<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<rss version="2.00">
<!-- vedi http://www.thegirliematters.com/tips/archives/0305/generate_rss_feeds_by_category.php -->
  <channel>
    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
    <generator>Movable Type/5.01</generator>
    <docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss/</docs>
    <webMaster>dotmaudot+mt@gmail.com</webMaster>
    <pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:19:31 +0100</pubDate>

    <item>
      <title>Oscar Luigi Scalfaro</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007674.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Di Scalfaro ("Oscar Maria", come lo chiamavo io) ne hanno parlato tutti: ieri pomeriggio sono morbosamente andato a vedere le home page del Giornale e di Libero, trovando più o meno quello che mi aspettavo. Però mi pare che tra i vari ricordi ci siano due cose che sono passate nel dimenticatoio, o meglio che sono state sì rievocate ma senza i retroscena che dal mio punto di vista sono più interessanti.</p>

<p>La prima è la circostanza in cui è stato eletto Presidente della Repubblica. Il problema non era tanto lo scoppio di Tangentopoli; o meglio Tangentopoli stava bloccando le votazioni, per i veti incrociati anche all'interno della maggioranza. Tutti hanno ricordato che la situazione si sbloccò a causa della strage di Capaci che portò alla decisione di scegliere una "figura istituzionale" (Scalfaro era appena stato nominato presidente della Camera), ma pochi mi pare abbiano aggiunto che lo sponsor principale di Scalfaro fu niente meno che Marco Pannella, la persona a prima vista meno indicata ad apprezzare un baciapile come l'Oscar Luigi. Secondo me, Pannella lo preferì a Spadolini perché lo sentiva una testa dura come lui: resta il punto che quello fu il punto ascendente della parabola del Giacinto, che tentò inutilmente di ripetere il giochetto con la scelta del Pres.Cons.Min ma non ci riuscì, e poi finì man mano a far votare i suoi sodali per chi gli prometteva un minimo di visibilità.</p>

