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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Thu, 19 Jan 2012 11:44:54 +0100</pubDate>

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      <title>i polli del Messaggero</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007652.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/thumb/pollo.PNG" alt="[polli]" La tragedia della Concordia, e le italiane farse al contorno, sono arrivate sulle pagine dei quotidiani di tutto il mondo: soprattutto l'audio della telefonata tra De Falco e Schettino è diventata un hit internazionale. Così per esempio il New York Post ha sbattuto in prima pagina il "Torni subito a bordo, c*zz*!" (diventato "Get back on board for f*** sake!") denominando il capitano della nave da crociera "Chicken of the sea". </p>

<p>Ma non sono solo i blogh che si parlano addosso: anche la stampa spesso indulge a tali pratiche. Così il Messaggero nella sua versione online riporta la foto della prima pagina del New York Post <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=177521&amp;sez=HOME_INITALIA">spiegando</a> all'italico lettore che all'estero Schettino è diventato "il pollo dei mari". In effetti, se uno apre un qualunque vocabolario e cerca il lemma "chicken", la prima parola che trova è "pollo". Su questo non ci sono dubbi. Peccato però che una lingua non sia semplicemente un assemblaggio di parole: non per nulla i traduttori automatici sono spesso usati per fare quattro risate alla vista della "traduzione". Ecco: il concetto inglese di "chicken" come persona paurosa è reso in italiano non da "pollo" bensì da "coniglio", come credo tutti i miei ventun lettori sanno perfettamente, e come del resto sanno anche alcuni giornalisti del Messaggero: cliccando sul collegamento interno presente nell'articolo si arriva a <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=44335&amp;sez=HOME_INITALIA">un altro articolo</a> dove il titolo inglese viene correttamente reso come "coniglio dei mari".</p>

<p>È vero che un pollo non sa nuotare, ed è anche vero che questa figuraccia probabilmente non supererà le acque territoriali italiane: ma non sarebbe bello avere un minimo di controllo su quanto si scrive?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>incentivazioni</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201112/007586.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Leggo sul dorso torinese di Repubblica che anche nella mia città natia il biglietto del tram <a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/06/news/gtt_sale_1_50_euro_il_biglietto_del_bus-26150585/">passerà a un euro e mezzo</a>, come già capitato a Milano. Succede, soprattutto visto che quello dei trasporti pubblici è uno dei pochissimi modi che gli enti locali hanno per ottenere soldi. <br />
Però una qualunque persona raziocinante dovrebbe saltare sulla sedia quando <a href="http://xmau.com/notiziole/files/gtt.PNG">legge</a> che gli abbonamenti annuali aumenteranno del <b>67%</b>. Tra Diego Longhin e l'ignoto impaginatore, a nessuno è proprio venuto in mente di rileggere l'articolo e accorgersi di quel numero? Considerando tutto il resto dell'articolo, posso immaginare che l'aumeno per gli abbonamenti sarà del <b>6-7%</b> (il matematico numerico che è in me non riesce a credere che qualcuno abbia potuto scrivere "6,7%" con una precisione inutile nel contesto). Però mi immagino l'infarto che potrebbe avere avuto un abbonato annuale...</p>]]></description>
    </item>

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      <title>quando troppa cultura fa male</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201110/007513.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/thumb/208aC.PNG" alt="[proprio avanti Cristo?]" /><br />
Se scrivi dalla Trinacria, ci sono buone possibilità che tu sia imbevuto di cultura classica. Quindi, se devi scrivere un articolo su una <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/10/26/news/interessi_dal_208_avanti_cristo_per_una_multa_dei_vigili_di_agrigento-23885417/">megamulta</a> perché il solerte vigile urbano ha sbagliato a scrivere una data saltando una cifra di quelle dell'anno, guardi cosa era successo dalle tue parti in corrispondenza di quella data e lo scrivi per pepare un po' il tuo pezzo.</p>

<p>Però forse la cultura umanistica dovrebbe essere temperata da un minimo di cultura scientifica, o quantomeno dal minimo di buon senso di cui il buon Dio dovrebbe averci tutti dotato. Scrivere "208" al posto di "2008" può capitare. Ma il 208 <b>avanti Cristo</b> è il -208 [*], non il 208. Come fa una persona (o un software) a indicare un numero di anno negativo? Capisco che Wikipedia non riporta nulla di accaduto nell'anno 208 d.C. (o 208 eV, se siete politicamente corretti), ma non mi pare una buona ragione per cambiare data...</p>

