappiamo lo stesso, e apprezziamo che anche lui lo affermi esplicitamente: forse la sua prima vera opinione. Come non volergli un po' di bene?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>il governo del fare (ridere)</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201109/007411.html</link>
      <description><![CDATA[<div class='posterous_autopost'>L'articolo sulla Stampa di oggi a proposito della manovra bis e delle pensioni riscattate ma non pagate è una stilettata unica: Ugo Magri d'altronde è uno dei migliori giornalisti che abbiamo, anche o forse perché non fa il divo. <p /> Silvio si lamenta perché «avemmo meno di 4 giorni per fare la manovra» (di Ferragosto); Magri lo riporta testualmente in un articolo che parla della manovra-bis decisa in ben sette ore. <p /> Ma il capolavoro è il racconto sul retroscena del blocco delle pensioni: arriva la telefonata del Grande Colpevole Sacconi che afferma che «Cisl e Uil potrebbero accettare un intervento limitato agli anni dell'università e del servizio di leva», Calderoli annuncia solennemente «lo possiamo accettare», e zac. Messo nero su bianco. La perfidia sta nella frase successiva dell'articolo. "Confessa candidamente il premier: «Pensavamo che riguardasse poca gente, invece poi abbiamo scoperto che riguardava oltre 600.000 persone, compresi quanti avevano già pagato»." <p /> Detto in altri termini, abbiamo un governo in cui l'incompetente cialtroneria è arrivata al punto di preferire affermare di avere deciso una norma in due minuti, senza nemmeno sapere quanti soldi avrebbe fruttato (ma la manovra-bis non doveva essere a saldo zero?) ma pensando comunque che sarebbero stati pochi milioni di euro se non meno (e allora vale la pena di farla? forse per fare passare il concetto della "casta dei laureati"?), né che l'accredito del periodo  del servizio militare è figurativo, quindi non si caccia l'euro a differenza del riscatto degli anni di laurea) <p /> Sarà, ma io credo che la cialtronica incompetenza sia un po' diversa: nella migliore delle ipotesi ci hanno tentato con le pensioni per vedere l'effetto che faceva e si sono poi ritirati in ordine sparso, tanto il capro espiatorio ce l'avevano; nel peggiore è tutta un'ammuina per andare alla fine ad alzare l'Iva, che è il loro scopo sin dall'inizio visto che i soldi li tira fuori per certo. Ovvio che chi l'evade continuerà a evaderla, ma che importa? Volete mica distruggere il nerbo della produzione italiana?</div>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>ministeri e capitale</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201107/007365.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Per quanto io ritenga assolutamente imbecille - oltre che uno spreco di soldi - l'avere inaugurato il pied-à-terre monzese per non ricordo nemmeno più quali ministeri, non riesco a capire la nota di Napolitano. Come sempre, lasciate perdere quello che scrivono i giornalisti, e andate direttamente <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=12092">alla fonte</a>: la lettura è molto più divertente, perché Nappy ha i suoi galoppini che gli recuperano tutti i documenti e poi sa mettere le cose in punta di penna. </p>

<p>Ovviamente i nostri ministri legaioli non sono stati capaci a rispondergli se non a slogan: e dire che Simplificius avrebbe potuto fare notare al nostro Presidente che il Regio Decreto n. 33 del 1871 è stato abrogato con <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201003/006481.html">il Grande Falò delle Leggi Inutili</a> (sul <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/semplificazione_norme_DL/Tabella_Abrogazioni.xls">foglio Excel </a> è la riga 686), a meno che il governo non si sia dimenticato di togliere da quell'elenco le leggi salvate in corner. Che i ministeri debbano stare tutti vicini, e quindi nella Capitale, è solamente una questione di buon senso: non che da quelle parti ce ne sia, ma non si può comunque usare la Costituzione per qualcosa che lì non c'è scritto. Insomma, non era più semplice trovare una bella forma per dire "bambole, non c'è un euro, smettetela di stare lì a spendere soldi"?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>facciaculismo</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201107/007363.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Codice Penale, articolo 593, "Omissione di soccorso": <em>«Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un'altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all'autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro.»</em> Sappiate che questa norma è incostituzionale, perché va contro il diritto di uguaglianza sancito per tutti i cittadini. Perché un decenne sì e un undicenne no? </p>

<p>Ecco. Quello che è successo ieri è proprio questo. La legge contro l'omofobia è stata bocciata alla Camera: ma non con un voto esplicito, sia mai che qualcuno debba metterci la faccia, bensì con le pregiudiziali di incostituzionalità, il modo più semplice per lavarsene le mani. Citando da <a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_26/legge-omofobia-ko_d50e0d24-b79c-11e0-bc88-662787a705c0.shtml">Corriere</a> e <a href=:"http://www.repubblica.it/politica/2011/07/26/news/gay_stop_a_legge_su_omofobia_passa_pregiudiziale_costituzionalit-19651125/">Repubblica</a>: per il fine giurista Rocco Buttiglione: la norma avrebbe «sanzionato in maniera diversa rispetto allo stesso reato commesso contro un eterosessuale», proseguendo poi citando la "discriminazione positiva" degli USA che c'entra come i cavoli a merenda essendo nel filone le quote rosa. E la legaiola Carolina Lussana rincara, lamentandosi che la proposta di legge dà «una protezione privilegiata alla persona offesa in ragione del proprio orientamento sessuale e in particolare discrimina fra chi subisce forme di violenza». Forti coi deboli e deboli coi forti, come del resto recita il programma politico bossiano. Non si può che terminare con Fabrizio Cicchitto: «Consideriamo i gay cittadini uguali agli altri». Se li inculerebbero allo stesso modo degli eterosessuali, immagino.</p>]]></description>
    </item>

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