<p>La seconda cosa che mi pare posta in seconda fila è il suo comportamento durante il primo governo Berlusconi. Sappiamo tutti perfettamente che Scalfaro odiava Silvio, e che con ogni probabilità il suo ruolo è stato ben al di là di quanto la prassi assegna al Presidente della Repubblica: Ciampi e Napolitano in confronto sono stati dei notai. Ma soprattutto da destra sono tutti a ricordare il ribaltone, cosa che invece è stata assolutamente corretta... a meno che non si dimostri che Scalfaro ha intimato a Bossi di rompere la coalizione di governo. Quello che viene dimenticato è il ruolo avuto da Scalfaro nel non firmare la lista originale dei ministri con Cesare Previti alla Giustizia (l'equivalente di mettere una volpe di guardia al pollaio...) con il suo spostamento al volo alla Difesa. Questo sì che è stato un atto contro la Costituzione, visto che il Presidente della Repubblica non ha tecnicamente potere sulla scelta dei ministri (mentre ce l'ha sulla scelta del PresConsMin)! Oh, per quanto mi riguarda ha fatto bene, e mi sa che sotto sotto ne siano convinti anche quelli di destra visto appunto che hanno glissato sulla cosa preferendo appunto tuonare sul ribaltone; però la cosa è appunto passata in second'ordine, mentre sono convinto che questo sia invece il modo migliore per ricordarlo. (Sì, ci sarebbe anche la sua difesa della Costituzione con i comizi a novant'anni suonati, ma io ho le mie preferenze)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Giancarlo Bigazzi</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007653.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Io ero convinto che Bigazzi fosse solo un (grande) paroliere. Gli potevo anche perdonare le collaborazioni con Marco Masini. Purtroppo è dovuto morire perché io potessi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Bigazzi">scoprire</a> che era il leader degli Squallor, e soprattutto che non è solo stato un paroliere ma ha anche composto musica. Diciamolo: avrei preferito scoprirlo tra vent'anni.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Carlo Fruttero</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007647.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non ci crederete, ma un torinese come me non ha mai letto nessun giallo della premiata ditta F&amp;L. (Lessi e apprezzai <i><a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200701/002821.html">Donne informate sui fatti</a></i>, ma quella è un'altra storia). Ma naturalmente, da buon lettore della Busiarda e vecchio appassionato di fantascienza sono sempre stato a contatto virtuale con la coppia prima e con lui da solo poi, dal racconto a puntate delle loro avventure nella valigetta diplomatica di Gheddafi alla sua rubrica su Tuttolibri, terminata un paio d'anni fa quando capii che ormai gli anni stavano chiedendo il loro pedaggio... tanto che mi stupii favorevolmente che fosse ancora riuscito a terminare il libro a quattro mani con Massimo Gramellini, che oggi lo ricorda sul suo <i><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=1121">Buongiorno</a></i>.<br />
Sì, dovremmo avercela con una lama delle Forbici d'Oro della fantascienza italiana: ma l'abbiamo già perdonato da mo', era difficile tenere il broncio verso un signore (e un traduttore, e un descrittore di Torino, degno sodale di Mario Soldati per chi si ricorda ancora di lui)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Vittorio Curtoni</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201112/007579.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Con due colpevoli mesi di ritardo ho scoperto la morte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio%20Curtoni">Vittorio Curtoni</a>. Nel piccolo mondo dell'italica fantascienza (mondo del quale io non faccio parte, come avrete capito) Curtoni era noto per essere stato il deus ex machina di <em>Robot</em>, oltre ad aver scritto qualche libro e parecchi racconti - per me sono meglio i racconti, ve lo dico subito. Magari qualcuno sa anche che è stato un traduttore, credo sia stato lui a fare le prime versioni italiane delle opere di Philip K. Dick. Il mio ricordo personale è più su queste ultime righe, ma con una particolarità: chi volesse saperne di più può leggere il suo ricordo su <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/15663/se-n-e-andato-vittorio-curtoni/">fantascienza.com</a>.<br />
Conobbi Curtoni alla fine degli anni '80 per via telematica: ci siamo trovati sull'area Fidonet SF.ITA. Stiamo parlando di quasi venticinque anni fa, persino tra i miei lettori ce n'erano ben pochi ad avere idea che si potesse comunicare in modo elettronico. Curtoni aveva un carattere ambivalente: litigare con lui era molto facile, è capitato anche a me, ma era anche prontissimo a fare di tutto. Un giorno andammo a trovarlo a casa sua a Piacenza: la tipica casa dove ovunque hai scaffali di libri, rigorosamente in doppia e tripla fila per occupare tutto lo spazio possibile. Lì capii per la prima volta cosa significasse essere un traduttore: c'erano pacchi di vocabolari specialistici delle materie più incredibili, perché per tradurre l'uno o l'altro libro magari gli era servito sapere di nautica o di araldica.<br />
Sarà stato il 1990 o 1991: "old Vic" (si firmava così già allora) non aveva certo a disposizione Google o tutta l'internet di adesso, e si arrabattava come poteva per fare il suo lavoro al meglio: la "matrix" (la posta elettronica via Fidonet) era un enorme miglioramento rispetto al passato, perché in tre-quattro giorni poteva avere una risposta ai suoi dubbi sul testo di un'opera direttamente dall'autore. Ecco, vorrei ricordarlo così, come un vero artigiano delle parole.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Dennis Ritchie</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201110/007487.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Anche se la sua morte fosse avvenuta in un momento diverso dal cordoglio totale globale per la prematura dipartita di Steve Jobs, mi sa che la scomparsa di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dennis_Ritchie">Dennis Ritchie</a> non avrebbe comunque raggiunto non dico le prime pagine dei giornali, ma almeno le loro sezioni culturali: il che prova, se ce ne fosse bisogno, che non basta il genio e le creazioni per essere famosi ma occorra anche apparire.</p>

<p>Per quelli tra i miei ventun lettori che non hanno un background tecnologico, spiego in due parole cosa Ritchie ha fatto negli anni '60 e '70: assieme a Ken Thompson ha sviluppato Unix, cioè il primo vero sistema operativo per piccoli computer, e insieme a Brian Wilson Kernighan ha sviluppato il linguaggio di programmazione C, strettamente collegato a Unix. Ma detto così non si riesce a capire la portata di queste creazioni: forse è meglio un esempio più visibile. Immaginate che ogni modello di automobile avesse un suo proprio sistema per accendere i fari, azionare le frecce o il tergicristallo, oppure ancora cambiare marcia; e che qualcuno sviluppasse un sistema che dal punto di vista dell'automobilista apparisse identico su ciascun modello, lasciando al costruttore il compito di convertirlo nell'effettivo comando per quella vettura. Ecco: Ritchie ha fatto proprio quello. In Unix tutto assomiglia a un file, e il programmatore lo tratta come tale: sono i driver del computer che si occupano di spiegare a basso livello cosa significa il comando eseguito. Aggiungere questo strato di astrazione è stato fondamentale per ampliare la base dei programmatori, che continuano ad essere artisti ma sono ora più liberi di creare i propri programmi senza perdere tempo a vedere dove verranno eseguiti. Niente male, vero?</p>