<p>[*] per i pignoli: per la precisione è il -207, visto che non esiste l'anno zero. </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>dell&apos;inconsistenza di Fassino</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201104/007179.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/files/no-torino.JPG" alt="[e Torino?]" hspace="4" /> Quello che vedete qui a fianco è un pezzetto della pagina del Corriere della Sera di oggi sulle elezioni amministrative del prossimo maggio. Nulla di trascendentale: un classico asterisco dove si richiama la notizia che poi viene trattata all'interno dell'articolo a fianco. <br />
Quello che è strano è che come "principali comuni al voto" sono indicati, immagino da nord a sud, Milano Bologna e Napoli. A me (e immagino ancora più a <a href="http://bertola.eu/nearatree/">lui</a>) pare che anche a Torino ci siano le elezioni comunali. Quale potrebbe essere la spiegazione di questo lapsus calami del Corsera?</p>

<p>- tanto a Torino si sa già come finiscono le elezioni, quindi non ha senso parlarne;<br />
- Torino non è che sia poi così importante come comune;<br />
- loro sanno qualcosa che noi non sappiamo ancora: chessò, che Marchionne ha ingiunto che si firmi un accordo per non votare a maggio altrimenti se ne va via da Torino;<br />
- al Corsera non riescono a vedere l'esistenza di Torino, è un po' come il punto cieco dell'occhio.</p>

<p>Scusate se non metto su il sondaggio, ma potete comunque commentare :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>sempre gialli sono</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201104/007157.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/thumbf/Corriere_7aprile_t.JPG" alt="[Giappone o Cina?]" hspace="4" align="left" /><a href="http://blog.terminologiaetc.it/">Licia</a> mi segnala <a href="http://xmau.com/notiziole/files/Corriere_7aprile.JPG">la foto</a> che ieri campeggiava in prima pagina del Corsera online, come accompagnamento della notizia sul nuovo terremoto in Giappone. L'analisi che fa Licia è semplice: da un lato la vegetazione sembra un po' troppo in stato avanzato di fioritura per essere all'inizio d'aprile, ma soprattutto sembra incredibile che in una nazione come il Giappone ci sia gente che vada in moto senza casco... e inoltre - ma qui lascio giudicare alla parte femminile dei miei ventun lettori - «una giapponese non si metterebbe mai quell’orrenda giacchetta bianca e rossa ;-)»</p>

<p>Visto che <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200904/005468.html">già in passato</a> il Corriere è scivolato sulle foto (e non parliamo nemmeno di copyright...) il dubbio è se non lecito almeno comprensibile, anche se a onor del vero tineye non mi ha dato risultati.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Un *pò di cultura</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201102/007085.html</link>
      <description><![CDATA[<p><img src="http://xmau.com/notiziole/thumb/masi.PNG" alt="[po' si scrive con l'apostrofo!]" border="1" align="left" hspace="4" /> <a href="http://proooof.blogspot.com/">Qualcuno</a> mi ha segnalato la <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/11_febbraio_17/masi-telefonata-isola_104364d6-3a73-11e0-a00e-b467f0f3f2af.shtml">lettera</a> che il direttore generale della Rai Mauro Masi ha scritto ad Aldo Grasso e che è stata pubblicata sul Corsera. </p>

<p>Nel testo della lettera, Masi scrive tra l'altro <br />
<blockquote><i>La seconda è che le mie letture giovanili (cito solo per esempio e per pura passione personale il Conrad di «Lord Jim», il Mishima di «Confessioni di una maschera» e un pò tutto Dostoevskij)</i> [...]</blockquote><br />
il che significa che almeno uno tra Masi, Grasso e l'ignoto compositore del Corsera è convinto che po' si scriva con l'accento e non con l'apostrofo. Purtroppo non ci è dato sapere chi dei tre :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Un articolo insidia Internet</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201012/006965.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ieri sul Corsera cartaceo è apparso <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/30/equazione_insidia_Internet_co_9_101130053.shtml">questo articolo</a>, a firma Paola Caruso (gli affezionati amici dei socialcosi probabilmente si ricordano di lei), con un'intervista al matematico americano Harvey Friedman. Abbiamo il tocco di colore, dove viene scritto che Friedman «il genio dei numeri entrato nel Guinness dei primati per essere diventato professore a Stanford a 18 anni, dopo la laurea e il Phd al Mit di Boston», e capisco la necessità di inserirle nell'articolo; anch'io avrei fatto la stessa cosa. Lo stesso vale per la chiusa, dove Friedman afferma «Una delle mie ambizioni è di usare gli assiomi di infinito nei software di manipolazione del suono per migliorare le esecuzioni live di pianoforte». Ripeto: queste cose in un articolo di un quotidiano le accetto. Ma poi c'è il resto...</p>

<p>Io sono laureato in matematica; occhei, le mie conoscenze sono arrugginite ma si suppone che almeno riesca a capire un articolo di un quotidiano che "spieghi" quali sono i campi di studio di un matematico. Al limite posso immaginare e accettare che il testo riporti una cruda semplificazione, anche se non corretta. Peccato che non sia riuscito a capire nulla di quanto scritto. Stamattina mi sono così ritagliato un attimo di tempo per cercare - su una risorsa certo non specialistica come Wikipedia in lingua inglese - di cosa si trattasse. Sono così riuscito a traslitterare l'enigmatica frase «teoremi che si svolgono usando i cosiddetti "assiomi di infinito" (insiemi molto grandi di numeri). Con questi assiomi ha risolto il teorema di Kruskal e aiutato la dimostrazione del teorema dei "minori di grafi"». I «<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Large_cardinal">grandi cardinali</a>» non sono «un tipo particolare di assiomi di infinito», ma dei numeri infiniti così grandi anche rispetto agli altri numeri infiniti (e <a href="http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2010/06/11/ci-sono-infiniti-piu-infiniti/">ce ne sono tanti</a>, di numeri infiniti...) che non se ne può dimostrare l'esistenza usando le usuali regole matematiche, ma occorre un atto di fede, cioè - traducendo in linguaggio matematico - occorre aggiungere un assioma specifico che affermi che esiste un numero cardinale con quelle proprietà. I "minori di grafi" sono in realtà i "minori di un grafo", vale a dire dei grafi che si ottengono da quello di partenza eliminando alcuni vertici e archi secondo regole ben precise. Friedman ha <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robertson%E2%80%93Seymour_theorem">aiutato a dimostrare</a> non tanto il teorema, quanto il fatto che ci sono modelli matematici usuali in cui non vale, anche se non serve tutta la potenza della matematica standard per dimostrarlo. Lo stesso per il teorema di Kruskal, che era già stato dimostrato in precedenza ma Friedman ha dimostrato non essere dimostrabile (scusate il gioco di parole) in certi casi particolari senza usare un modello matematico più potente. (Probabilmente <a href="http://www.feathers.uk.net/">lei</a> sa dirvi qualcosa in più). In poche parole: Friedman lavora sulla logica matematica, e ha cercato di scoprire qual è il minimo numero di assiomi logici necessario per risolvere alcuni problemi sulla teoria dei grafi.</p>

<p>Poi si passa al problema P contro NP, senza assolutamente dare nemmeno un accenno su <a href="http://www.ilpost.it/mauriziocodogno/2010/08/09/p-np-o-no/">cosa sia</a>, e limitandosi a catastrofiche previsioni sulla fine dell'Internette nel caso venisse risolto. Le parole di Friedman sono sensate: ammesso e non concesso che tecniche come le sue risolvano il problema, mi sa che siano non costruttive e quindi non si potrà automaticamente trovare un algoritmo "veloce" per craccare le tecniche crittografiche usate oggi. Non parliamo poi della banale considerazione che tra la teoria e la pratica corre spesso un oceano: se si dimostrasse che esistono algoritmi che non ci mettono un tempo esponenziale per terminare, ma poi scopriamo che ci vuole un tempo pari a <i>n</i><sup>100</sup> per un dato iniziale di grandezza <i>n</i>, l'informatico e il matematico sarebbero felicissimi ma il tizio della NSA che vorrebbe usare l'algoritmo per decrittare i messaggi segreti o più banalmente per trovare il nostro codice segreto del bancomat non se ne farebbe nulla.</p>