<p>Però Ritchie è sempre stata una persona schiva: dal suo punto di vista penso volesse così e quindi la scelta era da rispettare, ma ora permettetemi appunto queste poche righe di ringraziamento.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Padre Roberto Busa, S.J.</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201108/007388.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Purtroppo non ho mai avuto l'onore di incontrare padre Roberto Busa, gesuita morto a quasi novantott'anni lo scorso 9 agosto. Devo aggiungere che mi ha favorevolmente sorpreso che La Stampa <a href="http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/415310/">lo abbia ricordato</a> con un lungo e affettuoso articolo, visto che penso che il suo nome sia ignoto persino alla maggior parte dei miei ventun lettori (tranne naturalmente il buon <a href="http://zop.splinder.com/">Zop</a>, che a suo tempo mi raccontò di lui).<br />
Non so se la ragione sia il suo essere stato un prete e per di più gesuita oppure banalmente la sua italianità, però è un ingiustizia che il suo lavoro davvero pionieristico sull'uso dei computer per la linguistica (parliamo del 1949, quando era già difficile che qualcuno sapesse dell'esistenza dei computer) sia rimasto così negletto. Busa stava preparando - a mano... - un elenco delle concordanze nei testi di san Tommaso d'Aquino, elenco poi effettivamente completato; si recò da Thomas J. Watson, allora direttore dell'IBM, chiedendogli di usare i loro computer all'uopo (con risposta allora negativa, il software di quel tipo mica esisteva ancora...) Insomma, quindici anni prima di Ted Nelson lui pensava già agli ipertesti! <br />
Insomma Busa è stato l'esempio paradigmatico di come la cultura letteraria non debba avere paura della scienza, ma anzi la possa utilmente sfruttare. Peccato che non lo si sappia...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Lelio Luttazzi</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201007/006710.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Per me Luttazzi è sempre stato uno e uno solo: Lelio. Ho appena verificato: <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200110/000106.html">ho parlato di lui</a> su queste notiziole nell'ottobre <strong>2001</strong>, quando non avevo ancora ben chiaro a che diavolo servisse un blog (non che ce l'abbia troppo chiaro adesso, ma almeno il mio stile si è un po' affinato)</p>