<p>Qual è la morale di tutto questo? che io, brontolone quale sono sempre, continuo a pensare che scrivere qualcosa senza sapere di che cosa si stia parlando è non solo inutile (se non per riempire qualche colonna del giornale) ma dannoso, perché il temerario che si dedica comunque alla lettura resterà con la netta impressione che la matematica sia qualcosa di assolutamente incomprensibile a priori. Qualcuno glielo potrebbe spiegare ai redattori dei quotidiani?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Titoli e traduzioni</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201011/006918.html</link>
      <description><![CDATA[<p>In occasione della nuova edizione del capolavoro di Thomas Mann e del cambio di titolo, da <i>La montagna incantata</i> a <i>La montagna magica</i> (nota a latere: nel 1932 l'opera mozartiana <i>Die Zauberflöte"</i> era già nota come <i>Il flauto magico</i>: chissà perché questa scelta traduttoria...) Repubblica ha pensato bene di preparare <a href="http://www.repubblica.it/statickpm3/rep-locali/repubblica/popup/2010/titoli/01.html">un'infografica</a> con una lista di libri e opere il cui titolo non è tradotto per nulla letteralmente.</p>

<p>Possiamo discutere sulle scelte: per quanto mi riguarda, "The Catcher in the Rye" non avrebbe avuto alcun senso tradotto letteralmente (e comunque il catcher è il ricevitore, non un semplice "giocatore di baseball"). Ma se fai una cosa del genere e metti le traduzioni letterali, magari potrebbe essere opportuno verificare che il mockingbird non è esattamente l'usignolo (che sarebbe stato il nightingale)... altrimenti qualche sorrisetto di compatimento spunterà immediatamente!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Opportunità linguistiche</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201010/006889.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Google metterà in rete una scansione dei rotoli del Mar Morto. Come il Corsera <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_ottobre_20/rotoli-marmorto-google_476f6616-dc37-11df-be1f-00144f02aabc.shtml">ci fa opportunamente sapere</a>, <em>«Per chi non conosce l'Aramaico antico, Google fornirà la traduzione a fronte della trascrizione dei testi originali.»</em>.</p>

<p>Io capisco un errore di battitura, come il «manadati on line» qualche riga sotto. Ma chi ha composto quell'articolo ha letto la frase qui sopra? O è un cultore delle lingue semitiche morte e quindi non si capacita nemmeno che qualcuno possa avere dei problemi a leggere l'aramaico antico?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Offrite al Corsera un GPS!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201009/006836.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Il Corriere della Sera è un giornale con sede a Milano. Oggi il dorso milanese, tra gli articoli sull'esondazione del Seveso e il caos che ne sta seguendo, ha aggiunto una foto con didascalia "Migliaia di automobilisti sono rimasti intrappolati, ieri, in viale Fulvio Testi e viale Zara".</p>

<p>Bene: la foto mostra l'incrocio tra viale Lunigiana e via Melchiorre Gioia: distanza da viale Zara 1,1 km, distanza dalla sede del giornale in via Solferino 2,3 km. Mi sfugge la logica di fare una foto in un punto che non c'entra un tubo con quanto aggiunto in didascalia, e non riesco a capire come sia possibile che nessuno se ne sia accorto (o peggio, che se ne siano accorti e abbiano lasciato perdere). </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>le circonferenze degli ombrelloni</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006798.html</link>
      <description><![CDATA[<p>La notizia è vecchiotta, anche se Sleepers me l'aveva spedita immediatamente; ma le vacanze sono vacanze, e non avevo voglia di mettere su l'armamentario per postare sul blog. <br />
Tanto per cambiare abbiamo il solito pool di ricercatori (stavolta dell'università di Valencia, chissà se la ricerca l'hanno fatta a Ibiza) che <a href="http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/10_agosto_10/raggi-ombrellone-pelle-estate-sole-martinella_238418b0-a44b-11df-81a0-00144f02aabe.shtml">ha studiato</a> l'utilità degli ombrelloni per proteggersi non tanto dal sole quanto dai raggi ultravioletti. Si scopre così che gli ombrelloni usati per il test sono bianchi e blu, ma soprattutto «alti un metro e mezzo e con una circonferenza di 80 centimetri». Ottanta centimetri di circonferenza significa circa venticinque centimetri di diametro; non dico che siano ombrellini da aperitivo, ma nemmeno un ombrello tascabile da pioggia è così piccolo. In effetti Sleepers ha anche recuperato <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1751-1097.2009.00677.x/abstract">l'abstract</a> dell'articolo originale, dove si scopre che gli 80 centimetri sono <i>il raggio</i> dell'ombrellone - e la cosa torna - e anche che l'altezza non è 150 cm ma un metro, il che in compenso dà qualche perplessità sull'altezza del turista vacanziero spagnolo. Resta il fatto che a volte non è nemmeno facile copiare i numeri, mi sa!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Geografia politica</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201007/006726.html</link>
      <description><![CDATA[<p><a href="http://xmau.com/notiziole/files/serbia.JPG"><img src="http://xmau.com/notiziole/thumbf/serbia_t.JPG" alt="[che c'entra la Serbia?]" style="border: solid red medium;" align="left" hspace="4" /></a> Ieri a Trieste c'è stato un vertice a tre tra i presidenti di Italia, Slovenia e Croazia. Naturalmente il Corriere della Sera, come immagino tutti i quotidiani italiani, ha un articolo al riguardo (pagina 19), e anzi ha mandato un inviato, tal Marzio Breda, che ha scritto il suo articolo (almeno per oggi lo trovate <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ST4KS">qui</a>) e l'ha consegnato alla redazione.</p>

<p>La redazione, appunto. Redazione che prende l'articolo, lo controlla, immagina che il lettore medio non riesca a capire a quale nazione si riferisca il presidente Napolitano, e quindi chiosa inserendo una n.d.r.: il paese che il nostro presidente si augura possa entrare presto a far parte dell'Unione Europea è "ovviamente" la Serbia. </p>

<p>Caro ignoto redattore della versione cartacea del principale quotidiano italiano: c'è un vertice fra tre nazioni, che stanno sulle due sponde dell'Adriatico. Due di esse (Italia e Slovenia) fanno parte dell'Unione Europea, la terza (Croazia) no. Secondo te, a quale nazione si stava effettivamente riferendo Napolitano? E cosa mai ti ha fatto decidere di <b>aggiungere</b> una nota insensata per spiegare una cosa già implicitamente scritta nel testo?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>o punto o virgola</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201007/006697.html</link>
      <description><![CDATA[<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_30/Restituite-soldi-dati-a-Propaganda-Fide-sarzanini_36c796bc-8408-11df-a860-00144f02aabe.shtml"><img src="http://xmau.com/notiziole/files/puntoevirgola.PNG" alt="[o punto o virgola]" style="border: solid" hspace="4" align="left" /></a> <a href="http://educazionecinica.splinder.com/">Rectoscopy</a> mi segnala un articolo del Corsera, linkato a partire dal ritaglio quassù. Come vedete, la prima cifra indicata (13,8 milioni di euro) usa la virgola come separatore decimale, mentre la seconda (5.572 milioni di euro) usa il punto, a meno che il tutto non fosse davvero costato cinque <b>miliardi</b> e mezzo. Intendiamoci: anch'io a volte uso la virgola e altre volte il punto, però sto bene attento a lasciare la stessa notazione nel singolo documento. Qua invece abbiamo una confusione a distanza di meno di una riga. Rispetto a quello che normalmente si trova scritto nei quotidiani non c'è nemmeno gusto, ma tant'è...<br />
</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>debito pubblico record: sai che novità</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201006/006666.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Sono arrivati i dati sull'indebitamento italiano ad aprile 2010: 1.812 miliardi e rotti, contro i 1.797 di marzo e i 1.749 dell'aprile scorso. Repubblica <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/06/14/news/bankitalia_debito_pubblico_record_ad_aprile_raggiunge_1_812_miliardi-4823447/">titola</a> «Bankitalia, debito pubblico a livelli record»; il <a href="http://www.corriere.it/economia/10_giugno_14/debito-aprile-bankitalia_8faab59a-7790-11df-9d1c-00144f02aabe.shtml">Corriere</a>, «Debito pubblico: record ad aprile»; <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55905girata.asp">La Stampa</a>, «Bankitalia: record del debito pubblico»; persino Il Sole - 24 Ore <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-06-14/bankitalia-aprile-debito-pubblico-104400.shtml?uuid=AYtUwRyB">scrive</a> «Debito pubblico record ad aprile», continuando con un «rallenta il calo delle entrate» che fa scoprire il piacere di usare le derivate per nascondere le brutte notizie. Occhei, Il Giornale ha preferito <a href="http://www.ilgiornale.it/economia/italia_meglio_parigi_e_berlino_produzione_crescita_dell1/15-06-2010/articolo-id=453162-page=0-comments=1">titolare</a> «Italia meglio di Parigi e Berlino - Produzione in crescita dell’1%» con occhiello «Il debito sale a 1.812 miliardi ma non spaventa. Ecco perché», ma lì si fa sinergia familiare.</p>