<p>Sapevo che stava male da anni, ma leggere della sua morte è sempre triste. Lasciando perdere i quotidiani che hanno semplicemente riciclato il coccodrillo Ansa, vi linko <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lelio_Luttazzi">la voce su Wikipedia</a> e <a href="http://www.ilpost.it/2010/07/08/e-nellolimpo-della-hit-parade/">il ricordo di Sofri</a> (quello giovane) che mi ha fatto ricordare di quando anch'io registravo le canzoni della Hiiiiit Pareeeeid con gli applausi in mezzo :-); e vi lascio il link a <a href="http://blip.fm/~t6iy6"><em>El can de Trieste</em></a>, divertissement inizio anni '7o inopinatamente salita in cima... alla Hit Parade :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Alex Badalic</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201006/006679.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non so quanti dei miei lettori l'abbiano mai conosciuto. Io credo di averlo perso di vista quasi vent'anni fa; il punto è che ci eravamo conosciuti de visu, ma solo dopo anni di chiacchierate in rete (ai tempi, Fidonet). Ai tempi era nato persino un neologismo in suo onore, "<a href="http://xmau.com/gergo/b.html#badalicco">badalicco</a>". Il pensiero di quanti "esperti di comunicazione sociale" si siano fatti molta più pubblicità di lui con se va bene un quinto della loro esperienza mi rende ancora più triste.<br />
Buon viaggio a te e condoglianze alla tua compagna Sara.<br />
(vedi anche <a href="http://www.facebook.com/alex.badalic?v=wall&story_fbid=134302056596445">il messaggio sul wall di Facebook</a>)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Martin Gardner</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201005/006619.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Alla bella età di 95 anni, ma lavorando fino all'ultimo, è morto il non-matematico più importante per la matematica del ventesimo secolo: Martin Gardner. <br />
Avevo scritto di lui appena due settimane fa <a href="http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2010/05/08/il-premio-nobel-mancato/">sul mio blog del Post</a>: vorrei solo aggiungere una cosa. Gardner era laureato in filosofia, non aveva fatto nessun esame universitario in matematica, e aveva qualche problema con l'analisi matematica; eppure ha fatto quello che ha fatto. Quindi non ci sono davvero scuse per dire che la matematica è troppo ostica... (e molti matematici dovrebbero imparare a scrivere, d'accordo)<br />
Addio, Martin!</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (24 maggio)<br />
Visto che l'italica stampa latita, lascio i link alle testimonianze in rete che ho trovato.<br />
* <a href="http://paniscus.splinder.com/post/22764746/martin-gardner-mille-mondi-in-gioco">Paniscus</a><br />
* <a href="http://proooof.blogspot.com/2010/05/ciao-martin.html">Zar</a><br />
* <a href="http://www.gravita-zero.org/2010/05/e-morto-martin-gardner.html">Gravità Zero</a> <br />
* <a href="http://deviazioniragionevoli.blogspot.com/2010/05/e-morto-martin-gardner.html">Deviazioni Ragionevoli</a><br />
* <a href="http://www.pasteris.it/blog/2010/05/23/obituary-martin-gardner/">Vittorio Pasteris</a><br />
* <a href="http://liczin.splinder.com/post/22766380/martin-gardner">liczin</a><br />
* <a href="http://torino-turistica.blogspot.com/2010/05/e-morto-martin-gardner.html">Torino Turistica</a><br />
* <a href="http://topometallo.wordpress.com/2010/05/23/martin-gardner/">i sogni ferrosi</a><br />
* <a href="http://ilmortodelmese.blogspot.com/2010/05/martin-gardner-1914-2010.html">Il morto del mese</a><br />
* <a href="http://uomovivo.blogspot.com/2010/05/grazie-ad-angelo-bottone-martin-gardner.html">Chesterton - il blog dell'uomo vivo</a><br />
* <a href="http://rudimatematici-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/05/24/ciao-martin/">Rudi Matematici</a><br />
* <a href="http://linguaggio-macchina.blogspot.com/2010/05/addio-martin-giocoliere-della.html">Linguaggio macchina</a><br />
* <a href="http://lanostramatematica.splinder.com/post/22764286/martin-gardner-il-grande-mathematical-gamester-si-e-spento">Matem@ticamente</a><br />
* <a href="http://matematicamedie.blogspot.com/2010/05/ciao-martin-gardner.html">matematicamedie</a><br />
* <a href="http://quarantadue.apnetwork.it/?p=511">Quarantadue</a><br />
* <a href="http://bufole.blogspot.com/2010/05/e-morto-un-grande.html">bUFOle &amp; Co</a></p>

<p>Termino con un coccodrillo un po' più lungo.</p>

<p>È vero, aveva 95 anni. Ma Martin Gardner ha continuato a lavorare fino all'ultimo per creare la <a href="http://www.maa.org/maa%20reviews/9301.html">New Martin Gardner Mathematical Library</a>, l'edizione definitiva della raccolta della sua rubrica <i>Mathematical Games</i> sullo Scientific American - quindici libri oltre agli altri cinquanta che ha scritto nella sua prolifica carriera. E comunque nessuno delle generazioni di matematici che si sono avvicinati alla materia leggendo le sue opere voleva davvero sentire <a href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5g8ASu8SJLcQ4QE4OxReoNLFMQaBQD9FSBKL02">della sua morte</a>, avvenuta ieri a Norman in Oklahoma.</p>

<p>Scrivere come fa <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Martin_Gardner">Wikipedia</a> che Gardner più o meno da solo ha rinnovato e nutrito l'interesse alla matematica ricreativa negli USA per metà del ventesimo secolo è un po' esagerato; ma la sua importanza è stata incredibile, come punto di incontro tra i ricercatori e la gente comune. Basti solo pensare ai <a href="http://www.g4g4.com/about1.html">Gathering For Gardner</a>, incontri a cadenza biennale in suo onore. Il tutto senza aver fatto studi formali in matematica, anzi!</p>