<p>Il punto è che il totale del debito pubblico italiano cresce per dieci mesi l'anno, tranne nei mesi in cui si paga anticipo e saldo delle tasse, e il calo del debito in quei due mesi è velocemente recuperato, anche poi a causa dell'inflazione che fa crescere i valori assoluti. Ho preso <a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/qef_31/Debito%20delle%20Amministrazioni%20pubbliche%20-%20Serie%20storiche%20mensili.zip">questo documento</a> (purtroppo fermo fino al 2007) e guardato il debito dal 2001 al 2007; ecco il numero di mesi per anno in cui c'è stato un "debito pubblico record" (ho scelto il non consolidato, ma non cambia molto). 2001: 5; 2002: 10; 2003: 3; 2004: 5; 2005; 5; 2006: 5. Passando ai bollettini economici della Banca d'Italia per gli ultimi anni, abbiamo <a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2008/bolls52/bollec52/be52_appendice.pdf">2007</a>: 3; <a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2009/bolls56/bollec56/be56_appendice.pdf">2008</a>: 5; <a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/bollec/2009/bolls56/bollec56/be56_appendice.pdf">2009</a>: 9. È vero che il record precedente (1.802 miliardi) resisteva da ben sei mesi; ma in media ogni due mesi abbiamo un nuovo record. È proprio il caso di titolare cinque volte l'anno che il debito pubblico è arrivato a un risultato record? Non si può cercare ogni tanto qualche altra frase?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>dominii, siti, indirizzi IP: la solita confusione.</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201005/006582.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Per l'ennesima volta un articolo su uno dei maggiori quotidiani italiani, questa volta <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_maggio_04/internet-mercato-nero-siti_4a7137fc-5778-11df-8ce3-00144f02aabe.shtml">il Corsera</a>, mostra come i nostri giornalisti non siano ancora riusciti a capire l'abc di come funzionino nomi e indirizzi in Internet. </p>

<p>Eva Per<span>as</span>so parte da una notizia direi corretta, che tra pochi mesi non ci saranno più indirizzi IPv4 a disposizione, e riesce a tirare fuori come conseguenza che "per trovare un dominio libero tra quelli di vecchia generazione si spenderà sempre di più", seguendo un percorso tutto nella sua testa. </p>

<p>Provo a spiegare per l'ennesima volta la differenza tra nomi e indirizzi. Queste notiziole sono ospitate all'indirizzo 80.94.113.103, e al nome xmau.com, il che significa che a xmau.com è associato l'indirizzo 80.94.113.103. Ma non è scritto da nessuna parte che l'associazione sia biunivoca, cioè che a un nome corrisponda uno e un solo indirizzo e viceversa! Un sito molto grande potrebbe avere più indirizzi, un po' come il palazzo sede di una banca potrebbe avere più numeri civici, e soprattutto a un indirizzo IP possono corrispondere molti dominii, proprio come molte famiglie di un condominio abitano allo stesso numero civico della stessa via della stessa città. Il concetto non mi sembra così complicato, ma a quanto pare non entra proprio in testa al giornalista tipo. Certo, la mancanza di indirizzi IPv4 si farà sentire, ma non certo per quelle ragioni, o per "i pacchetti di siti acquistati per compiere frodi"...</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (5 maggio, 11:30) Dopo tutto lo sputtanamento ricevuto, ma soprattutto dopo che Mantellini <a href="http://www.mantellini.it/?p=7993">ha raccontato</a> che non era nemmeno stato rettificato, quelli del Corsera hanno cancellato la pagina :-)</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (5 maggio, 13:30) L'articolo è tornato in linea, con l'occhiello <em>«Il seguente articolo era stato pubblicato in una prima versione contenente alcune gravi imprecisioni. Pubblichiamo a seguire una revisione del testo e chiediamo scusa ai lettori. La redazione.»</em> e le frasi incriminate cancellate. Resta comunque poco chiaro chi si accaparri gli indirizzi IPv4, e insomma non segnalerei certo l'articolo per chi volesse sapere cosa sta succedendo: però è giusto apprezzare la redazione del Corriere che ha scritto nero su bianco "ci siamo sbagliati". </p>]]></description>
    </item>

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