<p>Gardner nacque nel 1914 a Tulsa, Oklahoma; il padre era un geologo nel campo del petrolio, sua madre era una fervente metodista. Il giovane Martin divenne un fondamentalista, salvo poi diventare disilluso e mantenere una posizione teologica teista ma assolutamente non cristiana; l'esistenza di Dio per lui non poteva essere che un atto di fede, e da qui si sviluppò la sua avversione per le pseudoscienze. Nel frattempo si era laureato in filosofia, aveva scoperto che quella non era una laurea che permettesse di guadagnare, e si reinventò come giornalista scientifico, con l'intervallo di quattro anni nella marina USA durante la seconda guerra mondiale.</p>

<p>La sua carriera sembrava inesorabilmente fallita: nei primi anni '50 accettò di fare il redattore per la rivista per bambini <i>Humpty Dumpty's Magazine</i>. Tutto cambiò quasi per caso nel 1956: uno dei suoi hobby era la prestidigitazione, e a un incontro di maghi gli venne mostrato un <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Flexagon">esaflexagono</a>. Gardner pensò che sarebbe stato possibile scrivere un articolo e venderlo allo <i>Scientific American</i>, con cui aveva già collaborato in passato: l'allora editor gli chiese se pensava ci fosse stato materiale a sufficienza per una rubrica regolare, Gardner rispose che pensava di sì, pur non avendo alcuna idea a proposito - non aveva nessun libro di matematica in casa! - e si accinse all'opera. A <a href="http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=profile-of-martin-gardner">gennaio 1957</a> apparve il primo articolo della rubrica "Mathematical Games", e il resto è storia: venticinque anni di rubrica, che hanno portato appunto ai quindici libri citati all'inizio.</p>

<p>Molti conoscono Gardner per il suo impegno cinquantennale contro i sedicenti paranormali, a partire dal suo libro del 1957 <i>Fads and Fallacies in the Name of Science</i>. Quello che non molti sanno è che ha anche tenuto una rubrica di giochi "fantamatematici" nella <i>Isaac Asimov's Science Fiction Magazine</i>, oltre ad avere preparato edizioni annotate delle opere di Lewis Carroll - ma anche dei racconti di Padre Brown! - e avere scritto saggi filosofici e un romanzo semiautobiografico, <i>The Flight of Peter Fromm</i>. Una carriera davvero incredibile, da Bach della matematica ricreativa. Ah: a Martin Gardner è stato dedicato l'asteroide 2587 Gardner, stella tra le stelle.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Edoardo Sanguineti</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201005/006613.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Tra un po' immagino che anche gli altri giornali si sveglieranno, e invece del "<a href="http://www.corriere.it/gallery/spettacoli/05-2010/casiraghi/1/look-gucci-la-fantina-charlotte_6ece1e14-6266-11df-92fd-00144f02aabe.shtml">Look di Gucci per la fantina Charlotte</a>" o della "<a href="http://www.repubblica.it/persone/2010/05/18/foto/promo_tv-4157167/1">nudità che è l'anima della tv</a>" ne parleranno. Stamattina <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/genova/2010/05/18/AM8OWehD-morto_edoardo_sanguineti.shtml">è morto</a> il poeta Edoardo Sanguineti.<br />
Ma Sanguineti non era semplicemente un poeta: era un giocatore con le parole, e la poesia per lui era solo un modo per esprimere questo gioco (e infatti era uno dei pochi poeti che apprezzavo :-) ) Il mondo sarà un po' più triste.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Raimondo Vianello</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201004/006539.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Era un bastardo dentro, col grande vantaggio che proveniendo da una famiglia dell'alta borghesia aveva una formazione culturale che gli permetteva di far credere di essere in realtà bravo e pacioso. E questa (l'essere bastardo dentro) è stata una cosa che me l'ha fatta apprezzare tantissimo.  Poi non posso però dimenticare che assieme a Mike Bongiorno ha contribuito alla vittoria di Berlusconi nel 1994 :-( <br />
Sono abbastanza convinto che soffrisse di Alzheimer, il che è una cosa che non auguro a nessuno: preferisco ricordarlo con alcuni video degli anni che furono.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=vJcoFaT9r3Y">la sigla di "Di nuovo... tante scuse"</a>, dove "cantava"; <br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=1pVP-ejIzzQ">il cabaret di "Noi no"</a>, che poi finiva <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WGdeX-3FVzw">così</a> ...<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wf8qubd08ZU">un Carosello</a> con Ugo Tognazzi (e sempre la Mondaini)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Nicola Arigliano</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201003/006500.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Chi ha la mia età associa inevitabilmente al nome di Nicola Arigliano la frase "Gruppo vacanze Piemonte, si parte!", dai Caroselli del digestivo Antonetto. Pe chi è più giovane il suo nome non dice assolutamente nulla, anche se negli anni '90 era tornato ad apparire anche in televisione. <br />
Ma <a href="http://www.repubblica.it/persone/2010/03/31/news/nicola_arigliano-3037214">Nicola Arigliano</a>, morto stanotte, era molto di più: non solo un crooner ma anche un jazzista, con uno stile di antan che era assolutamente piacevole all'ascolto. Eppure è sempre la tv, anzi la pubblicità, quella per cui vieni ricordato...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Bob Noorda</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201001/006285.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Se siete stati a Milano, non potete non avere visto uno dei progetti più famosi del designer (olandese di nascita, ma italiano di adozione) morto ieri: le indicazioni sulle linee della metropolitana erano state progettate da lui. Quando negli anni scorsi cambiarono il font usato, ci fu una sollevazione (occhei, non popolare, ma basta vedere quanta gente usa il Comic Sans per capire che queste cose sono davvero elitarie). Che poi magari voi siete uomini di mondo, siete andati a vedere la subway newyorkese, avete notato gli stessi font e detto "Ah, questi italiani che copiano tutto". No, sono stati gli 'mericani a riciclare il font meneghino, proprio per la sua leggibilità estrema</p>

<p>Ma anche se non siete mai stati nella capitale tangentistica d'Italia avrete sicuramente visto alcuni dei loghi che Noorda creò: io sapevo di quello dell'Eni e della Coop, ma <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_gennaio_12/bob-noorda-gianluigi-colin-marchi-simboli-mm-pirelli-rinascente-1602275921262.shtml">ho scoperto</a> che anche il logo Feltrinelli e quello della regione Lombardia (la rosa camuna stilizzata) sono suoi. Niente male, vero? Semplicità ma riconoscibilità immediata, una sintesi perfetta.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Carlo Sgorlon e Giulio Bosetti</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200912/006253.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Il Natale 2009 ci ha portato via due uomini di cultura coetanei (entrambi della classe 1930) ma con una storia diversa. Di Sgorlon penso ne abbiate sentito parlare più o meno tutti: scrittore sempre attento alle tradizioni friulane, tanto da avere riscritto in quella lingua il primo suo romanzo, <i>Il vento nel vigneto</i> che divenne <i>Prime di sere</i> (ah, anche lui era un normalista, anche se naturalmente della classe di Lettere). Vorrei spendere però due parole in più su Bosetti, proprio perché meno noto, tanto che neppure Wikipedia scrive molto su di lui. Bosetti ha fatto un po' di televisione negli anni '60, ha fatto parecchio cinema - ad esempio impersonava Eugenio Scalfari in <i>Il Divo</i>, ma soprattutto era un grande uomo di teatro. Attore, ma anche impresario: dalla stagione 1997-98 era direttore artistico del Teatro Carcano, ma soprattutto a fine 2003 si mise alla guida di un gruppo di attori per <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2004/gennaio/03/Escobar_Carcano_Bosetti_atto_coraggio_co_7_040103032.shtml"><b>comprarsi</b> il teatro</a>, che rischiava di chiudere definitivamente. Ecco, vorrei ricordare proprio questo amore (fortunatamente corrisposto) per il teatro che l'ha fatto rischiare del suo per portarlo avanti.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Igor Man</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/200912/006235.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ero quasi arrivato a credere che quello fosse il suo vero nome e cognome. Invece si chiamava sì Igor, ma di cognome faceva Manzella. Per chi come me è cresciuto a pane e <em>La Stampa</em> era una presenza di casa; anche in questi anni dove i suoi articoli erano fondamentalmente del tipo "Eh, ricordo quando ho intervistato X, andò così..." era un po' come sentire il nonno o il vecchio zio che ci elargiva sprazzi delle sue memorie, e uno lo leggeva sempre con piacere. Ecco, potremmo paragonare la sua carriera di inviato speciale svoltasi quando gli inviati speciali erano davvero figure mitiche di giornalisti-scrittori a quella di Oriana Fallaci; con la piccola differenza che Igor Man non ha mai avuto il livore dell'altra e sembrava davvero un nobile siciliano come in parte era poi davvero, forse. Credo che ci mancherà.</p>]]></description>
    </item>

  </channel>
</rss>
